Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 128 del 10/4/2002
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(Modifica della normativa sull'incremento delle pensioni minime - n. 3-00809)

PRESIDENTE. L'onorevole Cordoni ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-00809 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 4).

ELENA EMMA CORDONI. Signor Ministro, l'interrogazione per cui oggi ci troviamo in quest'aula è relativa alla famosa promessa elettorale di portare ad un milione di lire la pensione di coloro che si trovano al di sotto di tale importo e che - come lei ben sa - rappresentano circa 7 milioni e mezzo di italiani.
Con la legge finanziaria avete deciso di riconoscere questo aumento solo a due milioni di italiani. Adesso, a quattro mesi dall'approvazione della suddetta legge, apprendiamo dai giornali che i pensionati che godranno, o hanno già goduto dell'aumento, saranno soltanto un milione. In tal modo si spendono solo 1.100 miliardi di lire rispetto ai 4.200 stanziati dalla legge finanziaria per il 2002.
Dunque, vorremmo conoscere quali siano le ragioni di questa platea così ristretta che sarà destinataria delle decisioni adottate dal Parlamento e quali siano gli interventi che il Governo intende adottare al fine di modificare la normativa, per raggiungere il numero di 2.200.000 pensionati che la stessa legge finanziaria aveva indicato come destinatari.

PRESIDENTE. Il ministro del lavoro e delle politiche sociali, onorevole Maroni, ha facoltà di rispondere.

ROBERTO MARONI, Ministro del lavoro e delle politiche sociali. Signor Presidente, l'onorevole Cordoni, nell'atto


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ispettivo all'attenzione del Governo, sostiene che i beneficiari degli incrementi delle maggiorazioni sociali dei trattamenti pensionistici previsti dall'articolo 38 della legge finanziaria per l'anno 2002 saranno in numero inferiore alla previsione di 2 milioni 200 mila. L'onorevole Cordoni chiede, inoltre, di conoscere come il Governo intenda utilizzare il conseguente presunto risparmio di spesa.
Vorrei, al riguardo, precisare che la situazione relativa all'acquisizione dei dati reddituali dei potenziali beneficiari degli aumenti appare oggi ancora estremamente fluida, in considerazione della quantità di risposte ancora in fase di trasmissione all'INPS da parte dei CAF e dei professionisti convenzionati nonché da parte dei pensionati residenti all'estero e da parte dei soggetti che matureranno in corso d'anno i requisiti minimi previsti dalla legge. Non è dato, inoltre, comprendere da quali elementi l'onorevole Cordoni ricavi il convincimento che il 20, 25 per cento di coloro che hanno ricevuto l'aumento a gennaio dovrà rimborsarlo per mancanza dei requisiti. Secondo quanto riferisce l'INPS, si tratta di notizia priva di fondamento. L'istituto, infatti, ha corrisposto a gennaio l'aumento a quei pensionati che già percepivano le maggiorazioni sociali - circa 610 mila - e che hanno mantenuto il relativo diritto anche a seguito delle operazioni di acquisizione dei dati reddituali recentemente condotte.
Mi pare opportuno sottolineare che il numero delle richieste pervenute all'INPS è notevolmente aumentato dal momento in cui ho ritenuto, doverosamente, di dare impulso alle operazioni di erogazione istituendo una commissione ad hoc, con il compito di accertare i motivi dei ritardi. Ad oggi, il totale delle pensioni in pagamento ammonta a un milione 137 mila; per quanto riguarda la rimanente platea per arrivare ai 2 milioni 200 mila, sono 250 mila i soggetti che hanno già comunicato la propria posizione reddituale, in corso di verifica, e 600 mila i soggetti per i quali le dichiarazioni reddittuali, inviate nell'ambito delle verifiche relative all'aumento fino a un milione di lire, non sono ancora state restituite all'INPS e che saranno nuovamente interessati a rilasciare tale dichiarazione con modalità semplificata.
Certamente, potrebbero residuare risorse rispetto a quelle previste nella legge finanziaria, nella quale il Governo ha indicato non la platea dei 2 milioni 200 mila ma la cifra complessiva destinata all'aumento delle pensioni minime - 4.200 miliardi di lire -, in conformità al programma elettorale che prevedeva non l'aumento per tutti, ma il progressivo aumento nel corso del primo anno di Governo. Il Governo ha stanziato 4.200 miliardi di lire che secondo le previsioni INPS corrispondono ad una platea di 2 milioni 200 mila pensionati con i requisiti previsti dalla legge. Quindi, si prevede che i 4.200 miliardi saranno interamente utilizzati. Se dovessero residuare somme, evidentemente, esse saranno destinate all'aumento delle pensioni ad un milione di lire per chi ha meno di 516 euro al mese, modificando la platea. Questo, però, lo sapremo entro fine giugno, quando tutti i dati saranno pervenuti all'INPS.

PRESIDENTE. L'onorevole Cordoni ha facoltà di replicare.
Onorevole Cordoni, le ricordo che ha due minuti a disposizione.

ELENA EMMA CORDONI. Signor Presidente, anche questa volta, come già nel mese scorso, devo dire che la risposta non è soddisfacente. Da dove ho tratto i dati per sostenere che questo sarà l'esito? Ma dal fatto che nella finanziaria voi avete individuato alcuni criteri, per esempio il reddito familiare che è quello che determina la soglia per cui si impedisce a molte persone di accedere al beneficio dell'aumento ad un milione di lire. Ma l'elemento che avete messo in piedi sarà ancora più grave fra qualche tempo e, purtroppo, lo verificheranno gli italiani, al di là di quello che io sostengo e di quello che lei può sostenere. Lo vedranno dalle loro pensioni, perché, con i criteri del reddito familiare, non avendo voluto prestare ascolto ad alcuno - né ai sindacati dei pensionati né


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al dibattito durante l'esame della finanziaria -, lei ha determinato e determinerà che molti destinatari delle cosiddette pensioni sociali l'anno prossimo saranno obbligati a presentare la denuncia dei redditi, avendo superato il limite di reddito esente da fisco, e dovranno restituire somme all'INPS.
Ci ritroveremo di fronte al grande fenomeno del cosiddetto indebito e tutto ciò è dovuto al fatto che avete indicato dei redditi familiari molto bassi e non avete tenuto presente i vari intrecci tra fisco, previdenza e assistenza, che portano a quella scarsa partecipazione nella richiesta dell'aumento, perché non avete voluto stare ad ascoltare, neanche su questo punto, le osservazioni e l'esperienza di coloro che conoscono bene questo mondo, sto parlando del sindacato dei pensionati.
Potrei aggiungere che, durante un dibattito a Porta a porta, di fronte a dei casi molto semplici di persone che le chiedevano se avessero avuto la possibilità di accedere a quell'aumento, lei allora parlò di reddito individuale, mentre nella legge finanziaria avete introdotto il reddito familiare ma con un tetto di reddito così basso che è una delle ragioni principali, e non solo, per cui milioni di persone non si vedono riconosciuta quella promessa elettorale su cui avete costruito gran parte dei vostri successi (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

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