![]() |
![]() |
![]() |
La seduta, sospesa alle 14, è ripresa alle 15.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, concernenti argomenti di competenza del ministro della difesa, del ministro dell'ambiente e delle tutela del territorio, del ministro del lavoro e delle politiche sociali e del ministro per i rapporti con il Parlamento.
PRESIDENTE. L'onorevole Ostillio ha facoltà di MASSIMO OSTILLIO. Onorevole ministro, lei sa, come me, che gli arsenali della marina militare sono praticamente al collasso.
Si tratta di strutture importantissime per le nostre Forze armate, per la marina, ed io credo rappresentino un patrimonio per l'intero paese. In questa vicenda esistono tre soggetti in campo che sono analogamente preoccupati: la Marina militare, che deve garantire l'approntamento operativo delle unità; le maestranze, che vivono questo momento di incertezza con grande palpitazione; il tessuto imprenditoriale di piccole e medie imprese, le quali da sempre operano «attorno» agli arsenali.
PRESIDENTE. Il ministro della difesa, onorevole Martino, ha facoltà di ANTONIO MARTINO, Ministro della difesa. Ringrazio l'onorevole Ostillio per aver posto un problema che a me messinese sta particolarmente a cuore e che è al centro dell'attenzione del ministero. Gli arsenali della Marina militare richiamano ogni nostra attenzione, proprio in virtù della loro rilevanza quali strutture strategiche e di supporto delle forze navali e quali importanti realtà socioeconomiche locali. Al riguardo non vi è alcuna rinuncia da parte del Governo, anzi consideriamo gli arsenali un patrimonio che va salvaguardato nell'interesse generale, come io stesso ho sostenuto in più occasioni ed anche in sede parlamentare. Il loro stato, però, per troppi anni negletto, ne rende problematico il recupero alle auspicate condizioni di efficacia e di funzionalità. Molte iniziative sono in atto, altre sono previste per il futuro.
preoccupazioni dell'onorevole interrogante sulle potenziali problematicità collegate ad una eventuale riproposizione dei blocchi nei prossimi anni. Per questo motivo ho dato corso ad iniziative tese ad evitare una penalizzazione del settore.
PRESIDENTE. L'onorevole Ostillio ha facoltà di MASSIMO OSTILLIO. Signor Presidente, signor ministro, lei ha parlato di un periodo medio-lungo per giungere ad una soluzione concreta e ha parlato di alcuni accorgimenti, di una sorta di stretta sulle spese e di una riorganizzazione minimale che, però, ci preoccupa. Nel frattempo, infatti, gli arsenali deperiscono. Si tratta - torno a ripeterlo - di asset importanti per il paese ed è giusto porli al centro della nostra attenzione. Sostanzialmente, vi è stato uno «stop» anche rispetto ad alcuni provvedimenti assunti dai precedenti governi e questo è un altro aspetto che ci preoccupa.
Con la mia interrogazione le chiedo come si intenda affrontare questo problema, perché sussistono alcuni segnali preoccupanti, quali il blocco delle assunzioni (inserito nella legge finanziaria) e il blocco dei concorsi, che pure erano in atto. Inoltre, non sono pervenuti i fondi aggiuntivi che erano stati stabiliti con la precedente legge finanziaria. Vi è, pertanto, un'incertezza totale sui fondi. Si dice, poi, che i prossimi contratti riguardanti la costruzione di nuove unità navali prevederanno anche la manutenzione programmata a carico delle imprese costruttrici. A tutto ciò, si aggiunge l'andamento dei conti pubblici, che è quello che è. Alla luce di tali fatti, le chiedo cosa possa essere fatto e quali iniziative lei intenda adottare.
Dal punto di vista finanziario, il rilancio degli arsenali comporta oneri gravosi ed al tempo stesso necessari. Rispetto alla situazione congiunturale del 2001 confidiamo in un trend moderatamente crescente del bilancio della difesa, all'interno del quale potrà trovare spazio una maggiore considerazione del settore, al quale riconosciamo, come dicevo prima, alta priorità. Nel 2001, secondo quanto previsto dalla legge finanziaria, tutti i fondi affluiti dalla dismissione degli immobili della difesa sono stati destinati agli arsenali. A tale intervento straordinario si sommano le risorse del bilancio ordinario, pari a circa 8,5 milioni di euro nel 2001 ed a 18 milioni di euro nel 2002 per le misure più urgenti. È tuttavia evidente che una soluzione potrà essere assicurata solo attraverso un intervento mirato - di considerevole portata - di ristrutturazione organizzativa, tecnico-logistica, infrastrutturale e di rinnovamento tecnologico. Tale intervento è allo studio, ma potrà essere realizzato solo nel medio-lungo periodo.
Dal punto di vista organizzativo, la nuova, e già in atto, filosofia di gestione prevede il conseguimento di obiettivi di massima economicità, con un forte recupero della produttività attraverso un'organizzazione del lavoro in linea con i tempi che si basa sulla riqualificazione professionale dei dipendenti, sulla razionalizzazione dei processi e sulla riduzione dei costi di esercizio.
Per quanto riguarda il personale, debbo riconoscere la criticità della situazione organica, soprattutto per le carenze in alcuni livelli funzionali. In tale contesto, il blocco delle assunzioni, stabilito dalla legge finanziaria 2002, non influirà significativamente sui concorsi in atto, che dovrebbero concludersi entro il prossimo ottobre, e provocherà quindi un contenuto slittamento delle relative assunzioni all'anno prossimo. Comprendo, tuttavia, le
Sempre per quanto riguarda il personale civile, è stata avviata l'attività di riqualificazione, con l'espletamento di corsi e concorsi interni, già conclusi per le qualifiche più alte e in via di definizione per le altre qualifiche.
In conclusione, pur ribadendo di condividere le preoccupazioni dell'onorevole Ostillio per la situazione degli arsenali della marina quale effetto dell'inadeguata attenzione loro riservata nel passato, ritengo che per il futuro possano maturare e stiano maturando migliori prospettive.
Ricordo che l'onorevole Ostillio ha due minuti di tempo a disposizione. Scusatemi se sono un po' intransigente sui termini temporali, ma è questo tipo di rito che li prevede tali. Prego, onorevole Ostillio.
Permangono le vacanze organiche - ne ha parlato anche lei - e la Marina militare è stata costretta a spostare alla squadra navale un cospicuo numero di dipendenti affinché potessero assicurare gli interventi di manutenzione immediata e urgente che si fossero resi necessari.
Sono diminuiti i fondi destinati a lavori da affidare all'esterno, a quel tessuto di piccole e medie imprese di cui parlavo prima, e non è stato neppure varato il nuovo regolamento di contabilità che doveva assicurare la contabilità industriale a questi arsenali. I direttori degli arsenali sono veri e propri manager, ma non hanno gli strumenti per poter operare: non ci sono gli strumenti di contabilità e non vi è stata la riduzione dei capitoli di spesa che, pure, era uno dei capisaldi dell'azione di riforma varata in precedenza. Non credo sia un problema di schieramento politico e, come lei sa, la Commissione difesa non si è mai divisa, in sostanza, sui provvedimenti portati alla nostra attenzione. Sappiamo tutti, qualsiasi sia la nostra appartenenza politica, che le questioni che attengono alla difesa costituiscono un problema nazionale su cui non ci si può dividere.
Tuttavia, lei è un'economista, oltre ad essere ministro e parlamentare, e sa che non si può continuare così. Lei ha definito gli arsenali strategici in Commissione, ma purtroppo se continua questo andamento non si potrà più procedere al meglio. Concludo dicendo che siamo di fronte a un bivio: o effettuiamo un investimento oppure bisogna trovare rapidamente altre alternative su cui, signor ministro, occorre da subito avviare uno studio.


