Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 126 dell'8/4/2002
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Discussione della mozione Duca ed altri n. 1-00054 concernente l'Accordo tra l'ENAV e la società Italflight System (ore 17,40).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della mozione Duca ed altri n. 1-00054, concernente l'accordo tra l'ENAV e la società Italflight System (vedi l'allegato A - Mozioni sezione 1).
Avverto che è stata altresì presentata la mozione Romani ed altri n. 1-00061, che vertendo sullo stesso argomento, verrà svolta congiuntamente (vedi l'allegato A - Mozioni sezione 1).
La ripartizione dei tempi riservati alla discussione delle mozioni è pubblicata in calce al vigente calendario dei lavori (vedi resoconto stenografico della seduta del 3 aprile).

(Discussione sulle linee generali)

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sulle linee generali delle mozioni.
È iscritto a parlare l'onorevole Duca, che illustrerà anche la sua mozione n. 1-00054. Ne ha facoltà.

EUGENIO DUCA. Signor Presidente, nell'illustrare la mozione all'ordine del giorno, premetto due notazioni.
In primo luogo, alla lettera b), a causa di un refuso, compaiono due errori: sul costo per l'ENAV di un'ora di volo, che è pari a 7,5 milioni di lire (anziché a 6,5) e, inoltre, sul numero delle ore di volo, che è di 1.200, anziché di 12.000 (uno zero è di troppo); conseguentemente, la maggiore spesa ammonta a 2,4 miliardi di lire.
In secondo luogo, desidero sottolineare che il contenuto della mozione presentata in aula è stato riproposto anche, all'unanimità, dalla IX Commissione, con una risoluzione che ha indicato le predette correzioni ed anche alcune modifiche accolte dai rappresentanti dei gruppi. Peraltro, come lei ha accennato, signor Presidente, il medesimo testo è stato ripresen
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dai rappresentanti di tutti i gruppi in Assemblea e su tale nuovo testo il gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo esprimerà unitariamente il proprio voto favorevole.
Per quanto riguarda il merito delle mozioni, si tratta, a nostro avviso, di una brutta vicenda, della quale abbiamo avuto notizia da alcuni articoli di stampa, in particolare del quotidiano la Repubblica, che ha pubblicato i testi di alcune intercettazioni telefoniche eseguite nel corso dell'indagine promossa dalla magistratura milanese dopo il gravissimo incidente di Linate, il più grave incidente mai avvenuto nella storia dell'aviazione civile italiana (le vittime furono 116 e centinaia di famigliari aspettano con ansia di conoscere cosa sia accaduto e cosa verrà fatto per evitare che simili tragedie si verifichino ancora).
Come è noto, dopo l'incidente di Milano-Linate, la Camera e il Senato hanno istituito un comitato di indagine, composto da deputati e senatori delle Commissioni permanenti, che concluderà i suoi lavori entro un paio di mesi. Ebbene, durante i lavori del comitato sono stati depositati dall'ENAV documenti riferiti anche al servizio di radiomisure (quelle che sono oggetto della mozione odierna) e sono state svolte numerose audizioni. Durante una di queste (con i dirigenti dell'ENAV), ad una precisa domanda relativa alla possibilità di esternalizzare i servizi di radiomisura, ponendoli al di fuori dell'ENAV, la risposta fu decisamente di diniego. Invece, si stava procedendo, nell'ottobre del 2001, proprio alla costituzione di una apposita società per il servizio di radiomisure; una società tenacemente quanto segretamente perseguita dall'amministratore delegato e dal presidente dell'ENAV Spa, anche all'oscuro di una parte del consiglio di amministrazione della stessa ENAV. Perché? E perché, come è emerso con chiarezza e anche con tristezza durante le audizioni del comitato, si sono verificati, tra l'amministratore delegato e il presidente dell'ENAV, episodi al limite dell'irresponsabilità? Sono volate frasi e parole molto grosse, quasi che ci trovassimo di fronte a due nemici, l'uno contro l'altro armati. Proprio quel presidente dell'ENAV, Spano, poi nominato presidente di questa nuova società che l'Ente nazionale di assistenza al volo, che - ricordo - è una società a capitale interamente pubblico, ha costituito insieme alla Tecnosistemi Spa. Si tratta di una società dal nome Italflight System Spa, della quale detengono ciascuna il 50 per cento del capitale sociale, per un valore rispettivamente pari a 500 milioni di lire.
Questa società, in base al contratto, dovrà esercitare l'attività di lavoro aereo ed in particolare l'attività di radiomisure a radio, radar, aiuti alla navigazione aerea, il controllo degli aiuti visivi luminosi, l'attività di telerilevamento, aerofotogrammetria, rilevamento inquinamento, controllo delle interferenze radio e sorveglianza aerea per l'ambiente, al fine di rispondere alla domanda istituzionale e privata, nazionale ed internazionale.
Le predette attività, signor Presidente, colleghi, per espresse disposizioni di legge, sono attribuite all'ENAV in base all'articolo 3 comma 1, lettera l), del decreto del Presidente della Repubblica n. 145 del 1981; la società, all'epoca un'azienda autonoma dello Stato, successivamente trasformata in ENAV, ha per legge il compito di provvedere ai controlli a terra e in volo sulla rispondenza agli standard delle radioassistenze e degli aiuti luminosi per l'atterraggio. Non solo, la stessa legge istitutiva dell'ENAV, all'articolo 2, stabilisce che l'ENAV provvede al controllo in volo delle procedure operative e della radiomisurazione degli apparati di radionavigazione nonché della certificazione dei propri impianti. Inoltre, l'accordo del 12 dicembre 2000 sottoscritto tra Governo, l'ENAV e le organizzazioni sindacali dei lavoratori stabilisce, al punto 1, che la futura società, cioè l'ENAV Spa, svolgerà in proprio tutte le attività attualmente svolte, direttamente o indirettamente connesse alla fornitura di servizi di assistenza al volo.
Come si può vedere, quindi, esistono leggi, decreti, accordi sindacali, che vanno in direzione opposta; anzi, l'accordo sottoscritto


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tra l'ENAV e la Tecnosistemi viola palesemente norme di legge, decreti e accordi sindacali.
Si tratta di un accordo a tempo indeterminato ed è molto strano che, in un periodo in cui si parla tanto di lavoro a tempo determinato, un contratto segreto venga stipulato a tempo indeterminato. Una società stanzia 500 milioni di lire insieme ad una società dello Stato che ne aggiunge altri 500 e diventano proprietarie, per metà, di una serie di servizi con una modalità abbastanza curiosa anche da spiegare: gli aerei che si alzano per effettuare la radiomisurazione in volo sono messi a disposizione dall'ENAV Spa; il personale è composto da controllori di volo di ENAV Spa; i tecnici sono di ENAV Spa; la strumentazione tecnica è di proprieta di ENAV Spa; l'unica cosa che mette a disposizione Tecnosistemi Spa tramite una propria società controllata sono due elicotteri. Insomma, si tratta di una società un po' troppo sbilanciata.
Tra l'altro si tratta di una società che offre questo servizio a 9,5 milioni di lire per ogni ora volata a fronte di quanto dichiarato dall'ENAV Spa che, in proprio, per effettuare questo stesso servizio, spende 7,5 milioni di lire per ogni ora volata, dunque, con una spesa pari a due milioni di lire in più all'ora. Una società tutta in perdita che viene creata, come ho ricordato prima, contro le norme e quando, di fronte ad una Commissione parlamentare composta da deputati e senatori, viene posta una precisa domanda su questo punto, la risposta dei massimi vertici dell'ENAV è stata negativa: la società è stata creata in segreto e probabilmente, se non fosse stato per la grave sciagura che si è verificata e per la conseguente indagine della magistratura, saremmo venuti a conoscenza della sua esistenza solo dopo il 2 marzo (data della sua entrata in funzione).
Per questi motivi all'interno della Commissione è stata trovata un'intesa unanime con i gruppi di maggioranza e gli altri di opposizione - ed io non posso che apprezzarlo - per la presentazione di una risoluzione unitaria con la quale si impegna il Governo ad intervenire affinché siano annullati gli atti compiuti dall'ENAV in relazione alla costituzione della società Italflight e all'accordo sottoscritto il 24 gennaio 2002, anche in considerazione del fatto, oltre quanto già illustrato, che, molto probabilmente, la Commissione ed il Parlamento metteranno mano anche all'attuale organizzazione dell'aviazione civile italiana e probabilmente alcune di queste funzioni saranno demandate ad altri enti pubblici.
Quindi, come ho già anticipato, domani confluiremo su una risoluzione unitaria, così come abbiamo fatto in Commissione ed auspichiamo che il Governo, tramite i poteri conferiti al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti dall'articolo 1, comma 3, della legge n. 665 del 1996, eserciti la dovuta vigilanza. Certo sarebbe stato meglio intervenire prima, ma meglio tardi che mai.
Sarebbe forse stato più opportuno, visto l'andazzo che stava prendendo la vicenda, utilizzare quel meccanismo di controllo previsto dalla legge in vigore piuttosto che perdere tempo, per due mesi, attorno ad un improponibile commissariamento, in quanto una Spa non può essere commissariata (dovrebbe saperlo il ministro del tesoro visto che ha svolto studi che sono noti anche ad un aspirante ragioniere). L'esercizio di tale controllo era stato richiesto, tra l'altro, anche dalla Commissione a seguito dell'audizione che ho richiamato all'inizio e che fu veramente tragica per l'irresponsabilità mostrata dal presidente dell'ENAV Spa.
Comunque, meglio tardi che mai e speriamo che dopo il voto dell'Assemblea si possa quanto prima porre fine a questa brutta vicenda.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Sanza, che illustrerà anche la mozione Romani n. 1-00061, di cui è cofirmatario. Ne ha facoltà.

ANGELO SANZA. Signor Presidente, onorevole rappresentante del Governo, un testo analogo a quello della mozione n. 1-00061, di cui è primo firmatario il presidente


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onorevole Romani, è stato votato in Commissione all'unanimità da tutti i gruppi politici, ed indica, in modo chiaro e puntuale, la volontà del Parlamento in merito ad una delicatissima problematica. La volontà unanime del Parlamento, che ribadisco anche oggi in Assemblea, è quella di sciogliere la società Italflight, costituita dall'ENAV e da Tecnosistemi.
Ritengo però sia il caso di partire da tale vicenda per sottoporre ancora una volta al Governo il tema molto delicato della sicurezza nel trasporto aereo. Personalmente non intendo dare giudizi di merito sui vantaggi o gli svantaggi economici che l'ENAV avrebbe ricavato dall'assegnazione di compiti suoi propri alla costituenda società Italflight, anche perché, come veniva poc'anzi ricordato, tali compiti spettano solo ed esclusivamente all'ENAV stessa. Si tratta di valutazioni tecniche che sono certo saranno considerate dal neocommissario dell'ENAV, nominato dal ministro dell'economia dopo i luttuosi fatti di Linate.
Oggi al Parlamento compete, casomai, la denuncia del comportamento dei vertici dell'ENAV che, prima del commissariamento, in un'audizione in Commissione, avevano lasciato intendere la volontà di mantenere l'attività di radiomisura, così come molte altre attività concernenti la sicurezza del volo, in capo all'ENAV stessa, proprio mentre era in corso la costituzione della società Italflight Spa, cui appunto affidare tali funzioni.
Dicevo prima che siamo molto preoccupati non solo per tale vicenda, ma per l'intero comparto della sicurezza aerea. La conclusione dell'indagine conoscitiva svolta dalle Commissioni IX della Camera e VIII del Senato dovrà, me lo auguro, aiutare a definire un compiuto processo di riforma di tale delicato settore. Il legislatore, in sede di riforma dell'azienda ENAV, probabilmente ha trascurato il fatto che l'attività viene svolta in regime di monopolio e di cost recovery (vale a dire che non c'è un costo aggiuntivo da parte dello Stato, ma che è comunque lo Stato stesso ad avere la prerogativa di tale attività).
Inoltre, l'adozione di un modello Spa, anche se pubblico, non ha risolto i problemi di gestione. Dopo appena dieci mesi dalla trasformazione dell'ENAV da ente pubblico economico a Spa, le conclusioni che si possono trarre da questa gestione tendono più ad un giudizio negativo che non già ad un giudizio positivo. Questa forte societarizzazione di alcune attività portate avanti dalle gestioni precedenti dimostra (e, al riguardo, ci fa riflettere) come la privatizzazione, in un primo momento solo formale, con la trasformazione dell'ENAV in Spa, stia diventando sostanziale. A nostro avviso (questa è una preoccupazione profonda), ciò potrebbe provocare una frammentazione delle attività pericolosissima per la sicurezza del volo.
È proprio di pochi giorni fa la notizia del fallimento del sistema inglese. Il Governo britannico è stato costretto ad intervenire energicamente con fondi pubblici proprio per salvare la società per il controllo del traffico aereo di quel paese (la NATS). Ciò che avviene in altri paesi deve farci riflettere, per evitare che si commettano errori anche nel nostro.
In conclusione, la sicurezza del volo ha bisogno di interventi e investimenti che possono anche essere improduttivi ai fini del profitto, ma che non possono essere trascurati dagli enti preposti alla fornitura degli stessi perché ne va di mezzo la sicurezza del volo e di migliaia di utenti del trasporto aereo.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Lusetti. Ne ha facoltà.

RENZO LUSETTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor sottosegretario, la mozione unitaria - a cui il gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo che rappresento aderisce e che è stata approvata in Commissione sotto forma di risoluzione qualche settimana fa - è importante perché viene presentata alla fine di un percorso che - come già i colleghi Duca e Sanza hanno specificato nel loro intervento - ha avuto origine, purtroppo, con l'incidente aereo di Linate e che sta procedendo con una relazione finale che la Commissione


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dovrà svolgere per definire le linee strategiche in base alle quali è necessario preparare una proposta di legge che riordini l'intero sistema del trasporto aereo. È, quindi, importante fare chiarezza, fin da subito, sulla vicenda Italflight, come hanno affermato poco fa i colleghi Duca e Sanza.
I problemi sono riportati in maniera organica sia nella mozione Duca ed altri n. 1-00054 (che, se ho ben capito, verrà ritirata) sia nella mozione Romani ed altri n. 1-00061 e ciò dimostra, come dicevo prima, l'unità della Commissione; si tratta di problemi che hanno una loro valenza specifica e dettagliata. Il vero problema, però, è che in questa società costituita dall'ENAV e dalla Tecnosistemi vi è un'assoluta assenza di criteri e procedure per la scelta del partner da parte dell'ENAV.
In Commissione abbiamo assistito ad audizioni per certi versi drammatiche, con affermazioni che hanno messo in dubbio addirittura la sicurezza del volo. Da qui credo sia nata anche l'esigenza da parte del Governo di procedere a liquidare - lo dico tra virgolette - il presidente, l'amministratore delegato e l'intero consiglio di amministrazione dell'ENAV.
Vi sono ancora molte scelte da compiere per procedere nella trasparenza. Tutto il sistema delle radiomisure non può essere appaltato ad una società terza, peraltro costituita con scarsi criteri di trasparenza. Occorre fare chiarezza anche rispetto a tutto il sistema di radiomisure dell'ENAV. Tale struttura è, oggi, sovrastrutturata: ha nuovi equipaggi, cioè 18 piloti, con il risultato che, mediamente, ciascun pilota effettua meno di 100 ore di volo annue, contro la media di 700-800 ore annue effettuate dai piloti commerciali.
Nella valutazione commerciale compiuta per definire il capitale sociale della società Italflight non sono state tenute in alcun conto alcune importanti questioni. In primo luogo, l'avviamento di questa struttura è tutto dell'ENAV e, quindi, vi è una presenza di un capitale di fatto in questa nuova società apportato dall'ENAV. In secondo luogo, le licenze per svolgere questo lavoro aereo sono possedute solamente dall'ENAV: si tratta di un know how che l'ENAV non ha fatto pesare nei confronti del suo partner nella costituzione di questa nuova società. Per di più, manca sostanzialmente la predisposizione di un business plan che, tra le altre cose, faccia capire le ipotesi di sviluppo di questa attività e la conseguente strategia dell'Italflight per collocarsi sul mercato. Se, infatti, l'esigenza fosse stata solamente quella di svolgere il lavoro per conto dell'ENAV, questo avrebbe potuto essere fatto dall'ENAV direttamente, come da contratto di programma tra l'ENAV Spa ed il Governo. In mancanza di una politica di espansione dell'ENAV, che per la verità adesso non vediamo, l'ENAV rimarrebbe l'unico cliente e non verrebbero superati i problemi connessi all'eccedenza del personale pilota di cui ho parlato in precedenza.
Per tutti questi motivi credo si debba procedere rapidamente, come dice la mozione, ad intervenire perché siano annullati tutti gli atti compiuti dall'ENAV in relazione alla costituzione della società Italflight all'inizio di quest'anno. Non sarà semplice: il Parlamento ha un potere sovrano ma, di fronte ad obblighi contrattuali assunti dall'ENAV nei confronti di un potenziale partner, non so come si possa giungere ad una risoluzione in tempi rapidissimi. Il problema esiste ed è anche molto importante. Si parla già di un contenzioso minacciato dal partner dell'ENAV, cioè Tecnosistemi, a fronte di una serie di problemi che - lo dico al sottosegretario Mammola - sono purtroppo ancora presenti nel trasporto aereo.
Voglio ricordare che - onorevole rappresentante del Governo, ne ho fatto oggetto di alcune interrogazioni - in due occasioni consecutive (la prima durante la notte tra il 4 e il 5 aprile, l'altra tra il 5 e il 6 aprile) si è verificato l'ennesimo blackout totale del sistema di controllo radar e delle frequenze operative utilizzate per le comunicazioni terra-bordo-terra nei settori dell'aeroporto civile di Roma Ciampino: i blackout sono durati rispettivamente 180 e 90 minuti.


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Rispetto a tale fenomeno ci sono verificati diversi problemi e non è la prima volta perché tutto ciò è accaduto anche qualche settimana fa e, in data 20 marzo, ne ho fatto oggetto di un'altra interrogazione, a cui non mi è stato risposto.
Se tali blackout non fossero avvenuti di notte, ci domandiamo tutti quali conseguenze sarebbero potute verificarsi sotto il profilo della sicurezza; quindi, è evidente che da questo punto di vista sussiste un problema per il trasporto aereo. In più, subito dopo Pasqua - ne hanno parlato i giornali qualche giorno fa - si sono verificate due mancate collisioni tra aeromobili civili e militari nello spazio aereo del nord-est italiano e, di conseguenza, è legittima qualche preoccupazione da parte non solo del Parlamento italiano - nella fattispecie la Camera dei deputati - ma anche dei passeggeri, degli utenti e dei cittadini che chiedono di essere messi nelle condizioni di volare con una certa sicurezza.
Allora, credo che l'impegno del Governo debba essere forte e massimo e che debba andare oltre la mozione al nostro esame, la quale chiede di ripristinare una sorta di legalità nella gestione di alcune operazioni da parte dell'ENAV. Tale impegno dell'esecutivo deve tenere anche conto del lavoro che è stato fatto, soprattutto da parte dei controllori di volo. Vorrei spendere una parola per i controllori di volo che stanno impegnandosi molto per far volare sicuri gli italiani, soprattutto nella fase che comincia ora, cioè prima dell'estate, in cui ci sarà un incremento dei passeggeri e anche dei voli: ritengo sia importante un loro forte impegno, per garantire la sicurezza del traffico aereo.
Siccome sussistono tanti problemi, è necessario che anche il nuovo amministratore dell'ENAV si ponga quelli strutturali del volo e del trasporto aereo; infatti, mi risulta che - anche in questo caso ne ho fatto oggetto di un'interrogazione - da parte del nuovo commissario ci sia, sotto il profilo contabile, amministrativo e finanziario, un impegno per riordinare tale settore all'interno dell'ENAV ma non ci sia ancora un forte impegno nella gestione della problematica attinente al traffico aereo.
È vero che il commissario è presente da poco tempo ma è altrettanto vero che gli aerei continuano a volare quotidianamente, anzi, come ho detto prima, si sta verificando un incremento dei voli nel nostro paese. Quindi, ritengo che la mozione al nostro esame sia fondamentale ed indispensabile e spero venga approvata all'unanimità dalla Camera dei deputati perché tutto ciò darebbe forza, credo anche al Governo, per porre in essere alcuni atti nei confronti di questa Spa, ben sapendo che si tratta di una società per azioni, e per fare in modo che anche il nuovo amministratore unico dell'ENAV svolga un lavoro diretto a garantire la sicurezza del trasporto aereo.
Mi auguro anche - lo proporremo domani nell'ufficio di presidenza - che, a breve, si possa svolgere un'audizione del nuovo amministratore unico dell'ENAV, in quanto vogliamo comprendere quali siano le prospettive rispetto al trasporto aereo, ben sapendo che la mozione oggi in esame rappresenta un tassello fondamentale per fare, sostanzialmente, pulizia e per svolgere un lavoro utile per ripartire da capo rispetto ad un tema che ci deve vedere non protagonisti, ma responsabili.
Se approveremo questa mozione faremo un primo importante passo, cui dovranno seguire: l'approvazione della relazione del Comitato paritetico per la sicurezza sul trasporto aereo; una legge di riordino dell'intero sistema del trasporto aereo e un impegno, sul piano della gestione operativa quotidiana, del servizio del traffico aereo, in quanto è importante viaggiare in condizioni di sicurezza.
Per questo motivo vi invito ad approvare all'unanimità questa mozione, sottoscritta da tutti i gruppi presenti in questa Camera e per questa ragione ho speso qualche parola a favore dei controllori di volo, in quanto di fronte a queste inadempienze, a questi blackout, a questi incidenti che si sono verificati, è necessario avere saldezza di nervi per far fronte alle emergenze. A tal fine è necessario disporre


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di una struttura integra, nella pienezza dei suoi poteri e capace di dare disposizioni chiare, precise e proiettate in un futuro anche abbastanza ampio, ma capace soprattutto di far sì che tutti gli italiani possano viaggiare in situazioni di sicurezza.

PRESIDENTE. Non vi sono altri iscritti a parlare e pertanto dichiaro chiusa la discussione sulle linee generali delle mozioni.

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