Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 126 dell'8/4/2002
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(Repliche del relatore e del Governo - A.C. 2425)

PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il relatore, onorevole Cristaldi.

NICOLÒ CRISTALDI, Relatore. Rinunzio alla replica, signor Presidente.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo.

LUCIO STANCA, Ministro per l'innovazione e le tecnologie. Signor Presidente, onorevoli deputati, ritengo che la conferenza internazionale di Palermo che si svolgerà nei prossimi giorni, praticamente a partire da domani - sono già in arrivo le delegazioni straniere -, e che si svolgerà nei giorni di mercoledì e giovedì (siamo, quindi, alla vigilia) sia un evento molto importante, al di là della risonanza, dell'interesse e della dimensione che sta via via assumendo e che certo non immaginavamo qualche tempo fa.
Vi riferisco alcuni dati di aggiornamento, solo per avere un'idea di come questa iniziativa italiana sia stata accolta. Innanzitutto, rammento che la conferenza internazionale concerne l'e-government per lo sviluppo, cioè è rivolta ai cosiddetti paesi in via di sviluppo ed è organizzata con il pieno coinvolgimento, supporto ed incoraggiamento dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, tant'è che anche nel programma vi sono parecchi interventi di rappresentanti delle Nazioni Unite, cominciando dal vicesegretario generale.
Ad oggi (le iscrizioni sono ancora aperte) hanno assicurato la partecipazione di delegazioni in rappresentanza di 84 paesi, di cui quasi 60 sono paesi in via di sviluppo. Saranno presenti dai 20 ai 22 ministri e quattro o cinque Capi di Stato o di Governo. Quindi, quello che sto cercando di dirvi è che non solo l'iniziativa ha ricevuto un'attenzione davvero rilevante da parte dei paesi e delle Nazioni Unite, che ci hanno fornito un aiuto determinante nell'organizzazione, ma che saranno presenti, ai massimi livelli, anche organizzazioni molto importanti, che saranno ancora più importanti nell'attuazione dei programmi che vogliamo realizzare. Per esempio, assisteranno via videoconferenza il presidente della Banca Mondiale, Wolfensohn - ma sarà fisicamente presente un suo diretto collaboratore - e il presidente della Banca interamericana per lo sviluppo (la banca che attiene allo sviluppo economico e alle istituzioni finanziarie delle Americhe); saranno presenti il segretario generale dell'Unione internazionale delle comunicazioni, il vicesegretario generale delle Nazioni Unite per gli affari economici e sociali, Nitin Desai, come ho già accennato, e il presidente del comitato economico e sociale delle Nazioni Unite.
Sono presenti il presidente attuale della DOT force, il viceministro dell'industria canadese, il commissario europeo alla Società dell'informazione, Erkki Liikanen, i ministri competenti per l'e-government di Sudafrica, Mozambico, Giordania, Tunisia, Slovenia, Nigeria, Senegal, Bolivia, Albania, Libano, Romania, Sudan, Costarica, Malta. Abbiamo rappresentanti di importanti organizzazioni non governative, a livello nazionale ed internazionale (One World International, E-think tank Tanzania,


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Trasparency International, Markle Foundation e, tra le italiane, Alisei e Movimondo).
Volevo comunicarvi tutti questi dati per sottolineare l'adesione, non solo alla Conferenza, ma all'iniziativa del Governo italiano. In cosa consiste? È il risultato della task force del gruppo di lavoro lanciato ad Okinawa dal gruppo del G8 in merito alla Digital Opportunity Task force, all'opportunità del mondo digitale. È un gruppo di lavoro che abbiamo presieduto lo scorso anno e che ha presentato i risultati al meeting di Genova; in quella sede si elencava una serie di azioni di aiuto nel campo del digital divide, per fare in modo che i paesi in via di sviluppo potessero utilizzare queste tecnologie come strumento per la loro crescita economica e sociale. Tra le aree di intervento era indicata anche l'e-government, ossia l'applicazione di queste tecnologie alla pubblica amministrazione.
Il Governo italiano e il Presidente del Consiglio Berlusconi hanno deciso che ci focalizzassimo su quest'area, visto anche l'impegno che abbiamo assunto, come Governo italiano, nell'ambito dell'azione di Governo. Infatti, siamo convinti che, in questo caso, si operi su un'area strategica, determinante per lo sviluppo di questi paesi. Se l'applicazione di queste tecnologie per una migliore pubblica amministrazione è importante - dichiarazione del Consiglio europeo di Barcellona di un mese fa, in cui c'è stato il rilancio della iniziativa e-Europa e la focalizzazione sull'e-governemnt - per i paesi cosiddetti moderni, ricchi, come quelli europei, è comprensibile a tutti che il ruolo del pubblica amministrazione nei paesi in via di sviluppo è ancora più determinante per condizionare in senso positivo o negativo lo sviluppo di questi paesi.
Se anche attraverso l'intervento dell'innovazione tecnologica si possono aiutare questi paesi a realizzare pubbliche amministrazioni più affidabili, più trasparenti, più sicure, oltre che maggiormente efficienti, abbiamo, quanto meno, raggiunto due importanti risultati: un processo di democratizzazione all'interno di questi stessi paesi e soprattutto - lo sottolineo - la credibilità di questi paesi al fine di attrarre investimenti o finanziamenti dall'esterno (investimenti privati o aiuti finanziari che i paesi cosiddetti ricchi devono sicuramente potenziare). Avere una pubblica amministrazione che garantisca l'utilizzo di queste risorse, che dia certezza e trasparenza, diventa una condizione essenziale.
Quest'esigenza è avvertita dagli stessi paesi in via di sviluppo, soprattutto da quelli che stanno già lavorando in questo campo. Quando abbiamo contattato i cinque paesi (abbiamo infatti limitato la nostra proposta ad essi, sebbene mi sia stato riferito che altri paesi vorrebbero partecipare alla nostra iniziativa), essi erano già al lavoro ed hanno accolto con il massimo interesse la nostra proposta che non è solo un intervento di consulenza o di preparazione in termini di strategia; esso è caratterizzato dalla disponibilità che abbiamo mostrato a questi Governi di lavorare insieme e in loco per realizzare dei progetti. Sottolineo ciò, perché è un aspetto caratterizzante della nostra iniziativa, rispetto a tante altre che sono ancora in corso, a livello mondiale, sul grande tema dell'utilizzo delle moderne tecnologie nei paesi in via di sviluppo.
Hanno aderito con entusiasmo - lo dico sinceramente - paesi come l'Albania, la Tunisia, la Giordania, il Mozambico e la Nigeria. Con ognuno di essi abbiamo cominciato a lavorare ed ognuno ha scelto liberamente le aree di maggiore interesse, dal catasto alla contabilità generale, dal registro della popolazione alla gestione delle tasse.
In base alle proprie priorità, ognuno ha focalizzato un'area rispetto al modello di riferimento che abbiamo adottato, costituito dalla raccolta delle migliori pratiche a livello mondiale. In occasione di questa Conferenza presenteremo lo stato della nostra iniziativa, diremo dove siamo arrivati in termini di collaborazione e cosa intendiamo fare in futuro; soprattutto, abbiamo invitato questi 60 paesi in via di sviluppo a presentare anche le loro esperienze nel campo dell'utilizzo delle tecnologie


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dell'informazione e delle telecomunicazioni nelle loro pubbliche amministrazioni.
Il passo successivo, dopo Palermo, sarà certamente di portare la nostra iniziativa, come esempio di miglior pratica, all'attenzione degli altri Stati membri del gruppo del G8, in modo tale da invogliare gli altri paesi di tale gruppo ad applicare lo stesso approccio e, quindi, a moltiplicare gli interventi in questo campo così importante per lo sviluppo degli indicati paesi.
Queste, in sintesi, le caratteristiche più importanti della nostra iniziativa.
Per quanto riguarda, in modo specifico, la Conferenza, l'urgenza è evidente. Sono un neofita della vita parlamentare e politica, ma mi sembra di ricordare che, per l'organizzazione del summit del G8 di Genova, schedulato con anticipo di tre o quattro anni (perché la rotazione prestabilita dà modo di avere una visibilità di almeno quattro o cinque anni), sia stato comunque adottato dai precedenti Governi un decreto-legge, proprio perché l'organizzazione di eventi siffatti richiede, di per sé, l'uso di uno strumento così immediato e flessibile.
È chiaro che se, invece, avessimo dovuto seguire l'iter ordinario, che richiede tempi più lunghi, oggi non saremmo stati assolutamente in grado di organizzare la Conferenza. Peraltro, quest'ultima non è stata pianificata anni fa, ma abbiamo cominciato a pensarvi da pochissimi mesi, allorquando, messa a fuoco l'iniziativa, abbiamo constatato l'interesse che essa suscitava nei paesi ai quali l'abbiamo proposta. Quindi, siamo stati costretti dall'urgenza ad utilizzare lo strumento del decreto-legge.
Per quanto riguarda alcune osservazioni qui proposte, tengo a precisare che abbiamo coinvolto le realtà locali, tant'è che siamo ospiti dell'Assemblea regionale siciliana. Anche la regione siciliana, la provincia ed il comune di Palermo fanno sentire la loro presenza: per mezzo dei loro massimi rappresentanti, partecipano e ci stanno dando una mano sostanziale nell'organizzazione. Praticamente, l'organizzazione è curata quasi esclusivamente da imprese siciliane e, per tutto quanto attiene all'organizzazione della manifestazione, abbiamo anche coinvolto l'università di Palermo (per quanto riguarda i contenuti) ed il Cerisdi (presso il quale si è svolta una discussione di presentazione sugli aspetti ed i contenuti dell'iniziativa italiana). Quindi, credo che abbiamo coinvolto in modo più che sufficiente ed adeguato tutte le realtà presenti in Sicilia e, più specificamente, a Palermo.
Per quanto riguarda, inoltre, il ricorso alla sponsorizzazione da parte di alcune imprese, desidero sottolineare, in primo luogo, che il coinvolgimento di tutti gli attori - anzitutto dei governi, delle istituzioni internazionali e delle organizzazioni non governative e, perché no, anche delle imprese private - è stato caldeggiato dalle Nazioni Unite. Ad ogni modo, la sponsorizzazione è limitata solo alla fornitura di alcune infrastrutture tecniche ed organizzative (faccio un banale esempio: una grossa azienda automobilistica italiana ci ha fornito le automobili per il trasporto ed una grossa azienda di computer ci ha fornito le macchine per l'organizzazione della sala stampa). La sponsorizzazione è limitata - lo ribadisco - ai predetti aspetti di natura prettamente organizzativa.
Per quanto riguarda maggiori informazioni su questa iniziativa, sulla politica più generale del Governo relativamente allo sforzo di modernizzazione della società italiana, in particolare della pubblica amministrazione, è inutile dirlo, sono pienamente disponibile a tutti i confronti e a tutti i dibattiti. Credo di essere già stato due volte in Commissione, ma sono disponibilissimo a riferire, subito dopo la Conferenza di Palermo, sui risultati ottenuti, sulle conclusioni, oltre che a parlare delle iniziative riguardanti il nostro paese.
Volevo fare un ultimo commento. Mi dispiace di non essere presente domani e mi scuso. Da stasera, infatti, mi troverò a ricevere le delegazioni, che stanno già arrivando a Palermo. Quindi, solo un'esigenza di rappresentatività, che mi costringe ad essere a Palermo da domani,


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non mi consentirà di essere presente al momento delle votazioni (Applausi).

PRESIDENTE. Il seguito del dibattito è rinviato ad altra seduta.

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