Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 126 dell'8/4/2002
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Discussione del disegno di legge: Conversione in legge del decreto-legge 25 febbraio 2002, n. 17, recante misure urgenti per lo svolgimento della Conferenza internazionale di Palermo sull'e-government per lo sviluppo (2425) (ore 15,35).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge: Conversione in legge del decreto-legge 25 febbraio 2002, n. 17, recante misure urgenti per lo svolgimento della Conferenza internazionale di Palermo sull'e-government per lo sviluppo.

(Discussione sulle linee generali - A.C. 2425)

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sulle linee generali.
Avverto che la I Commissione (Affari costituzionali) si intende autorizzata a riferire oralmente.
Il relatore, onorevole Cristaldi, ha facoltà di svolgere la relazione.

NICOLÒ CRISTALDI, Relatore. Signor Presidente, signor ministro, onorevoli colleghi, tra il 21 e il 23 luglio del 2000 ad Okinawa il G8 fissava alcuni punti strategici e importanti, tendenti a migliorare la qualità della vita nel nostro pianeta. Si tratta di punti strategici rilevantissimi se si pensa che passano alcune affermazioni fra le quali: ridurre del 50 per cento il numero di persone che vivono in condizione di povertà estrema tra il 1990 e il 2015, garantire l'istruzione primaria a tutti i bambini entro il 2015, raggiungere la parità uomo-donna e promuovere l'improvement delle donne, eliminando le disparità di genere nel sistema di istruzione primaria e secondaria entro il 2005, ridurre di due terzi la mortalità infantile tra il 1990


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e il 2015, ridurre di tre quarti la mortalità materna fra il 1990 e il 2015, fornire possibilità di accesso a tutti coloro che necessitano di servizi sanitari per la procreazione entro il 2015, attuare strategie nazionali di sviluppo sostenibile entro il 2005 in modo da arrestare il processo di distruzione delle risorse ambientali entro il 2015.
All'interno di questi giganteschi obiettivi sono stati fissati dei momenti intermedi - se si vuole anche transitori - e soprattutto sono stati individuati dei mezzi e dei sistemi capaci di creare le condizioni per il raggiungimento di tali obiettivi. Uno di questi mezzi è stato individuato dal vertice del G8 del 2000 attraverso la costituzione della DOT Force, una sorta di digital opportunity task force, nel tentativo non soltanto di organizzare il sistema digitale tra i paesi che possiedono sistemi avanzati e tecnologicamente moderni, ma anche per ricercare gli interlocutori, al fine di evitare che il grande patrimonio delle conoscenze digitali e tecnologiche restasse di esclusiva competenza dei paesi industrializzati ed avanzati.
Non c'è dubbio che anche lo stesso processo di globalizzazione ha posto già negli anni scorsi ma pone soprattutto in questo momento dei seri interrogativi circa il fatto che ci sarebbero dei paesi, come in effetti ci sono, che camminano a velocità superiore rispetto ad altri.
Allora, non ci può essere il miglioramento della qualità della vita nell'intero pianeta se non si crea una sinergia tra i paesi industrializzati ed avanzati e quelli in via di sviluppo: soltanto con la logica della sinergia e della collaborazione sarà possibile raggiungere gli obiettivi fissati nella Conferenza di Okinawa.
Un passaggio fondamentale e importante diventa la Conferenza di Palermo perché, da questo punto di vista, l'Italia assume un ruolo fondamentale e diventa il paese guida, non solo nel G8, ma all'interno dei tanti paesi che hanno dato la loro adesione a questa Conferenza: l'Italia afferma un principio fondamentale di politica estera e si riafferma anche come paese in grado di ospitare eventi di tale portata.
In verità, non è la prima volta che in Sicilia si tengono occasioni di questa natura. Già in altri momenti, la stessa ONU, attraverso le proprie organizzazioni, ha chiamato a discutere i paesi dell'intero pianeta sulla situazione della criminalità organizzata. Inoltre, già altre occasioni sono state ospitate a Palermo quando, ad esempio, grazie al ministro delle finanze e alla Guardia di finanza, fu organizzato un grande seminario internazionale sul riciclaggio del denaro.
Naturalmente, questa ulteriore occasione evidenzia che vi è una Sicilia ancora affetta dalla mafia, ancora prigioniera della criminalità organizzata, ma anche una Sicilia che cerca di presentare la propria immagine utilizzando le cose positive che possiede.
Si tratta della conversione di un decreto-legge che consente, appunto, l'organizzazione di questa conferenza che, come tutti sanno, si terrà il 10 e l'11 aprile. Quindi, il decreto-legge al nostro esame si giustifica essendo imminente l'organizzazione della suddetta conferenza mentre l'iter di un ordinario disegno di legge non avrebbe potuto trovare riscontro da parte del Parlamento.
È un'occasione importante anche dal punto di vista dell'immagine; infatti, ci sono oltre 30 paesi in via di sviluppo che hanno assicurato la loro rappresentanza, Capi di Stato, Capi di Governo e sarà possibile discutere dei tanti momenti che dovranno essere affrontati per il raggiungimento degli obiettivi cui ho fatto cenno.
La copertura finanziaria è, naturalmente, legata all'assistenza locale, nel senso che non tutto quello che si deciderà a Palermo sarà realizzato attraverso questo disegno di legge; tuttavia, nasceranno strutture che, anche in futuro, potranno collaborare.
L'organizzazione è affidata all'Italia con una propria task force e con la collaborazione del dipartimento degli affari sociali ed economici delle Nazioni Unite. Dunque, si tratterà di discutere


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dell'attuale situazione sul piano della tecnologia digitale e di come sia possibile trasferire le conoscenze dei paesi sviluppati verso quelli in via di sviluppo.
Dell'importanza di tale provvedimento si è già detto ed è opportuno evidenziare che, anche in sede di dibattito in Commissione, non vi sono stati particolari problemi. Infatti, era stato presentato un solo emendamento sul quale è stato espresso parere contrario, in quanto lo stesso tendeva a sopprimere una parte della copertura finanziaria necessaria per lo svolgimento della suddetta conferenza. Evidentemente, se fosse stato approvato quell'emendamento la conferenza non si sarebbe potuta tenere.
Quindi, si tratta di un'occasione importante per il nostro paese e auspichiamo che questa importante conferenza possa svolgersi attraverso il pronunciamento unanime del Parlamento.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo.

LUCIO STANCA, Ministro per l'innovazione e le tecnologie. Signor Presidente, mi riservo di intervenire in sede di replica.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Lusetti. Ne ha facoltà.

RENZO LUSETTI. Signor Presidente, signor ministro, colleghi, questo provvedimento - come già evidenziato dal relatore nel suo intervento - è sicuramente importante per il contenuto di questa conferenza che, tra qualche giorno, si terrà a Palermo. Se ne è discusso nella Commissione Affari costituzionali e anche nella Commissione Trasporti, visto l'oggetto dell'intervento di cui stiamo trattando. È ovvio che un'iniziativa del genere non può che trovare il plauso di tutti i gruppi, sia di maggioranza sia di opposizione, in quanto si tratta di analizzare un tema, anche nei confronti dei paesi in via di sviluppo, che si va evolvendo in senso tecnologicamente avanzato, anche rispetto al possibile aumento del divario tra i paesi industrializzati come il nostro e quelli in via di sviluppo.
Signor ministro, dico subito che noi non presenteremo emendamenti: vogliamo che il provvedimento vada avanti perché è giusto che la Conferenza si tenga; oltretutto, da ciò che apprendo tramite Internet, deduco che ormai è già quasi tutto pronto. Quindi, ripeto: è giusto che la Conferenza si tenga. Tuttavia, se me lo consente, approfitterei di questa occasione per rivolgerle alcune domande visto che lei interverrà in sede di replica.
Innanzitutto, quanto alla decretazione d'urgenza - non mi soffermo sull'argomento se non per venti secondi - vorrei solo rilevare che in genere il ricorso a tale strumento non è mai positivo: esso si adotta se proprio ve ne è la necessità; in questo caso, a mio avviso ci sarebbe stato tempo per operare altrimenti. Comunque, non si tratta di un problema politico rilevante. Ciò che le chiedo, signor ministro, è di capire un po' meglio con quali contenuti partecipiamo a questa Conferenza. Come vede sono documentato: ho letto, oggi, su Il Sole 24 Ore sia l'intervista che lei ha rilasciato sia l'inserto dedicato all'e-government per lo sviluppo.
Tuttavia, avrei preferito che ci fosse un confronto un pochino più articolato tra Governo e Parlamento, magari anche in Commissione. Io sono uno di coloro che, ogni tanto, presentano interrogazioni senza ottenere risposta; si tratta di iniziative intraprese non per polemica ma soltanto per conoscenza, per sapere come stia procedendo la task force sulla larga banda o per capire come stia operando il suo Ministero, che, peraltro, reputo importantissimo per lo sviluppo tecnologico del paese. Tra qualche giorno le chiederò anche di partecipare ad una seconda audizione in Commissione - mi pare, infatti, che lei ne abbia svolta una soltanto - per avere un quadro complessivo e più ampio del problema dell'innovazione tecnologica, del suo piano di sviluppo ma, soprattutto, del larga banda: mi pare siano questi gli aspetti da analizzare. Vorrei capire quali siano le intenzioni del Governo sul tema.
Nella fattispecie, ritengo che il piano d'azione per colmare il divario digitale con i paesi in via di sviluppo sia molto importante


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e significativo; il modello digitale di riferimento, ormai, sta assumendo proporzioni sempre più importanti nel nostro paese. Si pensi soltanto al tema della TV digitale su frequenze terrestri che esula dalla sua competenza, perché è di pertinenza del suo collega Gasparri e, più in generale, dell'authority. Comunque, si tratta di temi che nei prossimi anni avranno uno sviluppo enorme.
Signor ministro, sarà lei, nella sua replica, a dirci qualcosa in più; in ogni caso, senza nulla togliere al Governo ed alla sua azione autonoma, avrei preferito che lei fosse venuto in Parlamento a discutere nel merito, per avere un confronto costruttivo su un tema così importante e per capire un po' meglio come siano articolati i cinque progetti pilota da lei citati e di cui si parlerà nella Conferenza di Palermo. Leggo nella sua intervista che l'Albania è interessata ai sistemi informatici di base come l'anagrafe dei cittadini e che Tunisia e Giordania puntano sugli acquisti pubblici on-line - non ho capito il riferimento alla Consip perché sull'argomento ho qualche perplessità, ma ciò esula dal nostro tema - mentre Mozambico e Nigeria sulla contabilità pubblica. Credo che le intenzioni vadano oltre questi cinque progetti sperimentali che reputo molto importanti e significativi; tuttavia, ritengo necessario un disegno più ampio ed organico, a fronte della volontà da parte del Governo, anzi dell'Italia, di colmare il divario digitale tra paesi come il nostro - e l'Europa, più in generale - e paesi in via di sviluppo; a questo proposito, credo che sulla rete informatica globale a basso costo si debba manifestare un solido impegno del Governo.
Signor ministro, vedo che il suo dicastero sta procedendo; tuttavia, esiste un problema di difetto di informazione; non mi riferisco tanto ai canali mediatici, quanto alla necessità di un confronto un pochino più serrato con il Parlamento. Questo lo sostengono anche i colleghi della maggioranza e non è soltanto un problema di rapporti con l'opposizione; quindi, compatibilmente con i suoi impegni, la invito ad essere più presente per consentire una discussione articolata su un tema così importante.
Voglio ricordarle che sul tema della larga banda, durante l'esame della legge finanziaria, noi avevamo proposto alcuni emendamenti che sono stati respinti, non da lei personalmente, ma da chi rappresentava il Governo, nella fattispecie il senatore Vegas (che, del resto, ne ha respinti tanti di emendamenti, figuriamoci se questo è un problema). Tuttavia, dico di fare attenzione anche a un digital divide italiano, perché esiste anche un problema di questo tipo. Lei stesso, nell'audizione che si svolse in Commissione, si preoccupò di sottolineare un tema molto importante come questo: abbiamo alcune zone del paese assolutamente irraggiungibili dal punto di vista tecnologico e informatico; abbiamo gran parte della popolazione che è ancora in difficoltà rispetto all'utilizzo delle strutture informatiche e delle strutture che fanno capo a tutta questa area semantica dell'innovazione tecnologica. D'altra parte, è sotto gli occhi di tutti il fatto che i nostri figli sono più capaci di noi ad utilizzare i computer ed hanno più dimestichezza con questi nuovi strumenti. Tuttavia, anche qui, c'è un problema di alfabetizzazione di una fascia di popolazione molto ampia, che non riguarda gli ottantenni, ma, a mio avviso, anche i quarantenni come me, i cinquantenni o i sessantenni perché non hanno avuto occasione...

MICHELE SAPONARA. Ce n'è per tutti!

RENZO LUSETTI. Ce n'è per tutti! Sì, giustamente (Si ride).
Perché non hanno avuto occasione di avere un rapporto diretto con queste strutture.
Pertanto, chiedo a lei e al suo dicastero un impegno abbastanza forte nel coprire quelle fasce di età e quelle zone geografiche che oggi non riescono ad essere raggiunte dalla innovazione tecnologica in senso lato, quindi della possibilità di saper utilizzare e saper cogliere le novità e anche l'utilità di queste nuove tecnologie.


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Mi sono un po' lamentato perché sulla larga banda avevamo presentato alcuni emendamenti che proponevano sgravi fiscali, non tanto per le aziende che devono fare investimenti (perché immagino che le risorse finanziarie ce le abbiano), ma per quelle aziende, piccole e medie, che forse devono sopportare alcuni costi per poter accedere alla larga banda. Quindi, l'idea che si potesse fare un investimento, anche minimo, per consentire alle medie e soprattutto alle piccole imprese (che sono tantissime nel tessuto sociale italiano) di accedere alla larga banda poteva essere un modo per fare un investimento finalizzato ad incentivare queste aziende a raggiungere questo risultato. Infatti, costruire la larga banda è un fatto molto importante nel nostro paese, ma bisogna anche consentirne l'accesso. C'è un saggio di Jeremy Rifkin uscito un paio di anni fa, che forse lei conosce, intitolato L'era dell'accesso, in cui si dice che oggi, alle soglie del terzo millennio, non è più importante la proprietà di un bene, ma averne l'accesso: quindi, è importante costruire questa larga banda, ma anche consentire a chi può di utilizzarla. Questo lo si deve fare anche incentivando il suo utilizzo e per questo avevo proposto degli sgravi fiscali. Ho ricevuto un «no» secco da parte di chi rappresentava il Governo in quel momento, ossia il senatore Vegas; noi insisteremo nel presentare emendamenti: in seguito, signor ministro, vedremo cosa avrà da dire su questo tema anche il suo dicastero.
Tornando al tema in discussione, questo è un decreto-legge puro e semplice che stanzia dei fondi doverosi per poter svolgere questa importante conferenza e anche per garantire l'ordine pubblico, perché ovviamente non possiamo non tutelare tutti questi Capi di Stato e rappresentanti dei governi comunque presenti. Non so se la sede giusta fosse l'esame di questo decreto-legge, ma avrei gradito che si svolgesse un confronto politico serio e articolato (che mi auguro ci potrà essere dopo questa conferenza), anche rispetto a quello che il Presidente del Consiglio andrà a dire al vertice che si terrà a giugno in Canada, quando porterà i risultati di questa conferenza. In sostanza, gradirei che ci fosse un confronto tra il Governo e l'intero Parlamento per trarre le conclusioni di questa conferenza.
Il programma è molto vasto e articolato, le parole saranno tante; credo sarà poi compito del Governo italiano fare un po' la sintesi di quello che emerge, capire le prospettive e gli orizzonti oltre l'impegno sui cinque progetti sperimentali di cui sia il sottoscritto sia il collega Cristaldi abbiamo parlato in precedenza. Bisogna capire che ruolo politico potrà giocare l'Italia in una fase così importante, rispetto ad una politica estera caratterizzata da eventi drammatici come quelli che stanno avvenendo in Palestina e in Medio Oriente. Vi è bisogno di un ruolo molto forte ed importante anche dal punto di vista delle innovazioni tecnologiche.
Ritengo si debba procedere secondo lo schema poco articolato dettato dal decreto-legge, che si limita a stanziare fondi e a garantire la sicurezza per lo svolgimento di questa conferenza. Chiedo tuttavia al Governo di essere un pochino più esplicito sui contenuti che si andranno ad esprimere in questa conferenza e che, successivamente, vi sia un confronto serrato in Parlamento per poter discutere di questo importante tema e capire quali siano le linee generali dell'esecutivo per affrontare, non solo il tema del digital divide, ma anche quello relativo allo sviluppo della larga banda e dell'innovazione tecnologica in generale.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Saponara. Ne ha facoltà.

MICHELE SAPONARA. Signor Presidente, il gruppo di Forza Italia voterà a favore del disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 25 febbraio 2002, n. 17, recante misure urgenti per lo svolgimento della conferenza internazionale di Palermo sull'e-government per lo sviluppo.
Il ministro, in due audizioni tenute presso la I Commissione, ha chiarito abbastanza il significato e la ratio di questo provvedimento, ed ha reso plastico il concetto


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relativo all'e-government. Si tratta di un nuovo modello di gestione dei processi di sviluppo della pubblica amministrazione, una diversa e più flessibile conduzione del rapporto tra Stato e imprese e tra Stato e cittadini; una miscela di tecnologie e procedure organizzative, un concetto che descrive un'infrastruttura capace di muoversi rapidamente, di reagire al cambiamento, di comunicare con i suoi utenti esterni (cittadini e aziende) e interni (funzionari governativi), garantendo un grado di efficienza sconosciuta ai frequentatori di molti pubblici uffici.
Negli Stati Uniti, in alcuni casi, lo Stato offre ai propri cittadini l'accesso virtuale agli uffici, mostrando fino in fondo il suo volto rinnovato di Stato leggero, flessibile e deburocratizzato. I cittadini accendono il computer e da casa pagano comodamente il bollo auto, rinnovano la patente, sperimentano tutti i vantaggi della rete, soprattutto in termini di servizi integrati. Va da sé che questa situazione richiede una rivoluzione culturale negli uffici pubblici e una diversa e più matura consapevolezza da parte di tutti i dipendenti pubblici circa il loro ruolo e la necessità di una costante professionalizzazione.
Siamo nell'ambito di quel processo di ammodernamento previsto dal programma del Governo Berlusconi che, certamente, fa seguito a delle iniziative assunte dai precedenti governi e portate avanti.
Qual è il motivo della conferenza? Quello di poter estendere ai paesi in via di sviluppo questo mondo, questa nuova cultura, queste nuove tecnologie onde colmare il divario digitale con questi paesi.
Il Presidente del Consiglio ha affidato al ministro per l'innovazione e le tecnologie il compito di sviluppare un modello digitale di riferimento delle funzioni e dei servizi dell'amministrazione pubblica, adattato in modo da soddisfare i requisiti dei paesi in via di sviluppo. Questo è l'ammodernamento, l'innovazione e la novità del programma di Governo!
È un grande evento, quindi, che offre all'Italia una grande visibilità (così come aveva fatto anche la conferenza di Palermo sulla criminalità organizzata promossa dall'ONU) che, come auspicava il collega Lusetti, può essere senz'altro necessaria ed importante per il ruolo che l'Italia va assumendo nel mondo, specialmente in questo momento di crisi del Medio Oriente.
È un grande evento, quindi, a cui parteciperanno il Segretario generale delle Nazione Unite, quattro Capi di governo dei paesi in via di sviluppo e trenta ministri; il che significa una ribalta importante che darà all'Italia la possibilità di acquisire visibilità e valore nello scacchiere internazionale e di ottenere anche alcuni contratti, intessendo rapporti economici e finanziari con tutti i paesi del mondo che usufruiscono di questa tecnologia e comunque di questa iniziativa.
Il decreto-legge risponde ai requisiti di urgenza perché la conferenza si approssima (mi pare si terrà domani). Anche Lusetti e l'opposizione ne condividono la ragione, il fondamento e l'importanza, ma richiedono un dibattito più approfondito sulle finalità, sulle modalità e sul significato profondo di questa iniziativa.
Noi confidiamo sul fatto che il ministro possa soddisfare tutte le esigenze e le richieste di legittima curiosità istituzionale dell'opposizione in modo che tutti possano esprimere un voto sul provvedimento con convinzione e con serenità.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Marone. Ne ha facoltà.

RICCARDO MARONE. Signor Presidente, rilevo una certa sproporzione tra l'importanza dell'evento e l'essenzialità del provvedimento legislativo al nostro esame. Ovviamente, quanto più si ritiene importante un evento di questo tipo (tutti noi lo riteniamo importante), tanto più sarebbe stato utile e necessario che il provvedimento legislativo avesse fatto chiarezza sulle finalità e sul contenuto della conferenza. Anche a voler leggere con molta attenzione e con molta calma questo provvedimento, mi pare che esso si occupi esclusivamente della parte finanziaria dell'organizzazione della conferenza, ma nulla ci dice sugli scopi e sull'organizzazione


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stessa. Ciò lo dice chi, come affermava anche Lusetti, ha una formazione culturale prevalentemente cartacea (specialmente noi della vecchia generazione) e si avvicina con umiltà a temi di questo tipo e chi vi si avvicina e cerca di adoperarli anche in maniera molto artigianale, con la consapevolezza dell'importanza in positivo di questi strumenti, ma anche dei rischi in negativo che strumenti di questo tipo hanno, specialmente nei rapporti con i paesi del terzo mondo.
Noi abbiamo già vissuto un'esperienza di questo genere - lo evidenziavo, come lei signor ministro ricorderà, in Commissione -, abbiamo già vissuto la preoccupazione che le sponsorizzazioni di soggetti che patrocinano tali eventi possano condizionarli in qualche maniera verso tematiche che non sono quelle che noi tutti, pubblici amministratori, vogliamo che siano. Da questo punto di vista, noi chiederemmo un approfondimento e al ministro rivolgiamo la richiesta di fornire un quadro preciso delle finalità della conferenza. Siamo infatti convinti che il tema sia importante, fondamentale. È il tema del futuro ed anche il tema dei futuri rapporti tra i paesi industrializzati del G8 e quelli del terzo mondo e delle modalità attraverso cui questi rapporti si articoleranno; ciò è fondamentale per la politica esistente tra noi e loro.
Siamo fondamentalmente favorevoli all'organizzazione di eventi e conferenze internazionali, favorevoli al fatto che i paesi del terzo mondo possano usufruire delle tecnologie e degli strumenti dei paesi industrializzati. Tuttavia, vogliamo che ciò avvenga nella maniera più corretta, senza una posizione di predominio, ma che accada esattamente l'inverso, ovvero che i paesi «ricchi», anche se le virgolette non sarebbero necessarie, aiutino i paesi del terzo mondo ed il loro sviluppo anche digitale; non vogliamo, come tante persone e movimenti temono e ai quali occorre prestare attenzione, che il tutto possa risolversi semplicemente in un'occasione di apertura di mercati economici. Questo è il rischio che esiste e che noi non imputiamo né al Governo né ad alcuno; si tratta di un rischio oggettivo del mercato che può essere disciplinato e governato da chi ha funzioni di Governo. In questo senso, riteniamo che un minimo di approfondimento e di conoscenza da parte del Parlamento sarebbe utile per decidere la nostra posizione e il nostro voto su questo provvedimento.
Ritengo infine che siano due gli elementi che difettano a questo decreto-legge: il primo riguarda il coinvolgimento delle città, nel senso che le città spesso pagano soltanto i costi e le conseguenze negative dell'organizzazione di tali eventi. Non sono più eventi che recano lustro o che rappresentano un'occasione di conoscenza delle città stesse; in molti casi sono anche eventi che creano problemi. Non a caso il Governo si preoccupa di predisporre un nuovo significativo finanziamento per le forze dell'ordine; evidentemente si temono problemi di questa natura. Ciò è avvenuto e quindi fa bene il Governo a prevedere uno stanziamento. Mi auguro, e credo sia l'augurio di tutti, che lo stanziamento di fondi non venga adoperato, tuttavia, l'esperienza del passato ci insegna che spesso quei fondi sono necessari. Proprio per prevenire e per evitare il rischio che quei fondi siano spesi, un coinvolgimento della città organizzatrice e dei soggetti o dei movimenti più sensibili a tali tematiche potrebbe aiutare nello svolgimento della conferenza.
Vorrei infine segnalare un problema che mi sembra opportunamente sia stato segnalato dal comitato per la legislazione. È previsto un forte stanziamento di fondi, ma non si è a conoscenza del soggetto destinatario di tali fondi. Il comitato per la legislazione sottolinea l'utilità di individuare espressamente il soggetto preposto all'organizzazione della conferenza e, conseguentemente, destinatario degli stanziamenti finanziari.
Leggo il parere, ma non mi pare sia stato recepito dal Governo.
Anche per quanto riguarda la ripartizione dei fondi, abbiamo avuto segnalazioni di affidamento a trattativa privata dell'organizzazione e della comunicazione dell'evento. Tali segnalazioni, se rispondessero


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a verità, ci vedrebbero profondamente contrari. Anche da questo punto di vista, signor ministro, le chiederei un chiarimento, perché non vediamo le ragioni per le quali sia stata affidata a trattativa privata l'organizzazione di un evento previsto da tempo e che, quindi, poteva essere normalmente organizzato attraverso una regolare gara. Anche nella tabella e nella relazione tecnica allegata, non vi è chiarezza sulla finalità dei fondi, perché la formula «organizzazione sede della conferenza», così generica e che sostanzialmente impegna una fetta rilevante del costo complessivo dell'organizzazione, ci induce a chiedere un chiarimento anche per le nostre determinazioni.

PRESIDENTE. Non essendovi altri iscritti a parlare, dichiaro chiusa la discussione sulle linee generali.

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