Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 123 del 26/3/2002
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DICHIARAZIONE DI VOTO FINALE DEL DEPUTATO GIUSEPPE FRANCESCO MARIA MARINELLO SUL DISEGNO DI LEGGE DI CONVERSIONE N. 2516

GIUSEPPE FRANCESCO MARIA MARINELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'iter parlamentare del decreto-legge 25 gennaio 2002, n. 4, verso la sua tempestiva conversione è stato sicuramente insolito e ci ha costretto, sia nei lavori delle Commissioni che dell'Assemblea, a tempi rigidamente contingentati.
Eppure siamo riusciti ad assumere importantissimi provvedimenti finalizzati a superare lo stato di crisi del settore zootecnico, del comparto agricolo e del settore della pesca.
Gli emendamenti del Governo, della Commissione e dei colleghi del Senato hanno finito per costruire un provvedimento corposo, che dalle opposizioni è stato definito «omnibus» e che il sottosegretario Scarpa Bonazza Buora ha paragonato ad un treno cui via via si aggiungevano dei vagoni. Ma si tratta dei vagoni pieni di un treno che non deraglia e che recepisce il contributo delle categorie, delle regioni, dei gruppi parlamentari, anche di opposizione.
A tal proposito ricordo come siano stati recepiti tra i contenuti del Governo parecchi emendamenti che erano stati proposti in sede di legge finanziaria.
Non voglio ricordare analiticamente i singoli interventi, perché è già stato fatto in sede di discussione sulle linee generali e durante il dibattito in aula. Ritengo necessario sottolineare che l'impegno del Governo, confermato anche dall'accettazione dell'ordine del giorno presentato dalla maggioranza, a rivedere la copertura finanziaria fa di fatto decadere i rilievi di natura politica amplificati nello specifico dall'opposizione.
La stessa accettazione di numerosi ordini del giorno dimostra l'ampia disponibilità del Governo nei confronti delle proposte migliorative avanzate.
Certamente la necessità e l'urgenza che ci hanno spinto ad operare e che hanno caratterizzato l'iter non sono addebitabili a questa maggioranza, ma dimostrano come le tematiche in oggetto siano state probabilmente sottostimate se non addirittura ignorate da chi ci ha preceduti.
Il nostro sforzo sarà teso alla graduale emersione dal procelloso mare della necessità e dell'urgenza; siamo fiduciosi di riuscirci, avendo la consapevolezza di conoscere il punto di approdo e di saper tracciare la rotta più idonea.
La nostra maggioranza è e sarà contraddistinta dal fare. I vasti settori della zootecnia, della pesca e dell'agricoltura


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hanno grandi aspettative e meritano grandi risposte, che chi ci ha preceduto, con la propria gestione confusionaria, inconsapevole, talvolta pittoresca, non ha voluto e saputo fare.
A noi spetta il compito di lasciare, alla fine del nostro percorso, il settore dell'agroalimentare in ripresa.

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