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GIOVANNI RUSSO SPENA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Colleghi, per cortesia, abbiate un attimo di pazienza perché ci sarà sicuramente anche il voto sul Trattato di Nizza, come previsto. Prego, onorevole Russo Spena.
GIOVANNI RUSSO SPENA. Signor Presidente, avevo chiesto la parola mezz'ora fa. La ringrazio...
PRESIDENTE. Be', mezz'ora fa eravamo su un altro argomento.
GIOVANNI RUSSO SPENA. La sto ringraziando, signor Presidente, per avermela concessa ora. Non accetta i miei ringraziamenti?
PRESIDENTE. Gliel'ho data per usarla in maniera sintetica.
GIOVANNI RUSSO SPENA. Ne farò uso molto sinteticamente.
In relazione all'informativa del Governo, noi riteniamo si ponga una questione di credibilità e di serietà istituzionale. L'esigenza nasce a seguito della presentazione di un'interpellanza comune dell'Ulivo e di Rifondazione comunista al Presidente del Consiglio.
Ora, invece, apprendiamo che all'informativa provvederà il ministro Giovanardi. So benissimo che il ministro Giovanardi rappresenta l'intero Governo dal punto di vista formale, ma qui vi è un problema di sostanza, signor Presidente, squisitamente politico per due motivi.
Su un tema così grave e delicato, sul quale i singoli ministri hanno parlato molto, a sproposito e con accenti diversi, è indispensabile che si esprima il Presidente del Consiglio, l'unica figura che rappresenta il Governo nella sua collegialità e che, quindi, può confermare o smentire.
In secondo luogo - e questa è la sostanza del problema - ritengo insopportabile, francamente, che il Presidente del Consiglio parli solo attraverso messaggi a reti unificate o attraverso la conferenza stampa delle 16 di oggi (Applausi dei deputati dei gruppi di Rifondazione comunista, dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, della Margherita, DL-l'Ulivo e Misto-Comunisti italiani).
Evidentemente, egli non ama la fatica del dibattito parlamentare, ma le suggestioni plebiscitarie. Questo è inaccettabile! Noi lo ribadiamo: chiediamo che all'interpellanza su un tema così delicato intervenga il Presidente del Consiglio, il quale rappresenta l'intero Governo nella sua collegialità (Applausi dei deputati dei gruppi di Rifondazione comunista, dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, della Margherita, DL-l'Ulivo e Misto-Comunisti italiani).
PRESIDENTE. Onorevole Russo Spena, poiché non voglio fare finta di essere ingenuo e posso dunque immaginare che, dopo di lei, l'onorevole Violante, e magari l'onorevole Castagnetti, chiederanno la parola per parlare su questo argomento, vorrei fare appello ad un minimo di deontologia in quest'aula.
Dobbiamo passare ad un altro punto all'ordine del giorno - l'affermazione fatta da lei, che sarà ripetuta, probabilmente, anche da altri, è perfettamente legittima, sia ben chiaro, io non mi scandalizzo, ma andrebbe resa quando si svolgeranno le comunicazioni del Governo - secondo quanto deciso dalla Conferenza dei presidenti di gruppo e non, in maniera surrettizia, dal Presidente.
Pertanto, faccio un appello: non aprite un dibattito e limitatevi ad utilizzare due minuti per gruppo, altrimenti corriamo il rischio di non potere gestire l'andamento dei lavori.
LUCIANO VIOLANTE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUCIANO VIOLANTE. Signor Presidente, vorrei annunciare che ritiriamo l'interpellanza perché riteniamo che ad un atto di questo genere possa rispondere soltanto chi rappresenta l'indirizzo unitario del Governo. Questa personalità politica ha ritenuto opportuno - era legittimo - fare una conferenza stampa alle 16 di oggi, spiegando le cose che avrebbe dovuto spiegare in Assemblea. Questo è particolarmente grave.
È particolarmente grave il disprezzo per il Parlamento che dimostra questo Presidente del Consiglio, con tutta una serie di operazioni che conosciamo. Tra tutte, questa è una delle più gravi perché, prima che egli tenesse la conferenza stampa, noi avevamo informato che volevamo discutere della questione. Ora, ci costringe a ritirare l'interpellanza e la ripresenteremo quando verrà a rispondere alle questioni il Presidente del Consiglio.
Vogliamo sapere quale sia il Governo con il quale abbiamo a che fare, Presidente. Se due ministri di questo Governo dicono che la manifestazione a cui partecipano tre milioni di persone è un attentato alla democrazia e che (Commenti dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza nazionale e della Lega nord Padania)...
PRESIDENTE. Colleghi, per favore.
LUCIANO VIOLANTE. ...una parte politica presente qui è fiancheggiatrice dei terroristi, questo riguarda la democrazia italiana, Presidente. E noi, che intendiamo lanciare e lanciamo un appello unitario al paese, vogliamo sapere per quale motivo ci sono ministri che lacerano il paese ogni giorno. Per questo motivo ritiriamo l'interpellanza e la ripresenteremo quando verrà il Presidente del Consiglio (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, della Margherita, DL-l'Ulivo, Misto-Comunisti italiani e Misto-Verdi-l'Ulivo).
PIERLUIGI CASTAGNETTI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIERLUIGI CASTAGNETTI. Signor Presidente, poiché sono cofirmatario, insieme al collega Violante, dell'interpellanza mi associo a questa comunicazione, a questa decisione che condivido pienamente. Devo dire che c'è un ulteriore elemento di gravità emerso dalla conferenza stampa di oggi pomeriggio del Capo del Governo. Il Capo del Governo ha detto che solo il Presidente del Consiglio e il Vicepresidente del Consiglio possono parlare a nome del Governo. Tutti gli altri membri del Governo che parlano lo fanno sempre a titolo personale (Proteste dei deputati del gruppo di Forza Italia). Lei capisce che, dopo questa dichiarazione, è del tutto evidente che noi non possiamo accettare che non sia il Presidente del Consiglio ad intervenire in questa sede. Quando sarà disponibile il signor Presidente del Consiglio noi ripresenteremo l'interpellanza.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, cerchiamo di riportare il discorso, sotto il profilo regolamentare e istituzionale, nei termini corretti. Prima di tutto, è pieno diritto di ciascun gruppo parlamentare ritirare le interpellanze presentate. In questo caso, noi non stiamo parlando delle interpellanze; questa è una informativa urgente, cosa diversa dalle interpellanze, decisa dalla Conferenza dei capigruppo (Applausi del deputato Elio Vito).
MASSIMO MARIA BERRUTI. Bravo!
PRESIDENTE. Se i gruppi di opposizione - e la cosa mi rammarica - ritengono di non partecipare al dibattito possono benissimo farlo, ma non possono evocare il ritiro di una interpellanza, che possono peraltro ritirare, ma che è una cosa diversa dal dibattito che affronteremo di qui a poco sull'informativa urgente (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza nazionale e della Lega nord Padania).
Onorevoli colleghi, lo dico soprattutto al presidente Violante, per la stima che ho
per lui e per il fatto che si è seduto su questa poltrona di Presidente della Camera: non possiamo andare avanti in una sorta di happening generalizzato per cui non si capisce di che cosa si discute. Abbiamo all'ordine del giorno un'informativa urgente. L'interpellanza potete benissimo ritirarla ma l'informativa urgente è all'ordine del giorno e rimane all'ordine del giorno. Infatti, non è nella disponibilità del Presidente cambiare l'ordine del giorno a seconda del giudizi politici, legittimi, che vengono espressi. Per quanto riguarda il dibattito di questa sera, il ministro per i rapporti con il Parlamento è stato incaricato dal Presidente del Consiglio di rappresentare il Governo, così com'è avvenuto in molte altre occasioni, anche su temi di grande importanza. È possibile che taluno esprima rilievi su tale scelta avendo chiesto, come hanno ricordato l'onorevole Violante, l'onorevole Russo Spena e l'onorevole Castagnetti, la presenza del Presidente del Consiglio o del Vicepresidente del Consiglio. È anche possibile che ci sia un giudizio diverso in ordine alla scelta, che il Governo ha attuato, inviando il ministro dei rapporti con il Parlamento. Dare opinioni diverse rientra nella piena disponibilità dei gruppi parlamentari. Tuttavia, per quanto riguarda la Presidenza della Camera, la suddetta scelta non può che essere giudicata del tutto conforme ai principi regolamentari e alla prassi che si è seguita in tante altre occasioni. Abbiamo precedenti di dibattiti, di non minor rilevanza politica, affrontati dal ministro dei rapporti con il Parlamento. Vi chiedo, per tenere un minimo di correttezza, di passare adesso al punto dell'ordine del giorno come previsto, che è quello relativo al seguito della discussione del disegno di legge di ratifica del Trattato Nizza.
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