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PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'articolo 1.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Sedioli. Ne ha facoltà (Il deputato Cè scende nell'emiciclo).
ALESSANDRO CÈ. Devi gestire l'aula, Biondi!
PRESIDENTE. La prego di prendere posto, perché non vi è grande esigenza di interventi peripatetici (Applausi dei deputati
dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, della Margherita, DL-l'Ulivo, di Rifondazione comunista, Misto-Comunisti italiani, Misto-Socialisti democratici italiani e Misto-Verdi-l'Ulivo - Commenti del deputato Bricolo - Il deputato Cè si avvia ad uscire dall'aula).
GRAZIANO MAZZARELLO. Guarda che sei solo, gli altri non vengono!
PRESIDENTE. State calmi, vi è un limite a tutto. Prego, onorevole Sedioli.
SAURO SEDIOLI. Signor Presidente, colleghi, siamo ormai nella fase finale della discussione di questo provvedimento e la Camera è chiamata a votare l'articolo 1 del disegno di legge di conversione del decreto-legge riguardante le disposizioni urgenti per il settore zootecnico, per la pesca e per l'agricoltura (Il deputato Cè esce dall'aula - Commenti dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).
MARIO LANDOLFI. Smettetela!
PRESIDENTE. Onorevole Sedioli, le chiedo scusa, devo comunicare all'Assemblea che il Presidente ha convocato la Conferenza dei presidenti di gruppo alle ore 12,30. Si tratta di una funzione di nuncius che svolgo molto volentieri.
Prego, onorevole Sedioli, intervenga pure.
SAURO SEDIOLI. Signor Presidente, stavo dicendo che la Camera è chiamata a votare l'articolo 1 del disegno di legge di conversione del decreto-legge sulle disposizioni urgenti per il settore zootecnico, per la pesca e per l'agricoltura. Siamo, però, chiamati a votare lo stesso testo approvato al Senato. La Camera non ha potuto modificare e migliorare questo provvedimento, poiché non è stato accolto nessun emendamento.
PRESIDENTE. Colleghi, fatemi la cortesia. Sta parlando un collega.
SAURO SEDIOLI. Non solo non sono stati accolti gli emendamenti dell'opposizione, ma la stessa maggioranza è stata costretta a non dare il proprio contributo al testo che proveniva dal Senato. Invece, credo sarebbe stato giusto operare in un altro modo, per dare migliori risposte a favore degli allevatori, per migliorare le garanzie dei consumatori, per il rilancio della zootecnia italiana.
Signor Presidente, il problema dei tempi non è determinato da fatti organizzativi o procedurali. Noi riteniamo che se ci siamo trovati in questa condizione, ciò è avvenuto perché vi è un problema politico. Infatti, è stato presentato un maxiemendamento che ha allungato i tempi necessari per correggere un'impostazione politicamente errata relativa al primo decreto.
A più di un anno di distanza dal primo provvedimento per l'emergenza BSE (mi riferisco alla legge n 49) ci troviamo ancora a dover prorogare decreti-legge di emergenza. Vi erano i tempi, le condizioni per produrre un disegno di legge che affrontasse le questioni relative al piano zootecnico e al piano per le proteine vegetali, così come avevamo chiesto in occasione della prima proroga della legge n. 49, l'anno scorso, con la proroga del mese di luglio.
Era quindi possibile dare maggiori certezze e stabilire indirizzi per le imprese agricole e per gli allevatori che oggi si trovano, certamente, in una condizione di emergenza, ma hanno anche bisogno di guardare al futuro delle loro imprese.
Abbiamo bisogno soprattutto di maggiori risorse per il rilancio della zootecnia. È vero, sono stati accolti alcuni ordini del giorno! Essi però non modificano il provvedimento nel senso della programmazione del settore zootecnico, non variano il provvedimento stesso! Saranno, comunque, certamente utili per i prossimi provvedimenti che il Governo adotterà ed, al riguardo, vigileremo, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti della copertura finanziaria.
Verrà accolto - abbiamo ritirato, al riguardo, alcuni emendamenti - un ordine
del giorno con il quale si chiede di ripristinare le risorse nei capitoli di spesa da cui oggi sono stati sottratti ben 100 milioni di euro (mi riferisco all'assistenza, nonché alla meccanizzazione agricola).
Per quanto ci riguarda, abbiamo adottato un atteggiamento responsabile! Non si possono invocare provvedimenti per contingentare i tempi per l'esame dei decreti-legge, quando abbiamo dato prova, in questa occasione, di grande disponibilità; abbiamo persino garantito il numero legale in ordine ad un provvedimento sul quale esprimeremo un voto contrario, tenendo conto della disponibilità espressa dal Governo per quanto riguarda gli ordini del giorno, soprattutto perché si è manifestato l'impegno ad offrire risposte programmatiche al settore.
Rimangono, tuttavia, aperte questioni rilevanti; mi riferisco, ad esempio, all'ordine del giorno che verrà accolto per quanto riguarda i provvedimenti relativi alla TSE (malattia che colpisce gli ovini paragonabile alla BSE), sulla quale la comunità europea si è pronunciata, sostenendo che, attesa la gravità dei rischi di alcune TSE, occorre presentare alcuni piani per scongiurare i problemi per la salute umana e animale derivante dalla TSE.
Ebbene, questo ordine del giorno non verrà accettato, ma accolto come raccomandazione poiché si avverte la necessità della copertura finanziaria.
PRESIDENTE. La prego di concludere, onorevole Sedioli.
SAURO SEDIOLI. Credo che la disponibilità debba andare oltre a quella che si è manifestata, poiché è necessario che vi sia la copertura finanziaria; è giunto, inoltre, il momento di affrontare, con il ministro Tremonti, la questione delle risorse per l'agricoltura. Diversamente, porremmo in essere provvedimenti efficienti che, tuttavia, non produrranno alcun risultato per i nostri allevatori.
Ciò lo possiamo fare soltanto nell'ambito di un provvedimento che ponga la questione della centralità dell'agricoltura. Non possiamo, quindi, esprimere un voto favorevole sull'articolo 1 del disegno di legge di conversione...
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Sedioli.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Franci. Ne ha facoltà.
CLAUDIO FRANCI. Signor Presidente, esprimeremo un voto contrario sull'articolo 1 del disegno di legge di conversione del decreto-legge che, in questi giorni, abbiamo cercato di discutere e di migliorare. Nell'esprimere il voto contrario, vorrei, tuttavia, dare atto all'onorevole sottosegretario di avere interloquito con il Parlamento, preannunziando di voler accogliere eventuali ordini del giorno che recepiscano il contenuto di alcuni emendamenti.
Non è un fatto usuale che il Governo, in questi mesi, abbia parlato con le minoranze e con il Parlamento! Manteniamo, tuttavia, alcune riserve espresse fin dall'inizio; pertanto, durante il dibattito di ieri e di questa mattina ci siamo attrezzati ed adeguati per migliorare un testo, approvato dal Senato (del quale abbiamo sottolineato anche gli aspetti positivi), che riteniamo inadeguato ed insufficiente.
Lo abbiamo fatto per lo smaltimento delle farine animali ed il loro incenerimento; lo abbiamo fatto attraverso una serie di emendamenti (una parte di questa è stata ritirata, come ricordava l'onorevole Sedioli ed il relativo contenuto verrà trasfuso in ordini del giorno); lo abbiamo fatto con riferimento alle misure della pesca e per quanto riguarda le infrastrutture idriche.
Resta tuttavia un decreto-legge che non può essere modificato, è stato detto, per motivi di urgenza. Manteniamo le riserve per quanto riguarda le risorse che a questo vengono assegnate e da dove esse vengano prelevate; in primo luogo, ciò avviene a scapito delle risorse destinate all'assistenza. Per questa ragione, esprimiamo voto contrario sull'articolo 1 del disegno di legge di conversione.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Marcora. Ne ha facoltà.
LUCA MARCORA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo esprimerà voto contrario sull'articolo 1 del disegno di legge di conversione e vorrei in questa sede motivare le nostre contestazioni sul metodo dei lavori, relativamente a questo decreto-legge, rimandando, in sede di dichiarazione di voto finale, le questioni specifiche e di merito.
In primo luogo, contestiamo il fatto che si continui a decretare sull'emergenza e quindi sull'urgenza. Abbiamo votato a luglio per la concessione di una proroga; successivamente abbiamo votato a ottobre per la concessione di un'ulteriore proroga. Oggi siamo ancora a votare sulla scia dell'emergenza, senza che ci sia stato dato alcun segnale positivo da parte del Governo rispetto ad un disegno strategico e globale di rilancio del settore zootecnico bovino.
Chiediamo pertanto dove sia la politica agricola del Governo su questo tema, dal momento che sicuramente era possibile, a nove mesi di distanza dall'insediamento del Governo Berlusconi, approntare un disegno di legge che ponesse mano alla situazione di estrema crisi in cui versa l'intero settore.
Legiferare per urgenza significa poi, di fatto, non permettere che i tempi siano tali da consentire una discussione proficua, soprattutto ai fini del miglioramento del testo del provvedimento.
Occorre ricordare che il presidente della XIII Commissione, onorevole de Ghislanzoni Cardoli, ha dovuto scrivere una lettera al Presidente della Camera per segnalare l'anomalia costituita dal fatto che il provvedimento è pervenuto dal Senato nella giornata di giovedì a mezzogiorno, quando il lunedì successivo era prevista la discussione sulle linee generali alla Camera. In tal modo la Commissione ha avuto soltanto un giorno per discutere le linee generali del provvedimento e tutti gli emendamenti relativi ad esso.
Sempre sul metodo: la fretta ha portato numerosi errori tecnici di cui è infarcito questo provvedimento. Li abbiamo segnalati quando abbiamo esaminato gli emendamenti, ma, il provvedimento blindato era blindato. Ciò non ha permesso di sanare questi errori tecnici. Ci troveremo quindi con un decreto-legge che sarà di difficile applicazione ed, in molte sue parti, anche molto contraddittorio.
Sempre sul metodo dei lavori, vorrei segnalare l'uso indiscriminato dello strumento del maxiemendamento. Anche sul disegno di legge collegato in materia agricola alla legge finanziaria abbiamo assistito alla presentazione di un maxiemendamento. Di fatto, si propone una legge, quasi si volesse sparare ad «alzo zero», per poi apportare rettifiche attraverso maxiemendamenti che rispondono ancora ad una logica di emergenza. In questo caso, infatti, tutto è nato da un caso sospetto della variante umana della BSE verificatosi in Sicilia; per questa ragione si è dovuto provvedere al rinvio, dal 31 maggio al 31 ottobre, degli interventi urgenti.
Occorre inoltre segnalare il fatto che, al di là dell'argomento specifico del tema della Bse, siano stati collegati a questo provvedimento una serie di vagoni, come li ha chiamati il sottosegretario Scarpa Bonazza Buora, che legiferano sui temi più disparati: dalla bufala italiana al problema della rinegoziazione dei mutui, dalla prelazione sugli immobili di proprietà dello Stato alla pioppicultura, dai mutui per l'acquisto dei terreni ai consorzi di bonifica, dalle cooperative agli interventi per il patrimonio idrico nazionale e agli interventi per le aziende agricole danneggiate dall'alluvione.
Mi fermo qui, signor Presidente, ma potrei andare avanti ancora, perché, di fatto, è stata attaccata tutta una serie di vagoni che niente ha a che vedere con il tema della BSE. In più, il provvedimento era blindato, quindi tutte queste materie, che sono molto importanti, e tutti questi provvedimenti sui temi più disparati non potevano essere discussi ed emendati perché, come abbiamo detto subito, il provvedimento era blindato (altrimenti, se fosse dovuto ritornare al Senato, sarebbero
decaduti i termini per la conversione in legge del decreto-legge). Posso aggiungere che alcuni di questi vagoni sono anche, in maniera molto esplicita, vagoni elettorali: ci avviciniamo alle elezioni amministrative ed alcuni di questi provvedimenti hanno una chiara marca elettorale.
Ancora la copertura. Noi avevamo detto, durante l'esame della legge finanziaria, che i soldi per la BSE erano insufficienti: 50 milioni di euro non potevano bastare. Se ne sono resi conto in ritardo e adesso vanno a sottrarre soldi dall'assistenza sociale e dalla meccanizzazione agricola.
Noi potevamo far decadere questo decreto-legge, potevamo fare in modo che questo disegno di legge di conversione non fosse approvato alla Camera entro il 29 marzo. Con senso di responsabilità, la minoranza ha scelto di non far decadere questo decreto-legge perché sicuramente si sarebbe apportato un danno molto grave agli allevatori e a tutta la filiera zootecnica. Infatti, senza la proroga degli interventi per lo smaltimento dei rifiuti ad alto e basso rischio, si sarebbe bloccata tutta l'attività di macellazione in Italia. Quindi, con senso di responsabilità scegliamo di non far decadere questo decreto-legge, ma non possiamo che affermare la nostra totale contrarietà a tutti gli elementi di metodo che ho appena esposto, mentre ci esprimeremo sul merito durante la dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 1 del disegno di legge di conversione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 424
Votanti 423
Astenuti 1
Maggioranza 212
Hanno votato sì 234
Hanno votato no 189).
Prendo atto che non ha funzionato il dispositivo di voto dell'onorevole De Franciscis, che avrebbe voluto esprimere voto favorevole.
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