Allegato A
Seduta n. 123 del 26/3/2002


Pag. 50


...

(A.C. 1579 - Sezione 5)

ORDINI DEL GIORNO

La Camera,
premesso che la dichiarazione sul futuro dell'Unione europea allegata al trattato di Nizza menziona espressamente quattro temi oggetto del processo di riforma avviato con la convenzione europea, tra cui c'è il ruolo dei Parlamenti nazionali nell'architettura europea;
che nel quadro istituzionale europeo attuale ancora embrionale risulta il rapporto


Pag. 51

attivo tra Parlamenti nazionali e istituzioni comunitarie in ordine alla formazione del diritto comunitario e alla possibilità di controllo democratico su tale formazione da parte dei cittadini dell'Unione e dei loro rappresentanti;

impegna il Governo

a sostenere, nell'ambito della convenzione europea, la linea di un'attivazione sollecita di un ruolo più incisivo dei Parlamenti nazionali, in ordine alla formazione delle norme e delle decisioni comunitarie, da realizzarsi sia tramite un accordo tra Parlamento europeo e Parlamenti nazionali che sistematizzi i rapporti tra questi soggetti sia attraverso un maggiore ruolo dei Parlamenti nazionali nella fase ascendente del processo legislativo.
9/1579/1(Testo così modificato nel corso della seduta) Di Teodoro.

La Camera,
premesso che:
l'Europa vive oggi una fase della sua storia che può rendere possibile il costruire per i propri cittadini e per le nuove generazioni, uno spazio politico comune basato su principi democratici, pluralistici e liberali così come discende dalla sua cultura millenaria;
l'Europa costituisce già un luogo di incontro diplomatico, politico e culturale privilegiato dove gli Stati si impegnano fattivamente a costruire un futuro per i cittadini dell'Unione che sia di pace e coesione sociale ed economica, un luogo dove i diritti inalienabili della persona e dei popoli siano tutelati;
l'Italia si distingue per la peculiarità del suo tessuto produttivo basato soprattutto sulle PMI ma che, anche per questo, è particolarmente sottoposto alle pressioni competitive del mercato unico che possono accentuare il rischio di far crescere le già esistenti disomogeneità sociali e territoriali;
i lavori della Convenzione e la successiva Conferenza Intergovernativa rappresentano un passaggio dalla indubbia valenza storica;

impegna il Governo

a farsi promotore, in collaborazione con la rappresentanza parlamentare, durante i lavori della Convenzione, di iniziative politiche tese a:
garantire, in sede di dibattito relativo alla definizione dello status della Carta dei diritti fondamentali, il rispetto del patrimonio culturale di matrice cristiana, delle libertà, delle diversità culturali, dei vari popoli europei, diversità che rappresentano la grandezza creativa del vecchio continente;
far sì che l'Unione europea si possa dotare di strumenti comunitari efficaci atti a controllare le frontiere esterne sottoposte alla pressione delle organizzazioni terroristiche e della crescente immigrazione clandestina;
far sì che l'Unione europea riesca, anche attraverso azioni mirate come il «Piano Marshall» per la Palestina, ad esercitare un ruolo da protagonista sullo scenario internazionale come fattore di pace e stabilizzazione regionale;
prevedere che il Trattato che scaturirà dalla Conferenza Intergovernativa conseguente alla Convenzione venga sottoposto all'approvazione dei cittadini tramite referendum; l'adozione di questa procedura rappresenterà un importante coinvolgimento di tutti i cittadini nel processo di unificazione in corso;
applicare realmente il principio di sussidiarietà, verticale ed orizzontale, valorizzando le autonomie locali e pervenendo ad una chiara ripartizione di poteri e competenze tra i livelli nazionali e quello sovranazionale;


Pag. 52


considerare le esigenze delle aree deboli del nostro Paese nel momento in cui il processo di allargamento dell'Unione europea ridistribuirà le risorse comunitarie, modificando gli indirizzi di fondo della politica di coesione economica e sociale;
rafforzare il ruolo dei Parlamenti, intesi come luogo di rappresentanza democratica degli interessi nazionali, nella fase ascendente della formazione della normativa europea, proponendo un unico interlocutore governativo chiamato a raccogliere i contributi a livello nazionale e a trasmetterli in sede di trattativa europea.
9/1579/2Cè, Ramponi, Rivolta, Volontè, Selva, Stucchi, Pacini, Paoletti, Baldi, Rizzi, Guido Rossi, Nan, Ascierto, Airaghi, Riccardo Conti, Bricolo, Sergio Rossi, Lainati, Galli, Gibelli, Polledri, Parolo, Ercole, Naro, Lussana, Francesca Martini.