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PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il relatore, onorevole Marinello.
GIUSEPPE FRANCESCO MARIA MARINELLO, Relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, essenzialmente prendo atto delle osservazioni, a mio avviso positive, che vengono dall'opposizione. Anche l'opposizione si è resa conto dello sforzo portato avanti dalla maggioranza nel recepire tutta una serie di istanze, di proposte che la stessa opposizione ed anche la maggioranza avevano sollevato durante il dibattito sulla legge finanziaria, ed anche in altri importanti momenti.
Nello specifico, per quanto riguarda le osservazioni e le critiche che sono state fatte, mi riservo di intervenire durante l'esame degli emendamenti.
PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il rappresentante del Governo.
PAOLO SCARPA BONAZZA BUORA, Sottosegretario di Stato per le politiche agricole e forestali. Signor Presidente, ho preso buona nota, come era mio dovere, delle osservazioni che sono state mosse al Governo, alla maggioranza e, segnatamente, al Ministero delle politiche agricole, alcune positive, altre negative.
Vorrei ringraziare tutti i colleghi deputati che sono intervenuti, anche per i toni assolutamente pacati e sereni con cui si è voluta affrontare una serie di problemi che sono effettivamente di tutti: degli agricoltori, degli allevatori, dei pescatori, dei consumatori, delle famiglie, di tutti gli italiani. È una tradizione che considero assolutamente positiva, visto che sono otto anni che, bene o male, lavoro nella Commissione agricoltura della Camera dei deputati (e non solo); in essa esistono sempre una grande fattività e concretezza e una buona dose di praticità, unite ai rapporti umani che, indipendentemente dagli schieramenti politici (che ovviamente ci vedono contrapposti), di norma ci consentono di lavorare bene, nell'interesse della nostra agricoltura e della nostra pesca che - come è noto - non sono di destra, di centro o di sinistra, bensì di tutti gli italiani.
È il nostro atteggiamento, direi normale, che teniamo da sempre e non per questo motivo siamo consociativi, anzi, ci scontriamo. Lo abbiamo sempre fatto, anche vivacemente, senza però mai perdere di vista la concretezza delle cose.
Le critiche mosse sul piano del metodo sono opinabili e possono essere condivisibili o meno. Anche in passato vi sono stati provvedimenti omnibus, nati magari come un treno con uno o due vagoni, che, alla fine, sono diventati treni a dieci o a venti vagoni.
È un dato di fatto dovuto, non solo ad una pratica parlamentare, alla necessità di recepire emendamenti che provengono dal Governo (magari sollecitato dalle categorie, dalle regioni o dai gruppi parlamentari), ma anche alle emergenze che, effettivamente, si insinuano continuamente all'interno di un processo di miglioramento che dovrebbe essere affrontato in maniera organica e definitiva; in tale caso, occorre, invece, unire il momento della prospettiva, che certo esiste, che certo rimane, che ogni Governo giustamente si pone (anche il nostro ovviamente se lo è posto, cercando di realizzarlo, senza deflettere dai progetti contenuti nel nostro programma), anche - come direbbe Ennio Flaiano - a quello delle necessità e dell'urgenza che ci spingono ad operare.
Questo è un fatto che unisce maggioranza ed opposizione. Certamente l'emergenzialità è un fatto negativo, ma anche necessitato: bisogna oggettivamente e onestamente prenderne atto!
È stato presentato un maxiemendamento al Senato, signor Presidente, che, in parte, è un nuovo decreto-legge, bisogna onestamente riconoscerlo; un decreto-legge che è stato emendato dal Governo stesso, alla luce dei contributi importanti, sostanziosi, qualificanti espressi dalla maggioranza, da tutte le opposizioni e dalle regioni. Pertanto, mi spiace quando si dice che il Governo se ne è infischiato dei pareri degli enti locali e, segnatamente, delle organizzazioni territoriali delle regioni,
come ha detto l'onorevole Meduri. Non è vero, non è assolutamente vero!
Sono testimone diretto del fatto che è stato operato il massimo confronto, sia in sede di Conferenza Stato-regioni, sia in sede di comitato tecnico, anche per le vie brevi; mi riferisco a quello avvenuto tra il ministro Alemanno e gli assessori regionali all'agricoltura delle varie regioni interessate e - vogliamo essere chiari fino in fondo - anche di colori politici diversi, opposti, proprio per poter dar vita ad un maxiemendamento sul problema della BSE che fosse in grado di recepire le indicazioni di tutti.
Pertanto, dire che il Governo è rimasto sordo alle richieste delle regioni è una falsità! Non lo si può dire o meglio lo si può anche dire perché, essendo stato sei anni all'opposizione, so che il lavoro di quest'ultima non è certamente quello di dire delle falsità, ma di affermare, con particolare vis polemica, alcune cose che possono anche essere oggettivamente opinabili.
Signor Presidente, è difficile sostenere che il Governo adotta o attua una posizione balbettante rispetto al problema della BSE. Devo francamente ricordare che di balbettante vi è stato ben poco in passato. Il passato della nostra vicenda riguardante la BSE, detto senza enfasi, di una nostra grave tragedia nazionale, è stato poco rilevante. Magari vi fosse stato qualche balbettamento, in passato. In realtà siamo stati in grado di assistere a dichiarazioni perentorie di ministri del centrosinistra degli ultimi governi che hanno creato una situazione di panico assolutamente ingiustificata rispetto all'entità dei problemi. Tutto ciò è costato alle casse dello Stato e quindi di tutti i contribuenti qualcosa come migliaia di miliardi, mettendo in ginocchio allevatori, portando alla distruzione di intere mandrie senza alcun motivo.
Il problema della sicurezza alimentare, di fronte al quale siamo tutti uniti, è un problema primario della nostra società e della nostra azione di governo ed è alla nostra attenzione politica. Esso è stato confuso in passato, con buone dosi di allarmismo, anche da certi ministri dell'agricoltura del passato che non credo abbiano reso un buon servizio, non soltanto all'economia agricola in senso stretto, quanto anche all'economia intesa in senso generale e agli equilibri sociali in senso lato.
Non parlerei quindi di posizione balbettante, bensì di una posizione emergenziale, con risorse limitate. Sicuramente, se avessimo avuto a disposizioni mille miliardi da poter distribuire per predisporre un piano organico nella lotta contro la BSE e la Blue tongue, avremmo potuto ottenere sicuramente risultati diversi: purtroppo bisogna operare con ciò che si ha a disposizione. Questo è quello che abbiamo. Si può anche discutere sulla copertura, ovvero se essa sia corretta o sbagliata. Si tratta di questioni che sia in Commissione bilancio sia nelle Commissioni che hanno espresso pareri sono stati evocati come problemi tecnici. Non sono problemi di natura tecnica: sono problemi di natura tecnico-politica sui quali vi possono essere posizioni diverse. Sicuramente in una scala di priorità rispetto a problematiche sociali, la BSE è stata posta ai primi posti, anche sulla base dell'emergenza rappresentata da quell'unico caso umano verificatosi a Palermo, dove la ragazza colpita dal morbo per fortuna si sta curando.
Sono state dette altre cose: avremo occasione di ritornarci nel corso del dibattito sui singoli emendamenti e nelle dichiarazioni finali di voto.
Signor Presidente, non vorrei pertanto «ammorbare» l'Assemblea con risposte puntuali e petulanti a tutte le questioni che mi sono oggettivamente appuntato. Vorrei però formulare un'ultima osservazione rispetto ad una falsità che non può essere accettata senza replicare. Quando viene evocato il piano per le proteine vegetali ... Scusate se mi altero anche dinanzi ad un'aula vuota, sapendo di avere tuttavia autorevolissimi colleghi che mi stanno ascoltando. Onorevole Selva, mi inchino.
GUSTAVO SELVA. Pochi, ma buoni!
PAOLO SCARPA BONAZZA BUORA, Sottosegretario di Stato per le politiche
agricole e forestali. Quando viene evocato il problema del piano delle proteine vegetali, occorre che i signori del centrosinistra ed i miei colleghi e amici del centrosinistra si ricordino dell'avvenimento accaduto nell'aprile del 1999 a Berlino: l'allora ministro delle politiche agricole e forestali, in occasione di Agenda 2000, ha decretato la morte per omicidio del settore delle proteoleaginose e delle piante proteiche nel nostro paese. Nel momento in cui è stata accettata la contribuzione comunitaria equiparata tra i cereali e le piante proteiche, si è distrutto un comparto della nostra economia agricola. Un esempio: da un milione e 700 mila lire l'ettaro che i produttori di soia percepivano lo scorso anno, si passerà ad una media di 900 mila, un milione di lire. Questo significa rendere assolutamente non economica la coltivazione di queste piante. Significa inoltre aprire il nostro paese ad importazioni da paesi terzi che magari possono produrre anche - mi pare vi sia una larga condivisione sull'opportunità di prestare attenzione ai prodotti OGM - prodotti che potrebbero contenere modificazioni genetiche. Questo è ciò che è accaduto grazie ai governi del centrosinistra.
Soprattutto successivamente è esplosa l'emergenza BSE. Vi sarebbero state tutte le condizioni politiche per poter sostenere dinanzi al commissario Fischler in maniera vivace, vibrante, sostenuti dal Parlamento e dalle organizzazioni professionali, che bisognava ritornare su quella decisione. Tra l'altro, era prevista una rivisitazione di quella decisione presa a Berlino. Bisognava riconoscere che era stato fatto un errore. Occorreva finanziare e potenziare il settore delle piante proteiche, predisponendo il piano per le piante proteiche e puntando sulle proteine vegetali.
Nulla è stato fatto dai governi del centrosinistra, sono dati ufficiali! Noi lo abbiamo fatto: abbiamo inviato lettere, ci siamo incontrati con il commissario Fischler, con il quale continuiamo a confrontarci e non rinunciamo a batterci perché possa essere introdotta una modifica di quella decisione improvvida presa a Berlino. Però, signori, occorre prendere atto che i governi del centrosinistra, su questo problema, fondamentale per la sicurezza alimentare - nell'interesse dei consumatori, non degli agricoltori o dei produttori di soia - hanno clamorosamente toppato!
Comunque, siamo qua per ragionare in modo sereno e pacato sui vostri emendamenti. Io sono veramente dolente e ve lo dico con tutta la franchezza e tutta la sincerità, credetemi, non solo di un esponente di Governo, non solo di un avversario politico, ma anche di un amico, che ammira il lavoro emendativo che spesso viene fatto dalle opposizioni, anche perché per sei anni, lo ripeto, ho fatto opposizione. Purtroppo non siamo in condizione di accogliere emendamenti, perché la situazione è quella ricordata poc'anzi dal Presidente Mastella. Non è colpa del Presidente, non è colpa vostra, non è colpa nostra: è il dato.
Del resto, occorre anche considerare che, rispetto ai governi del passato, di venti o trent'anni fa (e non parlo di quelli di centrodestra o di centrosinistra), oggi, chi si trova a governare una materia in cui le competenze sono così frammentate - e, quindi, giustamente, devono essere concertate - si trova a dover modificare continuamente in corso d'opera - sulla base delle spinte della maggioranza, dell'opposizione, sulla base delle indicazioni delle regioni, delle categorie economiche e sociali - i propri orientamenti, mantenendo fissi un obiettivo, una direttrice, una linea.
Certo, vi sono emendamenti, correzioni da fare. Tutto questo confronto - che è assolutamente positivo, perché noi ci riconosciamo in pieno in questa concertazione ed in questo continuo confronto, che vi deve essere - porta però anche ad un impiego di tempo (non ad una perdita) che, alla fine, ne sottrae al confronto parlamentare. Si tratta di un problema di altra natura, che però sottopongo alla vostra attenzione (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).
PRESIDENTE. Il seguito del dibattito è rinviato ad altra seduta.
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