Allegato B
Seduta n. 115 del 13/3/2002


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AMBIENTE E TUTELA DEL TERRITORIO

Interrogazioni a risposta scritta:

POLLEDRI e MARTINELLI. - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, al Ministro delle attività produttive. - Per sapere - premesso che:
gli organi di stampa locale hanno diffuso la notizia che la società Enel Green Power intende procedere all'installazione di un impianto eolico nel comune di Ligonchio, in Località «Passo di Pradarena» (Reggio Emilia), situata a 1574 metri sul livello del mare;
la località sopra citata si trova all'interno dell'ente parco nazionale dell'Appennino tosco-emiliano (legge n. 344 del 1997);
la costruzione di un impianto eolico con un'altezza dal suolo di circa metri 40, munito di rotore avente un diametro di circa 20/22 metri, si pone in netta con


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traddizione con la struttura morfologico-paesaggistica del territorio, considerato fra i più spettacolari scorci panoramici della valle del fiume Secchia con vista direttamente sul celebre monolito della «Pietra di Bismantova» e su tutte le Alpi Venete;
appare fin troppo scontato come l'installazione dell'impianto de quo si ripercuoterà negativamente sia sul sistema ambientale, sia sull'avifauna, considerato che Passo Praderena è una fondamentale via di migrazione per gli uccelli selvatici;
nell'area di Ligonchio, peraltro, già esiste una centrale idroelettrica Enel che produce circa 24,5 milioni di Kwh e nelle vicinanze, la centrale di Predare produce circa 26,5 milioni di Kwh, per un totale di 51 milioni di Kwh, equivalente al consumo medio di 17.000 famiglie;
l'unità territoriale di Parma controlla 23 centrali idroelettriche situate in tutta l'Emilia Romagna per una potenza complessiva pari a 143 MW;
la produzione energetica è pari a 427 GWh/anno, quantità sufficiente ad alimentare tutti i consumi domestici delle città di Parma e Reggio Emilia -:
se quanto sopra esposto corrisponda al vero;
quali iniziative il ministro intenda, eventualmente, adottare affinché siano prese in considerazione ipotesi alternative a tale intervento, che risulta essere in netta contraddizione con lo spirito di salvaguardia dei beni ambientali e culturali del luogo, oltre ad esercitare un impatto ambientale ed acustico devastante.
(4-02446)

OSVALDO NAPOLI. - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio. - Per sapere - premesso che:
è di dominio pubblico generale il caso denominato «Rischio da amianto» insorto in Alta Valle di Susa e che riguarda specificatamente i comuni di Sauze d'Olux e Oulx per la constatata presenza di minerali fibrosi sia in superficie che nel sottosuolo;
tale problema è stato ampiamente ripreso e diffuso dai mezzi di informazione e pone altresì in dubbio l'opportunità di realizzare nelle zone interessate gli impianti destinati ad accogliere alcune gare dell'Olimpiade invernale 2006 quali le piste di bob, slittino e skeleton;
tale problema è stato anche oggetto d'interrogazioni parlamentari;
gli enti locali interessati, ed in particolare i comuni di Sauze d'Olux e Oulx hanno fatto esperire in merito specifiche indagini scientifiche a cura di ricercatori e specialisti del dipartimento di scienze mineralogiche e metrologiche dell'università di Torino, organo che ha rilasciato relazione conclusiva sull'esito degli accertamenti e sugli studi esperiti;
tale indagine è corredata altresì dai risultati degli accertamenti condotti direttamene dall'Arpa Piemonte sulla presenza di materiali di amianto nelle zone suddette;
i risultati degli studi e delle analisi sopra indicate ridimensionano in modo determinante il problema «amianto» e relativi pericoli per la zona interessata e in particolare indicano che la presenza diffusa di rocce contenenti minerali fibrosi e tra questi gli amianti è ben nota da decenni sul territorio italiano sia nelle alpi occidentali che centrali che orientali come in altre regioni dell'appennino e in altre regioni d'Italia e che le ricerche scientifiche condotte negli anni passati da ricercatori dell'Università di Torino sulla presenza di materiali fibrosi in rocce affioranti in zone dell'arco alpino occidentale hanno confermato l'abbondanza di questa presenza sia superficiali che nel sottosuolo;
allo stato attuale degli studi la patogenicità degli amianti nella letteratura scientifica è riconosciuta per esposizioni occupazionali, paraoccupazionali e intradomestiche mentre per l'esposizione puramente


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ambientale, compresa l'esposizione della popolazione nell'ambiente senza l'utilizzo diretto dei materiali rocciosi, a tutt'oggi non resistono evidenze scientifiche di malattie da amianto correlate alla esposizione stessa;
in particolare per quanto riguarda la tremolite, il tipo di fibre presente nella roccia di Sauze d'Oulx, a tutt'oggi è stata evidenziata la sua cancerogenicità solo per l'esposizione intradomestica e per l'utilizzo del materiale interessato e non esistono prove di rischi derivanti da una esposizione permanente ambientale e cioè dipendente dalla presenza del materiale suddetto nelle rocce diffuse nell'ambiente naturale;
la situazione locale in relazione al fattore amianto è stata contrassegnata da acuto allarmismo anche in relazione alla tipologia di notizie diffuse dai mezzi di informazione;
nel caso che tale situazione di allarmismo e le cause di rischio che la determinano fossero oggettivamente motivate si dovrebbe coerentemente pone non solo il problema della non realizzazione in sito degli impianti olimpici ma innanzitutto quello della tutela diretta della popolazione e porre in essere misure adeguate come la evacuazione della popolazione stessa dal territorio a rischio -:
quale sia l'esatta situazione di rischio da amianto relativa al territorio del comune di Sauze d'Oulx e in particolare per conoscere se, in base alle risultanze scientifiche degli studi e degli accertamenti condotti, risulti giustificata la situazione di allarmismo diffusa in zona e che deriva dai termini e dai modi con i quali il problema è stato presentato all'opinione pubblica dai mezzi di informazione;
quali provvedimenti si intendano adottare in merito, tenuto conto che nel caso in cui la situazione di rischio per la popolazione risultasse confermata dovrebbero essere intrapresi provvedimenti adeguati a tutelare la salute della popolazione;
se tra gli eventuali provvedimenti adottabili sia da annoverare l'evacuazione della popolazione stessa dal territorio interessato;
se non intenda invece di assumere i provvedimenti solleciti di corretta informazione nei confronti della popolazione, ridimensionando la situazione di allarmismo in atto diffusa e che non risulterebbe assolutamente giustificata, nel caso che la situazione di rischio non risultasse confermata o non risultasse così grave.
(4-02453)

PATRIA. - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, al Ministro delle attività produttive. - Per sapere - premesso che:
in provincia di Pavia sono stati presentati progetti, in un'area avente un raggio di sette chilometri e già interessata da impianti con forte impatto ambientale, per la realizzazione di tre centrali termoelettriche a Casei Gerola, Sannazzaro e Voghera;
non risulta essere stato effettuato uno studio approfondito sulle modalità e sui criteri di intervento;
non risulta sia stata valutata la criticità ambientale e le conseguenze sull'attività agricola della zona (unitamente agli effetti sulla salute e sulla viabilità) tenendo conto della sovrapposizione degli effetti di tutte le attività potenzialmente inquinanti esistenti sul territorio;
non si è assolutamente tenuto conto che un polo industriale di tali dimensioni (in Lombardia), per di più localizzato al confine con un un'altra regione, (Piemonte) produce impatti ambientali negativi anche sul territorio della regione limitrofa (le componenti ambientali non solo infatti confinabili in limiti amministrativi);
non si è tenuto altresì in nessun conto il parere negativo espresso sia dalla regione Piemonte che dalla provincia di Alessandria nonché dai comuni interessati -:


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se non ritengano opportuno e necessario in carenza di una auspicabile e necessaria programmazione valutare: la criticità ambientale e le conseguenze sulle attività agricole della zona, considerando la sovrapposizione degli effetti di tutte le attività potenzialmente inquinanti esistenti sul territorio, sia in condizioni di normalità di funzionamento, sia in caso di possibili incidenti;
se non ritengano necessaria una normativa che stabilisca una distanza minima tra centrali termoelettriche di potenza superiore ai 200 mega watt, (i tecnici indicato 40 chilometri) nonché una congrua distanza delle stesse dai centri abitati (10 chilometri).
(4-02455)