dalle autorità sanitarie locali, è preoccupante e non ammette le leggerezze e la faciloneria con cui il sottosegretario tratta la vicenda, indipendentemente da quella che sarà identificata come causa dei decessi -:
sono passati sei mesi dai tragici fatti dell'11 settembre, il mondo non è più lo stesso;
in questo periodo si è passati dalla angoscia per quanto successo, all'organizzazione delle necessarie contromisure contro il pericolo reale di un attacco terroristico al mondo occidentale;
gli Stati Uniti D'America hanno costituito una ampia e diversificata coalizione che aveva come unico scopo la lotta a tutte le forme di terrorismo; frutto di questo imponente lavoro diplomatico è stata l'operazione enduring freedom che ha in poco più di due mesi rovesciato il regime dei talebani senza però ottenere risultati rilevanti nei confronti dei capi delle organizzazioni terroristiche nascosti sul territorio afgano;
negli ultimi giorni gli organi d'informazione hanno riportato notizie riguardo i possibili scenari futuri che l'operazione internazionale di guerra al terrorismo potrà avere;
il presidente Bush ha confermato, nel suo discorso commemorativo delle stragi di New York che è oramai imminente l'estensione dell'operazione enduring freedom anche nei confronti dell'Iraq;
sempre di questi giorni la notizia di un rapporto segreto del Pentagono secondo il quale gli Stati Uniti stanno preparando piani d'emergenza per una eventuale guerra atomica; tra gli Stati identificati come possibili obiettivi vi sono anche la Russia e la Cina;
tale notizia è la logica conseguenza della mutata opinione espressa dalla Casa Bianca riguardo alle politiche relative al disarmo nucleare, mutamento ben rappresentabile dal ritiro unilaterale espresso nel dicembre scorso, al Trattato ABM sottoscritto con l'Unione Sovietica, nel 1972;
è del tutto evidente che in un periodo storico in cui la guerra è prepotentemente tornata al centro del panorama politico internazionale come possibile strumento di risoluzione dei conflitti tra Stati, allarma e, al tempo stesso, angoscia fortemente vedere come la più grande potenza del mondo abbia cambiato molto in fretta la sua posizione riguardo alle politiche sul disarmo e la sicurezza internazionale e sia ritornata a proporre la vecchia logica dei due schieramenti;
potrebbe essere opportuno sui punti avere da parte del ministro alcune informazioni e valutazioni a nome del Governo;
in ordine al possibile allargamento delle operazioni di guerra anche all'Iraq, quale posizione abbia assunto il Governo italiano e, più specificatamente se i comandanti inviati presso il comando centrale delle forze speciali della coalizione, dislocato in Florida, abbiano fornito comunicazioni riguardo alla programmazione di questa nuova fase dell'operazione -:
se siano intercorsi in questi giorni colloqui, scambi d'opinione e documentazione con il Governo americano al fine di acquisire validi elementi d'analisi sull'ipotesi dell'allargamento del conflitto: se, insomma, il Governo italiano, sia stato direttamente consultato su tale ipotesi o, ne sia venuto a conoscenza anch'esso attraverso gli organi d'informazione;
quale sia l'opinione del Governo in merito alla corsa al nucleare, soprattutto da parte degli Stati Uniti e se si considera pericolosa questa contrapposizione con la Russia e la Cina; a tale proposito se sia intenzione del Governo italiano compiere gli opportuni passi sia in sede europea che direttamente con gli Stati Uniti per giungere ad una mediazione efficace e costruttiva e scongiurare il pericolo di una nuova guerra fredda.
(5-00744)
in data 4 luglio 1999 moriva accidentalmente nella caserma alpini di Vipiteno il giovane Luca Troiano, nato a Como il 17 luglio 1980 e arruolato il 21 gennaio 1999 presso l'11o Reggimento Alpini di Brunico;
la I commissione medico ospedaliera di Milano non avrebbe riconosciuto la «causa di servizio» in quanto il giovane si sarebbe, secondo loro, suicidato;
la II commissione medica ospedaliera di Verona avrebbe ribadito l'orientamento di cui sopra;
la famiglia del giovane, che non aveva mai manifestato sintomi depressivi vivendo attivamente ed entusiasticamente la vita militare prima di precipitare accidentalmente dalla finestra della sua camerata sul cui davanzale era solito accomodarsi, aveva chiesto di rivedere il caso avvalendosi di medici legali di fiducia, senza ottenere soddisfazione;
il riconoscimento della «causa di servizio» non riveste per la famiglia del giovane importanza economica, ma solo morale, in quanto nulla deporrebbe a favore della tesi del suicidio del giovane stesso -:
se il Ministro interrogato non ritenga di avviare un'indagine amministrativa anche al fine di rendere giustizia alla famiglia del giovane che a tutto pensava tranne che chiudere tragicamente la propria esistenza;
quali provvedimenti intenda assumere il Ministro per riabilitare la memoria dell'alpino Luca Troiano.
(5-00747)
in data 7 marzo 2002, il sottosegretario alla difesa onorevole Salvatore Cicu ha personalmente eseguito una campionatura del terreno del poligono militare di Quirra, volta (a suo dire) a rilevare l'eventuale presenza di tracce di uranio impoverito (DU) nell'area del medesimo poligono, accompagnato da un docente dell'università di Siena, che sarebbe stato definito dal sottosegretario «l'unico in Italia ad avere competenza nel settore» (La Nuova Sardegna, 8 marzo 2002, pagina 3), la cui competenza pare autocertificata al punto che si sarebbe autoproposto per svolgere una simile indagine, da molti militari ossequiosi e da un fitto stuolo di giornalisti e telecamere;
l'indagine sembra essere stata eseguita più con fini pubblicitari che con fini e metodi scientifici. Nessuno sa con quali criteri sia stata eseguita la campionatura e la scelta dei siti (appena due in un'area di 13.000 ettari), per quali ragioni non siano stati allertati il Ministero dell'ambiente e della salute, perché al sopralluogo - nonostante la sbandierata trasparenza - non sia stato presente un altro qualsiasi esperto non nominato dal Ministero della difesa e perché non si sia pensato di controllare le falde acquifere;
il medesimo sottosegretario, pur non essendo state neppure iniziate le analisi dei campioni di terreno prelevato, ha candidamente quanto irresponsabilmente dichiarato ai giornali che è già possibile «chiudere la partita dell'uranio impoverito» (La Nuova Sardegna, 9 marzo 2002, pagina 7), manifestando una fretta quantomeno sospetta di chiudere rapidamente la vicenda;
il medesimo sottosegretario ha anche deciso di attribuire le morti di militari che hanno prestato la propria opera nel poligono e di decine di civili che abitano nelle aree ad esso immediatamente adiacenti, alla presenza in zona di tracce di arsenico provenienti da vicine miniere, ignorando che manca qualsiasi prova scientifica di un qualsivoglia rapporto tra l'esposizione all'arsenico e l'insorgenza delle malattie, come linfomi e leucemie, denunciate tra militari e civili;
il record di decessi per gravi patologie tumorali e di malformazioni fra gli abitanti di un'area così circoscritta, denunciato
se non ritenga opportuno spiegare il comportamento del sottosegretario Cicu, che, ad avviso degli interroganti, appare improvvisato, superficiale e del tutto inadeguato rispetto alla gravità della situazione e all'allarme sanitario esistente nel territorio.
(5-00748)
il poligono militare interforze di Salto di Quirra, in Sardegna, occupa una superficie di circa 12 mila ettari, estendendosi su tutta la zona del Salto di Quirra e arrivando quasi ai margini della baia di Capo San Lorenzo. Costruito nella seconda metà degli anni '50 su richiesta dei vertici dell'aeronautica militare italiana, che reclamavano un poligono di tiro per la sperimentazione di nuove armi, esso nacque essenzialmente per scopi scientifici, per le ricerche meteorologiche spaziali sperimentali e per l'esecuzione di prove in volo di vari prototipi di missili aerobersagli e addestrativi, attività mai cessata tanto che in tale poligono è in corso da alcuni mesi, nella massima riservatezza, la sperimentazione del primo vettore antimissile europeo;
da molti anni la popolazione del luogo, forze politiche di vario orientamento, associazioni e organi di stampa hanno denunciato l'uso di materiali radioattivi all'interno del poligono, circostanza smentita a più riprese dal Ministero della difesa nonostante sulla rete metallica posta a protezione delle carcasse di carri-bersaglio impiegati nelle esercitazioni chiunque potesse leggere la scritta «Pericolo-Residui radioattivi sparsi sul terreno»;
tale attività ha da sempre destato forti timori nella popolazione, preoccupazione accresciutasi a dismisura negli ultimi anni in relazione alla crescita esponenziale, e apparentemente ingiustificabile, di casi di tumori al sistema emolinfatico (lo stesso tipo di patologia che ha colpito numerosi nostri militari in missione in Bosnia) nel piccolo villaggio di Quirra, nelle immediate vicinanze della base militare, dove su una popolazione di 150 persone si sono registrati 13 casi mortali di linfoma nel corso degli ultimi 5 anni, percentuale assolutamente anomala e non riscontrabile in nessuna altra zona d'Italia;
già nel corso degli anni ottanta, inoltre, nella zona tra Quirra e Villaputzu, si erano registrate numerose nascite con gravi malformazioni e anche alcuni militari in servizio presso la base erano stati colpiti da tumore. In particolare, la Corte di cassazione ha recentemente riconosciuto un rapporto diretto di causa-effetto per la morte, avvenuta nel 1977, di Lorenzo Michelini, soldato di leva in servizio presso il poligono, ai familiari del quale è stato assegnato un indennizzo per causa di servizio;
in seguito alla denuncia del sindaco di Quirra e ad alcune interrogazioni parlamentari veniva avviata dalla procura di Cagliari un'inchiesta volta ad accertare l'effettiva esistenza di un nesso causale tra le morti e l'attività del poligono, l'Azienda sanitaria locale effettuava analisi sul suolo e dava notizia della volontà di effettuare prossimamente uno studio epidemiologico sulla popolazione residente in prossimità della base e i carabinieri della compagnia San Vito prelevavano campioni di terreno da inviare all'istituto superiore della sanità allo scopo di accertare la presenza di residui radioattivi, in particolare uranio impoverito. Nello scorso mese di febbraio, infine, il sottosegretario alla difesa annunciava un'«inchiesta dettagliata che sarà resa pubblica nei prossimi mesi»;
a fronte di tale allarmante vicenda destano sconcerto e indignazione gli avvenimenti succedutisi negli ultimi giorni e, in particolare, che le autorità militari della base, oltre a continuare a negare l'uso di materiali radioattivi, abbiano rimosso o goffamente «ritoccato» i cartelli posti sulle recinzioni ora riportanti la scritta «residui attivi sul terreno»;
in data 5 marzo 2002 le agenzie di stampa battevano la notizia dell'imminente creazione di un secondo punto di comando e controllo, dotato di sofisticatissime tecnologie, a Capo San Lorenzo, da affiancare a quello già esistente all'interno del poligono;
in data 8 marzo 2002l'Azienda sanitaria locale rendeva noti i risultati delle analisi sul terreno richieste dalla procura militare, annunciando che non era stata trovata traccia di uranio impoverito o di altri materiali radioattivi bensì una quantità di arsenico - 1402 milligrammi per chilo di terra - 700 volte superiore a quella consentita dalla legge. Sulla scorta di tali risultati il presidente della giunta regionale si affrettava a dichiarare che le responsabilità dei militari erano definitivamente escluse e che si sarebbe proceduto al più presto a una bonifica della zona, che sarebbe stata per intanto recintata;
sempre negli stessi giorni si apprendeva che, contrariamente a quanto affermato ai giornali dal sottosegretario alla difesa, non era stata istituita alcuna commissione d'inchiesta ma semplicemente affidato ad un singolo esperto, il dottor Francesco Riccobono, docente di geochimica ambientale all'università di Siena, il compito di effettuare prelievi nella zona che si presumeva contaminata. Quest'ultimo, nel corso di una sorta di «manifestazione pubblica» organizzata dal sottosegretario alla difesa e alla presenza di telecamere e giornalisti, prelevava tre piccoli campioni di terreno - all'interno della base missilistica di San Lorenzo, sulla spiaggia dove vengono lanciati missili hawks contro radiobersagli, e nelle zone di montagna dove i vecchi carri armati vengono colpiti da proiettili speciali («penetratori cinetici») durante le esercitazioni - riservandosi di far conoscere in un non meglio precisato «futuro» i risultati delle analisi -:
perché non sia stata aperta un'inchiesta del Ministero della difesa in seguito alla rimozione o all'occultamento della segnaletica indicante la presenza di residui radioattivi posta sulla rete di recinzione della base militare;
perché non sia stata costituita una commissione ministeriale, dotata di mezzi e strumenti adeguati, e non siano stati convocati e ascoltati anche esperti indipendenti e della comunità scientifica internazionale;
se non ritenga che la pur gravissima scoperta di percentuali di arsenico nel terreno della zona di Quirra non abbia alcun attinenza con i casi di tumore riscontrati negli ultimi anni, considerato che in sede scientifica non è stato fino ad oggi provato un legame tra gli effetti nocivi dell'arsenico e l'insorgenza di patologie del sistema emolinfatico, al contrario di quanto la letteratura in materia ha rilevato per l'esposizione ad uranio impoverito;
se risponda al vero la notizia della prossima costruzione di una nuova base militare nella stessa zona del poligono di Salto di Quirra e se non ritenga che ciò, qualora rispondesse a verità, costituirebbe un vero e proprio oltraggio alla popolazione di quei luoghi, oltre a costituire una decisione del tutto immotivata, almeno fino a quando non sia stata fatta piena luce sulle ripercussioni nocive sull'ambiente delle attività poste in essere nel poligono di Salto di Quirra.
(4-02457)