A)
in occasione della sua relazione all'assise congressuale, il segretario della Lega Nord, nonché Ministro per le riforme istituzionali e la devoluzione, onorevole Umberto Bossi, si è lanciato in una serie di invettive e di ingiurie nei confronti delle istituzioni dell'Unione europea e dei principi che la ispirano;
nel florilegio delle sue dichiarazioni, il Ministro per le riforme istituzionali e la devoluzione ha definito l'Unione europea un organismo illiberale e tecnocratico e, allo stesso tempo, «giacobino» e «sovietico» ed anche come «il nuovo fascismo, perché rifiuta la sovranità popolare e perché toglie poteri ai cittadini». Per difendersi da un'istituzione foriera di tali pericoli, ha incitato i suoi iscritti, l'intera maggioranza, a mettere fine al «potere della tecnocrazia ... e di una macchina burocratica apolide talmente invasiva che arriva a stabilire ...» norme di dettaglio talmente cervellotiche contro le quali è legittima una «resistenza civile»;
inoltre, per quanto concerne le questioni inerenti l'armonizzazione delle legislazioni nazionali in materia di cooperazione giudiziaria tra i paesi dell'Unione europea, ha esplicitamente affermato che la condivisione del mandato di cattura europeo è stata condizionata dal Presidente del Consiglio dei ministri alla modifica della Costituzione e «quindi campa cavallo», così denunciando le reali intenzioni del Governo al riguardo;
alle dichiarazioni del Ministro per le riforme istituzionali e la devoluzione, si sono aggiunte le valutazioni del Ministro dell'economia e delle finanze Giulio Tremonti, che, attaccando indirettamente il Commissario Mario Monti, ha affermato la necessità di combattere «gli sbirri» dell'Antitrust europeo -:
se queste dichiarazioni corrispondano agli indirizzi politici del Governo.
(2-00262)
«Rutelli, Fassino, Violante, Castagnetti, Boato, Pecoraro Scanio, Rizzo, Intini, Brugger, Zani, Bova, Acquarone, Ciani, Crisci, Alberta De Simone, Giachetti, Magnolfi, Maran, Paola Mariani, Monaco, Ottone, Soro, Loiero».
(5 marzo 2002)