Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 108 del 4/3/2002
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INTERVENTO DEL DEPUTATO RODOLFO DE LAURENTIIS IN SEDE DI DISCUSSIONE SULLE LINEE GENERALI DEL DISEGNO DI LEGGE N. 2032

RODOLFO DE LAURENTIIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con le disposizioni presenti nel disegno di legge recante «Disposizioni in materia di infrastrutture e trasporti» si dà un seguito concreto a quanto già delineato sia dalla legge finanziaria sia dalla legge obiettivo. Ovvero, si stanno realizzando le premesse per un serio rilancio delle opere pubbliche in maniera tale da consentire all'Italia di intraprendere un virtuoso sentiero di sviluppo infrastrutturale che, nei fatti, la avvicinerà alle altre realtà europee.
Nel presente disegno di legge da un lato si è proceduto verso 1'individuazione delle opere da realizzare e delle fonti presso le quali attingere le risorse necessarie, dall'altro si è andati verso una progressiva semplificazione delle procedure per l'apertura dei cantieri «nel rispetto anche dei poteri assegnati alle Regioni ed agli enti locali dal nuovo Titolo V della Costituzione» (articoli 114-133). Tali rinnovate attenzioni non sono 1'unico tratto caratterizzante il provvedimento in esame in quanto se, da un lato, non si può non riconoscere al Governo efficienza e tempismo nella predisposizione del disegno di legge n. 2032, dall'altro si deve riconoscere - con orgoglio - il grande contributo, non solamente in termini quantitativi ma anche e soprattutto in termini qualitativi, che è scaturito dalla dialettica del confronto parlamentare. Il disegno di legge n. 2032 - collegato alla legge finanziaria, in materia di infrastrutture e trasporti -, dopo la votazione di tutti gli emendamenti, è uscito dall'esame congiunto delle Commissioni trasporti ed ambiente della Camera dei deputati, ampiamente modificato rispetto a quanto era stabilito nel testo originario e finanziariamente arricchito, ben consci del fatto che le risorse aggiuntive contribuiranno a dare una ulteriore forte accelerazione alla realizzazione delle opere necessarie per una riqualificazione infrastrutturale dell'Italia.
Dalla complessità degli interventi previsti risalta come questi siano frutto di una rinnovata attenzione alle tematiche della intermodalità dei sistemi di trasporto delle merci e delle persone, cercando, da un lato, di deviare i flussi di traffico dalla gomma verso le altre modalità del trasporto - mi riferisco, ad esempio, alle autostrade viaggianti - e, dall'altro, di realizzare interventi per il rilancio del trasporto via mare che per la stessa conformazione geografica dell'Italia non possono più essere trascurati.
Accanto alle grandi opere, sono state individuate una serie di «opere» minori, molte delle quali a carattere locale, che se tra loro sommate richiedono per la loro realizzazione la somma comunque ragguardevole di 162 milioni di euro.
Recenti studi hanno messo in evidenza che ammontano ad almeno 100 milioni di euro i costi sociali ed ambientali che ogni anno il sistema dei trasporti italiano scarica sul paese, il 95 per cento dei quali prodotti dal trasporto su gomma. Pur a fronte di una progressiva riduzione dell'inquinamento atmosferico, attribuibile ai miglioramenti tecnologici dei motori e dei carburanti, è sotto gli occhi di tutti 1'insostenibilità complessiva di un sistema fondato sulla forte sperequazione tra il trasporto su strada e le altre realtà.
Recependo tale realtà, il provvedimento in esame propone interventi per favorire il trasporto combinato ed il rilancio delle ferrovie. Sono, infatti, previsti interventi per oltre 66 milioni di euro per il trasporto su ferro che, se valutati in prospettiva, raggiungono la ragguardevole somma di oltre 420 milioni di euro per i prossimi 15 anni. A sostegno dell'intermodalità sono stati previsti anche quasi un milione di euro per la ricerca in materia di cabotaggio e navigazione a corto raggio; 30 milioni di euro per le capitanerie di porto a cui si aggiungono 120 milioni di euro, destinati - invece - al sostegno delle imprese armatoriali.


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Analoga attenzione è stata posta anche per la realizzazione del «piano triennale per l'informatica» del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, per il quale sono stati stanziati circa 48 milioni di euro.
Nel disegno di legge grande attenzione è prestata alla realizzazione della cosiddetta alta velocità italiana con 1'eliminazione dell'articolo 131 della legge finanziaria per il 2001, che è stato la causa dell'interruzione di numerose concessioni (affidate ai general contractor) per la realizzazione di tratte ferroviarie, dell'insorgere di numerosi contenziosi che hanno inciso pesantemente sulle casse erariali e tra le ragioni che hanno maggiormente pregiudicato il processo di trasferimento del traffico - di merci e persone - dalla gomma alla rotaia e la realizzazione di un vero e proprio sistema intermodale della mobilità. Tali conseguenze, ovviamente, appaiono ancora più gravi se le considerassimo sotto l'ottica ambientale di un trasporto sostenibile .
Per recuperare il tempo perduto, si è deciso di reintrodurre la figura del general contractor, convinti del fatto che sia l'alternativa più valida per la realizzazione delle opere di ammodernamento della viabilità ferroviaria nazionale (le esperienze passate lo dimostrano ampiamente).
Caratterizzanti dello spirito che ha contraddistinto 1'elaborazione del presente disegno di legge risultano anche gli articoli che, di fatto, vanno ad attivare una serie di canali finanziari per l'attuazione delle opere strategiche individuate dalla legge obiettivo .
Vengono così autorizzati limiti di impegno per 193 milioni di euro per il 2002, 190 milioni di euro per il 2003 e quasi 150 milioni di euro per il 2004 per la «progettazione e realizzazione di opere strategiche di preminente interesse nazionale». Di tali somme, almeno il trenta per cento deve essere destinato al Mezzogiorno.
Inoltre, consci del fatto che la rete stradale italiana recita un ruolo di primissimo piano nell'assorbimento dei traffici delle persone e delle merci e che tale realtà sarà destinata a permanere ancora a lungo, di grande rilievo appare l'impegno del Governo alla riduzione dell'impressionante tributo di vite che ogni anno si paga alla strada. Infatti sono stati previsti 20 milioni di euro come contributo dello Stato agli oneri che l'ANAS sarà costretto a sopportare a seguito dell'accensione di mutui o altre operazioni finanziarie, dirette al miglioramento della sicurezza della rete stradale nazionale, attraverso l'attuazione del programma trasporti approvato dal ministro delle infrastrutture e dei trasporti.
In ultimo il disegno di legge n. 2032 si fa carico anche delle difficili realtà che tutte le città italiane si trovano giornalmente a dover vivere e sopportare.
A testimonianza di ciò, l'articolo 17 prevede che con successivo decreto ministeriale vengano definite le modalità per l'attuazione di programmi di «riabilitazione urbana». Nel concetto di riabilitazione, però, si sono fatte convergere anche istanze di natura economica e sociale che si concretizzeranno in interventi di riqualificazione che porteranno ad un miglioramento della qualità della vita.
Tali interventi chiaramente rivolti al recupero di porzioni degradate del tessuto urbano andranno ad incidere su porzioni importanti del tessuto urbano, introducendo anche elementi innovativi nella gestione della mobilità.
Verranno favoriti programmi volti al riordino delle reti di trasporto che prevederanno anche la costruzione di autostazioni. Un riordino questo che, evidentemente, favorirebbe una gestione più funzionale dei flussi del traffico cittadino, offrendo un'alterativa, quale è quella delle autostazioni, già ampiamente - e con successo - sperimentata a livello internazionale. Tutto ciò trova virtuose sinergie anche con la previsione, presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di un fondo di rotazione da utilizzare per lo stanziamento relativo agli interventi diretti a migliorare la qualità ambientale della circolazione stradale.
Dunque, ad un'analisi di insieme, sebbene il disegno di legge n. 2032 rechi norme in materia di infrastrutture e di trasporti, la portata dei suoi interventi si


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spinge molto oltre. Accanto agli interventi atti a favorire la mobilità ed un sistema dei trasporti il più possibile intermodale vi sono previsioni rivolte a favorire interventi per il miglioramento della sicurezza della rete stradale in maniera tale da limitare al massimo quel tragico salasso di vite che ogni anno vengono perse sulle nostre strade ed interventi per il recupero urbano e per la salvaguardia ambientale.
In questo senso il presente disegno di legge è importante per il futuro infrastrutturale della nostra nazione, ma è anche una testimonianza chiara sia dell'impegno profuso dal Governo sia della qualità della dialettica parlamentare.

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