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PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il relatore, onorevole Schmidt.
GIULIO SCHMIDT, Relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato con molta attenzione questa discussione sulle linee generali che mi è sembrata ricca di stimoli e di contenuti. Mi riservo di analizzare gli emendamenti nel momento in cui verranno all'esame dell'Assemblea per la loro valutazione.
PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il rappresentante del Governo.
ANTONIO D'ALÌ, Sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Governo segue con estrema attenzione il dibattito parlamentare sulla proposizione dell'istituzione delle tre nuove province. Intende assolutamente agevolarne l'iter nel senso di portarne a termine la votazione quando questa Assemblea lo riterrà opportuno. Infatti, non si è opposto assolutamente alla proposta formulata in Commissione di adottare l'articolo del regolamento che ne prevede l'iter agevolativo essendo stati già questi provvedimenti approvati, anche se in un solo ramo del Parlamento, nella precedente legislatura.
Le riflessioni svoltesi, che sarebbe stato facile da parte del Governo sottolineare in modo critico, sono riservate a questa Assemblea parlamentare ed a quella del Senato. È chiaro che il Governo si raccomanda perché in sede di approvazione questi provvedimenti trovino adeguata copertura finanziaria e perché trovino, soprattutto nella loro filosofia, un'aderenza al nuovo dettato costituzionale.
Il Governo e in particolare il Ministero dell'interno, che è sempre stato il referente degli enti locali e ha sempre promosso tutte le forme aggregative tra enti locali convinto della valenza di tali aggregazioni nel senso dello sviluppo e della promozione del territorio, ritiene infatti che non sia anacronistico parlare di queste istituzioni anche in un momento di forte dibattito sui nuovi assetti istituzionali del paese, purché tali istituzioni vengano intese come punto importante, anzitutto di espressione dell'autonomia degli enti locali, che riteniamo essere alla base di ogni futuro possibile nuovo assetto istituzionale del paese e purché, naturalmente, esse vengano interpretate in senso positivo e dinamico.
Il Governo ha agevolato ed agevola - lo ha dimostrato anche attraverso recenti stanziamenti - tutto quanto presiede ai fenomeni di unione dei comuni in termini di servizi, di aggregazioni e di positiva dinamica dell'evoluzione dell'assetto degli enti locali. Dunque, affida al Parlamento queste riflessioni in maniera tale che, al termine di questa discussione, si possa arrivare all'approvazione di un testo che, sia dal punto di vista dei suoi elementi strutturali sia dal punto di vista delle dinamiche e della filosofia che presiedono all'approvazione di questi provvedimenti, risponda alle aspirazioni effettive delle popolazioni dei comuni promotori e trovi questa rispondenza completa anche in tutti gli atti preliminari.
Il testo unico sugli enti locali prevede con precisione alcuni di questi atti, altre prescrizioni le rimette al giudizio esclusivo
del Parlamento. È stata richiamata la norma dell'articolo 21 che fornisce delle indicazioni riguardo alle consistenze abitative delle nuove province che vengono proposte.
Ripeto, tutte queste riflessioni sono nella potestà del Parlamento e il Governo, sicuramente, non mancherà di adeguarsi alle decisioni dello stesso. Così come anche nel nuovo disegno di legge, che presto il Consiglio dei ministri delibererà in ordine all'attuazione del titolo V della Costituzione. È prevista anche una revisione del testo unico sugli enti locali, cosa sulla quale il Ministero dell'interno sta, naturalmente, già lavorando perché il nuovo assetto costituzionale possa rispondere anche alle nuove esigenze del paese.
Naturalmente, tale testo sarà, poi, sottoposto all'attenzione del Parlamento, con tutte le prescrizioni regolamentari relative all'iter di formazione della nostra legislazione. Quindi, anche il Governo si attende che - nella fase emendativa e nella fase finale approvativa che, nei tempi e nei modi, verrà sicuramente decisa dall'Assemblea parlamentare - la Camera e, successivamente il Senato, possano definire l'iter di questi disegni di legge inserendovi tutti quei contenuti di esigenza finanziaria e di rispetto della nuova normativa costituzionale che riterrà opportuno.
PRESIDENTE. Il seguito del dibattito è rinviato ad altra seduta.
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