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PRESIDENTE. Prendo atto che i relatori di minoranza, onorevoli Capitelli e Titti De Simone, rinunziano alla replica e che il relatore per la maggioranza, onorevole Bianchi Clerici, rinunzia anche lei alla replica, anche se, essendole rimasto un secondo di tempo, sarebbe stata una bella performance.
Ha facoltà di replicare il rappresentante del Governo.
VALENTINA APREA, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Signor Presidente, colleghe e colleghi, il Governo ha deciso di intervenire soltanto in sede di replica perché stiamo discutendo un'iniziativa parlamentare e, quindi, ha ritenuto di dovere ascoltare e seguire il dibattito, così da prendere atto anche che il testo della Commissione, presentato e illustrato dall'onorevole Bianchi Clerici, sostanzialmente modifica la prima proposta Grignaffini.
Certamente stasera non entrerò nel dettaglio dell'articolato del testo della Commissione, ma vorrei soltanto ricordare che il Parlamento interviene in una materia, quella degli organi collegiali, con una riforma assolutamente urgente e necessaria. È stato ricordato come tale riforma sia stata oggetto di un lungo dibattito parlamentare, anche nella scorsa legislatura, e, dunque, il Governo ha tutto l'interesse a che il Parlamento decida in tempi rapidi e giunga all'approvazione della legge.
La partecipazione come criterio guida alla gestione della scuola pubblica oggi si iscrive - come è stato detto, ma lo crediamo anche noi - in un contesto profondamente cambiato, caratterizzato da più innovazioni: l'autonomia didattica e organizzativa, la dirigenza scolastica, il decentramento istituzionale. Ecco perché la riforma degli attuali organi collegiali, come è stata presentata dalla relatrice di maggioranza, tiene conto di questa cornice istituzionale e per questo il Governo esprime un parere ampiamente favorevole
sul testo, ancorché siano stati annunciati emendamenti e modifiche che terranno conto anche dei pareri espressi dalle altre Commissioni.
In particolare, il Governo apprezza il fatto che si attribuisca ampio spazio all'autoregolamentazione delle scuole, in modo da riaffermare in senso sostanziale il principio dell'autonomia organizzativa. Il Governo apprezza altresì il fatto che il dirigente scolastico, figura di controllo e responsabile di gestione, presieda il consiglio della scuola, in modo da garantire allo Stato, di cui è funzionario, ai cittadini, verso i quali è responsabile dei risultati e agli insegnanti, di cui deve tutelare e valorizzare la libertà di insegnamento, cioè la capacità professionale e didattica, l'applicazione dei principi di efficacia e di efficienza all'organizzazione e al funzionamento della scuola.
Il Governo apprezza anche la significativa rappresentanza delle famiglie e l'istituzione della figura del garante per l'utenza che, in qualità di presidente del nucleo di valutazione, farà parte anche del consiglio della scuola. Il Governo apprezza ancora che il consiglio della scuola veda per la prima volta la presenza anche di rappresentanti esterni, in particolare del rappresentante degli enti locali, ai quali la Costituzione e la legge assegnano compiti sempre più incisivi nell'offerta formativa e nella predisposizione dei servizi di supporto alla sua attuazione.
Il Governo apprezza il fatto che l'intero impianto garantisca e rafforzi la libertà di insegnamento, intesa come capacità di interpretare i bisogni - è stato appena affermato anche dall'onorevole Garagnani - degli studenti e delle famiglie, all'interno delle finalità e degli obiettivi definiti dallo Stato.
Il Governo condivide anche l'opportunità di istituire un organo di autovalutazione della qualità della scuola, in modo da rendere più evidente ed operativa la dimensione della responsabilità che, comunque, non può essere disgiunta dall'autonomia, sia organizzativa sia didattica e, in particolare, il raccordo con l'istituto nazionale della valutazione.
Il Governo condivide, infine, l'indicazione fornita dal provvedimento in riferimento ai diritti di partecipazione e di associazione delle componenti, dei genitori e degli studenti, ed il rimando all'autonomia regolamentare per l'indicazione, invece, delle modalità di partecipazione delle diverse componenti alla vita della scuola.
Esprimiamo, dunque, un giudizio estremamente positivo. Ci auguriamo di poter contribuire alla migliore elaborazione della legge, anche in quest'ultima fase di revisione emendativa. Seguiremo i lavori con attenzione; abbiamo tutto l'interesse a che questo ramo del Parlamento licenzi al più presto il provvedimento. Grazie, Presidente, grazie, onorevoli colleghi.
PRESIDENTE. Il seguito del dibattito è rinviato ad altra seduta.
A questo punto, avviandosi il vostro Presidente verso la quinta ora di ininterrotta Presidenza, ed essendo ancora tenera la notte e lunga la seduta, egli compie un gesto umanitario nei confronti di se medesimo: sospende la seduta per cinque minuti.
Onorevole Migliori, nel frattempo, lento pede, può avviarsi al banco del Comitato dei nove. La seduta riprenderà immantinente.
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