Allegato B
Seduta n. 105 del 27/2/2002


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ECONOMIA E FINANZE

Interrogazioni a risposta scritta:

GAMBALE. - Al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
come già segnalato in un precedente atto ispettivo, dopo che, a seguito del fenomeno del bradisismo del 1983, numerosi cittadini di Pozzuoli (Napoli) e dell'area flegrea furono ospitati, per un tempo massimo di due anni, in immobili requisiti dalla Protezione civile, questi, a oltre 10 anni dal rilascio, avvenuto spontaneamente e in assenza di contestazioni da parte dell'Ente incaricato - Ministero delle finanze -, si sono visti notificare cartelle di pagamento per importi rilevantissimi, considerate anche le condizioni economiche disagiate degli interessati;
in esse, utilizzando le modalità di riscossione dei tributi previste dal regio decreto n. 639 del 1910, si richiedeva il pagamento di somme asseritamente dovute a titolo di risarcimento dei danni causati durante l'occupazione degli alloggi;
sono state, così, arbitrariamente e illegittimamente iscritte e trasformate in tributi somme pretese a titolo diverso, che tributi non sono, come di fatto conferma la Commissione tributaria, ripetutamente dichiaratasi incompetente a giudicare su ricorsi e opposizioni in materia;
quanto avvenuto viola, dunque, princìpi elementari del nostro ordinamento come quello della riserva di legge, in base al quale, come sancisce la Costituzione, l'istituzione di nuovi tributi può avvenire solo con legge dello Stato. A tale principio si uniforma, ad esempio, anche la legge finanziaria, che può solo eventualmente modificare le aliquote spettanti ai contribuenti;
l'iscrizione delle somme pretese dal Ministero viola anche il decreto legislativo n. 46 del 1999 in base al quale non possono essere iscritte a ruolo e quindi riscosse secondo le modalità dettate dal regio decreto n. 639 del 1910 somme non risultanti da titolo avente i requisiti della certezza e della liquidità. Soltanto se le somme fossero accertate giudizialmente la pubblica amministrazione potrebbe procedere alla riscossione coattiva secondo le modalità dettate per la riscossione dei tributi, ma nel caso dei cittadini sfollati di Pozzuoli numerosi giudizi, laddove instaurati, sono ancora pendenti -:
se ritengano legittima l'iscrizione a ruolo di somme richieste a titolo diverso e


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non come tributi, non si sa se dovute o meno perché impugnate in giudizio, certamente né certe né liquide;
più in generale, quali misure ritengano di adottare per risolvere il problema di centinaia di famiglie in condizioni disagiate e per di più ora gravate dalla pretesa, di dubbia legittimità costituzionale e giuridica, del pagamento di somme divenute peraltro esorbitanti perché accresciute negli anni da interessi oggettivamente insostenibili.
(4-02278)

ANTONIO RUSSO. - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere:
se risulti vero che l'amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato, dopo il positivo esito del collaudo, condiziona la sottoscrizione della concessione, per le imprese aggiudicatarie di concessione per il gioco del bingo ai sensi del decreto ministeriale dell'11 luglio 2001, al preventivo pagamento della penale dell'importo di euro 1.000 al giorno prevista all'articolo 52, comma 48 della legge n. 448 del 28 dicembre 2001, a far data dal 14 dicembre 2001 e fino alla data effettiva dello svolgimento del collaudo;
se risultano legittimi tale previa richiesta di pagamento e tale condizionamento della sottoscrizione della concessione, visto il decreto ministeriale dell'11 luglio 2001 recante la graduatoria delle concessioni, vista la normativa vigente sulla modalità di partecipazione alla gara per l'assegnazione della concessione per il gioco del bingo, sul regolamento del gioco, sulla convenzione tipo per l'affidamento in concessione della gestione del gioco del Bingo nonché la normativa vigente sulla procedura riguardante la contestazione ed il pagamento delle sanzioni amministrative.
(4-02283)

LUCCHESE. - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere:
se e quando intenda adottare iniziative normative per sopprimere i tanti enti cosiddetti «inutili», che, ad avviso dell'interrogante, sopravvivono solo per assicurare poltrone e prebende, ma che non svolgono alcuna funzione pubblica;
se non ritenga assurdo mantenere in piedi dei carrozzoni mangiasoldi, che sono una vera provocazione verso chi paga le tasse e le imposte di tutti i generi, dal momento che la gente che lavora e produce e che è tartassata da un fisco famelico ed ingiusto non può sopportare queste cose e richiede pertanto di fare pulizia e subito.
(4-02296)

NESI. - Al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro della giustizia. - Per sapere a quanto ammontino, complessivamente, alla data odierna, le attività detenute all'estero rimpatriate o regolarizzate a norma del decreto-legge 25 settembre 2001 n. 350, convertito, con modificazioni dalla legge 23 novembre 2001 n. 409.
(4-02298)

FOTI. - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che:
il comitato per le pensioni privilegiate ordinarie, presso la Corte dei conti, deve esprimere il prescritto esame e parere in ordine alla pratica di pensione privilegiata di sesta categoria allo stesso inviata in data 13 luglio 1998 dal dipartimento della pubblica sicurezza, servizio trattamento pensione di previdenza (posizione 333-H/0152372). La pratica in questione riguarda il signor Garofalo Giuliano, nato a Oliveto Lucano (Matera) il 19 giugno 1931 e residente in Piacenza - via Rodolfo Boselli 38, assistente capo della polizia di Stato in congedo dal 1o luglio 1993. L'interrogante evidenzia che in data 5 dicembre 2000 il suddetto dipartimento della pubblica sicurezza ha provveduto a restituire al comitato per le pensioni privilegiate ordinarie la relazione integrata nel senso richiesto dal comitato medesimo -:


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se risulti che il Comitato per le pensioni privilegiate ordinarie abbia espresso il prescritto esame e parere in ordine alla pratica sopra ricordata.
(4-02303)

PECORARO SCANIO. - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che:
con il decreto-legge n. 244 del 1995 sono state disposte «misure dirette ad accelerare il completamento degli interventi pubblici e la realizzazione dei nuovi interventi nelle aree depresse, nonché disposizioni in materia di lavoro e di occupazione»;
tale decreto veniva poi convertito in legge n. 341 del 1995;
in sede di conversione venivano apportate modificazioni, e in particolare, veniva inserito l'articolo 21-bis, inerente il trasferimento di alloggi;
l'articolo 21-bis della legge n. 341 del 1995, comma 1, infatti, testualmente recita: «gli alloggi prefabbricati costruiti dallo Stato nei territori dei comuni della Campania e della Basilicata, ai sensi del decreto-legge n. 75 del 1981, convertito con modificazioni dalla legge n. 219 del 1981, e successive modificazioni, sono ceduti in proprietà, a titolo gratuito, insieme alle parti comuni, a coloro che ne hanno avuto formale assegnazione, ancorché provvisoria»;
il medesimo articolo 21-bis, al comma 3 recita: «le domande per ottenere la cessione in proprietà degli alloggi di cui al comma 1 debbono essere presentate dagli interessati all'ufficio del territorio dell'amministrazione finanziaria della provincia territorialmente competente entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione e del presente decreto»;
con riferimento al comma 3 dell'articolo 21-bis, appena riportato, gli assegnatari degli alloggi prefabbricati, costruiti sul territorio di Napoli, nei modi e nei termini previsti dalla richiamata legge n. 341 del 1995, inoltravano domanda per ottenere la cessione in proprietà a titolo gratuito;
dal 1995 a tutt'oggi nulla si conosce circa l'istruttoria e gli esiti delle domande inoltrate;
tale situazione, inspiegabilmente stagnante da circa sette anni, priva di fatto gli interessati del godimento di un diritto sancito per legge, ma vi è di più: gli alloggi prefabbricati de quo, necessitano di sostanziali e gravosi interventi manutentivi di carattere ordinario e straordinario;
l'ente comunale di Napoli proprietario e gestore del patrimonio ex legge n. 219 del 1981, nulla chiarisce, a propria volta, sulla vicenda; tale circostanza, fra l'altro, comporta che gli interventi manutentivi non vengano effettuati con la medesima puntualità riservata di norma al restante patrimonio, come richiederebbe la reale condizione in cui versano tutti o quasi, gli alloggi prefabbricati;
il protrarsi delle circostanze descritte comporta almeno due gravi conseguenze:
dalla mancanza e/o dal ritardo degli interventi manutentivi da parte dell'ente comunale, sia di carattere ordinario che straordinario, deriva l'inesorabile e progressivo degrado degli alloggi prefabbricati;
la mancata cessione in proprietà dei suddetti alloggi prefabbricati, in favore dei 18 legittimi assegnatari, comporta che gli interessati non operino autonomamente in materia di interventi manutentivi, in sostituzione di un ente, spesso ritardatario -:
in quali modi e termini il ministro interverrà affinché i legittimi titolari di assegnazione di alloggi prefabbricati ex legge n. 219 del 1981, costruiti dallo Stato nei territori dei comuni della Campania e della Basilicata, si vedano cedere in proprietà gli alloggi prefabbricati stessi, così come stabilito per legge;


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a quale ente il ministero dell'economia e delle finanze intenda eventualmente delegare le procedure idonee a rendere efficace quanto disposto dall'articolo 21-bis legge n. 341 del 1995 in materia di cessione in proprietà degli alloggi prefabbricati, in favore degli aventi diritto.
(4-02306)