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rilancio del settore bieticolo saccarifero nazionale.
il settore zootecnico in Sicilia sta attraversando un periodo di grave crisi per una serie di eventi che si sono susseguiti cronologicamente;
il fenomeno della mucca pazza e il diffondersi del morbo della lingua blu hanno messo in ginocchio la totalità degli operatori economici del settore;
la prolungata siccità e le gelate prolungate hanno fatto sì che ad oggi è divenuto molto difficile per le aziende fare fronte persino alle normali esigenze di foraggiamento degli animali;
questa situazione sta accrescendo una forte esposizione debitoria per le aziende;
nonostante gli annunci dei Governi sia a livello nazionale che regionale la situazione permane grave tant'è che per la lingua blu non è consentita neppure la movimentazione degli animali vaccinati;
non è stato ancora adottato alcun provvedimento concreto per fare fronte alle pressanti esigenze economico finanziarie delle imprese zootecniche che non sono più in grado di onorare le diverse scadenze previste -:
quali iniziative il Governo intenda adottare con la massima urgenza per sospendere tutte le scadenze fiscali a carico delle aziende zootecniche, prevedere forme di sostegno contributivo e finanziario per il ripianamento delle passività delle imprese, nonché la effettiva operatività della anagrafe del bestiame per garantire la sicurezza di produttori e consumatori;
se non ritenga inoltre il Governo di dichiarare lo stato di calamità naturale.
(3-00739)
a seguito dell'acquisizione del controllo di Montedison, la società Italenergia (FIAT ed EF) ha deciso di dismettere le attività considerate non strategiche e tra queste anche quelle legate alla produzione saccarifera;
Bnp Paribas è stata incaricata di negoziare la vendita;
Montedison controlla il 54 per cento di Beghin Say, primo produttore francese di zucchero, con 1.419.000 tonnellate di quota di produzione;
Beghin Say controlla il 100 per cento di Eridania che, a sua volta, è titolare del 65 per cento di I.S.I., società partecipata, per il restante 35 per cento dalla finanziaria dei bieticoltori italiani Finbieticola;
per l'acquisto di Eridania (zucchero italiano) sono pervenute offerte in prima istanza da parte di 3 cordate italiane: Co.Pro.B-Sadam, Finbieticola, Sfir;
nella fase dell'offerta non vincolante Finbieticola è stata esclusa per l'insufficienza della cifra presentata;
a seguito di questa esclusione, e con l'obiettivo di costituire un forte polo agricolo, è maturata un'intesa fra Finbieticola e la cordata Co.Pro.B-Sadam per presentare congiuntamente l'offerta vincolante;
in caso di vittoria della cordata Finbieticola, Co.Pro.B-Sadam, dopo il necessario periodo di gestione comune, gli assetti finali saranno: Co.Pro.B-Finbieticola 38,74 per cento dell'intera quota nazionale; Sadam 34,76 per cento dell'intera quota nazionale; SFIR 21,09 per cento dell'intera quota nazionale; Molise 5,41 per cento dell'intera quota nazionale;
ai fini antitrust l'operazione non presenta elementi di criticità;
il successo della cordata Co.Pro.B-Finbieticola e la conseguente realizzazione del polo agricolo è di fondamentale importanza per il mondo bieticolo in quanto:
1) per la prima volta una società controllata per intero dai produttori gestirebbe una quota consistente (quasi il 40 per cento) della produzione nazionale di zucchero;
2) la nuova società agricola potrà svolgere un ruolo decisivo nelle scelte strategiche a difesa del settore;
3) una società di queste dimensioni potrà anche assicurare ritorni economici a beneficio dei produttori stessi -:
quali siano le valutazioni sul complesso dell'operazione;
quali iniziative intenda adottare il Ministro affinché, attraverso l'ipotizzato assetto, si possano porre le basi per un
(3-00741)
i servizi tecnici della Commissione europea con la motivazione-pretesto di voler procedere ad una armonizzazione delle aliquote di accise sulle bevande alcoliche hanno proposto la introduzione di una aliquota minima di accisa sul vino di euro 0,14 al litro (circa lire 270);
tale misura va indubbiamente a penalizzare il consumo del vino che sta lievitando in maniera impensabile anche tra le giovani generazioni e che denota un rinnovato interesse verso tale bevanda fondato su motivi culturali, ambientali e territoriali;
fra gli esperti del settore viene esternato il sospetto, invero fondato, che tale misura penalizzante dei consumi di vino voglia altresì agevolare il consumo della birra e di altre bevande;
le prime reazioni a tale iniziativa della Commissione europea sono state estremamente negative e fra di esse si è contraddistinta la dichiarazione estremamente critica sulla misura del Ministro delle politiche agricole Alemanno -:
quali iniziative il Ministro interrogato intenda adottare in sede comunitaria al fine di evitare l'aggravamento della crisi del settore che sarebbe estremamente pregiudizievole per tutto il comparto vitivinicolo.
(4-02293)
la legge n. 169 del 1989, determina una differenza tra latte generico e il latte fresco pastorizzato nel senso che quello definito come «fresco» ha parametri di qualità e duratura fissati fino a quattro giorni mentre quello di produzione tedesca immesso sul mercato con la dicitura «latte fresco pastorizzato» e reso bevibile fino a due settimane, grazie a un procedimento basato sulla microfiltrazione, è sostanzialmente diverso, perché ottenuto da processi di lavorazione totalmente differenti da quanto specificato e previsto dalla legge italiana n. 169 del 1989 che prevede un unico e blando trattamento di pastorizzazione;
sulla base della normativa comunitaria sulla libera circolazione delle merci, è stata emanata una circolare del Ministro delle attività produttive che consentiva la vendita di confezioni etichettate come «latte fresco» con una scadenza superiore a quattro giorni;
nei confronti della circolare, i produttori italiani di latte hanno avanzato forti critiche, perché essa rischiava di legalizzare un inganno, ai danni dei consumatori, visto che il contenuto proteico è inferiore al vero latte fresco;
risulta all'interrogante che il Ministro delle attività produttive avrebbe deciso di revocare il provvedimento, ritenendo giuste le preoccupazioni delle aziende italiane produttrici di latte veramente fresco, che avrebbe potuto far subire contraccolpi negativi da questa incerta situazione di mercato;
la legge n 169 del 1989, nata per creare un filtro all'importazione di latte fresco già confezionato e per valorizzare la materia prima italiana, subirà con tutta probabilità alcune modifiche a causa del principio della libera circolazione delle merci nei mercati italiani, ribadito dalla Corte di giustizia della Unione europea e dal crescente arrivo dall'estero di prodotto già confezionato, competitivo nel prezzo e nella durata, perché risultato di processi tecnologici di scomposizione e ricomposizione del latte di cui non si conosce neanche l'origine e poi nei paesi esportatori esiste una norma che impone una scadenza fissa -:
quali misure intenda adottare il ministro interrogato, a difesa delle aziende italiane, in particolar modo quelle sarde, produttrici di latte fresco che, in virtù dell'applicazione della normativa europea e della presumibile invasione nel mercato italiano, di prodotti stranieri già confezionati, rischiano di subire delle gravi ripercussioni dal punto di vista economico-occupazionale;
quali provvedimenti ritenga di adottare al fine di valorizzare la materia prima italiana e nello stesso tempo tutelare il consumatore italiano da produzioni di latte verosimilmente definito fresco.
(4-02307)