Allegato B
Seduta n. 105 del 27/2/2002


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INTERNO

Interpellanza urgente (ex articolo 138-bis del regolamento):

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'interno, per sapere - premesso che:
nella notte (tra le ore 24 e le ore 1.30) tra venerdì 15 e sabato 16 febbraio 2002, sono state condotte da parte degli uomini dell'Arma dei carabinieri dell'Isola d'Elba, una serie di perquisizioni notturne nelle abitazioni di 8 giovani di Rio Marina (Livorno). La finalità dell'operazione era quella di cercare armi. L'esito è stato negativo;
in un'intervista al quotidiano Il Tirreno, il Comandante della Compagnia dell'Arma dei carabinieri dell'Isola d'Elba ha affermato: «La nostra finalità era quella di cercare armi nelle abitazioni di questi 8 giovani. Le armi non sono state rinvenute, ma c'è stato il sequestro di molte cose. È in corso un'indagine»;
risulta che siano stati sequestrati: alcuni grammi di hashish, alcune magliette, un giornale cinese, un quaderno con esercizi di chitarra, 4/5 coltelli, volantini e manifesti di concerti di gruppi rock, materiale e volantini no-global, un giornale anarchico, una foto del sindaco Bosi (sottosegretario alla difesa), un poster con il Papa che fuma uno spinello, delle poesie, bombolette spray, 2 mazze da baseball, una sciarpa della Juventus;
nella medesima intervista al comandante della Compagnia dei carabinieri il giornalista del quotidiano chiede: «Perché sequestrare manifesti, volantini, bandiere?» Risposta: «Vogliamo verificare elementi di cui siamo in possesso. Abbiamo sequestrato anche due mazze da baseball (...) Diciamo che siamo certi che alcuni di questi giovani hanno partecipato a manifestazioni, immagino anche a quelle di Genova». Ma partecipare pacificamente a manifestazioni non è reato... Risposta: «Sono indagini molto delicate, perché influiscono sulla libertà di opinione e impieghiamo più tempo, perché siamo prudenti. Il livello organizzativo di questi ragazzi lo dobbiamo verificare e non me la sento di dire che sono pericolosi. Abbiamo agito per gli elementi che raccogliamo quotidianamente e qualche volta possono esserci anche atti spiacevoli, come le perquisizioni di notte a casa». Perché sequestrare una bandiera con il volto del Che Guevara? «Per lo stesso motivo per il quale si sequestra una mazza da baseball: per noi deve essere un indizio. Il materiale sequestrato è stato segnalato al magistrato che nelle 48 ore successive decide se trattenerlo o restituirlo. Per ora non c'è stato l'ordine di restituirlo». Gli 8 ragazzi sono ritenuti di ambienti anarchici? «Sicuramente ma di per sé ciò non costituisce


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reato. Bisogna vedere, però in quali forme si estrinseca la propria opinione. Le stiamo verificando queste forme. (...) Qui ci sono state scritte sui muri di Rio Marina fra luglio e febbraio. Scritte che estrinsecavano questi pensieri. Obiettivi di queste scritte erano principalmente il sindaco, i carabinieri, e il Papa. Stiamo lavorando, e se non raccoglieremo elementi sufficienti tutto finisce qui.» Attenzioni in più vi sono state perché il sindaco Bosi è anche Sottosegretario alla difesa? «No, se troviamo elementi ed indizi di colpevolezza a carico di chiunque noi procediamo con accertamenti, che vengono eseguiti con cura ed accortezza»;
risulta, inoltre, che in un incontro post elettorale il sindaco Bosi, sottosegretario alla difesa nei mesi scorsi abbia parlato di «devianza giovanile» a Rio Marina e che le forze dell'ordine avevano raccolto il suo invito a vigilare e quindi a garantire la sicurezza dei cittadini;
gli interroganti ritengono che se qualcuno commette reati, questo debba essere perseguito a norma di legge, con iniziativa delle forze dell'ordine proporzionale al danno arrecato alla collettività;
a giudizio degli interpellanti, nell'episodio descritto l'iniziativa dei carabinieri appare come una lezione simbolica agli otto ragazzi -:
se il Governo, nella figura del massimo responsabile politico dell'ordine pubblico, non ritenga che l'iniziativa possa costituire un arbitrio o un'intimidazione contro il dissenso politico;
se le dichiarazioni del Sindaco Bosi, nonché sottosegretario alla difesa, possano avere rappresentato una pressione nei confronti delle forze dell'ordine;
se queste eventuali pressioni siano corrette dal punto di vista politico ed istituzionale;
quali accorgimenti e suggerimenti il ministero dell'interno intenda diramare ai reparti territoriali affinché episodi incresciosi come questo non accadano in futuro.
(2-00256)
«Mussi, Violante, Fassino, D'Alema, Agostini, Albonetti, Amici, Bandoli, Bielli, Bogi, Buglio, Capitelli, Cennamo, Chiti, Cialente, Coluccini, Cordoni, Crisci, Crucianelli, Dameri, De Brasi, Di Serio D'Antona, Diana, Fluvi, Folena, Franci, Grandi, Innocenti, Leoni, Lolli, Lucà, Lulli, Magnolfi, Paola Mariani, Raffaella Mariani, Montecchi, Pinotti, Pisa, Raffaldini, Nicola Rossi, Ruzzante, Sabattini, Sciacca, Susini, Vigni».

Interrogazione a risposta orale:

DELMASTRO DELLE VEDOVE. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
le forze dell'ordine e la magistratura barese hanno avviato l'operazione denominata «Asta Trading», che, in data 21 febbraio 2002, ha consentito di sgominare un'organizzazione malavitosa di cittadini cinesi dedita precipuamente al traffico di persone;
una cinquantina di persone - sparse sull'intero territorio nazionale - sono state arrestate in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip del tribunale di Bari;
l'operazione, che ha preso le mosse del ritrovamento, sulla spiaggia di Giovinazzo, sul litorale a nord di Bari, dei cadaveri di due donne cinesi morte durante uno sbarco di clandestini, ha consentito di accertare l'esistenza di una potente e spietata organizzazione che collocava cittadini cinesi irregolarmente introdotti in Italia in laboratori tessili sfruttandone il lavoro per incassare la quota di 15 milioni di lire pretesa dai traghettatori;


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di recente il procuratore nazionale antimafia dottor Pier Luigi Vigna ha espresso serie preoccupazioni per il fenomeno particolarissimo della mafia cinese, pericolosa per la sua estensione e spietatezza;
in effetti le indagini sono particolarmente delicate e difficili in quanto gli irregolari cinesi, a differenza degli irregolari di altre etnie, sono poco visibili conducendo essi una vita decisamente riservata; -:
quanti siano, secondo le stime della polizia di Stato, i cittadini cinesi irregolari presenti sul territorio nazionale;
quali siano le città ove prevalentemente essi si insediano;
quali siano le prevalenti destinazioni lavorative cui sono costretti;
quali particolari caratteristiche abbiano le indagini nei confronti del fenomeno della mafia cinese, tenuto conto della riservatezza di vita dei cittadini cinesi;
quali siano i presumibili investimenti in attività lecite del denaro sporco ricavato dalla mafia cinese con la propria attività criminale.
(3-00734)

Interrogazione a risposta in Commissione:

TOLOTTI. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
frequenti e diffuse segnalazioni di cittadini sottolineano quanto sia problematica la situazione che si determina presso la questura di Bergamo negli orari di ricevimento degli immigrati regolari che si presentano agli sportelli per le documentazioni di cui necessitano;
sono assai precarie le condizioni in cui sono tenute queste persone - fra loro molti cittadini italiani accompagnatori - costrette ad ore di coda all'aperto, con qualunque condizione climatica, in attesa di un proprio possibile turno;
particolarmente avvilente risulta la situazione di persone che, dopo ore di attesa senza alcuna certezza di giungere all'agognato sportello, si vedono respinte o per motivi burocratici - spesso di impossibile comprensione anche per i cittadini italiani - o perché è superato l'orario di ricevimento, ciò comporta un secondo giorno di attesa, se tutto va bene e se il datore di lavoro concede un ennesimo permesso;
è evidente lo stato di incertezza nel quale si trova chiunque - straniero o italiano che sia - si misuri con procedure burocratiche che sembrano mutare di giorno in giorno, con interlocutori che non sempre mostrano piena padronanza delle norme che devono attuare e che talvolta sembrano fornire risposte evasive o approssimative -:
se condivida la preoccupazione che tale situazione, visto il carico di incertezza che suscita nei soggetti interessati, rischi di favorire l'estendersi di situazioni di illegalità per «disperazione»;
se non ritenga perciò opportuno che la quotidianità della situazione sopra descritta sia affrontata con un minimo di organizzazione, aumentando le risorse organiche ove questo fosse necessario, provvedendo a mettere a disposizione un locale riparato per l'attesa quando il tempo è inclemente, e garantendo un ordine di accesso che permetta di sapere con ragionevole certezza tempi e modi necessari al disbrigo delle pratiche burocratiche.
(5-00683)

Interrogazioni a risposta scritta:

LADU, TONINO LODDO e SORO. - Al Ministro dell'interno, al Ministro delle attività produttive. - Per sapere - premesso che:
la crisi dell'ordine pubblico in alcune zone della Sardegna centrale sta assumendo - per gravità, frequenza e specificità degli episodi - caratteristiche strutturali, configurandosi ormai per un crescente


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numero di cittadini ed ambienti non come devianza dalle norme, ma come «modalità» di rapportarsi con le amministrazioni e gli amministratori pubblici, assumendo il metodo dell'intimidazione come strumento di «partecipazione»;
questa cultura della forza e della violenza denuncia una progressiva e radicale perdita del senso dell'identità civile e della cittadinanza politica, che sta mettendo seriamente a rischio la stessa agibilità delle istituzioni democratiche locali;
la messa in discussione delle forme di partecipazione democratica denunciano sul piano culturale una devastante assenza del «senso» dello Stato e dello Stato come tale sul piano istituzionale, e una assenza sempre più preoccupante di strategie attive e condivise di sviluppo sul piano economico -:
se il Governo sia davvero consapevole della gravità della situazione e del senso di impotenza che sta progressivamente attanagliando gli amministratori locali e le istituzioni;
se il Governo non ritenga di dover promuovere in tempi ravvicinati - e prima che la situazione precipiti - una Conferenza regionale sull'ordine pubblico, coinvolgendo tutte le istituzioni locali, per aggiornare modalità di indagine, di interventi e di presenza sul territorio soprattutto nelle ore di maggiore rischio, rompendo inveterate pigrizie con comportamenti efficaci e coerenti;
se il Governo, soprattutto - per dare una risposta più completa e coinvolgente - non ritenga di dover ripristinare e rilanciare con tempestività tutti gli strumenti di programmazione negoziata e di politiche attive per lo sviluppo già avviate nella precedente legislatura per rimettere in moto meccanismi di crescita economica e per ridare valore alla presenza dello Stato e delle istituzioni e fiducia e speranza alla maggioranza dei cittadini onesti.
(4-02273)

CRISCI, BORRELLI, CIALENTE, LOLLI, MARIOTTI, MARONE, GALEAZZI, BOVA, BELLINI, RUGGHIA e COLUCCINI. - Al Ministro dell'interno, al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che:
l'attuale sistema dei trasferimenti statali ai comuni determina una preoccupante e diffusa «sfasatura» tra le previsioni di competenza e la disponibilità di cassa;
anche per effetto delle disposizioni della legge finanziaria 2002 le modalità ed i tempi di accredito dell'addizionale Irpef (entrata importante ai fini del rispetto del patto di stabilità e che rappresenta mediamente circa il 15 per cento delle entrate tributarie) subiranno un ulteriore rallentamento con il rischio che molti comuni non potranno effettuare neanche i pagamenti necessari ad assicurare i servizi pubblici essenziali;
si rende necessario rivedere il contenuto dell'articolo 222 del decreto legislativo 10 agosto 2000 n. 267 nella parte in cui stabilisce che il tesoriere, su richiesta dell'ente, concede anticipazioni entro il limite massimo dei tre dodicesimi delle entrate accertate nel penultimo anno;
sarebbe auspicabile un intervento urgente teso a consentire l'utilizzo delle entrate a specifica destinazione per il pagamento delle spese correnti ed il ricorso ad anticipazioni di tesoreria in misura superiore al limite vigente e, comunque, fino alla concorrenza delle somme maturate a titolo di entrate tributarie, ancorché non accreditate dallo Stato -:
se e quali provvedimenti si intenda assumere per evitare che i comuni rischino di trovarsi nella impossibilità di assicurare il mantenimento dei servizi essenziali, senza pregiudicare il rispetto del patto di stabilità.
(4-02275)

GIACCO. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
nella città di Osimo sono presenti una compagnia dell'Arma dei carabinieri e


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un commissariato di pubblica sicurezza che operano su un territorio a sud di Ancona comprendente tra l'altro i comuni della Riviera del Conero, con una presenza turistica notevole, alla città di Loreto, meta continua di pellegrinaggi, ed una presenza di attività industriali e commerciali molto elevata, tanto da costituire un distretto industriale;
tale territorio è abitato da più di 80.000 cittadini ed in questi anni grazie alla presenza dei carabinieri si è potuto prevenire atti di criminalità e rassicurare la popolazione -:
se il Ministro dell'interno intenda sopprimere la compagnia dei carabinieri.
(4-02276)

ANTONIO RUSSO - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
negli ultimi tempi si assiste impotenti ad accadimenti di recrudescenza criminale sul territorio a nord di Napoli ed in particolare nei comuni di Giugliano, Quarto e Villaricca;
analoga denuncia, per i fatti di cui innanzi, è stata esposta dal sindacato Uilps (cfr. Sia/Pn/Adnkronos del 25 febbraio 2002 delle ore 13.19 ed Ansa del 25 febbraio 2002 delle ore 8.05;
l'interrogante ebbe a proporre analoga interrogazione, che qui si intende riportata, n. 4-00328, pag. 424 - Allegato B ai resoconti - seduta del 19 luglio 2001, con risposta scritta del 3 ottobre 2001;
ritenuto che la presenza del commissariato di polizia di Stato con 105 unità, la compagnia dei carabinieri con oltre 98 militari, nonché la guardia di finanza, non riescono a dare vivibilità al comprensorio -:
quali provvedimenti intenda adottare il Ministro al fine di restituire il territorio alla legalità, nonché quale attività investigativa e di controllo è stata posta in essere negli ultimi mesi dalle citate forze dell'ordine.
(4-02279)

LUCCHESE. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere:
quale risposte intenda dare alle legittime richieste dei sindacati di polizia - Sap, Siulp, Anip - che hanno posto con forza il problema della esiguità degli organici nel trapanese;
se non ritenga ingiusto, ed oltre tutto illegittimo, pagare lo straordinario solo per alcune ore e non per quello effettivamente prestato;
quando ritenga di dare risposte concrete ai sindacati che hanno raccolto le legittime proteste degli operatori di polizia.
(4-02284)

SANDI e FISTAROL. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
la settimana scorsa si è verificato un probabile atto di sabotaggio lungo la linea ferroviaria Conegliano-Vittorio Veneto;
a seguito del posizionamento di un cavo di rame, un corto circuito ha «messo fuori uso» ben 17 passaggi a livello;
ciò, potenzialmente pericolosissimo, ha fortunatamente causato solo il blocco della circolazione ferroviaria recando comunque non pochi problemi ai cittadini e un diffuso senso di insicurezza -:
se il Governo sia a conoscenza di tale fatto e quali misure preventive abbia interesse di mettere in atto per impedire il ripetersi di tali atti;
se vi sia l'intenzione di mettere in campo energie adeguate a scoprire eventuali autori.
(4-02290)

GHIGLIA. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
non solo i cittadini indifesi, ma gli stessi appartenenti alle Forze dell'ordine sono molto spesso costretti a subire aggressioni cui hanno difficoltà a reagire per mancanza di validi strumenti di difesa personale e del cittadino;


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alcuni comuni italiani hanno già dotato il proprio corpo dei Vigili Urbani di bombolette contenenti una sostanza derivata dal peperoncino, il cui getto genera fastidio e bruciore tali da immobilizzare l'aggressore;
proprio in questi giorni su alcuni quotidiani nazionali viene pubblicizzata la vendita di uno spray antiaggressione che può essere utilizzato liberamente da tutti i cittadini e distribuito legalmente nei supermercati, ipermercati, farmacie e tabaccherie;
tale iniziativa rappresenta un valido e calibrato strumento di autodifesa, di cui è legalmente riconosciuta la vendita sul territorio nazionale;
le Forze dell'ordine di alcuni paesi stranieri, ad esempio gli Stati Uniti, adottano come strumento dissuasivo armi elettriche -:
se il Ministro interrogato non ritenga opportuno dotare il personale delle Forze dell'ordine di bombolette spray antiaggressione e adottare, anche in via sperimentale nelle città in cui è più alto il tasso della cosiddetta microcriminalità, le armi elettriche summenzionate.
(4-02291)

MONTECCHI. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
la settimana scorsa nel consiglio comunale di Reggio il capogruppo consiliare della Lega Nord, Gabriele Fossa, aveva annunciato l'arrivo in città di «volontari verdi», intesi come nuovi vigilantes contro il crimine;
il giorno 23 febbraio 2002, un gruppo di «volontari verdi», guidati dalla coordinatrice e responsabile dei «volontari verdi di Bergamo», Laura Brembilla, ha setacciato i giardini pubblici di Reggio in cerca di persone sospette;
lo stesso presidente provinciale di Forza Italia, Liborio Cataliotti ha rilasciato una dichiarazione il giorno 24 febbraio in cui definisce l'iniziativa della lega «privata» e «assolutamente non condivisibile»;
non è assolutamente chiaro cosa i suddetti «volontari verdi» intendano per opera di «dissuasione attiva», né in base a quali criteri e, secondo quali garanzie per i cittadini, vengano individuate le persone «sospette» o «losche» -:
se sia a conoscenza dei fatti riportati e delle iniziative previste nelle prossime settimane;
se non ritenga che tale attività, oltre a determinare un pericoloso effetto confusionale tra i cittadini circa compiti e doveri delle forze dell'ordine, possa intralciare le attività di controllo del territorio e repressione del crimine da parte degli organi istituzionalmente preposti, mettendo a repentaglio l'incolumità dei cittadini;
se non ritenga che tale attività, incidendo su una funzione pubblica, che è tale al fine di garantire i cittadini anche da possibili abusi, possa determinare la grave conseguenza di delegittimare le forze dell'ordine presenti sul territorio;
se non ritenga che tale attività da parte di organizzazioni private, prive della competenza e preparazione necessaria a garantire la sicurezza dei cittadini, non solo non garantisca tale sicurezza, ma anzi la possa pericolosamente pregiudicare;
se non ritenga che lo svolgimento di indagini private, o la segnalazione di persone «presunte» sospette da parte di private organizzazioni, non incardinate in alcuna struttura istituzionale e prive di qualunque forma di controllo sulla conformità a diritto del loro operato, non sia lesiva di fondamentali principi costituzionali quali la libertà individuale dei cittadini;
quali provvedimenti intenda prendere, considerato che nell'intenzione del responsabile organizzativo delle Ronde, tale iniziativa proseguirà nelle prossime settimane estendendosi alle zone periferiche della città.
(4-02300)


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GRILLINI, ZANOTTI, ZUNINO, BIMBI, RUZZANTE, GRANDI e PANATTONI. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
a Padova nella notte tra il 23 e il 24 febbraio 2002 ignoti hanno tentato di scassinare la serranda della sede dell'Arcigay «Tralaltro» in via Santa Sofia 5 con l'uso di fiamma ossidrica rendendo impossibile l'accesso alla sede stessa;
in detto attentato sono state fatte scritte con vernice spry volgari, ingiuriose e razziste verso le persone omosessuali;
a Padova si terrà l'8 giugno 2002 la manifestazione del Padova Pride 2002, manifestazione di rilievo nazionale, verso la quale gruppi di estrema destra hanno preannunciato una opposizione anche fisica alla manifestazione stessa;
sarebbe opportuno che l'amministrazione cittadina si pronunciasse con una netta condanna di questi attentati e si impegnasse nel contempo a garantire gli spazi di agibilità democratica per la manifestazione stessa anche attraverso la concessione del patrocinio -:
quali iniziative intenda adottare per garantire la sicurezza delle sedi e degli organizzatori della manifestazione dell'8 giugno;
se non ritenga opportuno di incontrare il coordinamento organizzatore del Padova pride.
(4-02304)