Allegato B
Seduta n. 105 del 27/2/2002


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COMUNICAZIONI

Interrogazione a risposta in Commissione:

OLIVIERI. - Al Ministro delle comunicazioni. - Per sapere - premesso che:
i quotidiani locali del Trentino hanno riportato in data 5 febbraio 2002 la notizia della chiusura dell'ufficio postale locato al Passo del Tonale;
questa chiusura annunciata da tempo da Poste Italiane e dunque diventata effettiva sarà causa di molti disagi per i residenti del Passo del Tonale, per gli


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alberghi, per gli esercizi commerciali, per gli ospiti dei residence e per i turisti che saranno tutti costretti, per usufruire del servizio postale a recarsi a Ponte di Legno o a Vermiglio paesi distanti circa 20 chilometri dal Passo del Tonale;
pur di avere garantito un minimo servizio si era accettato due anni fa il compromesso della apertura limitata a tre giorni alla settimana con orario ridotto ma nemmeno questo sacrificio è risultato sufficiente perché l'ufficio postale non venisse chiuso;
non solo, contestabili sono le motivazioni che Poste spa hanno dato per questa chiusura affermando che lo sportello «non rendeva»: infatti lo sportello non poteva rendere appieno in quanto l'ufficio non era stato messo in rete e quindi i vaglia non si potevano spedire e chi apriva un conto corrente non poteva usufruire del servizio intero;
si ricorda, inoltre, che nell'ambito dell'approvazione della legge finanziaria per il 2002 l'interrogante ha presentato un ordine del giorno che impegna a garantire il presidio di almeno un ufficio postale in ogni comune postale formalizzando tale impegno nel contratto con Poste Italiane, facendo inoltre sì che nella definizione degli interventi per la razionalizzazione degli uffici postali, si tenga presente il conseguente aggravio per la popolazione sia in termini di mobilità che per i conseguenti disagi delle fasce più deboli; a sviluppare iniziative che consentano nuove prospettive per le aree rurali e montane, anche prevedendo nuove modalità di erogazione di servizi al cittadino per il tramite della rete postale; a promuovere accordi di fattiva collaborazione tra la società Poste e le amministrazioni locali finalizzati allo sviluppo delle quantità e qualità dei servizi all'utente -:
se sia a conoscenza della questione;
quali iniziative intenda assumere affinché venga ripristinato questo servizio così importante per chi abita al Passo del Tonale, la cui chiusura causa gravi disagi, per non parlare dei danni che devono subire per questa interruzione del servizio coloro che possiedono un'attività commerciale e alberghiera, che ovviamente hanno bisogno per lavorare di appoggiarsi ad un ufficio postale.
(5-00679)

Interrogazione a risposta scritta:

LULLI e MAGNOLFI. - Al Ministro delle comunicazioni. - Per sapere - premesso che:
Prato è la terza città del centro Italia ed uno dei principali distretti industriali europei, caratterizzato da una fitta presenza di operatori;
negli anni dei governi dell'Ulivo Poste Italiane Spa ha proceduto ad un risanamento economico straordinario che ha consentito anche un netto miglioramento dei servizi resi e dei rapporti con l'utenza;
Poste Italiane Spa ha deciso di sopprimere il polo di smistamento della corrispondenza di Prato, trasferendo il relativo servizio nel capoluogo regionale;
la logica di accentrare il servizio, sebbene comprensibile sotto l'ottica di una maggiore economia di costi, di per sé non porta ad un miglioramento dell'efficienza del servizio reso;
si è svolto in data 8 febbraio 2002 presso la Prefettura di Prato un incontro sul tema tra il Prefetto, gli enti locali, le categorie sociali e i sottoscritti interroganti, dalla quale è emerso che la decisione è stata presa da Poste Italiane Spa senza il coinvolgimento degli Enti Locali;
il servizio svolto da Poste Italiane Spa ha anche una notevole funzione sociale che non può essere sottovalutata, stante la natura di servizio pubblico;
Poste Italiane Spa aveva in precedenza presentato un piano di impresa dal quale emergeva la creazione di un polo cittadino, contrariamente quindi a quanto si sta verificando;


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gli uffici postali nella Provincia di Prato soffrono di una notevole carenza di organico, che Poste Italiane intenderebbe risolvere, ammesso e non concesso che tale intervento sia sufficiente, dirottando gli attuali dipendenti impiegati presso il centro di smistamento della corrispondenza di Prato che non accettino il trasferimento alla sede di Firenze, ai servizi di consegna della corrispondenza e di front-line (sportello);
questa intenzione di Poste Italiane ha già provocato notevole disagio tra i dipendenti interessati, puntualmente riportato dai sindacati di categoria -:
come intenda il Ministro interrogato verificare l'adeguatezza dei processi di ristrutturazione dell'azienda col mantenimento dei necessari livelli qualitativi del servizio postale e assicurare che i processi di ammodernamento si svolgano nel rispetto delle relazioni sindacali;
come intenda, inoltre, il Ministro interrogato, impedire che a Prato, uno dei più importanti distretti industriali europei, non venga meno l'importante sostegno di un efficiente e capillare servizio postale ed evitare che abbiano a ripetersi in futuro situazioni per cui importanti servizi postali vengano sottratti ad una realtà locale senza il benché minimo coinvolgimento degli enti locali.
(4-02288)