Allegato B
Seduta n. 105 del 27/2/2002

TESTO AGGIORNATO AL 28 FEBBRAIO 2002


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ATTI DI CONTROLLO

PRESIDENZA
DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Interpellanza:

Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro della giustizia, il Ministro della difesa, per sapere - premesso che:


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in questi mesi, a 22 anni dall'incidente di volo del DC9 I-TIGI ITAVIA del 27 giugno 1980, che costò la vita ai 77 passeggeri e ai quattro membri dell'equipaggio, si avvia all'ultima e definitiva fase il processo dinanzi alla terza sezione Corte di Assise di Roma che dovrà stabilire la «verità processuale» sulla tragica vicenda;
nel corso degli anni le oggettive difficoltà di istruzione probatoria hanno portato alla formulazione di ipotesi e di relativi capi di imputazione al vaglio della magistratura;
nonostante le contraddizioni e i sospetti di depistaggio tutto il possibile è stato fatto per ricostruire la vicenda ed acquisire elementi di prova, compreso il recupero dei resti dell'aeromobile e la sua ricostruzione quasi integrale. Tuttavia la possibilità di individuare precise responsabilità nelle competenti sedi giurisdizionali risulta difficile e soltanto il completamento dell'attuale fase processuale potrà individuare una verità quanto meno processuale;
il ruolo dei media nella vicenda di Ustica è stato estremamente rilevante per il forte impatto sull'opinione pubblica di questa tragedia e per la difficile individuazione dei responsabili. In questo contesto alle vittime di Ustica, cui va tributato il massimo rispetto ed il massimo impegno per la ricerca della verità, si rischia di affiancare ulteriori vittime;
possono diventare vittime le Istituzioni coinvolte, come l'Aeronautica militare, il SISMI e coloro che, per difendere il corpo di appartenenza da accuse ritenute ingiuste, sono stati perseguiti penalmente, a causa del contenuto ritenuto diffamatorio delle affermazioni fatte;
è il caso del generale Catullo Nardi, uno dei coordinatori del «Dossier Ustica» predisposto dal Comitato di Studi istituito presso il Centro Studi Aeronautici, condannato in primo grado per alcune frasi fatte in pubblico nell'ambito di un Convegno. Possono diventare vittime anche gli attuali imputati, ufficiali dell'Aeronautica militare, del SISMI e funzionari di CIVILAVIA, sui cui pendono gravissime accuse che vanno dall'attentato contro organi costituzionali dello Stato, aggravato dall'alto tradimento, alla falsa testimonianza e al depistaggio. Persone che dovrebbero vedersi garantiti i propri diritti ed in particolare il diritto ad un equo e non «sommario» processo;
in questi giorni viene rappresentato uno spettacolo «I-TIGI Canto per Ustica» e diffusa una video cassetta della rappresentazione con allegato un volume. Tale spettacolo, di indubbia e suggestiva dimensione artistica, si basa però su una ricostruzione dei fatti arbitraria. Nello spettacolo prodotto peraltro per RAI 2 e già trasmesso in televisione, si prospetta lo scenario dell'abbattimento ad opera di un missile, piuttosto che la diversa ipotesi dell'esplosione a bordo. Non è in discussione il valore artistico dello spettacolo, ma la chiave di lettura, che non lascia spazio ad una critica valutazione né prospetta un'asettica ricostruzione dei fatti, ma propone l'opinione che sui fatti si sono formati gli autori, i quali presentano una condanna previa e senza appello degli imputati nel processo;
la Costituzione repubblicana tutela la libertà di stampa e di espressione ma protegge anche, come diritti fondamentali di pari rango, la presunzione di innocenza e la libertà e l'indipendenza della funzione giurisdizionale, che dovrebbe svolgere la propria attività in piena autonomia ed indipendenza, senza essere soggetta a suggestioni o turbative;
per questo, nel valutare l'opportunità di divulgare attraverso diversi media e rappresentazioni artistiche una ricostruzione storica di parte, mentre si celebra la fase conclusiva del processo, occorrerebbe tenere conto dell'esigenza di bilanciare il legittimo diritto di critica e cronaca con gli altri diritti ed interessi in gioco;
per le ragioni esposte potrebbe considerarsi inopportuna la diffusione di ricostruzioni di verità che implicano pesantissime


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responsabilità a carico di soggetti che ancora non sono stati condannati nelle sedi competenti;
la rilevanza politica della vicenda, che vede coinvolti poteri dello Stato, dovrebbe indurre ad una maggiore cautela per la delicatezza dei diritti e delle libertà in gioco e per il rischio di una spettacolarizzazione dell'incidente;
tale cautela consentirebbe di salvaguardare adeguatamente il supremo interesse dei familiari delle vittime al corretto accertamento dei fatti;
si dovrebbe, nell'ambito del servizio pubblico radiotelevisivo, che già ha trasmesso lo spettacolo nel 2000, quanto meno garantire una completa informazione sull'inchiesta, sul processo e sulle posizioni espresse dall'accusa e dalla difesa, sulle richieste effettuate dai Governi italiani nei confronti della Francia e degli Stati Uniti, sulle risposte ricevute e sulle forme di cooperazione attivate a livello internazionale;
occorre infatti proteggere non solo la libertà di stampa e di espressione ma anche il diritto dei cittadini, anch'esso fondamentale, ad essere correttamente informati e al diritto degli imputati ad essere giudicati dal «giudice naturale e precostituito per legge»-:
se il Governo sia a conoscenza dei fatti esposti;
quali risposte il Governo abbia ricevuto dalla Francia e dagli Stati Uniti e da eventuali altri paesi interpellati in merito alla vicenda di Ustica;
quali ipotesi allo stato degli atti il Governo ritenga essere più plausibile sull'esplosione del DC9, alla luce delle risultanze della Commissione d'inchiesta a suo tempo insediata per far luce sulla vicenda.
(2-00257)«Tucci».

Interrogazione a risposta orale:

DELMASTRO DELLE VEDOVE. - Al Presidente del Consiglio dei ministri. - Per sapere - premesso che:
a seguito del gravissimo episodio occorso all'aeromobile CL 415 marche I-DPCN in data 1o gennaio 2002 in località Serreti (SV), e per il quale è già stato presentato atto di sindacato ispettivo, la Commissione Consiliare Sicurezza Volo dell'Ente Nazionale per l'Aviazione Civile si è riunita per discutere le problematiche della società SOREM srl, che ha in esercizio i Canadair della Protezione Civile, su cui grava la responsabilità dell'incidente in questione;
il dipartimento sicurezza dell'ENAC ha doverosamente sospeso dall'attività i piloti ed il Direttore Operazioni Volo, richiedendo alla stessa SOREM srl l'individuazione di un sostituto del Direttore Operazioni Volo;
si ha la sensazione, peraltro che l'ENAC abbia deciso di ridurre la gravità dell'episodio colpendo le persone direttamente responsabili, e volutamente ignorando le responsabilità contrattuali della società SOREM srl;
tale tipo di iniziativa da parte dell'ENAC appare chiaramente riduttiva e protettiva di una società che gestisce l'attività aerea antincendio facente capo alla Presidenza del Consiglio dei ministri -:
quali determinazioni intenda assumere per far sì che l'Ente Nazionale per l'Aviazione Civile affronti la questione del grave episodio accaduto a Serreti (SV) in data 1o gennaio 2002 in relazione alle responsabilità della SOREM srl, derivanti dalle obbligazioni contrattualmente assunte.
(3-00738)

Interrogazione a risposta scritta:

MANTOVANI. - Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro per le politiche comunitarie. - Per sapere - premesso che:
con atto deliberativo non normativo del Consiglio dei ministri - promulgato con decreto del Presidente della Repubblica


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del 4 settembre 2001 - veniva collocato fuori ruolo presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, il Ministro plenipotenziario Paolo Foresti. L'incarico assegnatogli con il citato decreto è quello di consigliere diplomatico del Ministro per le politiche comunitarie;
il dottor Paolo Foresti è stato ambasciatore della rappresentanza diplomatica italiana a Tirana (Albania) dal marzo del 1993 al marzo del 1997;
la procura della Repubblica di Frosinone da tempo sta indagando sul rilascio da parte della rappresentanza diplomatica italiana a Tirana di visti di ingresso falsati: i visti sarebbero stati rilasciati dietro il pagamento di somme di denaro dai funzionari operanti nell'ambasciata consentendo, tra l'altro, l'ingresso sul territorio italiano di persone legate a clan criminali albanesi. Il rilascio sarebbe avvenuto senza i dovuti accertamenti e senza il rispetto delle procedure prescritte dalla legge;
diversi sono i funzionari della rappresentanza diplomatica italiana di Tirana iscritti nel registro degli indagati dalla succitata procura e per alcuni di essi è stato chiesto il rinvio a giudizio;
il dottor Paolo Foresti secondo notizia di stampa (Repubblica del 1o febbraio 2001) risulta essere stato iscritto nel registro degli indagati nel mese di febbraio del 2001 con i reati ipotizzati di: violazione delle leggi sull'immigrazione, truffa, falso in atto pubblico, abuso d'ufficio ed associazione per delinquere;
per il dottor Paolo Foresti secondo notizia di stampa (Repubblica del 10 dicembre 2001) nel dicembre del 2001 è stato richiesto il rinvio a giudizio dalla Procura di Frosinone per i reati su richiamati -:
se non si ravvisino, alla luce delle succitate pendenze penali dell'ambasciatore Paolo Foresti, profili di incompatibilità con l'incarico di consigliere diplomatico del Ministro per le politiche comunitarie.
(4-02308)