Allegato A
Seduta n. 104 del 26/2/2002


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(Sezione 4 - Messa in sicurezza dei torrenti Chisone e Pellice a seguito di eventi alluvionali)

D)

MERLO. - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio. - Per sapere - premesso che:
per far fronte alle necessità di provvedere alla messa in sicurezza dei territori coinvolti dagli eventi alluvionali del mese di ottobre 2000, il Governo, dopo il piano di azione predisposto dal magistrato del Po ed inoltrato al dipartimento per la protezione civile, alla regione Piemonte e all'autorità di bacino, aveva stanziato per i torrenti Chisone e Pellice oltre venti miliardi per avviare i primi interventi. Già in quell'elenco si evidenziava che, a fronte dei venticinque interventi previsti e necessari per far fronte alle devastazioni provocate dall'alluvione, appena la metà erano quelli finanziati, mentre per gli altri si rinviava ad una fase successiva con lo stanziamento di ulteriori risorse;
ora, dopo dieci mesi da quegli eventi alluvionali e di fronte ad un quadro sempre più allarmante per una possibile e potenziale ripetizione di simili avversità atmosferiche, persiste un quadro complessivo di preoccupante lentezza nell'espletare le procedure necessarie prima di iniziare i lavori di messa in sicurezza degli alvei dei torrenti Chisone e Pellice. Ora, se è vero che nella sola area piemontese per fare fronte alle necessità di salvaguardia delle popolazioni locali, il magistrato del Po ha individuato sessantadue interventi urgenti, per un importo di oltre centodiciassette miliardi di lire, oltre alle centosettantacinque opere di pronto intervento e somma urgenza, per un importo di quasi ottanta miliardi di lire, è altrettanto vero che senza una corposa accelerazione degli interventi previsti alcuni mesi fa è la stessa incolumità dei cittadini ad entrare in discussione, mettendo a rischio migliaia di abitazioni e centinaia e centinaia di aziende -:
quali urgenti misure il Ministro interrogato intenda intraprendere per la messa in sicurezza dei torrenti Chisone e Pellice, per evitare il ripetersi di fenomeni che hanno sconquassato vasti territori e gettato nella paura e nello sconforto migliaia di cittadini.
(3-00061)
(4 luglio 2001)

MERLO. - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio. - Per sapere - premesso che:
i problemi causati dall'alluvione in Piemonte nell'ottobre 2000 continuano ad essere gravi, con il rischio concreto di non poter garantire l'incolumità dei cittadini e la sicurezza delle abitazioni;
la messa in sicurezza dei torrenti e la pulizia degli alvei resta la vera emergenza da affrontare, malgrado gli interventi immediati effettuati subito dopo il disastro alluvionale;
se la restituzione dei danni ai privati, malgrado l'eccessiva lentezza e complessità burocratica, ha registrato un percorso sostanzialmente positivo, sul versante della regimazione idraulica e della sicurezza dei corsi d'acqua non si intravedono risposte convincenti e rassicuranti;
dalla rilevazione iniziale effettuata dal magistrato del Po per il solo pinerolese, comprendente i torrenti Pellice, Chisone e Chisola, l'ammontare complessivo degli interventi


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resi necessari dai danni provocati dall'alluvione era di 46.016.661.200 di lire;
a fronte di questa richiesta, gli interventi finanziati non superavano i trenta miliardi di lire, per l'esattezza 29.116.661.200 lire, pari al 63 per cento del necessario;
a livello della intera provincia di Torino, i finanziamenti richiesti - in lire - dal magistrato del Po per gli interventi di regimazione idraulica e protezione erano di duecentosettanta miliardi; quelli ottenuti ad oggi sono stati appena di centosessantaquattro miliardi di lire;
dalla recente legge finanziaria, a fronte di trecento miliardi di lire stanziati per il 2002 per i danni causati dall'alluvione in Piemonte nel 1994 e nel 2000, non c'è stato un incremento di risorse destinato al magistrato del Po, salvo i fondi ordinari. Una situazione che rischia, concretamente, di non fare eseguire interventi già definiti urgenti e non procrastinabili, per prevenire e quindi evitare nuove esondazioni con danni questa volta irreparabili per migliaia di persone, abitazioni e coltivazioni -:
quali siano, alla luce di questa situazione grave e già fortemente compromessa, le iniziative concrete che il Ministro interrogato intenda intraprendere sia sul fronte delle indispensabili risorse da incrementare per la messa in sicurezza dei torrenti - in particolare, in questo caso, nella provincia di Torino e nel pinerolese -, sia su come intenda riformare l'organo del magistrato del Po, che è ridotto a svolgere un ruolo del tutto notarile, che individua gli interventi ma che è poi impotente nel gestire concretamente il settore;
come si intendano destinare, d'intesa con la regione, i fondi stanziati dalla recente legge finanziaria a vantaggio del Piemonte per i danni causati dall'alluvione del 1994 e del 2000.
(3-00599)
(23 gennaio 2002)