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PRESIDENTE. L'onorevole Burtone ha facoltà di GIOVANNI MARIO SALVINO BURTONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nei giorni scorsi le tante proteste di singoli cittadini e di associazioni di consumatori hanno portato alla ribalta nazionale l'impennata dei prezzi dei prodotti agricoli. In alcuni casi si è trattato di una vera e propria speculazione. In altri di una vera crisi dell'offerta di mercato per alcuni prodotti. Mai, infatti, come quest'anno vi è stata una caduta di produzione. Tutto ciò è avvenuto per le condizioni climatiche sfavorevoli perché in questa annata si sono associate siccità e gelate.
maniera, a volte, arbitraria, pesando ulteriormente sugli agricoltori - ne discuteremo in un successivo atto ispettivo.
PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per le politiche agricole e forestali, onorevole Dozzo, ha facoltà di GIANPAOLO DOZZO, Sottosegretario di Stato per le politiche agricole e forestali. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con riferimento all'interpellanza in svolgimento mi preme ricordare, in via preliminare, che le risorse finanziarie destinate al settore agrumicolo riguardano: la legge n. 423 del 1998, con importo di 130 miliardi; la legge finanziaria n. 388 del 2000 più volte citata dall'interpellante, onorevole Burtone, con importo di 56 miliardi ed altri interventi.
di 6,3 miliardi; schedario agrumicolo, con importo di 16 miliardi; ricerca e sviluppo, con importo di 16 miliardi; comunicazione e promozione, con importo di 27 miliardi; assistenza tecnica e monitoraggio, con importo di 3 miliardi; creazione e potenziamento di consorzi dei prodotti DOP e IGP, con importo di 1,5 miliardi; sostegno ai piani integrati di intervento delle organizzazioni professionali, con importo di 60,2 miliardi.
eccezionali, è previsto l'intervento del fondo di solidarietà nazionale. Come lei ben sa, con la finanziaria per il 2002 abbiamo aumentato il fondo di circa 80 miliardi di lire, pari a 41,3 milioni di euro, portandolo ad un totale di 360 miliardi.
PRESIDENTE. L'onorevole Burtone ha facoltà di GIOVANNI MARIO SALVINO BURTONE. Signor Presidente, intervengo per esprimere grande amarezza ed insoddisfazione per la risposta che è venuta dal Governo, anzi per la mancata risposta che è venuta dal Governo.
GIANPAOLO DOZZO, Sottosegretario di Stato per le politiche agricole e forestali. Io mi sono attenuto all'interpellanza che lei ha presentato!
GIOVANNI MARIO SALVINO BURTONE. Signor sottosegretario, io ho fatto una lunga premessa proprio per dire che non ci troviamo davanti alla richiesta della solita politica di assistenza. Il quadro dell'agricoltura italiana è estremamente grave. Lo confermano anche i dibattiti all'interno della Commissione agricoltura; abbiamo qui l'onorevole Tonino Loddo che insiste su questo punto. La situazione è drammatica in tutto il paese, ma in Sicilia presenta aspetti ancora più gravi.
GIANPAOLO DOZZO, Sottosegretario di Stato per le politiche agricole e forestali. Avete fatto male il decreto!
GIOVANNI MARIO SALVINO BURTONE. La Sicilia ha vissuto eventi eccezionali, soprattutto quest'anno: insieme, siccità e gelate hanno annientato l'agrumicoltura. La conseguenza non è una crisi che possa essere superata, bensì la fine di un comparto, di una parte di vita economica siciliana. Noi non abbiamo la possibilità per l'agrumicoltura di far ricorso alla rottamazione; non possiamo pensare alla Tremonti-bis. Parliamo di una situazione economica che ha tradizioni, ma anche grandi attualità ed è ancora una risorsa economica per la nostra regione. Perdere forza lavoro, perdere aziende significa non avere la possibilità di nuovi inserimenti lavorativi. Non è possibile la riconversione dei lavoratori che lasciano l'agricoltura per passare in altri settori: è già grave, infatti, la condizione economica generale dell'isola.
GIANPAOLO DOZZO, Sottosegretario di Stato per le politiche agricole e forestali. Li blocca!
GIOVANNI MARIO SALVINO BURTONE. Mi pare che lei abbia anche detto che l'Unione europea consente aiuti occasionali quando ci si trovi davanti a calamità naturali. E in Sicilia ci troviamo davanti ad una calamità naturale.
GIANPAOLO DOZZO, Sottosegretario di Stato per le politiche agricole e forestali. Mi sembra che non abbia sentito quello che ho detto!
PRESIDENTE. Onorevole Dozzo, lasci replicare.
GIOVANNI MARIO SALVINO BURTONE. In base all'articolo 92, comma 2, lettera b), del Trattato di Roma...
PRESIDENTE. Onorevole Dozzo lei ha parlato. Lasci replicare.
GIOVANNI MARIO SALVINO BURTONE. Signor Presidente, il sottosegretario ha parlato, non dicendo nulla.
PRESIDENTE. Questa è una sua valutazione. Il Governo ha parlato e lei sta replicando.
GIOVANNI MARIO SALVINO BURTONE. Signor Presidente, mi permetta. Io non ho voluto rilevare, all'inizio del mio intervento, che il signor sottosegretario di Stato non era presente quando doveva essere trattata la mia interpellanza.
GIANPAOLO DOZZO, Sottosegretario di Stato per le politiche agricole e forestali. Scusi, signor presidente, no! Questo non è vero! Io ero qui!
GIOVANNI MARIO SALVINO BURTONE. Io ho sorvolato su tutto ciò. La mia interpellanza viene trattata per ultima, perché il Governo, in tema di agricoltura, è latitante e viene in ritardo, anche in questa sede.
PRESIDENTE. Onorevole Burtone! L'onorevole Dozzo era arrivato in tempo...
GIOVANNI MARIO SALVINO BURTONE. No, guardi che io ero stato informato...
PRESIDENTE. Era arrivato in tempo. Si arriva in tempo anche quando si arriva pochi secondi prima. Quindi, quello che lei afferma non è vero in via di fatto.
GIANPAOLO DOZZO, Sottosegretario di Stato per le politiche agricole e forestali. È stato invertito l'ordine di svolgimento delle interpellanze!
PRESIDENTE. Sì, onorevole Dozzo, la Presidenza ne ha già dato atto; non c'è bisogno di aggiungerlo.
GIOVANNI MARIO SALVINO BURTONE. Ho rilevato questa cosa, signor Presidente, perché...
PRESIDENTE. Evidentemente, c'è stato un qui pro quo. Vada avanti, onorevole Burtone.
GIOVANNI MARIO SALVINO BURTONE. Io credo che il problema sia proprio quello di superare i lunghi tempi burocratici. Mi auguro che l'intervento del ministero sia tempestivo rispetto alla siccità ed alle gelate, evitando la condizione paradossale che abbiamo avuto per l'emergenza Etna, dove tanti uomini di Governo hanno fatto la passerella e ancora non un solo euro è andato nelle tasche dei produttori agricoli dell'Etna che hanno subito i danni dalla sabbia lavica.
GIANPAOLO DOZZO, Sottosegretario di Stato per le politiche agricole e forestali. Come si può?
GIOVANNI MARIO SALVINO BURTONE. ...per una condizione di crisi o per il prodotto trasformato, quindi, un intervento serio per una situazione eccezionale che proprio quest'anno si è verificata in Sicilia.
GIANPAOLO DOZZO, Sottosegretario di Stato per le politiche agricole e forestali. Magari si potesse!
GIOVANNI MARIO SALVINO BURTONE. Rispetto alle norme della legge finanziaria lei ha fatto bene a citare solo un articolo, perché non ha citato il secondo articolo che riguarda le aziende di minori dimensioni, rispetto alle quali voi, come Governo, non avete fatto nulla e non avete dato atto della necessità degli interventi attuativi.
rapporti con il sistema bancario. Quelle norme prevedevano il ripianamento dell'esposizione bancaria e c'era la possibilità di canalizzare una serie di risorse: ancora oggi tutto resta fermo. Infine, riteniamo che sia necessario mettere mano ad una politica di rilancio serio dell'agrumicoltura siciliana per permettere ancora, a quelli che vogliono fare la scommessa dell'agrumicoltura, di continuare ad operare con dignità nel loro posto di lavoro.
PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interpellanze urgenti all'ordine del giorno.
I danni non sono stati soltanto alle produzioni, ma anche alle strutture. Bisogna, quindi, registrare, oltre ai costi aggiuntivi per i consumatori, anche gravi conseguenze per i produttori che hanno avuto meno produzione, meno guadagno e più danno alle strutture.
La condizione più grave si è manifestata come al solito, nel Mezzogiorno (si parlava con l'onorevole Lettieri del metapontino e con l'onorevole Santino Loddo della Sardegna). Mi si permetta di dire, però, che soprattutto la situazione dell'agricoltura siciliana ha assunto toni drammatici. La prima stima degli ispettorati regionali per l'agricoltura ci dice che vi sono stati danni per circa 500 milioni di euro. Si tratta di danni alle produzioni orticole ed alla zootecnia, già penalizzata dal morbo della lingua blu e che oggi vive una condizione di crisi per l'insufficienza e per gli alti costi del foraggio.
I danni maggiori, ancora una volta, li ha subiti l'agrumicoltura; l'interrogazione di stamani pone soprattutto l'accento sulla situazione agrumicola siciliana. Si tratta di una situazione, onorevole sottosegretario, che abbiamo posto all'attenzione del ministro già nel novembre del 2001 quando abbiamo parlato di siccità e dei conseguenti danni per l'agrumicoltura siciliana. Si tratta di una siccità dovuta all'altissima temperatura, manifestatasi non solo nella stagione estiva, ma determinata anche dalle carenze strutturali, dalle dighe, dalla mancata canalizzazione e dalla fallimentare e colpevole gestione dei consorzi di bonifica, totalmente lottizzati dal Governo di centrodestra in Sicilia.
Di tali fatti e di questi consorzi - che sanno soltanto fare assunzioni clientelari e che operano come stazione appaltante in
Vorrei dire che su questi temi non abbiamo avuto risposta, eppure il ministro, in Sicilia per una riunione della sua corrente, è venuto a dire di aver emanato un decreto.
Mi auguro che stamani il sottosegretario fornisca una risposta anche sui temi che riguardano la siccità, sapendo che alla stessa si è associata, purtroppo, la pesante gelata avvenuta in Sicilia, con danni rilevanti alle produzioni. Oggi, quest'ultime devono essere rinnovate, con costi notevoli per la potatura, e ciò che è rimasto del prodotto caduto dall'albero ha una pezzatura troppo piccola, non rispondente alle esigenze di mercato: le conseguenze sono notevoli, per il mancato reddito di tanti produttori agricoli.
Siamo preoccupati non soltanto per la situazione economica, quanto per la devastante condizione sociale che si sta determinando in Sicilia perché, oltre al danno c'è la beffa, dato che, ancora oggi, vengono mantenute iniquità contributive e tributarie. Inoltre, onorevole sottosegretario - stando a quello che ci risulta e mi auguro che, stamani, tutto ciò venga smentito - il Governo non ha ancora emanato le norme attuative della finanziaria 2000, approvata dal centrosinistra, che prevedeva il pacchetto Sicilia, in cui erano presenti significativi interventi per l'agrumicoltura, che riguardano, soprattutto, il ripianamento debitorio, l'assestamento e la proroga degli effetti agrari.
Allora abbiamo chiesto e chiediamo cose importanti, un intervento eccezionale perché tale è la condizione dell'agrumicoltura siciliana, dato che sussiste il rischio economico della fine di un comparto produttivo, con un ulteriore impoverimento della Sicilia, il rischio sociale del mancato reddito e della perdita occupazionale, sapendo che non siamo al nord, dove è possibile avere alternative lavorative: in Sicilia, chi perde un posto in agricoltura, il produttore che deve chiudere la propria attività aziendale, non ha grandi alternative per la sopravvivenza.
Sussiste il rischio della perdita di una tradizione, visto che la Sicilia è una delle terre più significative per la produzione degli agrumi, e sussistono gravi problemi, e anche rischi, di natura ambientale, perché gli agrumeti, per quella terra, sono dei veri e propri parchi e il loro abbandono potrebbe significare un grave problema dal punto di vista ecologico.
Di conseguenza, chiediamo subito lo stato di calamità. La regione - ci dicono e mi auguro che sia così - pare abbia avanzato la richiesta al Ministero. Dunque, si dia subito attuazione allo stato di calamità e si prevedano interventi significativi e compensativi per il reddito dei produttori.
Inoltre, chiediamo di dare attuazione a quello che il centrosinistra - in questo Parlamento (nella passata legislatura) - ha fatto per gli agrumicoltori siciliani: interventi per il ripianamento debitorio che, ancora oggi, non sono operativi perché mancano i relativi decreti da parte del Ministero delle politiche agricole e forestali, di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo).
La legge n. 423 del 1998 prevedeva l'emanazione di un piano agrumicolo, che è stato approvato con delibera del 5 novembre del 1999 e successive modificazioni, con le seguenti destinazioni della spesa: monitoraggio dei mercati, con importo
Tali azioni sono state approvate dall'Unione europea ad eccezione di quella relativa al sostegno ai piani integrati di intervento delle organizzazioni di prodotto, vale a dire quella di importo pari a 60,2 miliardi.
Pertanto, con delibera CIPE del 3 maggio 2001, è stato richiesto di modificare la destinazione del richiamato importo, assegnando alle regioni 48,2 miliardi per la riconversione varietale e alle organizzazioni professionali il residuo importo di 12 miliardi per l'attuazione degli interventi.
Su tale proposta l'Unione europea, con nota del 9 gennaio 2002, ha chiesto ulteriori informazioni complementari alla nostra amministrazione. Si prevede che l'Unione europea possa esprimere parere favorevole sull'attuazione di interventi regionali e su quelli delle organizzazioni professionali.
Segnaliamo, comunque, le misure che si trovano già in fase operativa. In primo luogo, quella relativa al monitoraggio dei mercati in corso da parte dell'ISMEA, utile per l'attività di comunicazione e promozione. In secondo luogo, lo schedario agrumicolo, in ordine al quale l'AGEA ha presentato il progetto di massima e per il quale è in corso la predisposizione del progetto esecutivo. Inoltre, per la ricerca e lo sviluppo, il programma è affidato all'Istituto sperimentale di agrumicoltura di Acireale, con il coinvolgimento di alcune università e l'assistenza tecnica e il monitoraggio da parte dall'INEA.
Quanto all'azione relativa alla creazione e al potenziamento dei consorzi dei prodotti DOP e IGP - e ciò mi dispiace - al momento al Ministero per le politiche agricole e forestali non è pervenuta alcuna richiesta.
Per quanto riguarda, poi, la legge finanziaria n. 388 del 2000, in particolare l'articolo 120, che stanziava 56 miliardi di cui 6 miliardi per il 2001, 25 miliardi per il 2002 e 25 miliardi per il 2003, è stato predisposto un decreto ministeriale notificato all'Unione europea in data 5 marzo 2001. Dunque, non è vero che non è stato predisposto alcun decreto. Purtroppo, la Commissione europea ha ripetutamente chiesto informazioni complementari (il 5 maggio 2001, il 20 settembre 2001 e, da ultimo, il 21 gennaio 2002).
In particolare, la contestazione principale degli uffici della Commissione riguarda i motivi che hanno determinato la crisi di mercato poiché, quando quest'ultima non è dovuta a fatti eccezionali (ad esempio, calamità), non è possibile prevedere aiuti per settori in crisi.
La situazione che si è venuta a determinare è stata recentemente illustrata ai rappresentanti delle regioni e alla filiera agrumicola in una riunione svoltasi il 22 gennaio 2002, al fine di trovare soluzioni operative, tenendo conto anche di alcune misure strutturali già approvate o in corso di approvazione da parte dell'Unione europea.
Una possibile soluzione al vaglio potrebbe esser rappresentata dall'utilizzo dei fondi disponibili per il 2001 e per il 2002 (6 miliardi più 25 miliardi) per incrementare l'azione di ristrutturazione, eventualmente allargata ad interventi straordinari di riforma degli agrumeti come, ad esempio, quello relativo alla potatura cui lei faceva riferimento.
Ciò consentirebbe, tra l'altro, di creare occupazione per salariati ed avventizi e di incidere positivamente sulla quantità e qualità della produzione.
Infine, in relazione agli eventuali interventi straordinari, mi preme ricordare che l'Unione europea considera qualsiasi intervento finanziario a seguito di crisi del mercato contrario al regime di aiuti di Stato. Viceversa, qualora i danni verificatisi siano dovuti ad andamenti climatici
Sappiamo benissimo che, dati gli eventi climatici registratisi in questi ultimi mesi, il fondo non è sufficiente a soddisfare tutte le esigenze; per questo motivo, siamo in contatto con il ministro Tremonti per vedere se si può ricapitalizzare questo fondo. Comunque, presso il ministero sono già state avviate le procedure previste dalle normative vigenti per la valutazione dei danni alle imprese, alla luce delle recenti calamità.
Io penso che il Governo non abbia compreso la gravità di questo fenomeno. Signor sottosegretario, la risposta che lei ha dato è assolutamente inaccettabile.
Signor sottosegretario, lei ha fatto cenno al fatto che a volte l'Unione europea può bloccare alcuni interventi.
Signor sottosegretario, visto che lei non ha dato nessuna risposta su questo punto, noi chiediamo che ci sia un aiuto diretto al produttore...
Pertanto, mi permetto di ribadire l'importanza di dar corso agli interventi previsti dalla legge finanziaria varata dall'allora Governo di centrosinistra, perché l'agricoltura siciliana, oltre ad essere penalizzata dalle condizioni climatiche, vive una grave condizione anche riguardo ai
Sospendo la seduta, che riprenderà al termine della Conferenza dei presidenti di gruppo, convocata per le ore 15.


