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B)
in base al decreto legislativo n. 419 del 1999 (Riordinamento del sistema degli enti pubblici nazionali, a norma degli articoli 11 e 14 della legge 15 marzo 1997, n. 59) l'Insmli (Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia) - insieme ad altri quindici Enti - dovrebbe risultare privatizzato dal 1o gennaio 2002;
nessuna proroga dei termini è stata comunicata all'ente; al contrario, è stato comunicato che dal 1o gennaio 2002, data prescrittiva, l'istituto dovrà operare solo in regime di ordinaria amministrazione;
gli organi dell'istituto hanno regolarmente ottemperato a tutti gli atti finalizzati alla privatizzazione dell'ente, avendo approvato il nuovo Statuto in data 28 ottobre 2000 e recepito il parere favorevole delle Commissioni parlamentari competenti nel mese di ottobre 2001;
il nuovo Statuto dell'Insmli non è stato ancora pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, né è stato emanato il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di privatizzazione dell'ente;
gli uffici ministeriali non hanno risposto ai numerosi quesiti inviati in questi mesi dagli organi direttivi dell'ente in ordine alle procedure da adottare (tenuta del bilancio, modalità per il rinnovo degli organismi direttivi);
questo passaggio è vitale per l'evoluzione dell'istituto, non solo in termini di nuove adesioni, e quindi ulteriori risorse economiche, ma e soprattutto ai fini del completamento delle procedure di nomina dei nuovi organi, in assenza dei quali verrebbe meno la natura del nuovo assetto statutario, essendo in scadenza tutte le cariche sociali -:
quali doverose iniziative il Governo intenda tempestivamente assumere e quali provvedimenti intenda emanare per addivenire al più presto alla privatizzazione dell'Insmli, chiudendo questa delicata fase di stallo che l'ente sta ingiustificatamente subendo, e sanando una situazione palesemente anomala a causa dell'inadempienza governativa.
(2-00222)
«Boato, Pecoraro Scanio, Bulgarelli, Cento, Cima, Lion, Zanella».
(28 gennaio 2002).