Allegato B
Seduta n. 85 del 23/1/2002


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ISTRUZIONE, UNIVERSITÀ E RICERCA

Interrogazione a risposta in Commissione:

CORDONI. - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. - Per sapere - premesso che:
si è appreso dalla stampa che presso il Liceo scientifico di Villafranca in Lunigiana, ed in altre scuole della provincia di Massa Carrara, a circa quattro mesi dall'inizio dell'anno scolastico, si sta verificando un inaccettabile stravolgimento della normale attività didattica, attraverso la sostituzione di alcuni professori a metà dell'anno scolastico a seguito dell'aggiornamento delle graduatorie provvisorie degli istituti;
a seguito dell'ennesimo avvicendamento degli insegnanti si sono scatenate le proteste di genitori e studenti, preoccupati che la condizione di precarietà del corpo docente influisca sulla formazione dei ragazzi;
durante i lavori parlamentari di conversione del decreto-legge 3 luglio 2001, n. 255, di fronte alle sottolineature rispetto ai problemi di avvicendamento degli insegnanti ad anno scolastico iniziato e conseguente instabilità del percorso formativo che, a parere dell'interrogante, si sarebbero inevitabilmente presentati, il Governo aveva più volte assicurato che ciò non si sarebbe verificato;
la quasi totalità dei docenti neo incaricati a tempo indeterminato o determinato con il prossimo anno scolastico cambieranno di sede, scuola, classe -:
in quale misura abbiano influito nella ritardata definizione delle graduatorie definitive di Istituto le disposizioni contenute nel decreto-legge 3 luglio 2001, n. 255, convertito nella legge 20 agosto 2001, n. 333, recante disposizioni urgenti per assicurare l'ordinato avvio dell'anno scolastico 2001/2002;
quali misure siano allo studio del Ministero per evitare che decine di migliaia di studenti cambino i loro insegnanti ad anno scolastico così inoltrato.
(5-00557)

Interrogazioni a risposta scritta:

ANNA MARIA LEONE. - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. - Per sapere - premesso che:
l'Isef, a partire dall'anno accademico 2001-2002, è stato sostituito dalla Facoltà di scienze motorie;
gli studenti che non si diplomano entro la sessione di febbraio 2002, per i quali non vi è la possibilità di iscriversi fuori corso ed intendono continuare a studiare, saranno iscritti, dopo questa data, alla Facoltà di scienze motorie;
il problema riguarda gli studenti maschi che devono richiedere entro il 31 dicembre 2001 il rinvio del servizio di leva perché non hanno modo, almeno fino a febbraio-marzo di dimostrare di essere iscritti all'Università;
i responsabili dell'Isef e quelli del Distretto militare interpellati da studenti interessati, hanno dichiarato che il problema non è di loro competenza;
risulta all'interrogante che al Distretto sia stato proposto agli studenti di fare una dichiarazione, sotto la propria responsabilità, accompagnandola da una


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dichiarazione dell'Università che quest'ultima non rilascia -:
se esistano circolari esplicative per gestire il passaggio dal vecchio al nuovo ordinamento e come sia possibile per gli studenti richiedere il rinvio del servizio militare.
(4-01863)

TITTI DE SIMONE. - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. - Per sapere - premesso che:
in numerose scuole superiori è in corso una mobilitazione studentesca in difesa della scuola pubblica e contro la riforma del Governo, che ha visto una straordinaria partecipazione giovanile alla manifestazione promossa dalle associazioni studentesche il 20 dicembre 2001 a Roma, in concomitanza e in opposizione agli Stati Generali della scuola;
nelle scorse settimane, in alcuni istituti gli studenti hanno organizzato programmi di incontro e di discussione sui temi della riforma, dando vita ad una iniziativa temporanea di autogestione e occupazione di spazi scolastici;
pacifiche occupazioni sono state in taluni casi sgomberate con l'intervento delle forze dell'ordine, come si evince dalle cronache dei giornali e da precedenti interrogazioni presentate sull'argomento;
in particolare, al liceo Virgilio di Roma gli studenti sono stati sottoposti ad un vero e proprio processo da parte del collegio dei docenti coordinato dalla preside Rosanna Bornoroni;
20 studenti sono stati sottoposti a punizioni con l'unica accusa di avere incitato i compagni ad occupare l'istituto. Le punizioni comprendono l'astensione forzata dalle lezioni per settimane, e altre singolari provvedimenti di «lavori forzati», quali la ritinteggiatura delle aule;
in reazione a tale provvedimento ingiustificato per metodo e merito, che pare riproporre un sistema di punizioni esemplari per colpire in modo autoritario e repressivo gli studenti che svolgono attività politica, numerosi studenti dell'istituto hanno promosso una campagna di autodenuncia e diversi ricorsi all'organo di garanzia dell'istituto -:
se non intenda intraprendere provvedimenti per assicurare che tale iniziativa punitiva venga sospesa immediatamente, per garantire una regolare partecipazione degli studenti alle lezioni del secondo quadrimestre e per non assecondare soluzioni autoritarie e repressive nei confronti della pacifica e legittima protesta degli studenti italiani.
(4-01873)

TRANTINO. - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. - Per sapere - premesso che:
a) la legge 28 dicembre 2001 n. 448, all'articolo 22 comma 9 (disposizioni in materia di organizzazione scolastica), prevede una procedura concorsuale riservata per il reclutamento dei presidi incaricati nel primo corso-concorso, di cui all'articolo 29, comma 3, del decreto legislativo n. 165 del 2001;
b) in data 19 dicembre 2001 è stato approvato un documento che prevede per i presidi con almeno tre anni di incarico, un percorso riservato, nel primo corso-concorso di cui all'articolo 29 del decreto-legge n. 165 del 2001, in cui l'ammissione al corso di formazione prevista dallo stesso articolo, venga effettuato tramite esame-colloquio su esperienze presentate dal candidato;
se non ritenga urgente e necessario adottare i suggeriti provvedimenti: il corso-concorso venga bandito in tempi brevi; l'ammissione al corso di formazione avvenga attraverso un esame-colloquio su esperienze professionali presentati dal candidato senza sbarramento, con un punteggio finale; l'ammissione al corso di formazione, sia consentito anche ai presidi incaricati con almeno tre anni di incarico, compreso l'anno in corso; la commissione formuli una graduatoria ad esaurimento, determinata dal risultato dell'esame-colloquio,


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dal servizio prestato in qualità di preside incaricato e dai titoli culturali e professionali posseduti.
(4-01875)

CARBONELLA. - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Per sapere - premesso che:
la proposta di riforma del sistema scolastico e formativo prodotta dal gruppo di lavoro presieduto dal professore Bertagna (costituito con decreto ministeriale n. 18 luglio 2001, n. 672), non indica chiaramente quale posizione occupi l'istruzione nautica, aeronautica e dei trasporti in genere tra le aree professionali previste per l'istruzione tecnica;
l'istruzione tecnica è stata inoltre penalizzata gravemente, nella proposta Bertagna perché relegata in una regionalizzazione che potrebbe ridurla a mera formazione professionale e farla dipendere in modo esclusivo da tradizioni e risorse locali;
la peculiarità del settore trasporti e delle professioni nautiche devono invece, superare i limiti in ambito regionale se non vogliamo limitarci a formare solo diportisti o addetti ad attività marinaresche;
è necessario, infatti, non diminuire l'importanza della cultura della navigazione, fondamentale nella storia della Nazione Italiana, che, con i suoi circa 8.000 chilometri di costa, ha rapporti con il mondo intero. Pertanto, solo in una visione culturale nazionale è possibile un'integrazione sia con il Mediterraneo che con l'Europa tutta e la formazione, del settore dei trasporti in generale e marittimi in particolare, deve essere nazionale ed a cura dello Stato, perché solo in queste condizioni si può esprimere una visione di solidarietà responsabile e non miopi interessi di nicchia o di parte;
i soli istituti nautici consentono, infatti, la formazione degli ufficiali della Marina Mercantile Italiana che, a livello mondiale, sono sempre i più richiesti dalle grandi Compagnie di navigazione e delle Multinazionali dei trasporti;
la Cofitarma ricerca ed assume ancora personale specializzato che possa frequentare i Corsi per allievo Ufficiale, richiede capitani di lungo corso e soprattutto macchinisti e direttori di macchine;
i recenti gravi incidenti che, purtroppo frequentemente, sono avvenuti in ambito navale ed aeronautico fanno, inoltre, comprendere la necessità di una rivalutazione della cultura nautica e sono il costo dell'attuale deregulation che paghiamo in termini di vite umane e risorse sprecate;
ne consegue che solo ufficiali e tecnici esperti e formati anche nell'ambito della sicurezza, della previsione, della programmazione-progettazione del settore possano scongiurare danni e perdite di vite umane;
la cultura nautica è un patrimonio della nostra civiltà e costituisce un vero e proprio modo di lettura della realtà, così come quella umanistica-artistica o come quella scientifica-tecnologica in quanto la cultura del mare e la cultura nautica nascono dalla dialettica dello scambio, promuovono la cultura del territorio e della comunicazione, gli scambi culturali, comprendono in sé l'accoglienza dell'altro e del diverso, tendono alla tutela del territorio, alla programmazione corretta dell'uso delle risorse ambientali, della loro trasformazione e del trasporto di uomini e merci;
se i ministri interrogati siano a conoscenza della gravità della situazione, nella quale versano di fronte alla proposta di riforma del Sistema scolastico e formativo, gli Istituti tecnici nautici, ed in particolare i problemi dell'Istituto tecnico «Carnaro» di Brindisi per sua tradizione legato al mondo della produzione al quale offre prospettive di turnover con giovani qualificati intorno all'indotto;
se e come intendano intervenire per risolvere in modo positivo il problema


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dell'istruzione tecnica per non renderla mera formazione professionale.
(4-01878)

BURTONE. - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. - Per sapere - premesso che:
in data 14 gennaio 2002 è stata pubblicata l'Ordinanza Ministeriale n. 03 concernente la mobilità territoriale e professionale del personale della scuola per l'anno scolastico 2002-2003;
l'articolo 2 di tale ordinanza ministeriale fissa il termine ultimo per la presentazione delle domande di movimento al 14 febbraio 2002;
tale data impedisce di fatto il ricorso alla mobilità professionale a tutti i docenti immessi in ruolo con decorrenza giuridica dal 1o settembre 2001 in quanto i 180 giorni di servizio, hanno termine non prima del 1o marzo 2002, secondo la previsione del punto 3 dell'articolo 14 che richiama l'articolo 3 del Contratto collettivo decentrato nazionale, attualmente in vigore e sottoscritto il 21 dicembre 2001;
l'ordinanza ministeriale n. 3/2002 all'articolo 3 punto 9 prevede dettagliate deroghe ai termini dal 14 febbraio al 30 marzo per alcuni casi di personale che deve ancora conseguire il titolo abilitante richiesto;
se non ritenga assolutamente necessario ed urgente modificare la predetta ordinanza n. 3/2002 per la parte relativa ai passaggi di cattedra consentendo di partecipare almeno alla mobilità professionale ai docenti entrati in ruolo in data 1o settembre 2001 così come avvenuto sino allo scorso anno scolastico, allorché il termine per la presentazione delle domande era fissato oltre il limite dei 180 giorni di servizio per i nuovi immessi in ruolo;
se non ritenga opportuno inserire, nelle ipotesi di cui al punto 9 dell'articolo 3 dell'ordinanza ministeriale 3/2002 da modificare ed integrare anche lo stesso termine per coloro che devono completare i 180 giorni di servizio per l'immissione in ruolo;
se sia stata valutata la distorsione giuridica tra la proroga concessa e chi ancora deve conseguire il titolo abilitante e chi invece lo possiede da tempo e si ritrova retrocesso alla secondaria di primo grado a seguito di superamento di concorso con enorme depauperamento delle risorse umane e professionalità da anni impiegate nella scuola secondaria di secondo grado;
se all'articolo 14 dell'ordinanza ministeriale n. 3/2002 la mancata precisazione della dizione «al momento della presentazione della comanda» come previsto nel CCDN e puntualmente riportato sino all'ordinanza ministeriale dello scorso anno sulla mobilità sia un'omissione casuale, implicita ammissione che possono comunque partecipare al movimento della mobilità professionale anche gli immessi in ruolo con decorrenza giuridica 1o settembre 2002 indipendentemente dalla data di presentazione della domanda.
(4-01879)

BORRIELLO. - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. - Per sapere - premesso che:
il PSTD (Piano Sviluppo Tecnologie Didattiche) 1997-2000, attivato a suo tempo dall'allora ministro della pubblica istruzione, ha comportato un'ingente profusione di finanziamenti alle Istituzioni Scolastiche sul territorio nazionale in vista della prima alfabetizzazione informatica di base degli Operatori (Progetto 1a) e dell'introduzione della multimedialità a regime nella didattica avanzata delle Discipline (Progetto 1b);
a giudizio dell'interrogante tale dispendio di risorse si è risolto in un deprecabile spreco, dal momento che secondo attendibili stime il 98 per cento delle Istituzioni Scolastiche sul territorio nazionale continua a restare escluso da una proficua fruizione degli strumenti informatici ai fini dei processi di Istruzione


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e Formazione, come anche i mass-media denunciano ormai all'opinione pubblica;
l'utilizzo appropriato degli strumenti informatici nei processi di insegnamento-apprendimento risulta indubbiamente fondamentale, nonché particolarmente stimolante e vantaggioso sotto il profilo sociale nelle aree a rischio, al punto da non consentire ulteriori dilatazioni e ritardi all'interno dell'odierno contesto -:
quali iniziative e/o procedure intenda attivare il Ministro interrogato per: quantificare l'entità dei reiterati furti delle apparecchiature informatiche in dotazione alle scuole e adottare idonee misure di custodia di dette apparecchiature; promuovere quella seria alfabetizzazione informatica degli operatori che il progetto 1a del PSTD 1997-2000 certamente non ha assicurato, nonostante lo straordinario impegno erariale risoltosi in massimizzazione dei costi e minimizzazione, anzi azzeramento, dei benefici; utilizzare il Corpo Ispettivo Tecnico delle Direzioni Generali a livello regionale nell'assiduo contatto in loco con la scuola militante allo scopo di costituire appositi Nuclei di Ricerca-Azione su quanto in argomento, con particolare riguardo alle problematiche sociali delle aree a rischio sulla base di un monitoraggio attendibile, perché diuturno, capillare, qualificato, non viziato da accademismi, dei rapporti Informatica-Discipline sul campo in nome del bene supremo dei giovani oltre che dell'immagine politica del Ministero stesso.
(4-01883)