Allegato B
Seduta n. 85 del 23/1/2002


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INTERNO

Interrogazione a risposta in Commissione:

LUCIDI e CENTO. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
nei mesi di ottobre, novembre e dicembre 2001 si è sviluppato un ampio


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movimento di protesta studentesca nel mondo delle scuole medie superiori, per aprire un confronto e un dibattito critico nel Paese sulla proposta di riforma avanzata dal Ministro dell'istruzione, università e ricerca, dottoressa Moratti;
questo movimento ha avuto grande forza e risalto a Roma, registrando una partecipazione convinta e diffusa nel mondo studentesco, sviluppandosi attraverso differenti forme di protesta pacifica, dalle autogestioni allo sciopero della fame degli studenti del «Tasso», dalle assemblee di dibattito cittadino ai cortei e ai sit-in presso il Ministero dell'istruzione, università e ricerca, dalle occupazioni di alcuni istituti alla manifestazione nazionale promossa in occasione degli Stati Generali della scuola all'EUR;
il movimento studentesco ha espresso le sue posizioni con spirito critico e disponibilità ad un confronto civile, scegliendo sempre le forme pacifiche e non violente per manifestare le proprie ragioni; gli episodi di vandalismo - che pur vanno condannati, soprattutto per i danni che si sono arrecati a infrastrutture e strumenti scolastici di cui gli studenti dovranno spesso fare a meno - o di scontro tra studenti e corpo docenti o presidi verificatisi nel corso dell'occupazione di alcuni istituti superiori rappresentano una realtà assai marginale, che non rende ragione di un'esperienza di protagonismo studentesco nel suo complesso dal segno pacifico e positivo;
numerosi studenti di diverse scuole di Roma sono stati denunciati in ragione della loro occupazione dell'Istituto scolastico per invasione di edificio e interruzione di pubblico servizio;
quale valutazione complessiva esprima il Governo sull'esperienza del movimento studentesco e sulle forme di protesta adottate;
quale sia l'entità delle denunce poste in essere nei confronti di studenti coinvolti nelle occupazioni di istituti scolastici, e se non ritenga di dover considerare gli strumenti di protesta adottati quali le stesse occupazioni, come espressione di un movimento di segno sociale e politico, non aventi pertanto caratteri che interessino il versante penale.
(5-00558)

Interrogazioni a risposta scritta:

PEZZELLA. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
nei giorni scorsi, gli agenti del Commissariato di polizia di Frattamaggiore, con l'ausilio di alcuni cittadini, hanno sventato una banda di albanesi, residenti presso il Parco Verde di Caivano, dediti al mercato delle auto rubate;
dalle indagini è emersa una fiorente attività dei suddetti, i quali dopo aver rubato le autovetture le riciclavano sul mercato clandestino, oppure, riuscendosi a mettere in contatto con i proprietari del veicolo, chiedevano loro ingenti somme per ottenerne la restituzione;
un giro d'affari, altamente redditizio, necessario per sostenere attività parallele a quelle dei furti, quali spaccio e prostituzione;
l'hinterland napoletano, come più volte sottolineato dallo scrivente, registra il più alto tasso di microcriminalità;
in queste zone, la camorra esercita un forte predominio, alimentando una fitta rete di delinquenza, che lede fortemente la tranquillità di quanti vivono onestamente -:
quali provvedimenti il Ministro interrogato intenda intraprendere per garantire una maggiore tutela del territorio;
in che modo si intenda fronteggiare l'incremento delle attività illecite svolte da clandestini, di provenienza albanese, che, come più volte ribadito dalle forze dell'ordine locali, sono spesso pedine in mano alla criminalità organizzata locale, che vanta radici ben più solide.
(4-01858)


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GIACHETTI. - Al Ministro dell'interno, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Per sapere - premesso che:
sabato 29 dicembre 2001, un pullman di linea del Cotral, società che gestisce le linee extraurbane di trasporto pubblico su gomma della Regione Lazio, è precipitato da un viadotto nei pressi della zona Magliana di Roma provocando la morte del conducente e di un passeggero;
l'incidente si è verificato in un punto in cui si trova una curva pericolosa;
il conducente dell'autoveicolo precipitato, secondo notizie riportate da organi di informazione, era in servizio da molte ore senza la possibilità di effettuare il turno di riposo;
secondo le notizie riportate dagli organi di informazione ed in particolare a pagina 26 del quotidiano «il Giornale», il 31 dicembre 2001, il Presidente della Giunta Regionale del Lazio, Francesco Storace, ha chiesto alla Società Cotral di avere entro settantadue ore, a partire dal 30 dicembre 2001, i risultati dell'inchiesta interna effettuata appunto dal Cotral, chiedendo altresì quali corsi vengono effettuati per i nuovi autisti e quali sono i dirigenti preposti alla valutazione degli autisti;
secondo l'interrogante è opportuno che gli organi preposti a vigilare su temi delicati come la sicurezza nel trasporto pubblico, debbano dotarsi come tema prioritario di tutti gli strumenti utili atti a prevenire simili tragedie, senza dover in futuro impartire altri ultimatum come quello dichiarato per l'incidente occorso sul viadotto della Magliana -:
quali interventi il Governo intenda adottare con particolare riferimento alla sicurezza stradale per quanto di sua competenza affinché simili tragedie possano essere evitate.
(4-01861)

PEZZELLA. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
secondo quanto riportato dal quotidiano il Mattino nell'edizione del 16 gennaio 2002, nei giorni scorsi i carabinieri del nucleo operativo di Castelcisterna hanno condotto a termine un'operazione che ha portato all'arresto un'intera famiglia, appartenente ad un clan camorristico specializzato nelle estorsioni, rea di aver minacciato con ogni mezzo un imprenditore, vittima del racket, che dopo aver denunciato Vincenzo Marrazzo, il capo del predetto clan, si era rifiutato di ritirare le accuse;
l'azione dei carabinieri ha inferto un colpo gravissimo al clan camorristico, che da anni minacciava il territorio comprendente i comuni di Casandrino, Grumo Nevano e Sant'Antimo, ove imprenditori e professionisti, da tempo, sono costretti a soccombere al cosiddetto «pizzo»;
tale operazione testimonia la capillarità del fenomeno estorsivo, gestito da intere famiglie dedite alla malavita -:
quali provvedimenti il Ministro interrogato intenda attivare per tutelare il lavoro e la serenità di quanti vivono e lavorano in questi territori cosiddetti «a rischio».
(4-01868)

PEZZELLA. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
da anni, il viale Carlo III, l'importante strada di scorrimento che collega il capoluogo casertano alle cittadine limitrofe, su cui insistono numerosi alberghi, spazi verdi, e complessi industriali, è meta di prostitute, che con il calare della sera, svolgono la loro «attività», favorite dall'oscurità e dal notevole numero di auto, e quindi di probabili clienti, che transitano lungo la strada;
una situazione di disagio, che compromette gravemente la vivibilità e la legalità della zona, e che determina notevole malcontento nei residenti e negli amministratori locali;
nonostante gli appelli lanciati dai sindaci dei comuni casertani, agli amministratori


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provinciali e regionali, al fine di trovare una soluzione al problema drammatico della prostituzione, che non si esaurisca nel solo dato repressivo, ma che garantisca un reinserimento nella società di queste donne, alcun provvedimento è stato adottato -:
quali iniziative il Ministro interrogato intenda intraprendere a riguardo, al fine di recuperare la vivibilità urbana delle predette zone, e di sostenere il recupero delle donne sfruttate.
(4-01877)

PEZZELLA. - Al Ministro dell'interno, al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. - Per sapere - premesso che:
nei giorni scorsi come riportato da numerosi organi di stampa, il liceo classico Umberto I di Napoli, è balzato agli onori della cronaca per l'arresto di due studenti acciuffati dopo lo scippo di un telefonino strappato dalle mani di una ragazzina nei pressi dell'istituto;
un fatto gravissimo che ha leso gravemente l'immagine dell'antico istituto, il più ambito della città ove, come si è appreso da numerose testimonianze rilasciate dagli studenti, agiscono indisturbati insospettabili «piccoli boss», dediti ai furti di telefonini, giacconi, occhiali da sole, sottratti con destrezza ai compagni, e utilizzati in cambio di due stecche di hashish;
un vero e proprio accordo sancito, da alcuni studenti dell'istituto e giovani malavitosi, che si aggirano nei pressi della scuola;
tali episodi si sono verificati in un edificio scolastico, ove i ragazzi dovrebbero recarsi per apprendere nozioni e per formarsi sotto il profilo umano;
come confermato dagli studenti, tale stato di fatto era stato segnalato dagli alunni stessi, al Preside e ai docenti che, riguardo all'episodio, hanno preferito trincerarsi dietro il silenzio -:
quali iniziative i signori Ministri intendano intraprendere per evitare il verificarsi di fatti del genere, che si distinguono per loro gravità, in quanto commessi da adolescenti, nel corso dell'attività studentesca;
in che modo si intenda garantire il rispetto della legalità, nell'ambito delle strutture scolastiche dove i predetti valori dovrebbero essere insegnati e non trasgrediti.
(4-01880)

TAGLIALATELA. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
nel corso delle operazioni di voto relative alle elezioni del 13 maggio 2001, il dottor Gerardo Capaldo, sindaco di Atripalda (Avellino), ha svolto le funzioni di rappresentante di lista del PPI;
l'esercizio della suddetta funzione gli ha consentito di votare nel collegio della Camera di Atripalda dove non è iscritto nelle liste elettorali in quanto residente ad Avellino (collegio diverso);
il dottor Capaldo non poteva quindi votare per il collegio della Camera per cui ha votato, come prescritto dalla legge;
peraltro, il dottor Capaldo, secondo l'interrogante, in qualità di sindaco di Atripalda, non avrebbe potuto svolgere, nello stesso comune, le funzioni di rappresentante di lista in quanto, a norma dell'articolo 54 del decreto legislativo n. 267 del 2000, egli era tenuto «alla vigilanza di tutto quanto possa interessare la sicurezza e l'ordine pubblico», rivestendo, quindi, la funzione di rappresentante del Governo;
tale veste gli derivava, altresì, dalla disposizione dell'articolo 26 della legge n. 340 del 2000;
non risulta protocollata alcuna dichiarazione di delega temporanea ad altro soggetto delle funzioni cui sopra;


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quanto innanzi esposto è stato debitamente rilevato da un rappresentante di lista nel corso delle operazioni e risulta regolarmente verbalizzato;
alcun provvedimento assunse, nella circostanza, il presidente di seggio -:
quale valutazione dia il Governo in ordine al denunciato comportamento del sindaco di Atripalda e quindi sulla compatibilità tra funzioni di rappresentante di lista e funzioni di rappresentante del Governo.
(4-01885)