Allegato B
Seduta n. 85 del 23/1/2002


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DIFESA

Interrogazione a risposta orale:

TIDEI. - Al Ministro della difesa. - Per sapere - premesso che:
il 1o Reggimento Bersaglieri risiede a Civitavecchia dal 1o gennaio 1959 - 42 anni - e che rischia di essere estinto o trasferito, con gravissime conseguenze per l'economia cittadina;
il 1o reggimento Bersaglieri è il naturale erede e custode di tutte le tradizioni dei Bersaglieri, in quanto è stato il primo reparto della specialità, è autorizzato ad indossare le uniformi storiche, svolge il servizio di Guardia d'Onore al Palazzo del Quirinale ed all'Altare della Patria, è il Reparto più decorato dell'Esercito Italiano, come quantità di onorificenze;
l'eventuale trasferimento da Civitavecchia del Reggimento costringerebbe le circa 150 famiglie di Ufficiali e Sottufficiali a lasciare la città, dove hanno acquistato o affittato una casa, con gli inevitabili effetti sul mercato immobiliare;
il venir meno della presenza di circa 250 soldati di leva e dei 150 Ufficiali e Sottufficiali provocherebbe una pesante riduzione nelle attività del terziario e dell'indotto cittadino (commercio, soprattutto e artigianato);
la città ha già subito i contraccolpi dello scioglimento o del trasferimento di altri settori militari, quali il 4o Reggimento Carri, il 33o Reggimento Artiglieria, il Battaglione Logistico, la 32o Compagnia Controcarri, la Compagnia Genio Guastatori, oltre allo spostamento a Roma e a Torino dei corsi degli Ufficiali frequentatori della Scuola di Guerra -:
se non ritenga di doversi adoperare perché il 1o Reggimento Bersaglieri non venga progressivamente estinto e perché, nel quadro delle modificazioni previste dalla nuova organizzazione dell'Esercito, Civitavecchia resti la sede del 1o Reggimento Bersaglieri, riconfigurato su militari volontari, con risvolti economici positivi per la città.
(3-00598)

Interrogazione a risposta in Commissione:

TONINO LODDO, MOLINARI e LADU. - Al Ministro della difesa. - Per sapere - premesso che:
secondo notizie provenienti dalle organizzazioni sindacali e dall'amministrazione comunale di Perdasdefogu, il comando del poligono interforze del Salto di Quirra, Perdasdefogu (Nuoro), sarebbe giunto alla determinazione di realizzare una seconda Sala Operativa presso il Distaccamento di Capo San Lorenzo;
da diversi anni le organizzazioni sindacali lamentano possibili trasferimenti di


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reparti che avrebbero come conseguenza il depotenziamento progressivo del Poligono a terra di Perdasdefogu;
la realizzazione di due sale operative provocherebbe un aumento di gestione dei costi che, in un prossimo futuro potrebbe portare alla chiusura di una delle due, in questo caso - naturalmente - quella del Poligono a terra, perché più vetusta;
la paventata chiusura della sala controllo del Poligono a terra farebbe mancare i presupposti per continuare a mantenere a Perdasdefogu altre importanti strutture che all'attività della Sala Operativa sono strettamente connesse, innescandosi una reazione a catena che potrebbe mettere a rischio perfino la sopravvivenza dello stesso comando Poligono e dei suoi uffici;
il consiglio comunale di Perdasdefogu ha già espresso con una propria deliberazione in data 20 dicembre 2001 i propri giustificati timori e la propria contrarietà alla realizzazione di una seconda sala operativa;
la creazione di una seconda sala operativa in una località marina (Capo San Lorenzo) ed il conseguente potenziamento della struttura del Poligono a mare andrebbe, tra l'altro, contro lo spirito della legge n. 898 del 1976 che stabilisce che le servitù militari debbano essere armonizzate con le istanze economiche e sociali delle regioni e aree subregionali con cui vanno ad interagire;
l'amministrazione comunale di Villaputzu (nel cui territorio ricade il distaccamento di San Lorenzo) ha ripetutamente richiesto la restituzione della spiaggia di Torre Murtas soggetta a vincolo di servitù militare, anche in relazione al fatto che - come è noto - l'economia della Sardegna si regge in buona misura sul turismo e appare inverosimile che anziché alleggerire il carico delle servitù nelle fasce costiere si tenti in qualche misura di appesantirlo;
l'amministrazione comunale di Perdasdefogu ed il locale comando del Poligono hanno sempre avuto reciproci buoni rapporti, caratterizzati da profondo e reciproco rispetto;
negli scorsi anni è stata realizzata una rete interna in fibra ottica, costata diversi miliardi, che consente alla Sala Operativa di Perdasdefogu di seguire con assoluta efficienza ed efficacia tutte le esercitazioni che si svolgono nell'ambito sia del Poligono a terra che di quello a mare -:
se le notizie riferite corrispondano a verità;
per quali ragioni il comando militare del Poligono intenda in un solo colpo mortificare le esigenze di due comunità, depotenziando la propria presenza in una (Perdasdefogu) che chiede di vedere la base militare del proprio territorio sempre più efficiente e moderna, e nel contempo penalizzandone un'altra (Villaputzu) che non solo non gradisce aumenti, ma chiede la restituzione delle zone attualmente sottoposte a vincolo;
per quali ragioni non si opti per il potenziamento ed il rinnovo della sala operativa di Perdasdefogu dotandola degli standard tecnologici necessari a soddisfare le future ma già prevedibili esigenze dell'amministrazione della difesa come era stato inizialmente previsto e con costi complessivi, attuali e futuri, sia in termini di infrastrutture che di personale, notevolmente più vantaggiosi per l'amministrazione.
(5-00560)

Interrogazione a risposta scritta:

MEROI. - Al Ministro della difesa, al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
molti rappresentanti istituzionali della provincia di Viterbo si sono fatti portavoce delle forti preoccupazioni di tanti cittadini in ordine alla possibile chiusura della stazioni dei Carabinieri nei comuni di Latera, Onano, Proceno, Farnese, Cellere e Piansano;


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tale riduzione delle caserme sul territorio della provincia di Viterbo, risponderebbe ad un piano nazionale di ristrutturazione della presenza dell'Arma in ambito locale;
per motivi collegati alla sicurezza del territorio, alla tutela dei cittadini, alla presenza istituzionale, è certamente auspicabile che la ventilata riduzione delle caserme, quali presìdi di sicurezza, non venga attuata, soprattutto in un momento che vede il Governo fortemente impegnato nella lotta alla criminalità;
è quindi opportuno rassicurare i tanti cittadini che hanno già promosso, all'interno dei propri comuni, raccolte di firme per sensibilizzare le istituzioni al mantenimento delle caserme dei Carabinieri sul territorio -:
quali iniziative voglia intraprendere il Governo per evitare che le stazioni dei Carabinieri presenti attualmente nei comuni di Latera, Onano, Farnese, Proceno, Cellere e Piansano (tutti nella provincia di Viterbo), vengano chiuse o comunque ridotte nella loro operatività.
(4-01862)