Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 83 del 21/1/2002
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Discussione del disegno di legge: Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Federazione russa sulla cooperazione e la mutua assistenza amministrativa in materia doganale, con allegato, fatto a Roma il 10 febbraio 1998 (1785) (ore 17,30).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge: Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Federazione russa sulla cooperazione


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e la mutua assistenza amministrativa in materia doganale, sul quale l'Assemblea ha deliberato l'urgenza ed ha fissato il termine per la relazione, a norma dell'articolo 107 del regolamento.
La ripartizione dei tempi riservati alla discussione generale è pubblicata in calce al vigente calendario dei lavori (vedi il resoconto stenografico della seduta del 14 gennaio 2002).

(Discussione sulle linee generali - A.C. 1785)

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sulle linee generali.
Avverto che la III Commissione (Affari esteri) si intende autorizzata a riferire oralmente.
Il presidente della III Commissione, onorevole Selva, il quale, se non vi sono obiezioni, sostituisce il relatore, onorevole Dario Rivolta, ha facoltà di svolgere la relazione.

GUSTAVO SELVA, Presidente della III Commissione. Signor Presidente, onorevole sottosegretario, chiedo scusa per la voce ai pochissimi ascoltatori.
Questo è il centododicesimo trattato, accordo, memorandum, stipulato, dal 1948, prima con l'Unione Sovietica e, dal 1991, con la Federazione russa. Di questi 112 trattati, accordi, memorandum o convenzioni di intesa, 106 sono in vigore, mentre 12 non lo sono ancora, mancandone la ratifica parlamentare o perché la loro data è stata posticipata rispetto a tale ratifica.
È, dunque, piacere ed onore del relatore poter svolgere un brevissimo accenno relativamente ai rapporti tra la Federazione russa e l'Italia. Tali rapporti, sul piano istituzionale, cominciarono con la firma del trattato di commercio e navigazione, avvenuta a Mosca l'11 dicembre del 1948 e ratificata dal Parlamento il 24 luglio del 1951. Questo lungo tragitto, intrapreso prima con l'Unione Sovietica e poi con la Federazione russa, si chiude - per ora - in termini di accordi, con il trattato, firmato nel 2001, relativo ai rapporti inerenti i problemi della gioventù. Vi è, dunque, tutto lo scibile della cultura, della scienza, della politica e, soprattutto, del commercio, con riferimento al rapporto, prima, tra l'Italia e l'Unione sovietica e oggi con la Federazione russa.
Sotto il profilo politico e per quanto concerne, in particolare, gli accordi bilaterali, è il trattato di amicizia e collaborazione del 1994 che segna, oggi, le linee maestre della collaborazione fra Roma e Mosca. Questo trattato fu firmato dall'allora Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e dal Presidente russo Eltsin il quale, nel 1998, venne a Roma in visita ufficiale. Ricordo che, anche in quella occasione, ci fu la firma di un importante, ulteriore trattato: il Piano di azione italo-russo, un documento importante, suscettibile di ampliare la collaborazione bilaterale nei settori politico, economico, culturale, sociale e scientifico.
Aggiungo che, in questa occasione, mi conforta - anziché scoraggiarmi - l'assenza totale dei deputati dell'opposizione, salvo il rappresentante, vicepresidente del gruppo.
Ciò vuol dire che, escludendo l'ipotesi che possa non esserci attenzione nei riguardi di un argomento così importante, si deve presumere una tale concordanza su questo atto della politica internazionale, per cui non è neanche necessario intervenire in sede parlamentare. In realtà, non sono d'accordo con questa tesi secondo cui la politica estera, e simili trattati in particolare, passino un simile vaglio. Ci sono certo eccezioni: quando si è trattato delle rogatorie, infatti, abbiamo sentito ben altra e diversa attenzione. Occorrerebbe insomma che, per argomenti di questo genere, ci fosse almeno un riequilibrio, nel senso di sottolineare ciò che l'Italia fa ed intende continuare a fare - e mi è gradito poter dire - nella continuazione di quella linea di politica internazionale che ha caratterizzato nel corso di tutti i governi una grande attenzione ed un vivo interesse del nostro paese nel rapporto con la Russia. Le stesse visite già programmate, così come quelle svoltesi in tempi recenti, tutte ad altissimo livello, nonché il numero


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degli accordi - 112, come ho ricordato - sono la testimonianza di quanto detto (tra le visite effettuate, voglio ricordare quella del Presidente Putin in Italia del 5 e 6 giugno 2000; la visita del Presidente della Repubblica Ciampi in Russia, dal 16 al 29 novembre; infine, la visita del Primo ministro Kassianov, del 26-28 febbraio 2001).
Poiché anche il nostro Parlamento, sotto la spinta del Presidente Violante, ha stretto rapporti molto intensi con la Duma, è stata costituita - definendola in modo un po' enfatico - la grande Commissione parlamentare italo-russa, di cui il Presidente Casini ha voluto che divenissi presidente, la quale svolgerà sicuramente una funzione importante di raccordo tra le attività parlamentari della Duma e quelle italiane.
A questo proposito, l'ambasciatore russo si è in particolare modo raccomandato - durante i colloqui avuti con il Presidente Casini e con il sottoscritto - affinché ci sia una maggiore accelerazione proprio su molti degli argomenti in comune, come ad esempio la ratifica dei trattati oggi in discussione. Questo trattato infatti, tanto per fare un esempio, è stato firmato il 10 febbraio 1998 ma è giunto alla fase di ratifica da parte del Parlamento quasi quattro anni più tardi.
Signor Presidente, rinuncio, dal momento che il tempo a mia disposizione è scaduto, alla descrizione dettagliata dell'argomento e mi accingo soltanto ad una brevissima sintesi: i primi due articoli recano rispettivamente l'autorizzazione alla ratifica dell'accordo, mentre l'articolo 3 reca la norma di spesa finalizzata alla copertura degli oneri finanziari derivanti dalla sua attuazione.
Per quanto riguarda il disposto dell'accordo, esso stabilisce modi più precisi e più coerenti per la cooperazione doganale, per la lotta ai traffici illeciti di stupefacenti (anche mediante un esplicito richiamo alla Convenzione dell'ONU del 20 dicembre 1988), per lo scambio di tutte le notizie ed informazioni utili per una corretta applicazione della legislazione doganale (nonché il perseguimento delle relative infrazioni); il controllo sulla legittimazione di operazioni di import ed export fra i due paesi - articolo 9 - nonché documenti vari su supporto cartaceo od informatico, per arrivare alla conclusione che, anche per quanto riguarda l'eventualità di processi per infrazione agli accordi doganali, gli esperti o i testimoni dei due paesi sono autorizzati a presentarsi in corso di procedimento...

PRESIDENTE. Onorevole Selva, le chiedo scusa.

GUSTAVO SELVA, Presidente della III Commissione. Signor Presidente, ho finito.

PRESIDENTE. La prego, dal momento che lei ha parlato per il doppio del tempo a sua disposizione. Lei sa con quanto interesse l'ascoltiamo.

GUSTAVO SELVA, Presidente della III Commissione. Se lei avesse comunicato il tempo a mia disposizione... ma non l'ho saputo. Quanto era il tempo a mia disposizione?

PRESIDENTE. Cinque minuti, secondo il contingentamento, e lei ha parlato per 9 minuti e 35 secondi.

GUSTAVO SELVA, Presidente della III Commissione. Allora, ho finito. Raccomandando ovviamente all'Assemblea l'approvazione di questo disegno di legge per la ratifica del trattato di cui abbiamo parlato.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo.

MARIO BACCINI, Sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Signor Presidente, la ratifica ed esecuzione dell'accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Federazione russa sulla cooperazione e la mutua assistenza amministrativa in materia doganale non solo è una questione urgente, ma è anche di spessore politico e di importanza rilevante, per le stesse ragioni che il presidente Selva ricordava, soprattutto perché quest'accordo, di cui si richiede alla Camera dei


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deputati e al Parlamento l'autorizzazione alla ratifica, persegue obiettivi strategici importanti al fine di favorire la cooperazione tra l'Italia e la Federazione russa nell'adozione di misure di contrasto di traffici illeciti, soprattutto di stupefacenti.
Pertanto, si tratta di un argomento strategico e, considerato quanti anni ci dividono dalla sottoscrizione di questo trattato, signor Presidente, il Governo, così come ricordava il presidente Selva, ne auspica una rapida approvazione, che raccomandiamo all'Assemblea di Montecitorio.

PRESIDENTE. Non vi sono iscritti a parlare e pertanto dichiaro chiusa la discussione sulle linee generali.
Il seguito del dibattito è rinviato ad altra seduta.

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