Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 76 del 14/12/2001
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...
Si riprende la discussione (ore 17,11).

(Ripresa esame dell'articolo 20 - A.C. 1984)

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Giordano. Ne ha facoltà.

FRANCESCO GIORDANO. Signor Presidente, piuttosto che riproporre, come purtroppo è stato fatto da parte di qualcuno in quest'aula, una sorta di conflitto tra regioni e tra nicchie di potere delle singole regioni, vorrei porre l'unica questione che mi pare utile su una materia come questa.
Stiamo parlando della gestione di una risorsa fondamentale: l'acqua. Voi del centrodestra sostenete che la gestione rimane pubblica, essendo stata trasferita alle due regioni. Vorrei rivolgere un'unica avvertenza all'Assemblea che, forse, non si rende conto di ciò che sta accadendo: nel maxiemendamento 20.18 del Governo, si prevede l'obbligo di dismissione delle rispettive partecipazioni azionarie entro sei mesi. Quindi, la natura pubblica di questa struttura è limitata soltanto ed esclusivamente a sei mesi.
Dunque, invece di litigare sulle nicchie di potere delle regioni, noi vi chiediamo di mantenere questa risorsa in mano pubblica, anche perché, come ci avete insegnato voi, si privatizza quando c'è concorrenza.
Qui, quale concorrenza c'è della risorsa acqua nella regione Puglia, nella regione Basilicata e nella regione Campania? Per questa ragione, con questo subemendamento,


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vi chiediamo di abrogare la dismissione successiva di sei mesi e di far restare questa struttura in mano pubblica.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Adduce 0.20.18.8, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 457
Votanti 451
Astenuti 6
Maggioranza 226
Hanno votato
sì 214
Hanno votato
no 237).

Onorevoli colleghi, vi chiedo un attimo di attenzione.
Vorrei cogliere l'occasione per salutare, a nome della Camera dei deputati, Valéry Giscard d'Estaing, già Presidente della Repubblica di Francia, qui presente nella sua veste di Presidente del Consiglio dei comuni e delle regioni d'Europa (L'Assemblea e i membri del Governo si levano in piedi - Generali applausi). È un saluto che rivolgiamo al grande uomo di Stato ed europeo, accompagnato qui dalla delegazione dei Consigli dei comuni e delle regioni d'Europa guidata dal presidente Raffaele Fitto (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza nazionale, del CCD-CDU Biancofiore e della Lega nord Padania).
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Boccia 0.20.18.10, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e Votanti 458
Maggioranza 230
Hanno votato
sì 195
Hanno votato
no 263).

Passiamo alla votazione del subemendamento Roberto Barbieri 0.20.18.6.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Roberto Barbieri. Ne ha facoltà.

ROBERTO BARBIERI. Signor Presidente, intervengo a titolo personale per dire che questo subemendamento specifica e chiarisce quanto è già sostenuto in precedenza dal collega Adduce. Chiedo a tutti i deputati della regione Campania di esaminare con attenzione questa proposta emendativa. La regione Campania rifornisce due terzi delle risorse idriche per l'acquedotto pugliese. Pertanto, trovare un criterio di ripartizione delle quote azionarie che veda anche la presenza della regione Campania mi sembra equo, nonché efficiente dal punto di vista gestionale.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Alberta De Simone. Ne ha facoltà.

ALBERTA DE SIMONE. Signor Presidente, non si tratta di litigare sulle nicchie di potere, come diceva il collega Giordano, ma di sapere che se non c'è chi mette l'acqua, chi la regala, non c'è neanche la gestione dell'acqua ed anche degli acquedotti. Siccome, in questo caso, la geografia dice - la geografia - che ci sono tre massicci dei monti picentini, il Partenio, il Terminio e il Cervialto, e che nel Terminio vi sono le sorgenti, oltre a quelle della Basilicata, che dissetano tutta la Puglia, tutta Napoli e tutta la Campania, per cui non è giusto che la nostra regione sia esclusa dalla gestione e che l'unico rappresentante della provincia che dona quest'acqua sia escluso dall'ente di irrigazione.
Per cui, riconfermo l'appello a votare favorevolmente al subemendamento Roberto


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Barbieri 0.20.18.6, perché - attenzione - fino ad ora vi è stata generosità, ma se domani qualcuno impazzisse e chiudesse il rubinetto, cosa accadrebbe? Io dico che non accade, ma lo cito come esempio dell'assurdo possibile, perché è un assurdo che questa gestione sia sottratta a chi dona la fonte principale su cui si regge l'ente.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Iannuzzi. Ne ha facoltà.

TINO IANNUZZI. Signor Presidente, intervengo rapidamente per sostenere le ragioni di questo subemendamento che tende a introdurre una misura normativa di assoluta equità ed equilibrio in questa vicenda specifica. L'importanza di questo argomento è legata al soddisfacimento del fabbisogno idrico di due regioni importanti del Mezzogiorno, come la Basilicata e la Puglia.
Ma sarebbe del tutto iniquo, irrazionale e profondamente ingiusto dal punto di vista organizzativo escludere dalla gestione dello sfruttamento della risorsa idrica - che come ricordava la collega Alberta De Simone viene fornita da sorgenti che si rinvengono in Campania e in Irpinia (nella provincia di Avellino) - ogni rappresentante della regione Campania, di quel territorio, in cui ci si preoccupa di soddisfare l'esigenza idrica fondamentale e primaria di due grandi territori del Mezzogiorno. Non si può dimenticare che, se la regione Campania con il suo territorio rifornisce la risorsa idrica, sarebbe davvero penalizzante, assurdo ed irrazionale escluderla dalla forma di organizzazione di questa risorsa. Da questo punto di vista invitiamo il Governo e la maggioranza ad accogliere questo subemendamento, attraverso una maggiore ed attenta riflessione e ponderazione. Ciò per evitare un risultato legislativo complessivo di grande iniquità e, consentitemelo, illogico ed irrazionale.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indico la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Roberto Barbieri 0.20.18.6, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 460
Votanti 448
Astenuti 12
Maggioranza 225
Hanno votato
sì 190
Hanno votato
no 258).

Passiamo alla votazione del subemendamento Molinari 0.20.18.9.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Molinari. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE MOLINARI. Signor Presidente, credo che riguardo verso questa materia abbiamo registrato sui precedenti emendamenti una netta chiusura da parte del Governo. Condivido molte ragioni espresse già dai colleghi Adduce e Lettieri su questo problema che penalizza una regione come la Basilicata, ed anche regioni, come la Campania, che sono fornitrici d'acqua.
Credo che questo sia l'ultimo subemendamento che potrebbe riparare, almeno parzialmente, all'emendamento presentato dal Governo. Si tratta di lasciare - in nome di un federalismo voluto da tutti - alle due regioni, che hanno trovato un'intesa nel passato (e sapranno trovarla in maniera intelligente anche nel futuro) per quanto riguarda le quote di partecipazione, la trattativa per la determinazione delle quote di partecipazione. Da ciò nasce il mio subemendamento che - questo è l'appello che faccio ai parlamentari - credo sia molto ragionevole ed equilibrato.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indico la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Molinari 0.20.18.9, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).


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Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 470
Votanti 469
Astenuti 1
Maggioranza 235
Hanno votato
sì 200
Hanno votato
no 269).

Passiamo alla votazione del subemendamento Nicola Rossi 0.20.18.7.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Nicola Rossi. Ne ha facoltà.

NICOLA ROSSI. Signor Presidente, il subemendamento in esame mira semplicemente a ripristinare il testo che era stato concordato fra le regioni. L'idea che il ministero debba anche imporre alle regioni un accordo sul modo in cui ripartirsi le partecipazioni mi sembra eccessiva.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indico la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Nicola Rossi 0.20.18.7, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e Votanti 467
Maggioranza 234
Hanno votato
sì 199
Hanno votato
no 268).

Indico la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Parolo 0.20.18.11, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 471
Votanti 470
Astenuti 1
Maggioranza 236
Hanno votato
sì 202
Hanno votato
no 268).

Passiamo alla votazione del subemendamento Nicola Rossi 0.20.18.4.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Nicola Rossi. Ne ha facoltà.

NICOLA ROSSI. Signor Presidente, siccome alla volontà di dismissione e privatizzazione del centrodestra non ci crede nessuno, questo subemendamento fissa semplicemente un percorso, al termine del quale, la privatizzazione dell'acquedotto pugliese sarà cosa certa. Chi vorrà privatizzare l'acquedotto pugliese, votando questo subemendamento, avrà una maniera semplice per farlo.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indico la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Nicola Rossi 0.20.18.4, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 469
Votanti 466
Astenuti 3
Maggioranza 234
Hanno votato
sì 191
Hanno votato
no 275).

Indico la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Nicola Rossi 0.20.18.5, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.


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Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 470
Votanti 469
Astenuti 1
Maggioranza 235
Hanno votato
sì 194
Hanno votato
no 275).

Passiamo alla votazione del subemendamento Parolo 0.20.18.2.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Parolo. Ne ha facoltà.

UGO PAROLO. Signor Presidente, intervengo solo per spiegare le motivazioni di questo subemendamento che, tra l'altro, nei contenuti è del tutto simile al precedente che, purtroppo, è già stato respinto dalla Camera.
La situazione dovrebbe essere chiarita. L'operazione che viene fatta con questo articolo, cioè il collocamento delle azioni dell'acquedotto pugliese presso le regioni interessate, ci trova del tutto d'accordo e crediamo sia un'operazione meritoria, oltre che favorevole da tutti i punti di vista.
Anche la successiva collocazione delle azioni sul mercato è una operazione sicuramente di trasparenza, che va nel senso della più completa concorrenza nella gestione dei servizi. Ma, purtroppo, crediamo che se la norma non viene meglio specificata, rischiamo di avere due regimi o, comunque, un dubbio sull'applicazione di questa normativa, in quanto la società per azioni che verrebbe a costituirsi tra le regioni e i privati potrebbe teoricamente gestire direttamente il servizio dell'acquedotto pugliese e non rispettare le procedure previste ad esempio all'articolo 28, che riguardano esclusivamente gli enti locali e le municipalizzate degli enti locali.
Quindi, poiché già sull'articolo 28 il gruppo della Lega nord Padania ha sollevato delle obiezioni che vorremmo fossero, in qualche maniera, accolte dal Governo, vorremmo avere da esso chiarimenti circa la reale interpretazione di questa operazione. Soprattutto vorremmo sapere se l'acquedotto pugliese, una volta collocato sul mercato attraverso la costituzione di una società mista pubblico-privato, rispetterà le normative previste all'articolo 28, che tutti gli enti locali devono rispettare - e quindi anche le municipalizzate, soprattutto nei comuni del Nord -, oppure se per l'acquedotto pugliese sia previsto un altro tipo di regime nella gestione dei servizi.
Vorremmo, pertanto, che il Governo chiarisse questo aspetto.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Nicola Rossi.

NICOLA ROSSI. Ascoltando l'onorevole Parolo mi veniva in mente che naturalmente la concessione dell'acquedotto pugliese è fissata per legge fino al 2018. Se l'onorevole Parolo sta suggerendo che si debba ritornare su questa decisione, ciò naturalmente cambierebbe tutto il quadro e permetterebbe di ridiscutere completamente la questione dell'acquedotto pugliese.

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Parolo 0.20.18.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 469
Votanti 454
Astenuti 15
Maggioranza 228
Hanno votato
sì 54
Hanno votato
no 400)

Passiamo alla votazione dell'emendamento 20.18 del Governo.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Vegas. Mi scusi, senatore Vegas, ma forse dovrei dire «onorevole senatore», qui è un problema di refuso.


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GIUSEPPE VEGAS, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. La prendo, signor Presidente, come un'iscrizione al ruolo temporaneo della Camera.

PRESIDENTE. È un auspicio.

GIUSEPPE VEGAS, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. La ringrazio, signor Presidente.
L'emendamento 20.18 del Governo, nel testo riformulato, si limita a modificare la parola «conferite» con quella «trasferite».

PRESIDENTE. Senatore Vegas, credo che la versione del testo sia già conforme in tal senso.

GIUSEPPE VEGAS, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Chiedo scusa, signor Presidente, allora l'ultimo stampato ha già la versione giusta.

PRESIDENTE. Alla Camera siamo veloci, senatore Vegas (Applausi). Bene, pertanto il testo è già questo.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Boccia. Ne ha facoltà.

ANTONIO BOCCIA. Mi consenta, signor Presidente, di annunciare il mio personale voto contrario a questo emendamento del Governo. Tale emendamento crea una situazione gravissima nei rapporti tra la regione Basilicata e la regione Puglia e il Governo se ne assume tutte le responsabilità. Purtroppo, non sarà solo una questione tra le istituzioni; questa iniziativa del Governo determinerà tra le popolazioni momenti di frizione, delle quali il Governo si assume in questo momento una responsabilità grave.
Signor Presidente, questa azione del Governo non è altro che la conseguenza delle riforme che abbiamo attuato nella passata legislatura; avendo trasferito tutte le adduzioni, gli invasi e le reti alla proprietà delle regioni, è inevitabile che anche le azioni dell'ente gestore, una volta che ci saranno, dovrebbero essere trasferite alle medesime. Pertanto, il Governo non fa altro che attuare una riforma già in essere.
L'errore che commette è di assegnare successivamente queste azioni, non in proporzione al patrimonio, cioè all'acqua, ma, in maniera assurda, agli utenti, ai soggetti che la utilizzano, creando un'ingiustizia che non potrà essere mantenuta in questa modo.
Hanno ragione i colleghi del Molise e della Campania perché nella rete dell'acquedotto pugliese vi sono ingenti quantità di acqua che provengono da queste regioni le quali, da una parte, sono erogatrici di risorsa idrica e, dall'altra, sono tagliate fuori dalla gestione dell'ente che le va a gestire.
Vorrei tranquillizzare i colleghi del gruppo di Rifondazione: questo articolo è scritto con i piedi. Pertanto, poiché entro sei mesi bisogna solo avviare la procedura di dismissione, già sappiamo che la privatizzazione non si concluderà mai perché, certo, non concorreremo ad una privatizzazione che presenta forti dubbi.
Io, signor Presidente - come lei sa -, ho presentato due interpellanze urgenti in merito ad una cena che il Presidente del Consiglio ha tenuto il 31 di agosto e della quale ha riferito alla stampa il suo socio in affari a Mediaset, tale Al Waleed, il quale attraverso il suo portavoce ha annunciato che una fetta dell'acquedotto pugliese sarebbe stata praticamente trasferita a capitali arabi. Signor Presidente, quando procederemo alle privatizzazioni, forse scopriremo anche cosa c'è dietro questi annunci.
Vorrei soltanto dire al Governo che, dopo essersi assunto questa responsabilità, trovi il modo di conciliare gli interessi reali delle popolazioni in ragione del patrimonio di risorsa idrica che possiedono, altrimenti, come conseguenza, si manifesterà una fortissima tensione sociale.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Nicola Rossi. Ne ha facoltà.

NICOLA ROSSI. Signor Presidente, così come precedentemente mi sono rallegrato


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per il regalo che si vuole fare in primis alla Puglia ed anche, in parte, alla Basilicata ora devo lamentare il fatto che, non avendo dichiarato ammissibile il subemendamento Nicola Rossi 0.20.18.3 si impedisce che la stessa soluzione venga adottata per almeno un'altra decina di soggetti operanti in campo idrico, ai quali si poteva applicare la stessa linea politica; si tratta di soggetti che operano nel nord, nel centro e nel sud dell'Italia. Credo che tutte le altre regioni ne avrebbero avuto diritto; non sempre, chi grida di più è l'unico ad aver ragione (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Gerardo Bianco. Ne ha facoltà.

GERARDO BIANCO. Signor Presidente, non so se il Governo sia al corrente che l'acquedotto pugliese reca anche un'altra denominazione: acquedotto del Sele. Le acque, la gran parte delle acque, da tempo immemorabile, dal primo novecento, sono, infatti, state fornite da una specifica zona della Campania che si chiama Irpinia. Caposele è la fonte dell'acquedotto pugliese, così come Cassano.
Sono queste le realtà dalle quali si realizza l'acquedotto pugliese.
Pertanto, faccio mie le dichiarazioni dell'onorevole Boccia e ritengo che fra le popolazioni si creeranno grandi conflitti che dovrebbe essere evitati anche quando vi sarà la devolution.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Adduce. Ne ha facoltà.

SALVATORE ADDUCE. Signor Presidente, se al termine dell'esame del disegno di legge finanziaria, il voto della maggioranza consegnerà una norma che esclude, non soltanto la Basilicata - hanno ragione i colleghi -, ma anche altre regioni, in particolare la Campania e il Molise, dalla partecipazione democratica alla gestione della risorsa fondamentale utile alla nostra vita, il Governo si sarà assunto una responsabilità gravissima.
Abbiamo affrontato questo argomento in maniera «morbida», senza calcare la mano; abbiamo predisposto subemendamenti che consentivano di attribuire alle regioni la potestà di definire il destino della propria acqua per le proprie popolazioni. Il Governo si assume la responsabilità di centralizzare e di definire, ancora una volta, in modo centralistico questioni che, invece, appartengono oramai, non soltanto in virtù della modifica costituzionale determinatasi in Italia sul Titolo V della Costituzione, ma anche per il lavoro svolto in questi anni, ad una dimensione territoriale.
Con l'accordo di programma fra la regione Puglia e la regione Basilicata, estendibile anche alla Campania ed al Molise, e con la partecipazione di quattro regioni importanti del Mezzogiorno, si intende risolvere la questione idrica che affligge il Sud e una parte cospicua del paese, una questione che questo Parlamento non può chiudere con un voto di maggioranza. (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Ruggeri. Ne ha facoltà.

RUGGERO RUGGERI. Signor Presidente, vorrei chiedere al Governo la motivazione che ha indotto alla presentazione di questo emendamento... Chiederei cortesemente al Governo un momento di attenzione.

PRESIDENTE. Prego, onorevole Ruggeri. Il Governo la ascolta!

RUGGERO RUGGERI. Chiederei al Governo la ragione per cui questo emendamento è stato riferito all'articolo 20 e non all'articolo 28. Se infatti noi dovessimo arrivare ad approvare tale normativa, avremmo sul medesimo oggetto due disposizioni normative, riguardanti il sistema idrico.


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PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Lettieri. Ne ha facoltà.

MARIO LETTIERI. Signor Presidente, intervengo per ribadire la posizione contraria nei confronti della scelta del Governo e della maggioranza. Mi permetta tuttavia di rivolgere un ultimo appello al vicepresidente del Consiglio Fini, perché so che egli nel Mezzogiorno si è recato diverse volte e sa che il Mezzogiorno ha bisogno di unità, di serenità...

GIANFRANCO FINI, Vicepresidente del Consiglio dei ministri. E di acqua!

AURELIO GIRONDA VERALDI. Di acqua!.

MARIO LETTIERI. ...e di decisioni sagge. Lei evidentemente non ha seguito questo problema con la dovuta attenzione. Credo che non ami la guerra tra poveri.
Il Mezzogiorno d'Italia necessita di uno sviluppo sul piano della civiltà e dello sviluppo economico nel suo complesso, non attraverso provvedimenti talmente iniqui da creare divisioni e rotture fra le popolazioni.
Vorrei nuovamente esternare tale preoccupazione. Il Parlamento è ancora in tempo per non approvare l'emendamento che porterebbe all'approvazione di un articolo che penalizza non soltanto la regione Basilicata, il Molise e la Campania, ma anche i cittadini della Puglia.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 20.18 del Governo, accettato dalla Commissione.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva. (Vedi votazioni).
(Presenti 460
Votanti 458
Astenuti 2
Maggioranza 230
Hanno votato
sì 265
Hanno votato
no 193).

Prendo atto che l'onorevole Iannuzzi ha erroneamente espresso voto favorevole, mentre voleva esprimere voto contrario.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bressa 20.5, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge. (Vedi votazioni).
(Presenti 463
Votanti 462
Astenuti 1
Maggioranza 232
Hanno votato
sì 201
Hanno votato
no 261).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Amici 20.7, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e Votanti 462
Maggioranza 232
Hanno votato
sì 196
Hanno votato
no 266).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Stradiotto 20.10, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge. (Vedi votazioni).

(Presenti e Votanti 470
Maggioranza 236
Hanno votato
sì 203
Hanno votato
no 267).


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Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Russo Spena 20.8, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge. (Vedi votazioni).

(Presenti e Votanti 465
Maggioranza 233
Hanno votato
sì 202
Hanno votato
no 263).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Amici 20.20, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e Votanti 472
Maggioranza 237
Hanno votato
sì 207
Hanno votato
no 265).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Soda 20.31, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 466
Votanti 465
Astenuti 1
Maggioranza 233
Hanno votato
sì 203
Hanno votato
no 262).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli emendamenti Tidei 20.12 e Michele Ventura 20.32, di contenuto sostanzialmente identico, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 465
Votanti 464
Astenuti 1
Maggioranza 233
Hanno votato
sì 200
Hanno votato
no 264).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Tidei 20.15, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e Votanti 462
Maggioranza 232
Hanno votato
sì 202
Hanno votato
no 260).

Prendo atto che il dispositivo di voto dell'onorevole Mondello non ha funzionato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Pagliarini 20.19.

GIANCARLO PAGLIARINI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Pagliarini 20.19, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

GIANCARLO PAGLIARINI. Presidente Casini!


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PRESIDENTE. Le chiedo scusa, onorevole Pagliarini, ma ormai la votazione è aperta (Commenti dei deputati del gruppo della Lega nord Padania). Scusate, ho sbagliato, talvolta sbaglio con gli uni, altre volte sbaglio con gli altri.

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 431
Votanti 424
Astenuti 7
Maggioranza 213
Hanno votato
sì 79
Hanno votato
no 345).

ALESSANDRO CÈ. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ALESSANDRO CÈ. Signor Presidente, capisco che magari siamo tutti un po' stanchi, però la regola deve valere per tutti. Se, quando si apre la votazione, non può essere più annullata e non si dà più la parola a nessuno, su questa modalità di procedere nei nostri lavori possiamo essere d'accordo. Però, dal momento che mi risulta che più volte l'apertura della votazione è stata annullata, anche oggi, ed è stata data la parola ad altri componenti di quest'Assemblea, allora, lo stesso rispetto sia usato nei confronti dei componenti della Lega nord Padania che, tra l'altro, stanno intervenendo in maniera abbastanza sporadica. La prego, da ora in avanti, di comportarsi in questo modo.

PRESIDENTE. Onorevole Cè, la ringrazio per la sua preghiera, che è assolutamente fuori luogo, perché io mi comporto - magari sbagliando, perché a volte sbaglio - distribuendo gli sbagli allo stesso modo, da una parte e dall'altra. Questo è capitato altre volte, in cui però eravamo ancora in una fase precedente all'apertura della votazione; in questo caso, ormai, avevamo quasi chiuso la votazione. Mi dispiace per l'onorevole Pagliarini, con cui mi sono scusato, come ho fatto con gli altri.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Sergio Rossi 20.21.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Caparini. Ne ha facoltà.

DAVIDE CAPARINI. Sono commosso, signor Presidente, la ringrazio. L'obiettivo del comma 6, peraltro condivisibile, è di adottare misure per la salvaguardia ambientale e per lo sviluppo socio-economico delle isole minori. Con il nostro emendamento 20.21, poniamo un problema diverso, più esteso, in quanto, oltre alle isole minori del mare, ci sono anche quelle dei laghi.
Tuttavia, abbiamo presentato tale proposta emendativa per un'altra ragione: con il comma 6 si istituisce un fondo presso il Ministero dell'interno - oppure presso il Ministero dell'economia e delle finanze (si deciderà in base ai subemendamenti che verranno approvati) - e si fa riferimento ad un allegato A. La domanda che rivolgo al Governo e al relatore è la seguente: ma è possibile, in un impianto normativo, fare riferimento, come in questo caso, ad un allegato e, quindi, ad una lista di isole, quando addirittura ci si accorge che questa lista è incompleta, per cui la Commissione presenta dei subemendamenti successivi? Infatti, ve ne è uno, presentato dalla Commissione, per le isole del Mar ligure. È possibile fare riferimento ad un allegato e non definire, invece, in modo più generico, i criteri, definire cioè le isole, dopo di che togliere le isole minori?
Chiediamo, quindi, di essere equi e di rimettere tutto in capo al comitato presso il Ministero che valuterà l'ammissibilità ed i criteri per la distribuzione di queste risorse.
Chiedo al relatore - se lo stesso mi presta un minimo d'attenzione - di riformulare questo testo, evitando di elaborare delle liste. Paradossalmente, costringiamo questo Parlamento ad occuparsi degli allegati e non dei testi normativi. Credo che, invece, occorra fare il contrario: occuparsi della legislazione e non degli allegati (Applausi


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dei deputati del gruppo della Lega nord Padania).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Bianchi Clerici. Ne ha facoltà.

GIOVANNA BIANCHI CLERICI. Signor Presidente, illustrando l'emendamento Sergio Rossi 20.21, il collega Caparini si è soffermato soprattutto su un problema di metodo e di procedure adottate nel testo della finanziaria. Vorrei, invece, entrare nel merito dell'emendamento. Esso vorrebbe estendere le misure previste al comma 6 anche alle isole dei laghi, che sono molte e che hanno una struttura economica molto spesso da valorizzare. Ne vorrei citare qualcuna: le isole Borromee (l'isola dei Pescatori, eccetera), sul Lago Maggiore; l'isolino Virginio, sul lago di Varese; l'isolotto San Giulio sul lago d'Orta e mi ricordano, giustamente, l'isola Comacina sul lago di Como. Ho elencato tutte queste isole per affermare che non si tratta di una situazione sporadica, ma assolutamente sentita e comune (Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Benedetti Valentini. Ne ha facoltà.

DOMENICO BENEDETTI VALENTINI. Signor Presidente, ritengo che l'osservazione formulata sia assolutamente irreprensibile. I problemi riguardanti le isole comprese nell'area dei laghi, sono, infatti, molte volte, simili a quelli delle isole di mare; a volte, sono addirittura più gravi e complessi. Poiché si tratta, dunque, di una riformulazione che non comporterebbe appesantimenti di carattere economico-finanziario, ma che tende semplicemente ad allargare la platea di queste aree insulari (che dovrebbero essere destinatarie degli interventi), ritengo che l'emendamento non debba trovare ostacoli per la sua approvazione. In questo senso mi riservo di votare favorevolmente, auspicando che il Governo e lo stesso relatore esprimano parere favorevole.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Parolo. Ne ha facoltà.

UGO PAROLO. Signor Presidente, volevo aggiungere la mia firma all'emendamento Sergio Rossi 20.21 e sostenerlo perché credo che anche i nostri laghi meritino l'attenzione ambientale e che abbiano bisogno di sviluppo socioeconomico al pari di tante isole minori appartenenti al territorio nazionale. Troppo spesso ci dimentichiamo di possedere alcuni tra i laghi più belli d'Europa (forse, i più belli), e che troppo spesso gli interventi a favore dello sviluppo ambientale, ma anche socioeconomico, sono solo mirati alle isole minori ed al mare in genere. Credo che non costerebbe niente approvare quest'emendamento anche perché non comporta ulteriori oneri finanziari. Si tratta semplicemente di una disposizione legislativa di principio che renderebbe la norma equa per tutti. Se abbiamo veramente a cuore lo sviluppo di tutto il territorio nazionale, e se crediamo che lo stesso debba essere equo, dobbiamo approvare l'emendamento al nostro esame, perché anche i nostri laghi, soprattutto quegli alpini - che sono i più importanti -, meritano attenzione.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Zacchera. Ne ha facoltà.

MARCO ZACCHERA. Signor Presidente, desideravo anch'io sottoscrivere l'emendamento Sergio Rossi 20.21, anche perché, essendo residente all'isola superiore dei Pescatori, sul lago Maggiore, non potrei fare diversamente.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Dario Galli.


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DARIO GALLI. Signor Presidente, è bene illustrare gli emendamenti presentati dal gruppo della Lega nord Padania perché, come ha detto giustamente il capogruppo, non ne presentiamo molti e quei pochi spesso non sono sottolineati in maniera adeguata. Il nostro gruppo, dunque, farà in modo di illustrare bene le prossime proposte emendative all'Assemblea ed alla Presidenza.
Per quanto riguarda le questioni delle isole, sono d'accordo anch'io con quanto hanno dichiarato i miei colleghi del gruppo. In effetti, noi che viviamo nelle zone alpine, nella nostra bella Padania - ricca di laghi e di isole -, siamo evidentemente sensibili a tali temi. Come siamo ben disposti nei confronti delle isole di mare del resto d'Italia - che meritano sicuramente particolare attenzione - riteniamo che anche le isole di lago, ugualmente belle e meritorie di attenzione, debbono, in qualche modo, rientrare in questo provvedimento.
Quindi, riteniamo che quanto è stato fatto per le isole di mare debba essere fatto, allo stesso modo, per le isole dei laghi che, non sfuggirà a nessuno, hanno le stesse esigenze, gli stessi costi aggiuntivi, le stesse necessità delle isole di mare.
Sottolineo l'importanza di questo emendamento anche per una questione di giustizia generale: non vediamo per quale motivo alcune isole debbano essere privilegiate ed altre un po' meno. Se poi si considera che le isole di lago si trovano, per lo più, nelle zone subalpine di origine morenica, nella nostra bella Padania, in cui le tasse vengono pagate in maniera abbondante (come sappiamo bene tutti in quest'aula) non capiamo proprio perché, oltre che per le isole marine, parte di queste tasse non debba essere utilizzata anche a difesa e a tutela delle isole di lago. Richiamo l'attenzione di tutti i componenti...

PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Dario Galli.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Ceremigna. Ne ha facoltà.

ENZO CEREMIGNA. Signor Presidente, voterò contro l'emendamento Sergio Rossi 20.21 perché si pensa alle isole di mare, alle isole di lago, ma non all'isola Tiberina (Applausi dei deputati dei gruppi Misto-Socialisti democratici italiani, dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e di Rifondazione comunista).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Guido Rossi o Rossi Guido. Ne ha facoltà.

GUIDO GIUSEPPE ROSSI. Guido Rossi suona meglio, signor Presidente.
Purtroppo, vediamo che c'è un nemico delle isole di lago: la cosa ci preoccupa e, da un certo punto di vista, ci rammarica.
Dichiaro di voler sottoscrivere solo adesso l'emendamento Sergio Rossi 20.21 perché, nella complessità dei lavori, mi era sfuggita l'importanza delle isole di lago, le quali sono state discriminate rispetto alle pur importantissime isole del mare. Penso che l'emendamento debba essere sostenuto e votato in maniera compatta da tutto il nostro gruppo.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Realacci. Ne ha facoltà.

ERMETE REALACCI. Signor Presidente, condividendo il significato dell'emendamento Sergio Rossi 20.21, dichiaro di volerlo sottoscrivere anch'io e, quindi, voterò a favore. Nel contempo, invito, tuttavia, a non eccedere nella retorica: oggettivamente, i problemi delle isole di mare sono più gravi di quelli delle isole di lago perché i fattori di isolamento e di difficoltà in cui si trovano alcune popolazioni delle piccole isole di mare sono più gravi.
Se l'esigenza cui è ispirato l'emendamento in questione è la difesa delle aree deboli e delle bellezze del nostro paese, non si può che votare a favore di esso.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Raffaldini. Ne ha facoltà.


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FRANCO RAFFALDINI. Signor Presidente, dichiaro anch'io di voler sottoscrivere l'emendamento Sergio Rossi 20.21 e, pertanto, dichiaro che esprimerò un voto favorevole.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Romele. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE ROMELE. Signor Presidente, condivido le motivazioni degli amici intervenuti in precedenza, in particolare quelle dei colleghi Caparini e Cè. Penso sia condivisibile un intervento anche sulle isole di lago perché, prevalentemente, esse si trovano in laghi montani e, di conseguenza, sono obiettivamente più in difficoltà rispetto ad altre isole minori dei mari.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Duca. Ne ha facoltà.

EUGENIO DUCA. Signor Presidente, intervengo a titolo personale soltanto per portare un po' di serietà nel dibattito.
Il significato della locuzione «isole minori» è preciso: con essa si fa riferimento alle isole di mare ed a misure di carattere socio-economico a queste destinate. È chiaro, infatti, che il mare grosso, per isole come Salina, Alicudi, Filicudi o le Tremiti, significa isolamento, significa rimanere giorni e giorni senz'acqua o senza la possibilità che i turisti arrivino. Si tratta di difficoltà gravi!
Se si deve creare un fondo a sostegno delle isole minori e per favorire il loro sviluppo socio-economico, non si può giocare con altre questioni. Le isole minori sono quelle che sono in mezzo al mare: questo è il significato dell'emendamento (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo); e, se leggete l'allegato alla tabella, vi risulterà estremamente chiaro!
Per favore, non ci facciamo deridere da tutto il paese!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Gibelli. Ne ha facoltà.

ANDREA GIBELLI. Signor Presidente, ci fa deridere da tutto il paese chi non conosce la realtà di alcune isole di lago che vivono una situazione socio-economica difficoltosa.
L'intervento che mi ha preceduto rappresenta il segno di chi utilizza una sorta di intolleranza geografica. Per questo motivo dichiaro di voler sottoscrivere l'emendamento in esame.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Zanella. Ne ha facoltà.

LUANA ZANELLA. Signor Presidente, intervengo a titolo personale. Dichiaro anch'io di voler sottoscrivere l'emendamento per ricordare come l'attenzione verso le isole vada estesa a tutti i tipi di isole, anche se condivido l'intervento precedente che ha portato l'attenzione dell'Assemblea sulla fattispecie oggetto del nostro voto. Ricordo agli onorevoli colleghi della Lega che verrà richiesta loro altrettanta attenzione, cura e rispetto per l'ambiente quando arriveremo ad esaminare il problema della laguna di Venezia e delle molte isole e isolette che insistono all'interno di quel territorio.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Polledri. Ne ha facoltà.

MASSIMO POLLEDRI. Signor Presidente, credo che l'emendamento in esame abbia un carattere di unità: stende un ponte tra le meravigliose realtà del nostro paese, che vanno dal nord al sud. Pertanto, credo che tale emendamento possa essere facilmente approvato e che sia in grado anche di soddisfare le esigenze di maggiore collegamento e di unità che stanno a cuore sia al nord sia al sud.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Santino Adamo Loddo. Ne ha facoltà.


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SANTINO ADAMO LODDO. Signor Presidente, vorrei aggiungere anche la mia firma all'emendamento in esame, come segno di solidarietà verso gli amici che mi hanno preceduto. Ciò in quanto sono stato eletto in Lombardia e mi sento in questo momento molto solidale, e poi perché sono sardo e sono sensibile alla questione delle isole.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Sergio Rossi 20.21, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 460
Votanti 370
Astenuti 90
Maggioranza 186
Hanno votato
sì 85
Hanno votato
no 285).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 20.103 della Commissione, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 445
Votanti 444
Astenuti 1
Maggioranza 223
Hanno votato
sì 432
Hanno votato
no 12).

Passiamo alla votazione dell'emendamento 20.33 del Governo.

GIANFRANCO CONTE, Relatore per la maggioranza. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIANFRANCO CONTE, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, intervengo soltanto per chiarire che gli emendamenti 20.33 e 20.36 del Governo, sostituiscono, ai commi 6, 8 primo e secondo periodo e 9 primo periodo, le parole «Ministero dell'economia e delle finanze» con le parole «Ministero dell'interno».

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 20.33 del Governo, accettato dalla Commissione.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 464
Votanti 463
Astenuti 1
Maggioranza 232
Hanno votato
sì 459
Hanno votato
no 4).

Prendo atto che dispositivo di voto dell'onorevole Garagnani non ha funzionato e che l'onorevole Garagnani avrebbe voluto esprimere un voto favorevole.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Mussi 20.22, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 472
Votanti 471
Astenuti 1
Maggioranza 236
Hanno votato
sì 204
Hanno votato
no 267).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Cè 20.23.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Guido Giuseppe Rossi.


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GUIDO GIUSEPPE ROSSI. Signor Presidente, dichiaro di voler sottoscrivere questo importante emendamento in quanto la ristrutturazione dei rifugi alpini è un elemento importante della riqualificazione dell'ecosistema delle nostre vallate, del nostro ecosistema padano e dimostra un modo di intendere la cultura, l'ecologia, l'ambiente, che è profondamente ed intimamente legato alle nostre tradizioni culturali, e non solo. Dunque, questo emendamento a firma Cè, Caparini e Sergio Rossi trova l'appoggio del nostro gruppo parlamentare perché - ripetiamo - la ristrutturazione dei rifugi alpini riveste una grande importanza nella tutela più generale dell'ecosistema.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione voto, a titolo personale, l'onorevole Dario Galli. Ne ha facoltà.

DARIO GALLI. Signor Presidente, intervengo anch'io su questo importantissimo emendamento del nostro gruppo (visto che non sempre c'è la possibilità di parlare), sottolineando come la ristrutturazione dei rifugi alpini, spesso abbandonati negli ultimi decenni, sia un paletto indispensabile per il mantenimento dell'ambiente alpino, sia per far fronte ad eventuali calamità naturali - come s'è visto purtroppo negli ultimi anni - , dovute principalmente all'incuria e all'abbandono della montagna, sia per mantenere la bellezza delle nostre montagne, patrimonio comune a tutto il paese e a tutta l'Italia, ma particolarmente rilevante nell'arco alpino padano, dove ci sono montagne sicuramente tra le più belle del mondo.
Quindi, mi pare assolutamente doveroso che gli introiti delle tasse dei cittadini italiani, anche se, ovviamente, prevalentemente pagate in Padania, restino comunque nei territori alpini padani per la ristrutturazione di quelle costruzioni che appartengono alla storia e alla tradizione del nostro popolo, che ha visto, per secoli, generazioni di padani, abitanti nelle regioni alpine, mantenere, con sacrificio e con duro lavoro, questi paesaggi in condizioni ottimali. Negli ultimi anni questo patrimonio è andato man mano disperdendosi, quindi, mi pare veramente necessario che questo Parlamento lanci un segnale importante dando una quota delle tasse, che i padani pagano, per ristrutturare e mantenere queste fondamentali costruzioni (Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Caparini. Ne ha facoltà.

DAVIDE CAPARINI. Signor Presidente, mi fa piacere poter prendere la parola in questa Assemblea, cosa che non è stata possibile per il mio collega Pagliarini poc'anzi. Questo emendamento, chiaramente, è stato scritto vista la contemporaneità con l'anno internazionale della montagna. Un anno nel quale si intende segnare una svolta, il punto di inizio di una nuova era di riqualificazione dell'azione legislativa a favore della montagna. Ed è per questo, quindi, che noi sottoponiamo all'attenzione del Governo questo emendamento, volto ad ispirare questa nuova sensibilità anche negli altri parlamentari e nell'attività legislativa di questo Parlamento.
Non riesco a capire la refrattarietà, mostrata fino ad ora dal relatore e dal Governo, su un provvedimento che non comporterebbe, chiaramente, un aumento di spesa, ma anzi servirebbe, proprio per quanto illustrato prima anche dai colleghi, a migliorare i presidi della montagna e quindi a svolgere quell'opera contro il depauperamento e contro l'abbandono, che la montagna purtroppo sta subendo. C'è un legge - la legge sulla montagna - , della quale parleremo anche più avanti, che è assolutamente inattuata; noi abbiamo presentato ed illustreremo una serie di emendamenti proprio a difesa del nostro territorio, a difesa dei territori della montagna che, vi ricordo, interessano tutta l'Italia, dal nord al sud, e quindi dovrebbero - ce lo auguriamo - trovare la sensibilità di tutti i parlamentari.


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GIUSEPPE DETOMAS. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE DETOMAS. Signor Presidente, dichiaro di voler sottoscrivere, a nome della componente delle minoranze linguistiche del gruppo misto l'emendamento Cè 20.23.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Parolo. Ne ha facoltà.

UGO PAROLO. Signor Presidente, intervengo per sostenere questo emendamento e per ricordare che, oltre ad essere perfettamente condivisibile nel merito, trova anche una giustificazione proprio nella norma che stiamo per votare. Infatti il fondo per la riqualificazione urbana, previsto dal comma 9, dell'articolo 20 del disegno di legge finanziaria, sarebbe destinato per una quota non inferiore all'85 per cento ai comuni con popolazione non superiore a quarantamila abitanti, ubicati nelle regioni della Campania, della Basilicata, della Sicilia, della Puglia, della Calabria e della Sardegna; in pratica, quasi la totalità di questi soldi andrebbe a finire nelle regioni meridionali, e noi non abbiamo niente in contrario, ma vorremmo che, almeno, la rimanente quota, destinata ai comuni del nord, potesse essere utilizzata per un fine simbolico: il recupero dei rifugi alpini che sono il simbolo della vita stessa dei nostri piccoli comuni montani. Credo che opporsi a questo emendamento sarebbe un atto di ingiustizia verso quei tanti cittadini che abitano nei piccoli comuni di montagna.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Frigato. Ne ha facoltà.

GABRIELE FRIGATO. Signor Presidente vorrei aggiungere, anch'io, la mia firma all'emendamento Cè 20.23 ricordando e apprezzando lo spirito con il quale viene proposto.
Personalmente, non seguo il gruppo della Lega nord nella ormai vecchia e stantia diatriba sul nord, la Padania, il «contro», ma credo che i rifugi alpini, come le coste del sud e come le isole dei nostri mari, rappresentino un patrimonio storico e naturale che appartiene a tutto il nostro territorio, a tutto il nostro popolo. In questo senso dichiaro volentieri di voler sottoscrivere l'emendamento Cè 20.23.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Scherini. Ne ha facoltà.

GIANPIETRO SCHERINI. Signor Presidente, non so se questo fondo dia la possibilità di intervenire sui rifugi alpini e non solo, quindi anche sui rifugi appenninici; infatti, anche l'Appennino ha rifugi che meritano di essere ristrutturati.
Qualcuno ha parlato dell'anno internazionale della montagna e mi fa piacere che sia stato ricordato qui. Se questo fondo non dovesse essere utilizzabile a questo scopo, prendiamo atto dell'utilità di questo dibattito e il Governo tenga conto che questo problema può e deve essere risolto, anche e soprattutto dal punto di vista dell'adeguamento ambientale dei rifugi che, spesso, sorgono in zone particolari, in ecosistemi particolari e devono essere adeguati alle normative.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Lussana. Ne ha facoltà.

CAROLINA LUSSANA. Signor Presidente anch'io prendo la parola per dichiarare di voler sottoscrivere l'emendamento Cè 20.23, che stanzia una cifra non elevatissima ma di grande valore simbolico.
Invito tutti i colleghi a votare a favore dell'emendamento Cè 20.23 perché sarebbe la manifestazione della volontà di questa Assemblea parlamentare di dare un profondo riconoscimento alla gente che vive in montagna e, quindi, sarebbe la dimostrazione di una forte sensibilità verso chi pur costretto a subire giornalmente difficoltà gravissime, desidera continuare a vivere in montagna.


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Per permettere a queste persone di continuare a vivere in montagna è necessario mantenere questi rifugi che sono un simbolo della gente di montagna.
Dunque, colleghi, votiamo a favore dell'emendamento Cè 20.23 perché è volontà di questa Assemblea sostenere le persone che vivono in zone disagiate e che decidono di continuare a farlo, nonostante tutte le difficoltà (Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Gibelli. Ne ha facoltà.

ANDREA GIBELLI. Signor Presidente, faccio appello a tutti gli amici del gruppo interparlamentare degli amici della montagna per sostenere questo emendamento che è altamente qualificante di realtà che non sono marginali ma che abbracciano tutto l'arco alpino e che hanno rivestito un'importanza notevole in questi anni, proprio nello spirito dell'articolo che stiamo per votare, riguardante la riqualificazione del territorio.
Rivolgo quindi un appello a tutti i parlamentari in quest'aula proprio perché diano la possibilità di riqualificare questi importanti luoghi, che non hanno solo un interesse di natura socio-economico, ma che rivestono una grandissima importanza sul piano culturale.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onore Cialente. Ne ha facoltà.

MASSIMO CIALENTE. Signor Presidente, aggiungerei volentieri la mia firma a questo emendamento se da parte dei colleghi della Lega fosse chiaro che nel momento in cui si parla di rifugi alpini, si intende far riferimento ai rifugi di montagna. Colleghi, le Alpi sono bellissime, e le amo come amo le mie montagne dell'Appennino. Sono quindi perfettamente d'accordo con questo emendamento, e non è la prima volta che ci «troviamo» sui problemi della montagna. Purtroppo, non posso dire altrettanto per altre parti della legge finanziaria.

GIANCARLO GIORGETTI, Presidente della V Commissione. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIANCARLO GIORGETTI, Presidente della V Commissione. Signor Presidente, capisco e sono sensibile ai problemi della montagna, però, nell'ambito della discussione in Commissione, ci si era ripromessi di intervenire in tale ambito con lo specifico fondo per la montagna. È chiaro che gli emendamenti che tendono a ritagliare una quota di risorse nell'ambito del fondo per la riqualificazione urbana - che è un qualcosa di leggermente diverso rispetto alle problematiche della montagna - rischiano di pregiudicare la possibilità di rintracciare risorse utili per il fondo della montagna, quello, cioè, dedicato specificatamente a tali problematiche. Ho ascoltato gli interventi di tutti i colleghi: chiederei di valutare l'opportunità di ritirare questo emendamento, nella consapevolezza che sulle problematiche della montagna si potrà tornare più avanti. Il relatore è intenzionato a farlo nel modo più giusto e in un momento più consono. Francamente, introdurre una destinazione per la ristrutturazione dei rifugi alpini in un fondo per la riqualificazione urbana mi sembra improprio.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Sabattini. Ne ha facoltà.

SERGIO SABATTINI. Signor Presidente, intervengo a titolo personale. Come lei sa, sono stato eletto in un collegio di montagna, che ha un rifugio al lago Scaffaiolo, presso il «Corno alle Scale». Trovo però un po' strumentale l'emendamento e l'esigenza che esso rappresenta. La strumentalità me l'ha fatta venire in mente il presidente Giancarlo Giorgetti con le cose che ha detto poco fa. Cari colleghi della Lega e della maggioranza, con questa legge finanziaria non rifinanziate la legge n. 97 sulla montagna, e c'è qualcuno della vostra maggioranza che si accontenta delle briciole per un rifugio alpino (Applausi dei


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deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo). Noi questa copertura, per queste briciole, non ve la diamo, e quindi suggerisco ai parlamentari del centrosinistra di non beccare come le oche rispetto a questa provocazione, ma di respingerla per quello che merita. Se volete dare soldi alla montagna, invece di tagliare i fondi così come fate con questa finanziaria, rifinanziate la legge n. 97...

CESARE RIZZI. È vero!

SERGIO SABATTINI. ...perché il 2002 è l'anno della montagna (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e della Margherita, DL-l'Ulivo)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Zanella. Ne ha facoltà.

LUANA ZANELLA. Signor Presidente, anch'io sono d'accordo sul fatto che il problema della montagna debba essere affrontato in un altro contesto discutendo gli emendamenti presentati ad altri articoli. Per esempio, i Verdi hanno presentato un emendamento all'articolo 25 per ripristinare i fondi che sono stati tagliati al Club alpino italiano. Anche questo dovrebbe essere un contributo utile. Ricordo inoltre che per affrontare i problemi della tutela, della promozione, della riqualificazione dei territori montani - ed alpini in particolare - c'è bisogno di ben altro che pensare alla ristrutturazione dei rifugi, che, se pure importantissima, riveste un ruolo abbastanza secondario rispetto ad altri problemi.
Ricordo, inoltre, che i rifugi alpini e montani spesso si chiudono dopo la stagione turistica e per presidiare il territorio - lo ripeto - c'è bisogno di ben altro (Applausi dei deputati del gruppo misto-Verdi-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Olivieri. Ne ha facoltà.

LUIGI OLIVIERI. Signor Presidente, la ringrazio per avermi dato la parola. Ho apprezzato le parole del presidente della Commissione, ma penso che per dirimere la questione dovrebbe prendere la parola il relatore. Un emendamento presentato in Commissione, sottoscritto da me e da altri colleghi, che rifinanziava il fondo per la montagna di cui alla legge n. 97, appena ricordata dal collega Sabattini, è stato bocciato. Se il relatore prendesse la parola e si assumesse l'impegno di esprimere un parere favorevole su quell'emendamento, anche con una eventuale riformulazione (perché non ci poniamo il problema dell'identità e dell'attribuzione della persona: non ci interessa; ciò che ci interessa è l'obiettivo), e se il Governo facesse altrettanto, ritengo che potremmo andare oltre questa discussione stucchevole, che riguarda non solo l'emendamento Cè 20.23, ma anche l'emendamento Cè 20.24, che prevede uno stanziamento di 10 milioni di euro per la ristrutturazione dei rifugi alpini. Questo è il sistema corretto per affrontare la materia. Chiediamo al Governo e al relatore di dire in modo chiaro ciò che il presidente della Commissione ha tentato di portare avanti, per smorzare la polemica che stava nascendo.

GIANFRANCO CONTE, Relatore per la maggioranza. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIANFRANCO CONTE, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, mi sembra che tutte le volte che abbiamo affrontato le questioni in Commissione e abbiamo accantonato i problemi, lo abbiamo fatto per risolverli. Credo che anche la presentazione di numerosi emendamenti volti a risolvere questioni lasciate aperte dimostrino la nostra buona volontà. Sull'argomento stiamo lavorando con il Governo e procederemo ad un ulteriore approfondimento; ma questo l'avevo già anticipato all'onorevole Olivieri.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.


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Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Cè 20.23, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 469
Votanti 455
Astenuti 14
Maggioranza 228
Hanno votato
sì 47
Hanno votato
no 408).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 20.36 del Governo, accettato dalla Commissione.

GIUSEPPE FIORONI. Signor Presidente, avevo chiesto la parola!

PRESIDENTE. Onorevole Fioroni, non le posso dare la parola, altrimenti...
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 434
Votanti 431
Astenuti 3
Maggioranza 216
Hanno votato
sì 421
Hanno votato
no 10).

Prendo atto che il dispositivo di voto dell'onorevole Diana Spina non ha funzionato e che lo stesso avrebbe voluto esprimere un voto favorevole.
Colleghi, vi chiedo una cortesia: segnalate prima di voler intervenire, anche agli uffici, altrimenti non si riesce ad andare avanti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Burani Procaccini 20.26, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 463
Votanti 461
Astenuti 2
Maggioranza 231
Hanno votato
sì 195
Hanno votato
no 266).

Prendo atto che il dispositivo di voto dell'onorevole Antonio Barbieri non ha funzionato e che avrebbe voluto esprimere voto contrario.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Roberto Barbieri 20.27, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 464
Votanti 461
Astenuti 3
Maggioranza 231
Hanno votato
sì 190
Hanno votato
no 271).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Cé 20.28, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 467
Votanti 462
Astenuti 5
Maggioranza 232
Hanno votato
sì 40
Hanno votato
no 422).


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Passiamo alla votazione dell'emendamento Fontanini 20.29.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Fontanini. Ne ha facoltà.

PIETRO FONTANINI. Signor Presidente, l'emendamento Fontanini 20.29 non ha oneri e vuole fare giustizia per quanto riguarda la potestà regolamentare degli enti locali. Finora è stata prevista la potestà regolamentare per quanto riguarda le entrate, anche tributarie, compresa la definizione delle fattispecie imponibili; manca la potestà regolamentare per quanto concerne le sanzioni. Con l'emendamento in esame si vuole fare giustizia a favore dei comuni e delle province, affinché possano, nel rispetto dell'esigenza di semplificazione degli adempimenti dei contribuenti, avere potestà regolamentare anche per quanto riguarda le sanzioni.

MARCO STRADIOTTO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARCO STRADIOTTO. Signor Presidente, vorrei sottoscrivere questo emendamento.

PRESIDENTE. Sta bene.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Dario Galli. Ne ha facoltà.

DARIO GALLI. Signor Presidente, per evitare di non essere visto come Pagliarini ho alzato la mano in anticipo.
Approvo quanto ha appena detto il mio collega Fontanini perché in una logica di rispetto delle autonomie locali e di tutti i discorsi che si fanno ormai da molto tempo in quest'aula, soprattutto per spinta della Lega nord per l'indipendenza della Padania, mi sembra assolutamente indispensabile che, se agli enti locali devono essere attribuite maggiori responsabilità, queste debbano essere corredate dalla possibilità di intervenire nella gestione delle responsabilità stesse. Poter intervenire anche nella gestione dei regolamenti in modo da gestire completamente questo processo mi sembra il minimo che si possa fare.
Per questi motivi dichiaro il mio voto favorevole su questo emendamento.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Fontanini 20.29, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 456
Votanti 454
Astenuti 2
Maggioranza 228
Hanno votato
sì 194
Hanno votato
no 260).

Ricordo che, essendo stati accantonati due emendamenti, non possiamo procedere alla votazione dell'articolo 20.

GIANCARLO GIORGETTI, Presidente della V Commissione. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIANCARLO GIORGETTI, Presidente della V Commissione. Signor Presidente, ritengo che potrebbe essere utile sospendere la seduta in questo momento per dare la possibilità al Comitato dei nove di risolvere alcuni problemi. Certamente dobbiamo anche accelerare i tempi perché, di questo passo, arriveremo a Natale; alla Camera, non al Senato.

PRESIDENTE. Colgo l'occasione per chiedere ai presidenti di gruppo di riunirsi nella sala dei ministri i modo da definire un calendario più preciso in relazione al prosieguo dell'esame del disegno di legge finanziaria.
Sospendo pertanto la seduta, che riprenderà alle ore 19.


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La seduta, sospesa alle 18,20, è ripresa alle 19,05.

PRESIDENTE. Ricordo che prima della sospensione della seduta sono stati votati tutti gli emendamenti all'articolo 20 ad eccezione degli emendamenti Taborelli 20.16 e Alberto Giorgetti 20.17 nel testo riformulato precedentemente accantonati.
Chiedo al relatore se ritenga opportuno passare direttamente agli emendamenti Alberto Giorgetti 20.17, nel testo riformulato, e Taborelli 20.16.

GIANFRANCO CONTE, Relatore per la maggioranza. Sì, signor Presidente.

PRESIDENTE. Sta bene. Riprendiamo l'esame dell'emendamento Alberto Giorgetti 20.17, nel testo riformulato.

ALFIERO GRANDI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ALFIERO GRANDI. Signor Presidente, prima che sospendesse la seduta, chiedendo al presidente Giancarlo Giorgetti come proseguire, è intervenuto un collega della Lega Nord Padania. Non so se le sia sfuggito e quindi consideri il mio intervento come un modo per aiutare la Presidenza a svolgere il suo lavoro. Il collega, nel suo intervento, ha detto di parlare a nome del gruppo della Lega Nord per l'indipendenza della Padania. Vorrei chiedere alla Presidenza se questa sia un'espressione normale, accettabile. Vorrei, altresì, chiedere al Vicepresidente del consiglio Fini se ciò corrisponda all'accordo di Governo.

PRESIDENTE. Onorevole Grandi, prendiamo nota della sua osservazione.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Giorgetti 20.17, nel testo riformulato, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva. (Vedi votazioni).
(Presenti 418
Votanti 417
Astenuti 1
Maggioranza 209
Hanno votato
sì 247
Hanno votato
no 170).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Taborelli. 20.16, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva. (Vedi votazioni).
(Presenti 415
Votanti 414
Astenuti 1
Maggioranza 208
Hanno votato
sì 403
Hanno votato
no 11).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 20, con l'annesso allegato A, nel testo emendato.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 425
Votanti 423
Astenuti 2
Maggioranza 212
Hanno votato
sì 250
Hanno votato
no 173).

Prendo atto che il dispositivo di voto dell'onorevole Buttiglione non ha funzionato.

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