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PRESIDENTE. Riprendiamo l'esame dell'articolo 19 e delle proposte emendative ad esso presentate.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Boato 19.3, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 450
Votanti 449
Astenuti 1
Maggioranza 225
Hanno votato sì 189
Hanno votato no 260).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Osvaldo Napoli 19.114.
OSVALDO NAPOLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Osvaldo Napoli, lei non può parlare sull'emendamento perché è già intervenuto sul complesso degli emendamenti; intende, forse, ritirarlo?
OSVALDO NAPOLI. No, signor Presidente, vorrei soltanto ritirare la richiesta di parlare.
PRESIDENTE. Ne prendo atto.
ENRICO BUEMI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ENRICO BUEMI. Signor Presidente, a nome del gruppo Misto-Socialisti democratici italiani, vorrei sottoscrivere l'emendamento Osvaldo Napoli 19.114.
PRESIDENTE. Sta bene.
GIANFRANCO CONTE, Relatore per la maggioranza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANFRANCO CONTE, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, credo che l'onorevole Osvaldo Napoli, alla luce della riformulazione proposta dalla Commissione, avesse intenzione di ritirare tutti i suoi emendamenti, chiarendone le ragioni.
PRESIDENTE. Onorevole Osvaldo Napoli?
OSVALDO NAPOLI. Signor Presidente, le chiedo scusa, probabilmente c'è stato un disguido.
Effettivamente, intendo ritirare tutti gli emendamenti da me sottoscritti, in considerazione degli impegni assunti dal Governo con la finanziaria (sblocco delle assunzioni, provvidenze per i piccoli comuni e così via) (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).
MARCO STRADIOTTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARCO STRADIOTTO. Intervengo per dichiarare che il gruppo della Margherita intende far propri gli emendamenti ritirati dall'onorevole Osvaldo Napoli.
PRESIDENTE. Onorevole Stradiotto, lei non può farlo. Tale dichiarazione può essere resa dall'onorevole Boccia.
ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, a nome del gruppo della Margherita DL-l'Ulivo, faccio miei gli emendamenti ritirati dall'onorevole Osvaldo Napoli.
PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Osvaldo Napoli 19.114, ritirato dai presentatori e fatto proprio dall'onorevole Boccia a nome del gruppo della Margherita DL-l'Ulivo, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 454
Votanti 444
Astenuti 10
Maggioranza 223
Hanno votato sì 183
Hanno votato no 261).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli emendamenti Fioroni 19.4 e Amici 19.5, di contenuto sostanzialmente identico, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 458
Maggioranza 230
Hanno votato sì 195
Hanno votato no 263).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bressa 19.6, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 458
Maggioranza 230
Hanno votato sì 184
Hanno votato no 274).
Passiamo alla votazione del subemendamento Sgobio 0.19.200.1.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mariotti. Ne ha facoltà.
ARNALDO MARIOTTI. Signor Presidente, intervengo per sottolineare che questo subemendamento all'emendamento 19.200 della Commissione è volto a riproporre una questione su cui abbiamo discusso molto in Commissione, senza che il relatore sia riuscito a proporre una soluzione effettiva.
Anche questa mattina, durante l'esame di questo articolo, abbiamo appreso che la situazione per gli enti locali è migliorata rispetto agli anni passati. A me sembra di no; lo voglio ricordare a me stesso oltre che al collega Osvaldo Napoli. Infatti, la situazione degli enti locali non solo sta peggiorando sul piano finanziario ma, soprattutto, su quello dell'invadenza del Governo centrale rispetto alle autonomie.
Mi chiedo se questa confusione, che si vuole realizzare attraverso questa finanziaria, abbia come scopo mantenere gli enti locali e le autonomie all'interno del patto di stabilità oppure vi sia un'altra motivazione.
Con l'articolo 14 la maggioranza ha inteso affermare il controllo ed un'interferenza pesante nei confronti degli enti locali, fino ad arrivare a rendere nulli gli accordi decentrati, cancellando, di fatto, la potestà degli enti locali a stipulare accordi decentrati sul personale.
L'articolo 15, relativamente alle forme di controllo, rappresenta una pesante invadenza, fino ad arrivare a dichiarare la nullità di alcune assunzioni, nel momento in cui, attraverso un sistema di controllo eseguito dagli enti locali e dal ministero, si rilevi una non corrispondenza alle indicazioni e ai criteri stabiliti dal ministro. L'articolo 19 fissa i paletti del patto di stabilità interno per le province ed i comuni. A questo punto, mi chiedo se una simile confusione sia stata introdotta per tenere sotto controllo gli enti locali, rilanciando il centralismo - come noi riteniamo - oppure se si tratti di un sistema un po' strano per affermare il patto di stabilità e per chiedere agli enti locali un contributo, che peraltro c'è stato in questi anni, allo scopo di mantenere l'intero paese all'interno di questo patto.
A mio avviso, si pone la seguente questione: chi deve decidere nei comuni e nelle province circa la qualità della spesa? Se il patto di stabilità stabilisse un tetto di spesa all'interno del quale fosse garantita l'effettiva autonomia di chi è deputato ad amministrare le realtà locali ed i territori, questo mi sembrerebbe un modo serio per porre il problema del patto di stabilità e del contributo degli enti locali a realizzare questo patto. Forse, invece, attraverso questi meccanismi un po' confusionari, si tende ad imbrigliare e a mettere sotto controllo gli enti locali, per riaffermare un centralismo pesante da parte del Governo centrale: credo che ciò non sia possibile. Mi pare ormai acquisito sul piano politico ed istituzionale il fatto che i cittadini scelgano il sindaco e il presidente della provincia sulla base dei programmi presentati: c'è la libertà di scegliere la qualità politica ed amministrativa a livello locale.
Con questa manovra finanziaria e, in particolare, con gli articoli 14, 15 e 19, da me richiamati, non si pone il problema del patto di stabilità; piuttosto si tende a ripristinare un sistema di controlli dopo che le recenti modifiche della Costituzione hanno eliminato persino i comitati regionali di controllo. Come ho già detto in Commissione, torniamo alle GPA, quando i prefetti controllavano i sindaci. Si tratta, quindi, di un intervento pesante, - vorrei dire - a gamba tesa, da parte del Governo nei confronti del sistema delle autonomie locali.
Queste sono le ragioni che ci inducono a proporre, con il subemendamento Sgobio 0.19.200.1, l'aumento del deficit possibile dal 2,5 al 4,5 per cento, rispetto alla spesa a consuntivo per l'anno 2000.
PRESIDENTE. Onorevole Mariotti, la invito a concludere.
ARNALDO MARIOTTI. Signor Presidente, ho concluso.
Tra il 2000 ed il 2001, infatti, l'inflazione è andata oltre il 5 per cento; inoltre, ci sono i contratti nazionali. In definitiva, il subemendamento in esame tende ad annullare il tetto del 2,5 per cento (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).
PIERO RUZZANTE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIERO RUZZANTE. Signor Presidente, le chiederei di disporre il controllo delle schede elettroniche. Non mi pare ci sia la necessità di così tanti voti multipli.
PRESIDENTE. Invito i deputati segretari ad eseguire il controllo per riportare alla regolarità eventuali infrazioni (I deputati segretari ottemperano all'invito del Presidente).
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Sgobio 0.19.200.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 390
Votanti 389
Astenuti 1
Maggioranza 195
Hanno votato sì 174
Hanno votato no 215).
Prendo atto che il dispositivo di voto dell'onorevole Pistone non ha funzionato e che avrebbe voluto esprimere voto favorevole.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Roberto Barbieri 0.19.200.11, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Ricordo al collega che rimane valida la prescrizione precedente. Forse il collega era distratto; tuttavia, è valida la prescrizione precedente. Vi invito ad esprimere un solo voto. Grazie.
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 367
Maggioranza 184
Hanno votato sì 163
Hanno votato no 204).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Sgobio 0.19.200.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 383
Maggioranza 192
Hanno votato sì 168
Hanno votato no 215).
Prendo atto che i dispositivi di voto degli onorevoli Perrotta e Pistone non hanno funzionato e che l'onorevole Pistone avrebbe voluto esprimere voto favorevole.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Pistone 0.19.200.3, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 393
Maggioranza 197
Hanno votato sì 171
Hanno votato no 222).
CESARE RIZZI. Signor Presidente, lì ci sono i miracoli!
PRESIDENTE. Onorevole Rizzi, non ho difficoltà: si prega chi fa miracoli di cessare di compierli.
Passiamo alla votazione del subemendamento Lusetti 0.19.200.4.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lusetti. Ne ha facoltà.
RENZO LUSETTI. Signor Presidente, per questo subemendamento mi appello alla sensibilità degli amministratori della maggioranza, perché non si tratta di un qualsiasi subemendamento soppressivo. Infatti, esso ha un suo significato rispetto al patto di stabilità interno di cui si è discusso anche negli interventi sul complesso degli emendamenti all'articolo 19 e che i colleghi Milana e Ventura hanno ripreso in maniera molto appropriata.
Noi crediamo che questi vincoli al cosiddetto patto di stabilità interno pongano dei tetti alla spesa corrente che non consentono ai comuni di predisporre il bilancio per il 2002. Nel rispondere all'onorevole Osvaldo Napoli, sperando che mi ascolti, visto che fa altre cose...
PRESIDENTE. Onorevole Osvaldo Napoli, è richiesta la sua attenzione.
RENZO LUSETTI. Dico all'onorevole Osvaldo Napoli, autorevole rappresentante dell'ANCI, che non si propone di abolire il patto di stabilità o di fare altre cose, ma solamente di commisurare il patto di stabilità al miglioramento dei disavanzi, evitando in questo modo il blocco degli impegni e dei pagamenti, sul quale peraltro sorgono dei problemi di incostituzionalità.
Pertanto, parlando anche riguardo ai subemendamenti successivi, che sono sempre soppressivi dei commi 2, 3, 3-bis e 3-ter (presentati non solo dal sottoscritto ma anche da deputati di altri gruppi parlamentari, come quello dei Democratici di sinistra-l'Ulivo), voglio dire che questo tetto non ha senso, poiché se si prende come riferimento il 2000, vi sono comuni come quello di Milano, amministrato dal centrodestra, non dal centrosinistra, di cui sappiamo già che ha un disavanzo ormai superiore all'8 per cento: quindi, è sostanzialmente impossibile pensare che si possa fare riferimento al 2000 con questo tetto di spesa.
Pertanto, onorevoli colleghi, chiedo che ci sia una sorta di abolizione di questo tetto, perché è un ulteriore inaccettabile blocco alle spese correnti dei comuni: questo vale per i comuni governati dal centrodestra, come per quelli governati dal centrosinistra. A me pare che sia importante con questo subemendamento sopprimere i commi 2, 3, 3-bis e 3-ter. Non ci accontentiamo del 2,5 per cento sul disavanzo, anche se comunque è già un passo in avanti ed almeno un miglioramento che consente ai comuni di poter predisporre i bilanci per il 2002. In caso contrario, se si mantengono i commi che noi proponiamo di sopprimere, i comuni non saranno in grado di predisporre i bilanci per il 2002 e per questo motivo mi appello alla vostra sensibilità di amministratori della maggioranza per spiegare al Governo che in questo modo non si faranno i bilanci dell'anno prossimo.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento
Lusetti 0.19.200.4, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 418
Maggioranza 210
Hanno votato sì 176
Hanno votato no 242).
Passiamo alla votazione del subemendamento Lusetti 0.19.200.5.
CESARE RIZZI. Ci sono i miracoli lì!
PRESIDENTE. L'onorevole Buontempo sta controllando la regolarità delle votazioni.
LUIGINO VASCON. C'è la dea Kalì!
PRESIDENTE. Prego ognuno dei colleghi di votare per sé, mi pare che i numeri ci siano, tanto per il numero legale quanto per la maggioranza. Non c'è ragione alcuna del doppio voto; non c'è mai, tanto meno in questo caso.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Lusetti 0.19.200.5, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 399
Maggioranza 200
Hanno votato sì 166
Hanno votato no 233).
Passiamo alla votazione del subemendamento Barbieri 0.19.200.12.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mariotti. Ne ha facoltà.
ARNALDO MARIOTTI. Signor Presidente, con questo emendamento proponiamo la soppressione del comma 2, che mi pare sia una ripetizione che può creare anche confusione. Se con il comma 1 abbiamo stabilito che, rispetto all'anno 2000, le spese possono aumentare del 2,5 per cento, non si capisce perché con il comma 2 vogliamo portarlo al 6 per cento. Questa confusione tra il disavanzo e il tetto, da una parte potrebbe creare difficoltà agli enti locali che devono formare i loro bilanci, dall'altra potrebbe aprire una falla rispetto al patto di stabilità. Si tratta quindi di capire se questa maggioranza vuole, di fatto, tenere sotto controllo il rispetto del patto di stabilità - anche attraverso i comuni e le province - o se invece vuole far finta di tenere sotto controllo il patto di stabilità e, nella sostanza, dare spazio a chi vuole fare cose un po' - come si dice - alla garibaldina. Ecco il motivo per cui proponiamo la soppressione del comma 2.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Barbieri 0.19.200.12, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 424
Maggioranza 213
Hanno votato sì 181
Hanno votato no 243).
Prego gli onorevoli deputati di far svolgere ai segretari il loro lavoro (Commenti dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale). Ci vuole rispetto, è bene che il voto sia regolare, siamo in finanziaria.
Passiamo alla votazione del subemendamento Stradiotto 0.19.200.7.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Stradiotto. Ne ha facoltà.
MARCO STRADIOTTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi - mi riferisco in modo particolare ai colleghi che svolgono anche la funzione di amministratori -, ho l'impressione che chi ha redatto l'articolo 19 non conosca il funzionamento dei bilanci dei comuni. Mi riferisco anche all'onorevole Osvaldo Napoli, che su questa questione non può darmi torto; sto parlando del limite alla spesa corrente. Nel subemendamento è stato inserito - lo abbiamo apprezzato - che il patto di stabilità va misurato sul disavanzo: questo va bene. Il fatto però di inserire il limite sulla spesa corrente comporta per i comuni l'impossibilità di dare nuovi servizi, anche se questi sono a totale carico del cittadino: questa è la verità! Non so se voi valuterete questo fatto, ma se durante l'anno vi saranno degli anziani da ricoverare in case di riposo, come farà il comune? Può succedere che vi sia un minore con difficoltà: come fa il comune nel momento in cui ha un limite di spesa corrente del 6 per cento e questo aumento di spesa viene assorbito per la maggior parte dall'inflazione e dal rinnovo del contratto di lavoro?
Quindi, la vera necessità è quella di far sì che i comuni, veramente in modo autonomo e rispettando il patto di stabilità, possano autonomamente gestire i propri servizi.
Credo che se questo articolo fosse stato scritto dal presidente Giorgetti, che bene conosce le autonomie e che è per sua natura rigoroso in tema di bilancio, avrebbe avuto un esito differente. Sto dicendo ciò, perché chi ha scritto questo articolo ha in mente il budget delle imprese, ma non sa come funzionano i bilanci dei comuni. Non si possono prevedere dei budget nella spesa di un comune, dove ogni mattina, quando apri la porta del municipio, può capitarti una sorpresa. Questa è la realtà e con questo meccanismo penalizzerete proprio i comuni più virtuosi, mentre non penalizzerete quelli spreconi.
Chiedo, quindi, di approvare quest'emendamento che prevede di inserire l'esclusione, per quanto riguarda le spese correnti, delle spese relative ai nuovi servizi. Lo chiedo a tutti, lo chiedo ai colleghi della Lega nord Padania, così come lo chiedo agli amministratori locali che sono qui presenti.
È molto importante la sua approvazione, altrimenti vedrete che i vostri sindaci (quelli dei vostri collegi) quando si accorgeranno di questa norma verranno senz'altro a tirarvi la giacca (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-l'Ulivo, dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, Misto-Comunisti italiani e Misto-Socialisti democratici italiani).
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Stradiotto 0.19.200.7, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 435
Votanti 433
Astenuti 2
Maggioranza 217
Hanno votato sì 189
Hanno votato no 244).
Passiamo alla votazione del subemendamento Lusetti 0.19.200.8.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lusetti. Ne ha facoltà.
RENZO LUSETTI. Con questo emendamento, colleghi della maggioranza, vi do la possibilità di redimervi (Commenti dei deputati dei gruppi di Forza Italia e della Lega nord Padania) rispetto al voto contrario che avete dato nei precedenti emendamenti.
CESARE RIZZI. È il messia questo qua?
PRESIDENTE. È un'offerta generosa, onorevole Rizzi.
RENZO LUSETTI. Vi spiego anche il perché, visto che siete autorevoli amministratori di tanti comuni e visto che siamo anche sotto Natale, quindi è possibile una vostra redenzione: poiché siamo arrivati alla fine del 2001 e si prende come riferimento, al comma 2, il 2000 - due anni fa, ormai - come tetto per le spese correnti, mi pare che non ci siamo.
Ci sono moltissimi comuni che sono andati ben oltre il tetto di quel 6 per cento di cui si parla in questo subemendamento. Come faranno quei comuni a fare il bilancio? Mi rivolgo ai colleghi amministratori, all'onorevole Napoli, all'onorevole e collega Casero, che conosce molto bene il bilancio del comune di Milano.
Pertanto la richiesta non è più quella di sopprimere l'emendamento. Dico: prendiamo come riferimento il 2001, aumentato del 3 per cento. Questo è un modo per consentire ai comuni di fare comunque il bilancio per il 2002 ed è, altresì, un modo non per bypassare il tetto di spesa - perché questo si mantiene comunque e viene rispettato il patto di stabilità interno -, bensì per consentire ai comuni di mantenere quell'autonomia, anche in termini di spesa, che deve essere loro consentita. Ciò avviene a maggior ragione all'indomani del varo, da parte del Governo, di un provvedimento che si preoccupa di dare, su alcuni temi, potere in più alle regioni e si dimentica completamente delle province e dei comuni.
Vi chiedo, pertanto, di votare a favore di questo subemendamento perché va a vantaggio di tutto il sistema delle autonomie locali, comuni e province comprese (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Amici. Ne ha facoltà.
SESA AMICI. Intervengo a sostegno del subemendamento Lusetti 0.19.200.8 per le motivazioni che ha espresso e che rappresentano effettivamente il senso vero di una difesa del sistema delle autonomie in questo paese (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Comunisti italiani).
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Lusetti 0.19.200.8, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 439
Votanti 433
Astenuti 6
Maggioranza 217
Hanno votato sì 190
Hanno votato no 243).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Roberto Barbieri 0.19.200.13, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 446
Maggioranza 224
Hanno votato sì 192
Hanno votato no 254).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Roberto Barbieri 0.19.200.14, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 451
Maggioranza 226
Hanno votato sì 195
Hanno votato no 256).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici subemendamenti Roberto Barbieri 0.19.200.15 e Soda 0.19.200.9, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 451
Maggioranza 226
Hanno votato sì 194
Hanno votato no 257).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Roberto Barbieri 0.19.200.16, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 449
Votanti 448
Astenuti 1
Maggioranza 225
Hanno votato sì 189
Hanno votato no 259).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Roberto Barbieri 0.19.200.17, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 457
Votanti 456
Astenuti 1
Maggioranza 229
Hanno votato sì 198
Hanno votato no 258).
Passiamo alla votazione del subemendamento Stradiotto 0.19.200.10.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Stradiotto. Ne ha facoltà.
MARCO STRADIOTTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rivolgo in particolare ai colleghi, sindaci ed amministratori locali. Il comma 3-bis prevede, per l'anno 2000, di applicare un limite del 6 per cento anche ai pagamenti riferiti alle spese correnti. Poiché questo limite pone enormi difficoltà ai comuni, il mio emendamento propone di escludere da questo limite i pagamenti relativi agli impegni degli anni precedenti.
Se l'obiettivo del Governo è quello di riequilibrare il bilancio di cassa, rispetto a quello di competenza, in questo modo non si raggiungeranno gli obiettivi, perché nel 2001 i comuni, non appena avranno conoscenza di tale norma, accelereranno i pagamenti e l'anno prossimo, quando i vostri sindaci si accorgeranno di questa norma, sono certo che non sarà ripresentata.
Se volete ottenere l'obiettivo di riequilibrare il bilancio di cassa rispetto al bilancio di competenza, risparmiando interessi, andate a vedere cosa aveva previsto, nel 1997, un grande ministro di questa Repubblica, il ministro Ciampi, il nostro Presidente della Repubblica; prima di porre limiti e budget agli enti locali, bisogna conoscere come funzionano i loro bilanci: non sono come i bilanci delle aziende private, sono un'altra cosa (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-l'Ulivo e dei Democratici di sinistra-l'Ulivo)!
GIANCARLO GIORGETTI, Presidente della V Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANCARLO GIORGETTI, Presidente della V Commissione. Signor Presidente,
ho ascoltato il dibattito, peraltro già svolto in Commissione, relativo a questa parte importante dell'articolo 19 della manovra sugli enti locali. Ho cercato di trovare una diligente composizione rispetto alle posizioni iniziali del Governo.
Ritengo veramente che la mediazione cui si è giunti con l'emendamento 19.200 della Commissione rappresenti il massimo che si poteva fare, dato il contesto in cui ci veniamo a trovare.
Peraltro, ai colleghi che sono intervenuti dai banchi dell'opposizione con motivazioni anche molto spesso convincenti, vorrei far notare che, per quanto riguarda il vincolo con un obbligo effettivo di rispetto, la decisione di porre il 6 per cento sulla dimensione di cassa è assolutamente in linea con quanto realizzato, peraltro, dai governi precedenti, anche dal Governo di cui era ministro l'attuale Presidente della Repubblica. Ricordo che, se oggi si avverte un problema di smaltimento dei residui in capo a questi comuni, ciò deriva anche dalla politica attuata in quegli anni.
Concludo, signor Presidente, dicendo che il tono del dibattito è stato costruttivo, ma ribadisco che la soluzione cui siamo arrivati - così mi sembra - è la migliore rispetto alle condizioni date. Ricordo che il 4,5 per cento era stato inserito dal Governo semplicemente perché teneva conto del tasso di inflazione effettiva dell'anno 2001 e del tasso di inflazione programmata dell'1,7 per cento per l'anno 2002: se sommiamo la cifra di 2,8 a quella di 1,7 si ottiene il 4,5.
Direi che in tal modo si è posto un limite al 6 per cento e si è attribuito un certo margine di flessibilità agli enti per quanto riguarda la costruzione dei propri bilanci.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Stradiotto 0.19.200.10, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 463
Votanti 462
Astenuti 1
Maggioranza 232
Hanno votato sì 204
Hanno votato no 258).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 19.200 della Commissione, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 465
Votanti 460
Astenuti 5
Maggioranza 231
Hanno votato sì 260
Hanno votato no 200).
L'approvazione di tale emendamento preclude i successivi sino all'emendamento Russo Spena 19.45.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bressa 19.46, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 462
Votanti 461
Astenuti 1
Maggioranza 231
Hanno votato sì 202
Hanno votato no 259).
Prendo atto che il dispositivo di voto dell'onorevole Mereu non ha funzionato e che questi avrebbe voluto esprimere voto contrario.
Ricordo che gli emendamenti Bressa 19.47 e Sgobio 19.48 non verranno posti in votazione.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Giuseppe Drago 19.115.
GIUSEPPE DRAGO. Signor Presidente, lo ritiro.
PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo alla votazione degli emendamenti Giuseppe Drago 19.116 e Vernetti 19.49, di contenuto sostanzialmente identico.
GIUSEPPE DRAGO. Signor Presidente, ritiro l'emendamento.
PRESIDENTE. Sta bene.
PIERO RUZZANTE. Signor Presidente, a nome del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, facciamo nostro l'emendamento Giuseppe Drago 19.116.
PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli emendamenti Giuseppe Drago 19.116, ritirato dal presentatore e fatto proprio dall'onorevole Ruzzante a nome del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e Vernetti 19.49 di contenuto sostanzialmente identico, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 468
Votanti 461
Astenuti 7
Maggioranza 231
Hanno votato sì 200
Hanno votato no 261).
Prendo atto che i dispositivi di voto degli onorevoli Cuccu e Di Virgilio non hanno funzionato.
Passiamo alla votazione degli emendamenti Vianello 19.54 e Soda 19.52, di contenuto sostanzialmente identico.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Vianello. Ne ha facoltà.
MICHELE VIANELLO. Signor Presidente, gli enti locali...
PRESIDENTE. La prego, onorevole Rizzi, in quest'emiciclo si sente solo la sua voce!
MICHELE VIANELLO. Gli enti locali nel corso di questi anni hanno condotto politiche di fortissima razionalizzazione e di compressione delle spese secondo un principio di autorganizzazione. Se adesso, all'interno del disegno di legge finanziaria, il Governo prevede che gli enti locali, ma non solo, e le aziende di cui gli enti locali esprimono gli amministratori debbono procedere ad un'opera di esternalizzazione, ciò rappresenta ancora una volta un segnale della politica centralistica attuata da questo Governo.
Gli enti locali in questi anni hanno compresso le spese, hanno compiuto un'opera intelligente di esternalizzazione, hanno trasformato le loro aziende in società per azioni; non hanno quindi bisogno della approvazione di una legge finanziaria, all'interno della quale vi sia una esortazione politica. Anche in questo caso, se l'esternalizzazione non si accompagna a forme di incentivazione o di disincentivazione, prevederli all'interno del disegno di legge finanziaria, senza accompagnarla a misure precise, costituisce semplicemente un'esortazione politica di tipo centralistico.
Ciò contravviene a tutto ciò che è stato fatto nel corso di questi anni e alle scelte di carattere federalistico che il recente referendum ha provveduto, con buona grazia rispetto al Governo, a sancire, attraverso il voto dei cittadini italiani.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lusetti. Ne ha facoltà.
RENZO LUSETTI. Signor Presidente, la richiesta di sopprimere il comma 6 è dovuta ad una ragione molto semplice: io ritengo che tale comma sia in contrasto con il successivo articolo 28 (ex articolo 26, ex articolo 23 nel testo del Senato), che riguarda i servizi pubblici locali, perché contiene una sorta di imposizione rispetto ai comuni. Mi rivolgo, in modo particolare, oltre che all'opposizione (che condivide questo emendamento soppressivo), ai colleghi della Lega, che hanno sempre creduto, insieme al presidente Giancarlo Giorgetti, al fatto che una legge statale non possa imporre alcunché ai comuni e alle province.
Il comma 6 dice, molto concretamente, che gli enti e le aziende di cui ai commi 4 e 5 «devono» promuovere opportune azioni dirette ad attuare l'esternalizzazione di servizi, al fine di realizzare economie di spesa e migliorare l'efficienza gestionale. Credo che questo non si possa imporre, ma, al massimo, alle autonomie locali dovrà essere consentita la possibilità di affrontare determinate questioni. Quindi, quel «devono» deve essere sostituito con il «possono», perché è un modo per rispettare ulteriormente il mondo delle autonomie. Tale emendamento soppressivo - mi rivolgo, in modo particolare, alla Lega - serve per poter dire che si rispettano i comuni, le province e tutto il mondo delle autonomie locali.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli emendamenti Vianello 19.54 e Soda 19.52, di contenuto sostanzialmente identico, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 461
Maggioranza 231
Hanno votato sì 199
Hanno votato no 262).
Passiamo alla votazione degli emendamenti De Brasi 19.58 e Soda 19.57, di contenuto sostanzialmente identico.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Tidei. Ne ha facoltà.
PIETRO TIDEI. Signor Presidente, il nostro emendamento 19.58 dimostra, in maniera chiara, la contraddizione in cui sono caduti il Governo e la maggioranza. Da una parte, infatti, essi propongono l'esternalizzazione dei servizi e, quindi, vogliono indurre i comuni a migliorare la loro capacità organizzativa; dall'altra, invece, puniscono i comuni e gli enti locali, perché si continua a far pagare loro l'IVA, senza neanche permettere di recuperarla, per tutti quei servizi che vengono esternalizzati. Basti pensare che un comune medio che, per esempio, affidi in esterno, con proprie aziende, il recupero e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani viene a pagare oltre un miliardo di IVA. Pertanto, con il nostro emendamento 19.58, proponiamo di recuperare, attraverso il fondo istituito presso il Ministero dell'interno, questa IVA, che noi consideriamo apertamente in contrasto con l'articolo precedente.
Vorrei, inoltre, soffermarmi rapidamente sul fatto che non è questione di emendamenti più o meno migliorativi della legge finanziaria: ciò che noi, oggi, mettiamo in discussione è la filosofia complessiva che sta dietro questa proposta, che è rivolta, soprattutto, contro i comuni e contro gli enti locali, i quali hanno vissuto - non possiamo negarlo e non può negarlo neanche Osvaldo Napoli, che rappresenta, sicuramente, una parte importante dell'ANCI - una stagione importantissima negli ultimi anni. Oggi, l'ANCI - che riveste un ruolo indubbiamente importante - dice chiaramente di non condividere questa politica e che bisogna migliorare la filosofia che sta dietro di essa.
Andiamo al di là delle dichiarazioni elettorali. Altro che federalismo: le strutture finanziarie degli enti locali oggi vengono indebolite; si tagliano fondi (stamattina, con l'approvazione di un solo articolo,
sono stati tagliati oltre 1300 miliardi di lire); si colpiscono indiscriminatamente i piccoli comuni, cancellando anche quei piccoli, modesti contributi in conto capitale, e si assiste all'indifferenza dell'esecutivo di fronte alla necessità di estendere i termini per l'accertamento e la liquidazione dell'ICI, al fine di recuperare preziose risorse per i benefici comunali. Così come l'addizionale IRPEF; così come tutta una serie di questioni riguardanti il disegno di legge finanziaria.
Apprezziamo, per certi aspetti, il tentativo da parte di alcuni - tra i membri della maggioranza, vi sono amministratori comunali - di migliorare il disegno di legge finanziaria a favore di tanti comuni. Dobbiamo, tuttavia, esprimere l'impressione che, oggi, si sia ritornati, in modo inconfutabile, ad uno Stato centralista che vuole soffocare le aspirazioni all'autogoverno soprattutto delle autonomie locali. Dico questo perché s'impongono vincoli, lacci e lacciuoli, e si tenta di ritornare agli antichi regimi prefettizi dove tutto veniva controllato dal centro. Sicuramente il disegno di legge finanziaria al nostro esame va in questa direzione. Se è vero, com'è vero, che, oggi, siamo all'inizio, probabilmente la prossima legge finanziaria non sarà migliore, ma sicuramente peggiore.
Mi auguro, dunque, che non solo dalle autonomie locali, ma anche dall'ANCI e dal gruppo della Lega, possa partire quella forte protesta già in atto nei comuni. Questi guardano, con grande preoccupazione, ad una manovra che peggiorerà i servizi, aumenterà la pressione fiscale, nei comuni, a carico dei cittadini, e determinerà, sicuramente, un peggioramento della qualità dei servizi che sono importanti, soprattutto laddove si afferma il principio di sussidiarietà, laddove il comune si considera l'elemento principale più vicino al cittadino (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole De Brasi. Ne ha facoltà.
RAFFAELLO DE BRASI. Signor Presidente, intervengo per far notare ai colleghi della maggioranza il collegamento che esiste tra il comma 6 e il comma 7. Le esternalizzazioni, che dovrebbero essere realizzate quasi come un atto dovuto, invece di consentire risparmi agli enti locali, nel caso in cui ciò accada, sono poste in correlazione con il taglio dei trasferimenti; si devono, dunque, attuare le esternalizzazioni, però chi risparmia non è il comune che le attua (ancorché non incentivate), ma il bilancio dello Stato, attraverso i tagli e i trasferimenti. È la stessa logica che ritroveremo nel caso nelle fondazioni, poiché si propone di tagliare 400 miliardi per sostenere le ulteriori spese delle fondazioni. Penso sia un modo di ragionare veramente inaccettabile.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rusconi. Ne ha facoltà.
ANTONIO RUSCONI. Signor Presidente, volevo intervenire non soltanto sugli emendamenti al nostro esame, ma anche sugli emendamenti Bressa 19.59 e Stradiotto, 19.66 riguardanti lo stesso tema. Mi dispiace per l'amico onorevole Lusetti, ma devo affermare che il disegno di legge finanziaria all'esame dell'Assemblea è poco natalizio per gli enti locali. Vorrei leggere brevemente la lettera di un collega sindaco: «Ti mando i riferimenti per l'esenzione IVA prevista per i servizi resi a banche da società controllate da banche. Il tutto vale anche per le società d'assicurazione». Dunque, i consorzi di banche e d'assicurazioni per i servizi resi alle banche sono esenti da IVA. Non sarebbe stato possibile attuare ciò anche per i comuni? Ci chiedete, come amministratori, di esternalizzare i servizi per renderli più efficienti, al fine di realizzare economie di spesa - come dice l'articolato -, e dovremmo aggiungere il costo dell'IVA. Mi sembra vi sia una grande contraddizione. Con tali emendamenti cerchiamo di porre rimedio, non dimenticando il contenuto dell'articolo 5 della Costituzione, ossia che la Repubblica riconosce i comuni come
una realtà preesistenti con una grande dignità. Questo fu l'insegnamento che è stato ripreso dalla legge n. 142, all'articolo 2, concernente l'autonomia finanziaria dei comuni. Penso che quest'appello non debba cadere (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo).
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli emendamenti De Brasi 19.58 e Soda 19.57, di contenuto sostanzialmente identico, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 461
Maggioranza 231
Hanno votato sì 202
Hanno votato no 259).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Russo Spena 19. 60, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
Presenti 449
Votanti 443
Astenuti 6
Maggioranza 222
Hanno votato sì 38
Hanno votato no 405).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bressa 19.62, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Mi scusi, onorevole Lusetti. Annullo la votazione.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Bressa 19.62.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lusetti. Ne ha facoltà.
RENZO LUSETTI. Onorevoli colleghi, nel richiamare quanto ho già detto in precedenza, faccio un nuovo appello, perché questo emendamento consente a qualche collega della maggioranza di redimersi. Stiamo cercando di sostituire l'imperativo «devono» con un'espressione che tutela maggiormente l'autonomia dei comuni e delle province. La parola «possono», che vogliamo sostituire all'altra appena indicata nel comma 6 dell'articolo 19, realizza, in realtà, un'operazione politica leggermente diversa rispetto a quella sottesa all'emendamento soppressivo votato in precedenza, ma dà comunque un segnale al mondo delle autonomie.
Posso capire che anche i colleghi della maggioranza sensibili al tema dell'autonomia non abbiano votato il suddetto emendamento soppressivo, ma ritengo che chi crede nel sistema complessivo delle autonomie locali - mi riferisco ai numerosi amministratori locali della Casa delle libertà, in particolare della Lega (che del federalismo ha fatto un cavallo di battaglia) - debba sentire il dovere di votare a favore di emendamenti che, come quello che ci accingiamo a votare, non mettono i comuni nella condizione di dover subire le imposizioni del Governo, ma lasciano loro la possibilità di esprimersi in modo autonomo nell'azione amministrativa di governo delle comunità territoriali e quella di attuare appieno quel principio di sussidiarietà di cui adesso tutti parlano, compreso questo Governo che, però, nulla fa per renderlo operativo (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo).
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco nuovamente la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bressa 19.62, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 468
Votanti 467
Astenuti 1
Maggioranza 234
Hanno votato sì 205
Hanno votato no 262).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli emendamenti De Brasi 19.63, Soda 19.64 e Bressa 19.65, di contenuto sostanzialmente identico, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 468
Maggioranza 235
Hanno votato sì 203
Hanno votato no 265).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Stradiotto 19.66.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Stradiotto. Ne ha facoltà.
MARCO STRADIOTTO. Signor Presidente, dal momento che in occasione delle votazioni precedenti è stato sostanzialmente affermato che i comuni e gli enti locali vanno trattati come le aziende private, vale a dire prevedendo i budget, credo sia giusto che, come avviene per le aziende private, gli enti locali che esternalizzano i servizi possano godere del rimborso dell'IVA.
Con il mio emendamento 19.66 propongo proprio questo alla Camera. Tale assimilazione di trattamento potrebbe importare un grandissimo risparmio per i comuni e, di conseguenza, anche una riduzione dei trasferimenti. Molti enti locali, infatti, hanno osservato che non conviene esternalizzare il servizio proprio a causa dei costi per l'IVA (vi sono comuni che hanno fatto ricorso al lavoro interinale, ma ciò non si è dimostrato conveniente esclusivamente a causa dell'IVA). Nel momento in cui il Parlamento decide di dare i budget agli enti locali, nello stesso tempo, credo debba anche decidere di trattarli come le aziende private (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo).
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Stradiotto 19.66, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 467
Maggioranza 234
Hanno votato sì 201
Hanno votato no 266).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Nicola Rossi 19.67, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 458
Maggioranza 230
Hanno votato sì 189
Hanno votato no 269).
L'emendamento Osvaldo Napoli 19.117 è stato ritirato.
PIERO RUZZANTE. Signor Presidente, a nome del mio gruppo, lo faccio mio.
PRESIDENTE. Si tratta di emendamenti identici.
PIERO RUZZANTE. No, la copertura è diversa.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Castagnetti 19.68 e Amici 19.69, nonché Osvaldo Napoli 19.117, ritirato dal presentatore fatto proprio dall'onorevole Ruzzante a nome del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, e De Brasi 19.72, di contenuto sostanzialmente identico, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 458
Maggioranza 230
Hanno votato sì 191
Hanno votato no 267).
MARCO STRADIOTTO. Chiedo di parlare per un chiarimento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARCO STRADIOTTO. Non ho capito la sorte dell'emendamento Lusetti 19.70.
PRESIDENTE. Non è stato messo in votazione perché non è compreso tra gli emendamenti segnalati. Come lei sa, ogni gruppo parlamentare ha una quota di emendamenti, rispetto a quelli presentati, che può segnalare per la votazione.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Russo Spena 19.74.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Giordano. Ne ha facoltà.
FRANCESCO GIORDANO. Signor Presidente, volevamo sollevare anche noi una questione di grande rilievo. Tutta la manovra finanziaria è stata descritta come un trasferimento di risorse alle famiglie, ma, in realtà, tagliando risorse, come si fa, per i comuni e per gli enti locali, si inducono tali soggetti o ad imporre nuove tasse o a tagliare i servizi. Se abbiniamo questa imposizione oggettiva e il fatto che i comuni devono - come abbiamo visto nell'esame degli emendamenti precedenti - esternalizzare i servizi, la verità è che si completa una opera di aziendalizzazione dei comuni medesimi. In questa maniera - ci dicono alcuni amministratori - non si riescono neanche a redigere i bilanci oltre che a gestire i servizi sociali collettivi. Per questa ragione, vorremmo invertire la tendenza e perciò abbiamo presentato l'emendamento in esame.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Russo Spena 19.74, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 468
Maggioranza 235
Hanno votato sì 203
Hanno votato no 265).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Nesi 19.75.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pistone. Ne ha facoltà.
GABRIELLA PISTONE. Signor Presidente, in primo luogo, credo che l'emendamento in esame sia uguale al subemendamento Nesi 0.19.201.1 e me ne scuso.
PRESIDENTE. Dopo si voterà il subemendamento 0.19.201.1.
GABRIELLA PISTONE. Credo che sia identico.
PRESIDENTE. Se si vota l'emendamento Nesi 19.75 non si procederà alla votazione del subemendamento Nesi 0.19.201.1.
GABRIELLA PISTONE. Chiedo l'aiuto degli uffici.
PRESIDENTE. Gli uffici mi dicono che sono identici.
GABRIELLA PISTONE. Mi scuso per la ripetizione. L'emendamento in esame parla da solo e mi sembra di grande buon senso: sostanzialmente si chiede al Governo che la riduzione di cui purtroppo si devono fare carico i comuni non si applichi quanto meno a quelli colpiti da eventi calamitosi o da avversità atmosferiche che si sono verificate nell'anno 2000, come certificato dal Ministero dell'interno in collegamento con la protezione civile.
Ritengo sia un emendamento - come ho già detto - di buonsenso, che può essere accettato anche dalla maggioranza, in quanto credo si rivolga a comuni sicuramente già in condizioni maggiormente disagiate. Per questo, votare a favorevole di questo emendamento significa dare sostegno a questi comuni già particolarmente colpiti da eventi calamitosi.
Questi sono punti importanti rispetto ai quali non vorrei che alcune forze della maggioranza facessero un po' di demagogia, proprio con questi comuni nei quali ci si reca, sostanzialmente, a denunciare cose diverse da quelle che si intendono fare.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Nesi 19.75, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 467
Votanti 466
Astenuti 1
Maggioranza 234
Hanno votato sì 199
Hanno votato no 267).
Si intende così respinto anche l'identico subemendamento Nesi 0.19.201.1.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 19.201 della Commissione.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Stradiotto. Ne ha facoltà.
MARCO STRADIOTTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il comma 7 prevede un taglio ai trasferimenti destinati ai comuni dell'1 per cento nel 2002, del 2 per cento nel 2003 e del 3 per cento nel 2004. Anziché valutare e tenere in considerazione situazioni diverse, si considerano i nostri comuni nel loro complesso. Ci sono comuni che percepiscono trasferimenti pari a 600 mila lire per abitante, comuni che nella stessa regione percepiscono trasferimenti da parte dello Stato pari a 100 mila lire per abitante, comuni che hanno un rapporto dipendenti-abitanti di un dipendente ogni 300 abitanti e comuni che hanno un rapporto di un dipendente ogni 80 abitanti. Con il meccanismo che il relatore propone non si fa altro che aggravare questa situazione, nel senso che i comuni più virtuosi si troveranno in difficoltà e quelli più spreconi non avranno nessuna difficoltà a rispettare i parametri. Di conseguenza, i comuni più virtuosi, quelli che vogliono dare nuovi servizi, che vogliono dare servizi migliori ai propri cittadini e che ricevono bassi trasferimenti, si troveranno a subire ulteriori danni per questo subemendamento proposto dal relatore.
Se veramente si vuole fare il federalismo, si deve iniziare da queste piccole cose. I trasferimenti vanno fatti sulla base di questi parametri (trasferimenti per abitante e rapporto dipendenti-abitanti). Quindi, io spero che il Governo voglia rivalutare questo subemendamento perché, altrimenti, si rischia, sulla base dei limiti che sono stati posti con i precedenti commi votati dalla maggioranza, di penalizzare i comuni più virtuosi.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 19.201 della Commissione, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 468
Maggioranza 235
Hanno votato sì 269
Hanno votato no 199).
Passiamo alla votazione degli emendamenti De Brasi 19.76 e Soda 19.104, di contenuto sostanzialmente identico.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole De Brasi. Ne ha facoltà.
RAFFAELLO DE BRASI. Signor Presidente, il comma 8 è, di nuovo, la lampante dimostrazione del centralismo di questa maggioranza che tende, fra l'altro, a sovraccaricare gli enti locali di provvedimenti e di compiti burocratici riproponendo quella logica che abbiamo già conosciuto nel passato, ad esempio, con la commissione centrale della finanza locale. È una logica che va assolutamente respinta.
Inoltre si poteva anche cercare di semplificare. Non si capisce, ad esempio, per quale ragione si proponga un report mensile e non invece trimestrale, come nel comma successivo.
Anche per quanto riguarda la successiva proposta di modulistica questa viene realizzata con un atto di imperio, senza nemmeno ascoltare gli enti locali e le loro associazioni.
Per questi motivi chiediamo la soppressione del comma 8.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Fioroni. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE FIORONI. Signor Presidente la sequenza dei commi 8, 9 e 10, ma in particolare questo comma 8, introduce la vera visione del Governo nei confronti degli enti locali, in particolar modo, dei comuni e delle province. La relazione, sia essa mensile o trimestrale, sia della parte corrente sia della preventiva autorizzazione sotto forma di monitoraggio, delle spese di investimento, credo faccia tornare indietro la nostra Repubblica di qualche secolo. Credo che neanche al tempo del regio decreto i prefetti avevano la possibilità di esercitare questo genere di controllo sui comuni. Non contenti di ridurre i finanziamenti a loro disposizione, andiamo anche ad incidere pesantemente. La risposta del sottosegretario Vegas racconterà che si tratta di un monitoraggio necessario per essere certi di reggere il patto di stabilità. Questa risposta sarebbe valida se parlassimo di una controparte del Governo, cioè di coloro che non sono corresponsabili della vita di questo paese. Comuni e province non sono, invece, controparti o lobby, contro il Governo della Repubblica, ma sono parte fondante e costituente, interessata, tanto quanto il Governo, a mantenere fede al patto di stabilità e a rimanere all'interno dell'Europa. Il vostro modo di comportarvi nei riguardi dei comuni, delle province e delle loro associazioni - ieri c'è stato un ministro della Repubblica che ha dichiarato che quando si passa al sindacalismo istituzionale si rischia di sfociare in un cancro che demolisce la vita democratica di un paese -, questo andamento di relazioni mensili e trimestrali sulla parte corrente e l'autorizzazione alle spese di investimento, significa mettere i comuni e le province sotto tutela.
Altro che autonomie locali! Altro che Ministero delle autonomie locali al posto del Ministero dell'interno, come si era pensato! Si ipotizza che comuni e province vengano messi sotto tutela, e la cosa più singolare è che saranno messi sotto tutela, da una parte, dallo Stato che si riappropria di poteri che, da decenni e decenni, aveva perso e, dall'altra, dalle regioni che, a loro volta, sotto la morsa di questa finanziaria e dell'ulteriore controllo esercitato anche sui loro investimenti, saranno costrette a tagliare ulteriormente gli investimenti per comuni e province. Credo che la soppressione di questi tre commi darebbe la dimostrazione, nella sostanza, che questo Governo ritiene comuni e province non alla stregua di Confindustria o di altre espressioni di parti di questo
paese, ma ritiene le autonomie locali elementi fondanti e corresponsabili della vita del paese, dunque altrettanto interessati a mantenere il patto di stabilità e non bambini che, ogni giorno, devono essere controllati nelle loro azioni perché irresponsabili e incapaci. Voi state dando dell'incapace e dell'irresponsabile a persone elette direttamente dai cittadini, sindaci e presidenti delle province che non meritano questo trattamento perché hanno dimostrato, sul campo, di avere un indice di gradimento e di credibilità maggiore di questo Governo e sicuramente maggiore di molti suoi ministri.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli emendamenti De Brasi 19.76 e Soda 19.104, di contenuto sostanzialmente identico, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 455
Maggioranza 228
Hanno votato sì 188
Hanno votato no267).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Fioroni 19.78, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 451
Votanti 450
Astenuti 1
Maggioranza 226
Hanno votato sì 186
Hanno votato no264).
Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Amici 19.80 e Intini 19.81
GIANFRANCO CONTE, Relatore per la maggioranza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANFRANCO CONTE, Relatore per la maggioranza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANFRANCO CONTE, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, intervengo solo per ricordare che si era espresso parere favorevole sugli identici emendamenti Amici 19.80 e Intini 19.81.
PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Amici 19.80 e Intini 19.81, accettati dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 458
Votanti 457
Astenuti 1
Maggioranza 229
Hanno votato sì 450
Hanno votato no 7).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Soda 19.82, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 465
Maggioranza 233
Hanno votato sì 196
Hanno votato no 269).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli emendamenti De Brasi 19.87, Soda 19.86 e Bressa 19.89, di contenuto sostanzialmente identico, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 467
Maggioranza 234
Hanno votato sì 201
Hanno votato no 266).
Prendo atto che il dispositivo di voto dell'onorevole Spina Diana non ha funzionato e che questi avrebbe voluto esprimere voto contrario.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento De Brasi 19.90, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 461
Maggioranza 231
Hanno votato sì 198
Hanno votato no 263).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Soda 19.91 e Bressa 19.93, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 461
Votanti 459
Astenuti 2
Maggioranza 230
Hanno votato sì 195
Hanno votato no 264).
Prendo atto che il dispositivo di voto dell'onorevole Mussolini non ha funzionato e che la collega avrebbe voluto esprimere voto contrario.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Intini 19.94, Amici 19.95 e 19.97 Lusetti, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 454
Votanti 453
Astenuti 1
Maggioranza 227
Hanno votato sì 190
Hanno votato no 263).
Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Bressa 19.98 e De Brasi 19.99.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Fioroni. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE FIORONI. Signor Presidente, considerato che è già stato espresso parere favorevole su questi emendamenti, mi domando quale sia la ratio del Governo e del relatore che hanno avuto la bontà di esprimere parere favorevole sul nostro emendamento che prevede il concerto del Ministero dell'interno, tornando così alla vecchia visione secondo la quale le autonomie locali devono essere tutelate almeno dal ministro dell'interno, mentre non hanno avuto la bontà di prevedere il concerto della Conferenza Stato, città, province e regioni, la Conferenza unificata. Ancora una volta, si deve dire grazie al fatto, almeno si spera, che il ministro
dell'interno protegga le autonomie locali. Bambini, paganti, sgraditi e pure un po' cretini sono diventate!.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Bressa 19.98 e De Brasi 19.99, accettati dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 458
Votanti 445
Astenuti 13
Maggioranza 223
Hanno votato sì 437
Hanno votato no 8).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Pasetto 19.101.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pasetto. Ne ha facoltà.
GIORGIO PASETTO. Signor Presidente, mi sembra ci si stia avviando alla votazione dell'articolo 19. Vorrei sottolineare un aspetto: da parte dell'opposizione ci si è battuti finora con una modalità fortemente costruttiva, tanto da trovare, da una parte, l'imbarazzo della maggioranza - in particolare del presidente della Commissione, che ha grande sensibilità autonomistica - e dall'altra, però, la chiusura dietro all'affermazione secondo cui in realtà le risorse sono scarse.
Vorrei dire al collega Giorgetti - che stimo - che le risorse sono poche in ordine alla scelta che è stata operata. I colleghi dell'opposizione hanno dimostrato di scegliere un modello di sviluppo che, certamente, non fa perno sulle autonomie; essi hanno operato una scelta di fondo: da una parte, con la decisione assunta ieri dal Governo è stata avviata una formale devolution (o non si capisce bene cosa), dall'altra, in sostanza, sono state ridotte le risorse in capo ai comuni, alle province e all'articolazione del sistema autonomistico del nostro paese.
L'emendamento in esame è volto a sostenere i piccoli comuni, che costituiscono il tessuto principale del nostro paese; si tratta, in genere, di piccoli comuni montani, di comuni in via di spopolamento, di comuni che non hanno risorse, che hanno un alto tasso di invecchiamento e, quindi, hanno più bisogno di servizi. Essi in questa legge finanziaria non soltanto non vedono un sostegno, bensì vedono una riduzione delle risorse, che non li metterà in condizione di far fronte ai servizi principali.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Pasetto 19.101, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 448
Votanti 440
Astenuti 8
Maggioranza 221
Hanno votato sì 191
Hanno votato no 249).
Prendo atto che il dispositivo di voto dell'onorevole Santori non ha funzionato.
Prendo atto che l'emendamento Giuseppe Drago 19.120 è stato ritirato.
PIERO RUZZANTE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIERO RUZZANTE. Signor Presidente, facciamo nostro l'emendamento Giuseppe Drago 19.120.
GIANFRANCO CONTE, Relatore per la maggioranza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANFRANCO CONTE, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, l'emendamento Giuseppe Drago 19.120 era stato ritirato. Se vogliamo votarlo di nuovo...
PIERO RUZZANTE. In tal caso, recediamo dalla nostra richiesta.
PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo alla votazione dell'articolo 19.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Zacchera. Ne ha facoltà.
MARCO ZACCHERA. Signor Presidente, prima di porre in votazione l'articolo 19, nei confronti del quale dichiaro senz'altro un voto favorevole, vorrei ricordare che nell'aula della Camera è in corso una discussione sull'IVA per i comuni. Penso che, al di fuori della legge finanziaria (non è, infatti, questo il momento per approfondire tale aspetto), si tratti effettivamente di un problema che, pure nei limiti delle sue connotazioni a livello europeo, ove esistono dei vincoli al riguardo, deve essere ripreso. Mi permetto, quindi, di lanciare un appello al sottosegretario Vegas, affinché il Governo prenda in carico prossimamente questa situazione che, effettivamente, specie nei piccoli comuni, va compensata in qualche maniera.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 19, nel testo emendato.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 454
Maggioranza 228
Hanno votato sì 257
Hanno votato no 197).
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