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PRESIDENTE. L'onorevole Panattoni ha facoltà di illustrare la sua interpellanza n. 2-00115 (vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti sezione 8).
GIORGIO PANATTONI. Signor Presidente, ci eravamo posti un problema che riteniamo di grande rilevanza per il paese. È partita l'operazione del censimento nazionale, un'operazione di grande peso in termini di risorse economiche, che coinvolge tutte le famiglie italiane e gli enti locali in modo molto vistoso, nel senso che richiede una presenza diffusa su tutto il territorio nazionale dei rilevatori e di chi deve aiutare nella compilazione di uno dei dati più importanti del paese e, cito testualmente, per la raccolta di dati «indispensabili per prendere decisioni che riguardano tutti i cittadini e per pianificare i servizi utilizzati quotidianamente».
Nel questionario che è stato sottoposto alle famiglie italiane, abbiamo rilevato la presenza di domande - alcune delle quali relativamente complesse, ma che capiamo essere necessarie per poter realizzare una fotografia del paese - che insistono particolarmente su dati relativi alle abitazioni, all'utilizzo delle stanze, alla mobilità, ai trasporti, ai tempi di lavoro e così via. Non abbiamo invece trovato alcuna domanda circa l'utilizzo dei mezzi che riguardano maggiormente lo sviluppo futuro del nostro paese, quali i personal computer, le antenne paraboliche, la banda larga e quant'altro attiene all'impiego delle nuove tecnologie. Ci siamo domandati se questa fosse stata una svista, un'omissione o una scarsa sensibilità verso tali aspetti, in quanto quando si dice che la raccolta dovrà fornire dati per pianificare i servizi utilizzati quotidianamente, riteniamo che la disponibilità strutturata e certa di dati a tal proposito - come quella che deriva da un censimento, che non è certo la stessa cosa di un sondaggio o di un'indagine campionaria, ma uno strumento che riveste particolare importanza sotto il profilo della certezza dei dati raccolti - sia molto importante. Ci siamo allora chiesti perché non porre domande sull'utilizzo di strumenti che stanno diventando sempre più fondamentali per lo sviluppo di questo paese, per la vita nuova, più innovativa, più «strumentata», dei nostri cittadini.
Abbiamo quindi rivolto tale interpellanza al Governo (ma è passato molto tempo) per conoscere i perché di tale scelta e, in secondo luogo, per sapere se fosse possibile, magari attraverso l'inserimento di qualche modulo aggiuntivo nel questionario, cercare di ottenere comunque dati su tali aspetti, che riteniamo estremamente importanti per poter compiere una pianificazione più sicura e precisa di quelli che sono gli orientamenti dei nostri cittadini.
Faccio inoltre rilevare che alcune leggi fanno esplicito riferimento alla diffusione di tali strumenti: per esempio, l'introduzione del digitale in Italia, il passaggio dalla trasmissione delle reti oggi terrestri alla via satellitare, dipendono proprio dal numero e dalla diffusione delle antenne paraboliche, quindi dall'utilizzo della televisione satellitare che il paese fa e farà.
Ci sembrava quindi quasi obbligatorio che uno strumento di legge desse sicurezza e certezza a queste rilevazioni, che toccherebbero, tra l'altro, un argomento sensibile della politica italiana, cioè il settore delle televisioni e, quindi, il rapporto tra pubblico e privato in uno dei settori, diciamo, più caldi del confronto tra maggioranza ed opposizione.
Per tutti questi motivi abbiamo rivolto l'interpellanza al Governo, al fine di capire di più ed, eventualmente, conoscere se ci sono iniziative tese a dare comunque risposta a tali problemi, che, lo ripeto, riteniamo di particolare rilevanza per la pianificazione del nostro futuro tecnologico che, lentamente, sta anche diventando il nostro futuro normale, o che ci auguriamo diventi sempre di più, nei prossimi anni, il nostro futuro normale.
PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento, senatore Cosimo Ventucci, ha facoltà di COSIMO VENTUCCI, Sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, in relazione all'interpellanza in merito alla non inclusione nel questionario del censimento nazionale di domande sulla presenza e l'utilizzo di strumenti tipici della società della comunicazione, si fa presente che i censimenti, per loro natura e per la cadenza decennale, mirano a rilevare due caratteristiche strutturali: il censimento generale della popolazione e delle abitazioni e quello economico delle imprese e delle unità locali. Anche per consolidati orientamenti a livello internazionale, i contenuti tipici dei censimenti sono piuttosto definiti.
diffusione delle nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione, la cui conoscenza serve a livello aggregato e non di singola e piccola area comunale o subcomunale.
PRESIDENTE. L'onorevole Panattoni ha facoltà di GIORGIO PANATTONI. Signor Presidente, prendo naturalmente atto delle motivazioni che hanno portato alla compilazione del questionario nel modo in cui il Governo ci ha ora spiegato. Più che dichiararmi soddisfatto o insoddisfatto, credo valga la pena di svolgere una considerazione di carattere generale.
Usualmente essi non si estendono a fenomeni e processi particolari, pur rilevanti, anche perché lo strumento di rilevazione - un questionario compilato direttamente dalla famiglia rispondente - deve mantenere una dimensione contenuta ed essere ragionevolmente semplice (lei sa quante difficoltà hanno incontrato i nostri cittadini nel compilare quei moduli).
Pertanto, la rilevazione censuaria mira, innanzitutto, a determinare la popolazione legale, a consentire l'aggiornamento dei registri anagrafici comunali e a disegnare un quadro dettagliato, fino al livello comunale e subcomunale, delle condizioni sociali ed economiche della popolazione e delle caratteristiche del patrimonio abitativo.
La suddivisione del territorio nazionale in circa 500 mila sezioni di riferimento garantisce la costruzione di un sistema informativo capace di offrire una lettura analitica ed integrata dello stesso territorio. Tale dettaglio territoriale di analisi fornisce le basi informative necessarie al Governo nazionale e, soprattutto, agli enti locali per l'assolvimento delle rispettive funzioni.
Si consideri, poi, che proprio a livello locale vengono assunte le decisioni e progettati gli interventi più direttamente influenti sulla qualità della vita dei cittadini e delle famiglie, dai piani per il trasporto alla localizzazione dei servizi di interesse collettivo, dal dimensionamento della raccolta dei rifiuti agli aiuti per la ristrutturazione delle abitazioni e degli edifici.
Tali considerazioni trovano conferma anche nel complessivo disegno di decentramento amministrativo che vede gli enti locali destinatari di un numero sempre crescente di funzioni. A titolo esemplificativo, si richiamano alcune disposizioni del testo unico in materia di ordinamento degli enti locali: il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e, in particolare, gli articoli 19 e 20 affidano alla provincia funzioni amministrative in materia di viabilità e trasporti, nonché la competenza a determinare gli indirizzi generali di assetto del territorio, tra cui la localizzazione di massima delle maggiori infrastrutture e delle principali linee di comunicazione; l'articolo 13 attribuisce al comune le funzioni connesse ai servizi alla persona ed alla comunità, nonché all'assetto, utilizzazione e sviluppo economico del territorio.
Per le caratteristiche intrinseche, gli obiettivi e le finalità perseguite, il censimento non si presenta, viceversa, idoneo a reperire informazioni su fenomeni contraddistinti da un'elevata dinamicità, quali appunto l'entità e le caratteristiche della
La rilevazione di tali dati avviene, pertanto, all'interno del sistema dell'indagine sulle famiglie, attraverso indagini campionarie a cadenza annuale (sulle famiglie con personal computer, con cellulare e così via) ovvero con una diversa cadenza, ad esempio, quinquennale (che riguardano, ad esempio, le antenne satellitari).
Con tali rilevazioni, che prevedono l'ausilio di intervistatori appositamente preparati per la compilazione di questionari piuttosto complessi, è possibile quantificare non solo la presenza di strumenti tecnologici, ma anche il tipo di utilizzo, le finalità e le caratteristiche di chi, all'interno della famiglia, ne fa uso prevalente.
Con le suddette rilevazioni campionarie i costi sono, ovviamente, molto modesti e si ottengono stime attendibili a livello regionale. Un esempio del tipo e della validità dei dati ottenuti in questo campo si rileva nel rapporto annuale presentato, lo scorso giugno, presso la Camera dei deputati.
Inoltre, l'esigenza di accrescere la disponibilità di tale tipo di informazioni ha trovato riconoscimento nel programma statistico nazionale 2002-2004, con l'istituzione di uno specifico settore di attività per l'accoglimento di progetti sul tema «società dell'informazione».
In definitiva, puntando sulla semplicità e chiarezza del questionario del censimento, al fine di consentire a tutti i soggetti censiti di rispondere agevolmente, anche senza l'ausilio dei rilevatori - evenienza prevista solo per i casi di necessità - l'ISTAT ha rinunciato ad acquisire informazioni reperibili attraverso altri canali e che, in ogni caso, potevano risultare eccedenti e non pertinenti rispetto alle finalità censuarie, anche alla luce di quanto disposto dalla legge 31 dicembre 1996, n. 675, a tutela della riservatezza della persona.
Si ha la sensazione che gli strumenti usati - in particolare il censimento, ma non solo quello - facciano riferimento ad una società stabile ed a situazioni personali e di mobilità che, ovviamente, non esistono più nella società italiana e in quella degli altri paesi. Manca un riferimento, ad esempio, ai nuovi lavori ed alla dinamica dell'occupazione. Ormai non ha più molto senso fare una fotografia statica di un fenomeno che, al contrario, è molto dinamico, come ha sottolineato il Governo. Non si può dire che il censimento non sia adatto a fotografare una cosa dinamica: le fotografie, al contrario, devono tenere conto che la società, la struttura, il paese e la dinamica interna dei diversi fattori si stanno modificando profondamente.
Ci si domanda, quindi, come si faccia a guardare avanti, come si possano fondare strumenti che siano la fotografia di una società che cambia e come il censimento, anziché prendere in esame il numero di cucine o di bagni - molto importante per capire che in Italia, rispetto a cinquant'anni fa, la qualità della vita abitativa è migliorata -, possa prendere in considerazione anche elementi che comincino a costituire da adesso una banca dati che si potrà arricchire in futuro. Bisogna guardare avanti nella prospettiva di una mobilità e di una dinamica che, credo, saranno sempre più in espansione, certamente non in contrazione, modificando la rigidità di un modello che a me pare molto limitativo. Tale modello, infatti, non risponde più alle esigenze reali, vere e concrete di una società che pone problemi sempre più nuovi e si affaccia ad una modernità che gli strumenti fanno molta fatica a rilevare e ricomprendere.
Ringrazio, comunque, per l'occasione di questo scambio di opinioni su un tema che ritengo così importante. Invito il Parlamento ed il Governo - per quanto ci riguarda certamente ce ne faremo carico - a definire strumenti più in linea con le esigenze di una società moderna. Bisogna tendere a coniugare verso la mobilità ed il cambiamento strumenti che, per loro natura, non si prestano molto a dare risposte su questo piano.


