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PRESIDENTE. L'onorevole Giuseppe Drago ha facoltà di GIUSEPPE DRAGO. Signor Presidente, signor ministro, abbiamo appreso da alcune recenti dichiarazioni del presidente della RAI Zaccaria che, per motivi finanziari, gli italiani rischiano di non poter seguire in televisione i mondiali di calcio che si svolgeranno il prossimo anno in Giappone e in Corea.
PRESIDENTE. Il ministro delle comunicazioni, onorevole Gasparri, ha facoltà di MAURIZIO GASPARRI, Ministro delle comunicazioni. L'interrogazione dell'onorevole Giuseppe Drago richiama l'attenzione soprattutto sugli sprechi che la RAI alimenterebbe e che potrebbero impedire investimenti più virtuosi. Partendo dagli sprechi, la RAI risulta intrattenere rapporti di collaborazione a vario titolo con diverse centinaia di esperti; per fare un esempio, la sola RAI Educational conta circa trecento collaborazioni esterne.
abbia, giustamente, frenato le trattative perché, a discrezione dell'azienda, l'accordo potrà essere concluso su altre basi economiche e anche perché, nelle ultime settimane, le inglesi BBC e ITV, e la francese TF1 hanno perfezionato gli accordi per l'acquisto dei diritti sportivi dei mondiali di calcio 2002 e di quelli successivi del 2006 in Germania (che avranno un valore economico più elevato, anche perché in quel paese gli orari saranno più fruibili, mentre in Giappone e in Corea le partite andranno in onda in orari che, in Italia, corrispondono alla mattina e, quindi, con una utilizzabilità televisiva meno redditizia, anche per la pubblicità di altre fasce orarie), corrispondendo rispettivamente 500 miliardi e 325 miliardi per i successivi mondiali della Germania.
PRESIDENTE. L'onorevole Giuseppe Drago ha facoltà di GIUSEPPE DRAGO. Signor Presidente, nel dichiararmi soddisfatto della risposta del ministro, vorrei incitare ulteriormente il Governo perché, certamente, non può incidere sulla gestione della RAI ma sicuramente sulla sua programmazione.
Addirittura, tra il serio e l'ironico, il presidente Zaccaria ha voluto porre agli italiani l'alternativa, cioè se nel 2002 preferiscono vedere alla RAI il campionato italiano o i mondiali di calcio. Noi siamo dell'avviso che la RAI debba trasmettere sia il campionato italiano di calcio sia i mondiali, anche perché, negli stessi giorni, abbiamo letto sulla stampa che essa paga decine di miliardi per stipendi a dirigenti e parcelle miliardarie a professionisti che non lavorano.
Onorevole ministro, credo che, sulla gestione della RAI e sulla garanzia fornita agli italiani circa la possibilità di vedere i mondiali di calcio, sia dovuta un po' di chiarezza.
Al momento, risulta impossibile quantificare il numero esatto dei contratti in essere perché, nonostante le sollecitazioni del consigliere di amministrazione Contri, nulla è dato sapere. L'attuale regolamento della RAI prevede, infatti, che tutti i contratti inferiori ai 5 miliardi non debbano passare all'approvazione del consiglio di amministrazione; è vero che questo è il regolamento ma è auspicabile prevedere che, in futuro, proprio per ottenere trasparenza, tutti i contratti e tutte le consulenze vengano esaminate dallo stesso, anche perché ci sarebbero casi clamorosi di personaggi, più o meno famosi, che verrebbero pagati centinaia di milioni per non far nulla.
Quest'estate è stata clamorosa la denuncia di una famosa intrattenitrice che sostenne di ricevere dalla RAI un compenso di 400 milioni per non essere utilizzata; c'è di più, numerosi direttori, dirigenti e funzionari non ricoprono incarichi operativi adeguati alle loro funzioni e il mancato impiego di questi dipendenti causa per la stessa azienda una perdita o una spesa di 10, 15 miliardi, perché ciascuno di costoro viene pagato tra i 200 e i 400 milioni e non viene adibito ad una funzione operativa adeguata.
A tutto ciò si aggiunga che dipendenti e collaboratori esterni alla RAI hanno avviato molte cause che potrebbero determinare contenziosi e costi. Per tali motivi sono a rischio alcune spese, proprio perché la RAI compie molti sprechi e dovrebbe avere soldi per spese diverse.
Per quanto riguarda il suo quesito relativo ai mondiali di calcio in programma nel 2002, la RAI, proprio nella veste di concessionaria pubblica, ha, da tempo, in corso trattative con il gruppo KirchMedia che ha chiesto ben 550 miliardi. Credo che, in questo momento, essa
Credo, quindi, che ci siano degli spazi per una trattativa che porti ad un esborso minore; se, poi, si ridurranno gli sprechi e il consiglio di amministrazione avrà notizie maggiori, noi gioiremo insieme al Parlamento.
Ritengo quindi che, eliminando gli sprechi, una corretta gestione economica dell'azienda possa garantire una seria programmazione e, soprattutto, quella programmazione che serve ad assicurare alcune trasmissioni, tra cui certamente i mondiali di calcio, ai quali gli italiani sono sentimentalmente, ma anche sportivamente, legati.
Credo, dunque, che il Governo debba assolutamente intervenire nell'ipotesi in cui la programmazione non dovesse prevedere questi appuntamenti (Applausi del deputato Biondi).


