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PRESIDENTE. L'onorevole Boato ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-00475 (vedi l'allegato A - Interpellanza e Interrogazioni sezione 4).
MARCO BOATO. Signor Presidente, nei giorni scorsi si è verificato qualcosa di inedito e di clamoroso: una riforma dei servizi segreti anticipata a mezzo stampa. Una bozza, ancora riservata, si dice, pubblicata dal Corriere della Sera del 25 novembre, accompagnata da un'ampia intervista del ministro Frattini che conferma il testo e lo illustra.
A tale proposito, si pongono quattro ordini di problemi, tutti assai gravi; innanzitutto, un problema di metodo: l'anticipazione alla stampa di un testo riservato in itinere; poi, un problema di collegialità di Governo: c'è stata un'immediata presa di distanza, molto critica, da parte del ministro Scajola ed il silenzio del ministro della difesa; il terzo problema è relativo al rapporto tra Governo ed opposizione: il ministro Frattini chiama in causa l'Ulivo, ma vi è stata una reazione critica, molto forte, da parte del presidente del Comitato parlamentare, onorevole Bianco; da ultimo, un problema di contenuti normativi: in questo testo è prevista l'autorizzazione a commettere attività illecite, senza alcun controllo né da parte del Parlamento né da parte dell'autorità giudiziaria.
Su tutte tali questioni chiedo un chiarimento urgente al ministro Frattini, competente anche per il coordinamento dei servizi di informazione e sicurezza.
PRESIDENTE. Il Ministro per la funzione pubblica e il coordinamento dei servizi di informazione e sicurezza, onorevole Frattini, ha facoltà di FRANCO FRATTINI, Ministro per la funzione pubblica e il coordinamento dei servizi di informazione e sicurezza. Signor Presidente, l'onorevole Boato pone questioni analoghe a quelle sollevate dall'onorevole Sinisi nella successiva interrogazione. La delicatezza del tema e la brevità del tempo per le risposte mi impongono di suddividere il mio intervento in due parti. Me ne scuso anticipatamente con i colleghi, ed inizierò a svolgere la prima parte dell'intervento fino a quando i tre minuti a mia disposizione non saranno esauriti.
di profonda e strutturale riforma, seguendo solo in parte le proposte di una commissione tecnica appositamente costituita, e non richiedendo alcun contributo o valutazione preventiva all'opposizione, né al Comitato parlamentare di controllo che allora il sottoscritto presiedeva (parlo quindi per conoscenza diretta).
PRESIDENTE. L'onorevole Boato ha facoltà di MARCO BOATO. Signor Presidente, sono d'accordo con il ministro Frattini sull'assoluta urgenza - riscontrabile, tra l'altro, da molti anni, come il ministro stesso ha ricordato - della riforma dei servizi di informazione e sicurezza. Il nostro paese ha vissuto nella sua storia vicende drammatiche.
allora, smentisca tale quotidiano a cui ha dato la bozza e al quale ha rilasciato anche un'ampia intervista.
Il dibattito politico-istituzionale sulla riforma dei servizi si è alimentato, in questa e nella scorsa legislatura, con interventi in varie sedi parlamentari, mezzi di informazione, dibattiti scientifici, con la partecipazione di numerosi esponenti politici e di Governo dell'attuale maggioranza e dell'attuale opposizione.
Il Governo D'Alema aveva presentato, nella scorsa legislatura, un disegno di legge
Il Governo Berlusconi, nel pieno accordo, onorevole Boato, tra me, il ministro dell'interno ed il ministro della difesa, in ben quattro audizioni (che sono agli atti) ha illustrato al Comitato parlamentare le linee generali della possibile riforma dei servizi, resa assai più urgente dal drammatico attacco del terrorismo. Con pubbliche dichiarazioni, onorevole Boato, rese talora in conferenza stampa, l'onorevole Bianco ed i ministri ascoltati dal Comitato hanno convenuto sull'urgenza della riforma e sulla necessità di limitati e forti obiettivi da realizzare per meglio difendere la sicurezza dello Stato.
In tale quadro, il sottoscritto ed i ministri dell'interno e della difesa, hanno assicurato - volontariamente innovando rispetto al metodo osservato dal Governo D'Alema - che si sarebbe tenuto conto di un eventuale contributo di proposte e di valutazioni da parte del Comitato parlamentare, presieduto da un esponente dell'opposizione, come primo segnale concreto della volontà, che confermo, di giungere ad una legge largamente condivisa in Parlamento.
Il comitato interministeriale, presieduto dal Presidente del Consiglio, non ha approvato alcun disegno di legge, né alcun articolato per la riforma dei servizi, bensì, condividendole all'unanimità, linee guida preliminari su cui i ministri competenti e gli uffici avvieranno un'istruttoria tecnica. Le linee guida, su cui è utile acquisire, come anticipato dall'onorevole Bianco, un contributo del Comitato di controllo, si ispirano ad alcuni principi di fondo che, da anni, il dibattito istituzionale in materia ha enucleato. Innanzitutto, la conferma del ruolo di indirizzo e coordinamento del Presidente del Consiglio sulla strategia nazionale ed internazionale di sicurezza, ferma la dipendenza gerarchica di SISDE e SISMI dai ministri di settore; in secondo luogo, la garanzia di non punibilità per gli agenti dei servizi che commettono limitate violazioni di legge, - ripeto, limitate violazioni di legge - nel quadro di operazioni autorizzate dal Capo del Governo per ragioni di sicurezza dello Stato, fermo il rispetto dei diritti costituzionali di ciascun cittadino. Essendo terminati i tre minuti a mia disposizione, mi riservo - come anticipato - di concludere l'esposizione delle mie argomentazioni rispondendo all'interrogazione presentata dall'onorevole Sinisi.
Non sono abituato alla dietrologia, ma non c'è ombra di dubbio - perché ciò risulta ormai da numerose inchieste giudiziarie - che in alcune di queste vicende drammatiche e tragiche vi siano state anche operazioni che vengono definite eufemisticamente «deviate», messe in atto a quel tempo (non parlo di oggi) ad opera di appartenenti ai servizi di sicurezza. Questa riforma, quindi, è sicuramente urgente ed importante, ma non sono io a pretendere che venga preventivamente concordata con l'opposizione. Infatti, è l'intervista che il ministro Frattini ha concesso al Corriere della Sera, insieme alla rivelazione della bozza riservata, a dire che tale riforma è stata concordata con l'Ulivo.
Il Governo, in una democrazia parlamentare, ha pieno titolo di presentare autonomamente una propria proposta, ma non può rivelare al Corriere della Sera (il quale fa il suo mestiere e l'ha pubblicata) una bozza ancora riservata e che non è ancora un disegno di legge, come il ministro Frattini ha dichiarato poco fa. Egli ha sostenuto che non vi è alcun articolato, ma il Corriere della Sera parla di 8 articoli:
Nella suddetta intervista viene anche detto, inizialmente, che di fronte al principio supremo della sicurezza dello Stato bisogna consentire alle strutture di prevenzione e di intelligence la possibilità di compiere qualsiasi attività, anche illecita. Queste sono parole pronunciate testualmente dal ministro Frattini.
Signor ministro, conosce il rispetto che nutro per lei, anche quando la critico, ma non credo che in uno Stato di diritto si possano fare affermazioni di questo genere.
Vi è poi la questione che, eufemisticamente, viene definita «delle garanzie funzionali» e, cioè, delle attività coperte da parte degli appartenenti ai servizi, in casi in cui viene messa in discussione la sicurezza dello Stato. Tuttavia, non si può immaginare - come viene anticipato in questa bozza di riforma da parte del Corriere della Sera - che non vi sia un adeguato controllo da parte del Parlamento e un adeguato controllo di legalità da parte dell'autorità giudiziaria. Ciò ci farebbe uscire da uno Stato costituzionale di diritto e ci farebbe entrare in uno Stato autoritario che nessuna logica di emergenza può giustificare.


