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PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il presidente della III Commissione (Affari esteri), onorevole Selva.
GUSTAVO SELVA, Presidente della III Commissione. Signor Presidente, recupererò l'eccedenza di tempo che ho impiegato per illustrare la mia relazione limitandomi, in sede di replica, a fare due sole osservazioni.
Sarei sicuramente molto scoraggiato se fosse giustificata la pioggia di attributi negativi che l'onorevole Mantovani ha rovesciato sulla nostra testa: vuoto, ademocratico, disarmante, eccetera. Pensando, onorevole Mantovani, non soltanto a coloro che vengono considerati i padri dell'Europa, vale a dire a De Gasperi, Schuman, Adenauer, ma anche ad Altiero Spinelli, a François Mitterrand, a Willy Brandt, a Jacques Delors, pongo la seguente domanda: è mai possibile che quegli
uomini abbiano sbagliato tutto, che abbiano determinato una condizione tale da far considerare in chiave così negativa la «costruzione» che stiamo migliorando e che stiamo rendendo, ove possibile, più democratica?
Mi appello a lei: eccettuato il gruppo di Rifondazione comunista, pur da posizioni politiche diverse, ci siamo trovati tutti uniti nello sforzo di rendere più democratico, più sociale e più popolare il processo di costruzione dell'Europa unita; ebbene, non posso credere che, nel dare inizio a tale processo, gli uomini innanzi citati abbiano commesso un errore così «criminale». Ma se ciò non fosse sufficiente, mi dovrebbe spiegare, onorevole Mantovani, perché mai dirigenti e popoli provenienti da un altro sistema politico, nella parte orientale del nostro continente, decidano di condannarsi alla condizione da lei denunciata. Mi rifiuto di credere alle sue affermazioni; e posso giustificarla, onorevole Mantovani, soltanto se vuole spaziare nei cieli dell'utopia, perché se lei ritiene che sia da condannare un sistema politico che è riuscito a rendere impossibile la guerra tra paesi che, ancora sessant'anni fa, erano in guerra tra di loro, che è riuscito a creare condizioni economiche nemmeno lontanamente rapportabili a quelle preesistenti (anche sotto altri sistemi politici), io rifiuto di credere, onorevole Mantovani, che ci stiamo incamminando su di una strada nella quale lei non vede altro che la soggezione dell'Europa agli Stati Uniti d'America, dimenticando, peraltro, che se l'Europa ha potuto ritrovare la sua libertà e la democrazia lo deve anche all'impegno che gli Stati Uniti d'America hanno profuso in Europa durante e dopo la guerra (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).
È questa la ragione per la quale, senza ottimismo, senza tonnellate di retorica, siamo consapevoli che il nostro impegno diventa ancora più gravoso. Mi rendo perfettamente conto che la Banca centrale europea ha bisogno di un controllo forse maggiore delle istituzioni politiche; ma è proprio questo che andiamo cercando: un controllo ancora maggiore del Parlamento, ancora maggiore di quello che è stato configurato con l'elaborazione del trattato sui diritti fondamentali, a Nizza! Non penso che lei, onorevole Mantovani, pur esponente di quella frazione nobile, accettabile naturalmente, da cui tutto mi divide, si senta l'unico ed esclusivo rappresentante del popolo europeo.
Poiché ritengo che ciò non sia vero, traggo motivo di soddisfazione dal seguente fatto: abbiamo tanto parlato di politica bipartisan; ebbene, stavolta, con le firme dei deputati di tutti i gruppi (se non erro, meno il suo) su un documento unitario, noi consegneremo al Governo della nazione italiana un documento che gli consentirà di operare nella direzione di una maggiore democratizzazione, di una maggiore giustizia sociale, di una maggiore integrazione politica in un continente che, onorevole Mantovani, ricerca la pace e la collaborazione tra i popoli attraverso le istituzioni dell'Unione europea (come ha sempre fatto, ripeto, rendendo impossibile altre guerre).
Grazie, onorevoli colleghi, per avere firmato (Applausi dei deputati dei gruppi di Alleanza nazionale e della Lega nord Padania) questo documento; grazie per l'incoraggiamento che state dando al Governo presieduto dall'onorevole Berlusconi (Applausi dei deputati dei gruppi di Alleanza nazionale, di Forza Italia e della Lega nord Padania)!
PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il sottosegretario di Stato per gli affari esteri, Roberto Antonione, che esprimerà anche il parere sulla risoluzione Elio Vito ed altri 6-00012.
ROBERTO ANTONIONE, Sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Signor Presidente, sarò sintetico. Desidero innanzitutto ringraziare tutti i colleghi parlamentari che hanno dato un contributo importante a questo dibattito, un dibattito che, anche nel mio iniziale intervento, avevo definito strategico. Noi abbiamo davanti una sfida straordinaria, quella della costruzione dell'Europa, e oggi, certamente, con questa seduta, poniamo una
prima importante pietra. Desidero esprimere il mio ringraziamento, perché tutti i contributi, anche quelli critici, sono stati per noi fonte di approfondimento e perché le tematiche, che sono state oggetto del dibattito, ci consentono di avere oggi un arricchimento sul piano politico, certamente utile negli appuntamenti che abbiamo di fronte. Quello che risulta politicamente evidente e che ha una valenza straordinaria è proprio il fatto che un'unica risoluzione venga sottoposta all'approvazione di questa Assemblea e che questa risoluzione sia stata sottoscritta da tutti i gruppi, salvo Rifondazione comunista. Quindi, per il Governo questo è un sostegno straordinario che non possiamo far altro che apprezzare. Non possiamo far altro che ribadire il nostro impegno nel confronto con il Parlamento in primis, e, in secondo luogo, all'interno di tutta la società nazionale, per poter ricevere da tutti quegli elementi che ci consentiranno di affrontare questi grandi appuntamenti. Quindi, un ringraziamento al relatore, onorevole Selva, e a tutti quanti voi, che avete contribuito in maniera molto importante. Il Governo accoglie dunque la risoluzione.
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