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MARCO BOATO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARCO BOATO. Signor Presidente, le chiedo la parola - lo avevo preannunciato al Presidente Casini - sull'ordine dei lavori in ragione ad un episodio - di malcostume, credo - che si sta verificando, da alcune ore, davanti alla Camera dei deputati. Un gruppo comico, satirico, televisivo, Le Iene - il quale ha tutta la mia stima ed il mio apprezzamento per l'attività che svolge - oggi non ha il mio apprezzamento e la mia stima perché, da alcune ore, con le foto di due colleghe appartenenti ad un gruppo politicamente lontanissimo da me (ma proprio per questo motivo desidero fare io tale richiamo), Alessandra Mussolini e Daniela Santanché, sta svolgendo una sorta di sondaggio sulle caratteristiche fisiche di queste deputate e sulle preferenze che i deputati hanno nei loro confronti.
Sono lontanissimo dal fare o dal chiedere censure perché non vorrei evocare, magari, interventi del Presidente dell'altro ramo del Parlamento. Però credo sia giusto che un deputato maschio, non appartenente al gruppo politico cui appartengono queste colleghe, rilevi, nell'aula della Camera, che un'attività satirica di questo tipo - di pessimo gusto - non è fatta con le foto di due colleghi maschi di qualunque altro gruppo; si fa soltanto perché si tratta di due donne conosciute (Generali applausi) e ci si permette di aizzare gli istinti anche peggiori, più banali, più volgari non per interferire sulle vicende interne di quel gruppo politico, perché ritengo non ne abbia bisogno. Forse il presidente della regione Lazio, Storace, avrebbe potuto evitare di fare questi riferimenti nelle sue sedi politiche (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza nazionale, del CCD-CDU Biancofiore, della Lega nord Padania e Misto-Nuovo PSI). Questo, comunque, non mi interessa.
Io chiedo che, sul piano politico - ripeto, non chiedo censure - si renda evidente che ci troviamo di fronte, non solo ad una totale assenza di rispetto nei confronti di due colleghe deputate, ma anche - in un'epoca in cui, giustamente, ci battiamo per i diritti delle donne in Afghanistan - ad una mancanza assoluta di rispetto per due donne italiane (Applausi).
PRESIDENTE. L'applauso, che giunge da tutti i settori, conferma il giudizio da lei espresso e al quale, evidentemente, mi associo, manifestando solidarietà alle colleghe che sono apprezzate per le loro capacità e per il modo in cui fanno politica e, in questo caso, ricoprono il ruolo di parlamentari della Repubblica.
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