la giunta nazionale del Coni, nella riunione n. 866 dell'11 aprile 2001, ha approvato il conto consuntivo della Federazione ciclistica italiana per l'esercizio 2000, corredato dalla relazione del collegio dei revisori dei conti, dalla quale si evidenziano gravi disavanzi;
il ragionier Giacomazza - membro del collegio dei revisori dei conti della Federazione ciclistica italiana, in rappresentanza dello stesso Coni - ha denunciato alla giunta nazionale, in data 1o giugno 2001, che il predetto collegio non riceve riscontro, fin dal 1998, da parte della Federazione ciclistica italiana circa i rilievi contabili e amministrativi evidenziati nei periodici verbali di controllo;
il presidente e probabilmente il segretario generale della Federazione ciclistica italiana sarebbero stati iscritti dal pubblico ministero dottor Ippolito della procura della Repubblica di Roma nel registro degli indagati per la gestione della Federciclismo negli anni 1999 e 2000;
a seguito di una intricata controversia giudiziaria ed a scelte gestionali discutibili la Federazione ciclistica italiana si trova ad avere e a dover pagare due organi di stampa ufficiali;
dal 1o luglio al 31 dicembre 1999 tutti i tesserati, benché avessero pagato, all'atto del tesseramento alla Federazione ciclistica italiana, la polizza assicurativa per l'attività ciclistica, hanno svolto inconsapevolmente la loro attività senza la dovuta copertura assicurativa poiché la Federazione ciclistica italiana non aveva provveduto al pagamento della seconda rata del premio dovuto alla Broker Taverna di Genova ed in questa situazione si innestano vari casi di infortunio, che, al momento, non hanno trovato alcuna soluzione;
quanto premesso sta ad indicare una situazione di gravissimo disordine amministrativo e gestionale della Federazione ciclistica italiana -:
quali urgenti iniziative di propria competenza intenda assumere in relazione alle irregolarità descritte.(3-00479)
(27 novembre 2001)