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GIUSEPPE FRANCESCO MARIA MARINELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il testo che ci apprestiamo a votare rappresenta un sensibile contributo alla riorganizzazione del comparto agricolo.
Già con il decreto-legge n. 314 del 25 maggio 1994, durante la XII legislatura, la nostra parte politica si era occupata della materia: in particolare si intendeva fornire una risposta all'esigenza di assicurare efficienza e trasparenza all'attività gestionale dell'AIMA; ma le alterne vicende che caratterizzarono la breve stagione politica della XII legislatura, non consentirono la positiva definizione del provvedimento.
Oggi alla luce degli effetti derivanti dall'applicazione del decreto legislativo n. 165 del 1999 si apportano quelle modifiche ritenute necessarie a dare funzionalità all'AGEA e a restituire al Ministero delle politiche agricole e forestali un ruolo centrale in materia di monitoraggio dell'opera del FEOGA.
In particolare, l'intero comparto agricolo aspetta l'approvazione del provvedimento che consentirà agli organismi pagatori l'immediata esigibilità delle domande di aiuti presentati tramite i centri di assistenza agricoli con l'esplicito risultato di semplificare gli adempimenti velocizzando l'iter di liquidazione.
Parimenti grande è l'attenzione ed il consenso per la parte riguardante la creazione del consiglio di rappresentanza che con i compiti attribuitigli consentirà una partecipazione diretta delle organizzazioni di categoria e dei rappresentanti di filiera.
Certamente non esistono progetti di legge perfetti, per quanto essi siano perfettibili: infatti notevole è stato lo sforzo che la XIII Commissione ha messo in atto per arrivare ad un testo quanto più unitario possibile.
Alla fine si è giunti alla definizione di un provvedimento che contribuisce sensibilmente ad apportare serenità in un settore così delicato.
La Casa delle libertà continuerà il percorso, oggi iniziato, che durante la XIV legislatura consegnerà al paese un comparto agricolo risanato, competitivo, europeo.
Pertanto dichiaro il voto favorevole dei deputati del gruppo di Forza Italia.
MARCO LION. Il decreto-legge sulla riforma dell'AGEA, oltre ad essere ingiustificato (visto il carattere straordinario delle erogazioni), dimostra in sostanza la volontà del Governo di insediare «propri uomini» ai vertici della struttura; infatti il testo del decreto-legge all'articolo 3, comma 1, prevede che, entro sessanta giorni dalla sua conversione in legge, il ministro delle politiche agricole e forestali insieme al ministro dell'economia «rinnovano gli organi dell'AGEA».
Le giustificazioni a supporto del decreto-legge sono inconsistenti per i seguenti motivi.
In primo luogo, l'ufficio monocratico previsto (anche per la scarsa, anzi inesistente spiegazione di cosa sia l'ufficio monocratico) sarà in grado di essere efficiente nei pagamenti?
In secondo luogo, il trasferimento del SIAN al Ministero dell'innovazione - sebbene questa sia una decisione della Conferenza Stato-regioni - non giustifica l'urgenza (vista anche l'inconsistenza fino ad oggi di tale Ministero e la probabile incompetenza dei dipendenti sulle questioni agricole).
Infine, l'anagrafe bovina non è completa per grave responsabilità del Ministero della salute; quindi i pagamenti per gli allevatori non arriveranno fino a quando l'anagrafe non sarà operativa.
L'AGEA, pertanto, non può procedere al pagamento dei rimborsi e sicuramente questo decreto non favorisce tale funzione.
È grave il fatto che dell'ufficio monocratico, che dovrà occuparsi del pagamento effettivo degli utenti, non siano state approfondite le sue funzioni, né ben delineate le componenti. È stato omesso qualsiasi dettaglio, anche il minimo.
Infine nel neocostituito ufficio di rappresentanza purtroppo non è prevista la presenza di un rappresentante delle associazioni dei consumatori; esso peraltro non svolge che funzioni aleatorie e di dubbia efficacia «consultiva».
Insomma, si tratta di un ennesimo colpo di mano del Governo per piazzare i suoi uomini e illudere gli agricoltori sbandierando un'efficienza inesistente.
Per queste motivazioni annuncio l'astensione dei deputati Verdi del gruppo Misto.
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