Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 65 del 20/11/2001
Back Index Forward

Pag. 103


...
DICHIARAZIONE DI VOTO FINALE DEL DEPUTATO CESARE RIZZI SUL DISEGNO DI LEGGE DI CONVERSIONE N. 1838

CESARE RIZZI. Il decreto-legge trae origine e fondamento da una serie di atti internazionali, in particolare dalle risoluzioni ONU n. 1267 del 15 ottobre 1999 e n. 1333 del 19 dicembre 2000 contro i talibani, precedenti all'11 settembre 2001, dovute all'appoggio fornito dalla fazione dei talibani alla rete terroristica Al Qaeda di Bin Laden, già coinvolta in gravissimi attentati.
Sulla base di tali risoluzioni è stato emanato il regolamento CE 467 del 6 marzo 2001, il quale vieta l'esportazione di alcune merci e servizi in Afghanistan; inasprisce il divieto dei voli, fatti salvi quelli a carattere umanitario; prevede il congelamento dei capitali e delle altre risorse finanziarie riconducibili ai talibani o a soggetti considerati, alla stregua di un apposito elenco, vicini a tale fazione.
Dopo l'attentato alle torri gemelle, l'ONU ha adottato una nuova risoluzione (la n. 1373 del 28 settembre 2001), che amplia la portata dell'embargo a tutti i soggetti riconducibili all'attività terroristica. In Italia l'invito dell'ONU è già stato accolto con il decreto-legge n. 373 del 2001, recante «Disposizioni urgenti per contrastare il terrorismo internazionale», valutato positivamente dalla Camera la scorsa settimana.
Quest'ultimo decreto, all'articolo 2, di fatto assorbe completamente il decreto-legge n. 353 attualmente in esame e ne amplia il contenuto, anche se con riguardo particolare agli aspetti finanziari: anziché applicare le sanzioni ai soli «atti compiuti in violazione (...) del regolamento CE 467/2001», il decreto-legge più recente estende le medesime sanzioni agli atti compiuti in violazione di divieti «contenuti in regolamenti adottati dal Consiglio dell'Unione europea, anche in attuazione di risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite».
L'esistenza di punti di contatto e di sovrapposizioni tra i due provvedimenti è stata valutata durante l'esame in Assemblea del decreto; il relatore, onorevole Tarditi, ha però sostenuto la non completa coincidenza tra gli stessi e la necessità di convertire in legge entrambi i decreti.
Il decreto-legge oggi in esame non istituisce nuovi metodi di controllo sulle attività


Pag. 104

illecite, rimandando per l'accertamento delle violazioni al testo unico delle norme in materia valutaria (decreto del Presidente della Repubblica n. 148 del 1988), ma si limita a sancire la nullità degli atti e a quantificare monetariamente le sanzioni in caso di mancato rispetto dei divieti previsti.
Gli atti internazionali che sottostanno all'emanazione di questo decreto-legge colpivano i Talibani in quanto «protettori» di Bin Laden. La mutata situazioni politica, peraltro in via di definizione, in cui i Talibani non hanno più l'effettivo controllo del territorio - e non è provato, peraltro, che essi siano in grado di nascondere il terrorista - non mina le basi del provvedimento in esame, ma piuttosto, se verrà data evidenza del fatto che Bin Laden e gli stessi capi Talibani hanno trovato rifugio presso altri Governi o altre fazioni, sarebbe logico e naturale estendere automaticamente le sanzioni a tali ulteriori soggetti, facendolo anzi con tempestività, per non ripetere il percorso di questo stesso decreto-legge, approvato con tempi lunghi e solo dopo che era avvenuta una strage.
Ciò non potrebbe apparire eccessivamente severo, se pensiamo che altri paesi, come ad esempio la Gran Bretagna sono andati ben oltre le sanzioni economiche, annunciando di voler ricorrere a misure legislative straordinarie per poter tenere in carcere sospetti terroristi senza processo ed invocando lo stato di pubblica emergenza per sospendere la vigenza dell'articolo 5 della Convenzione europea sui diritti umani, che proibisce la detenzione senza processo.
Alla luce di quanto esposto, i deputati del gruppo della Lega nord Padania voteranno a favore della conversione in legge del decreto-legge in esame.

Back Index Forward