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MIRKO TREMAGLIA, Ministro per gli italiani nel mondo. Caro Presidente, cari colleghi, invio innanzitutto un sentito ringraziamento a quanti hanno collaborato alla presentazione e all'iter di questa legge che è, come si sa, la legge ordinaria di attuazione delle norme costituzionali degli articoli 48, 56 e 57. Ricordo le firme: Tremaglia, Vito di Forza Italia, Cè della Lega nord Padania, Volontè del CCD-CDU Biancofiore, Castagnetti della Margherita, DL-l'Ulivo, Stucchi della Lega nord Padania, Giovanni Bianchi della Margherita, DL-l'Ulivo, Soda dei Democratici di sinistra-l'Ulivo. Quest'ultimo è stato relatore di alta capacità e sensibilità.
La questione della legittimità del requisito della residenza per gli italiani all'estero ai fini delle candidature per le elezioni del Parlamento italiano, in relazione all'istituzione della circoscrizione Estero, ha costituito il punto di dissenso e altresì la questione centrale perché l'eventuale bocciatura dell'articolo 8, che si cercava di ottenere con la richiesta di votazione segreta, avrebbe stravolto completamente la legge. Sarebbe venuta a mancare la rappresentanza politica per «l'altra Italia». Decine di anni di battaglia sarebbero state completamente vanificate.
Quando noi diciamo che i candidati nella circoscrizione Estero debbono essere cittadini italiani residenti all'estero facciamo una riserva di carattere costituzionale, che abbiamo ottenuto proprio dall'approvazione dei nuovi articoli 48, 56 e 57 della nostra Carta costituzionale per dare la possibilità ai nostri connazionali di eleggere direttamente i propri rappresentanti nel Parlamento italiano. Per questo e solo per questo è nata la circoscrizione Estero. Da qui nasce l'esigenza assoluta, in linea di diritto e in linea politica, di avere come candidati italiani residenti all'estero: solo così viene garantita la rappresentanza politica degli italiani nel mondo. Non dobbiamo dimenticare che abbiamo scritto nella Costituzione che i dodici deputati e i sei senatori sono assegnati alla circoscrizione Estero e non dobbiamo neppure dimenticare che la legge ordinaria che stiamo esaminando è di attuazione delle norme costituzionali. Questa legittimità assoluta, che noi abbiamo proclamato in tutti questi anni senza trovare opposizioni, se non quella dell'attuale presidente del gruppo misto o quella di Rifondazione comunista, è stata confermata nella sua totalità dalla ribellione indignata del CGIE e dall'azione di informazione compiuta dal CGIE stesso attraverso la convocazione a Montecitorio dei vari gruppi parlamentari.
Insigni costituzionalisti - il professor Baldassarre, presidente emerito della Corte costituzionale, il professor Morbidelli, il professor Lombardi, il professor Fusaro ed il professor Fusini - con i loro illuminati pareri hanno sostenuto la legittimità costituzionale dell'articolo 8 della legge. Se non ci fosse stata tale norma, saremmo arrivati ad un'autentica beffa per milioni di cittadini italiani residenti all'estero che, dopo decenni di attesa e dopo i riconoscimenti costituzionali, se non fosse stato loro riservato il diritto alle candidature, sarebbero stati fagocitati da altri e diversi interessi politici di parte. Se non si fosse trattato di garantire in termini assoluti ai nostri connazionali la rappresentanza politica nelle liste di candidati, e quindi nel Parlamento, non avremmo dovuto certamente scomodare la Costituzione, ma semplicemente avremmo introdotto il voto per corrispondenza che avrebbe assicurato l'elettorato attivo; proprio per raggiungere il nostro obiettivo, quello di avere finalmente deputati italiani, siamo giunti alla istituzione della circoscrizione Estero. Ecco, dunque, il miracolo ottenuto il 29 settembre 1999 e il 18 ottobre 2000 quando si indicarono in numero di dodici i deputati e in numero di sei i senatori «eletti dai nostri connazionali».
Esprimo la mia grande soddisfazione per l'esito della votazione a scrutinio segreto e ringrazio il Parlamento. Possiamo dire che è una bella giornata del Parlamento italiano. Ma, poiché vi sono notizie
improprie, è opportuno chiarire che nessun deputato degli italiani all'estero potrà incidere sui collegi uninominali sul piano nazionale: nessun collegio verrà toccato nel modo più assoluto, mentre ci si limiterà ad incidere, in tutto, solo su dodici posti per la Camera sulla parte proporzionale. Di fronte alle proclamate richieste di diminuzione del numero dei parlamentari, fatte costantemente sia nella bicamerale sia altrove, questa pare a noi una riduzione di lievissima entità, che peraltro serve a risolvere un grande problema: quello della partecipazione e della presenza in Parlamento dei deputati e dei senatori degli italiani all'estero che entrano nel sistema Italia e che costituiscono una grande ricchezza e una risorsa politica, culturale ed economica sul piano dei rapporti internazionali.
Voglio precisare, fornendo un'interpretazione autentica, dal momento che sono io il presentatore della legge, che, quando al punto 4 dell'articolo 8 si prevede che gli elettori residenti all'estero non possano essere candidati nelle circoscrizioni del territorio nazionale, si deve intendere che nell'ambito delle circoscrizioni del territorio nazionale non si può essere candidati sia nel proporzionale, sia nei collegi uninominali che si riferiscono alle circoscrizioni.
Per questo a conclusione dell'esame di questa proposta di legge chiedo, dopo tanto tempo, ai colleghi di esprimere un voto favorevole per un traguardo che è quello della mia vita e perché, approvando la legge, si possa dopo decenni cancellare ogni discriminazione: è un atto di vera democrazia e di giustizia. È un atto d'amore e di riconoscenza verso tutti gli italiani nel mondo che nasce dal profondo del cuore. Dedico questo grande successo a ognuno di voi e a chi mi guida dal cielo.
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