Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 65 del 20/11/2001
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DICHIARAZIONI DI VOTO FINALE DEI DEPUTATI GIAMPIERO D'ALIA E MICHELE SAPONARA SULLA PROPOSTA DI LEGGE N. 339

GIAMPIERO D'ALIA. L'approvazione della proposta di legge relativa all'esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani residenti all'estero rappresenta una tappa importante nel cammino di crescita e di sviluppo della nostra democrazia.
La legge è frutto di una battaglia di civiltà portata avanti con grande determinazione dal ministro Tremaglia, se mi è consentito precisarlo, con il concorso del gruppo parlamentare CCD-CDU che, sul tema, ha presentato una proposta di legge a firma dei colleghi Buttiglione, Volontè, Riccardo Conti, Grillo, Rotondi e Tanzilli.
Sul testo unificato in Commissione si è registrata la piena convergenza di gran parte delle forze politiche presenti in Parlamento e ciò nella consapevolezza che su temi così importanti che allargano le basi della nostra democrazia, che consentono la partecipazione attiva alla vita del paese a


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tanti nostri concittadini che rappresentano l'Italia nel mondo, i quali si sentono legati al nostro paese non solo da un vincolo formale o anagrafico, ma dalla consapevolezza di appartenere alla comunità nazionale, è necessario un ampio consenso.
Con la riforma costituzionale prima e con questa legge poi, muta il concetto di comunità nazionale, che non viene più e solo vista nella sua dimensione territoriale ma come insieme di valori, di tradizioni, di culture che hanno dato vita alla unità dell'Italia e che fanno del nostro paese un serbatoio inesauribile di cultura, di umanità, di intelligenza, caro a tutto il mondo.
L'attribuzione effettiva del diritto di voto ai nostri concittadini residenti all'estero non riconosce solo la piena appartenenza degli stessi alla comunità nazionale (il che sarebbe riduttivo e, comunque, meramente compensativo di anni di fatiche, di sofferenze, di sacrifici e, a volte, di umiliazioni subite), ma rende anche effettivo sotto il profilo sociale, culturale e costituzionale il concetto di comunità nazionale, una comunità che ha le sue radici e la sua fisionomia territoriale in Italia ma che risiede, si articola, si sviluppa nel mondo.
Queste sono le ragioni per le quali il gruppo parlamentare CCD-CDU condivide questa proposta di legge.
Sarà necessario, comunque, vigilare sulla applicazione della legge e ciò, ad esempio, con riguardo alla istituzione dell'anagrafe unica dei cittadini italiani residenti all'estero.
Vi è, infatti, la necessità che il Governo si attivi da subito per superare la disomogeneità dei dati contenuti nelle anagrafi consolari e di quelli contenuti nell'anagrafe degli italiani residenti all'estero tenuta dal Ministero dell'interno.
Tali dati devono, quindi, essere allineati e verificati con quelli in possesso dei singoli comuni italiani. La certezza e la esatta individuazione dei soggetti destinatari della legge è, infatti, il perno sul quale ruota l'applicazione dell'intera legge.
A tale fine, sono certamente confortanti le considerazioni contenute nella relazione tecnico-normativa di fattibilità amministrativa trasmessa dal Governo in data 10 settembre 2001.
Occorre, però, che gli adempimenti anagrafici siano tempestivamente avviati e continuamente monitorati per garantire l'effettività del diritto di voto di tutti i cittadini italiani residenti all'estero.
Questo aspetto è fondamentale soprattutto se messo in relazione con il voto per corrispondenza dei cittadini che risiedono in paesi con i quali l'Italia non intrattiene relazioni diplomatiche e che, pertanto, può essere vulnerato dalla carenza di informazioni sul godimento dei diritti di elettorato.
Proprio per verificare l'attuazione della legge, riteniamo opportuna l'istituzione di un Comitato permanente sugli italiani all'estero.
Si avverte, infatti, l'esigenza di creare un collegamento più stretto tra Governo e Parlamento, sia in ragione dell'attivazione della legge sia per garantire uno stretto rapporto con il ministro Tremaglia per le politiche di sostegno e di sviluppo dei rapporti con gli italiani all'estero.
Un'altra questione importante riguarda la formulazione dell'articolo 8, comma 1, lettera b), della proposta di legge.
Tale disposizione prevede, infatti, che godano del diritto di elettorato passivo nella circoscrizione estera solo i cittadini che sono residenti e elettori nella relativa ripartizione.
È stato evidenziato che la limitazione dell'elettorato passivo evita l'imposizione di candidati non rappresentativi degli italiani all'estero e rende, pertanto, effettiva e genuina la rappresentanza parlamentare dei nostri connazionali e tale impostazione noi abbiamo condiviso, anche se con alcune osservazioni critiche ma certamente costruttive.
Le osservazioni, come è noto, riguardano gli articoli 56, 57, 58 e 67 della Costituzione, posto che, se il legislatore costituzionale avesse voluto restringere il campo di applicazione di tali disposizioni, lo avrebbe fatto in sede di approvazione della modifica costituzionale con la quale è stata introdotta la circoscrizione Estero ed è stato definito il numero dei deputati


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e dei senatori da eleggervi. Ciò nondimeno, a fronte della considerazione che tali questioni andavano affrontate e risolte dalla riforma costituzionale del 2001 e non in sede di approvazione della legge ordinaria, abbiamo preferito il mantenimento della restrizione del diritto di elettorato passivo e ciò all'evidente scopo di garantire il principio (cardine della legge) di genuinità della rappresentanza politica e parlamentare della circoscrizione Estero.
Tale orientamento muove anche dalla constatazione che è cambiato il concetto di comunità nazionale, la quale travalica i confini fisici del nostro paese. Proprio in ragione della costituzionalizzazione del nuovo concetto di comunità nazionale, che ha comportato la modifica delle circoscrizioni elettorali e la previsione della circoscrizione Estero chiamata ad eleggere dodici deputati e sei senatori, si è giunti a queste conclusioni.
La restrizione del diritto di elettorato passivo può quindi giustificarsi solo in questa logica.
Cionondimeno, riteniamo che queste perplessità non possano costituire ritardo o ostacolo alla approvazione della legge fortemente voluta dal nostro gruppo parlamentare e che esse non offuschino il giudizio positivo nei confronti del provvedimento, né l'apprezzamento per il lavoro svolto dal ministro Tremaglia che ha consentito di restituire dignità politica e istituzionale ai nostri connazionali all'estero e di rafforzare, per ciò stesso, la democrazia italiana.
Per queste ragioni dichiariamo il voto favorevole dei deputati del gruppo parlamentare CCD-CDU sulla proposta di legge in esame.

MICHELE SAPONARA. I deputati del gruppo di Forza Italia voterà, in modo convinto, a favore della proposta di legge relativa all'esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani all'estero ed esprimono gratitudine al ministro Tremaglia, alla cui determinazione e tenacia si deve la conclusione di una vicenda politica ed istituzionale che viene da lontano.
Questa legge con cui l'Italia si allinea agli altri paesi democratici che da tempo consentono a tutti i cittadini l'esercizio del diritto di voto costituisce l'attuazione degli articoli 48, 56 e 57 della legge costituzionale n. 1 del 2000 e n. 1 del 2001 ed è stata voluta da tutte le forze politiche, così come risulta dai nomi dei firmatari.
Mi corre l'obbligo, e lo faccio con piacere, di esprimere gratitudine anche al relatore, onorevole Soda, che ha supportato in modo intelligente, convinto e determinato, l'opinione del ministro Tremaglia. È stato detto che la legge è figlia della fretta e che poteva essere fatta meglio. Orbene, tutto si può sempre fare meglio.
Nel nostro caso è stato fatto tutto il possibile perché venisse approvata una buona legge. Il testo iniziale della proposta di legge, come risulta agevolmente dall'esame visivo dello stampato, ha subito molte modifiche a seguito dell'accoglimento di numerosi emendamenti.
Si è parlato di sospetta incostituzionalità dell'articolo 8 perché in contrasto con l'articolo 51 della Costituzione. Il ministro Tremaglia ha richiesto dei pareri pro veritate a cinque costituzionalisti ai professor Morbidelli, Lombardi, Frosini, Balduzzi e Fusaro; i quali hanno diradato ogni dubbio in materia.
L'onorevole Soda, a parte i pareri dei costituzionalisti, ha dimostrato che l'articolo 8 è in piena linea con l'articolo 48 della Costituzione che prevede l'istituzione della circoscrizione Estero.
Condivido pienamente le sue argomentazioni ed aggiungo: se si voleva svincolare l'elettorato passivo dalla residenza, non c'era bisogno di modificare la Costituzione; bastava una legge ordinaria che consentisse a tutti i cittadini residenti all'estero di votare per corrispondenza o davanti ad agenti consolari.
La ratio dell'articolo 8 è quella di garantire ai cittadini residenti all'estero l'effettivo esercizio del diritto di voto e l'effettiva rappresentanza, evitando che vengano catapultati all'estero candidati nazionali.
Concludendo: il provvedimento è in linea con la Costituzione, è rispettoso dei diritti e dei sentimenti dei cittadini residenti all'estero ed è caratterizzato da una grande moralità politica.

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