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PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rizzi. Ne ha facoltà.
CESARE RIZZI. Chiedo l'autorizzazione alla pubblicazione in calce al resoconto stenografico della seduta odierna del testo della mia dichiarazione di voto (Applausi).
PRESIDENTE. La Presidenza la autorizza.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bonito. Ne ha facoltà.
FRANCESCO BONITO. Signor Presidente, ancorché si tratti di un argomento molto importante, non affannerò l'Assemblea con un lungo intervento, anche perché non vi è molto da dire. Cercherò di esprimermi in modo assolutamente sintetico ma - mi auguro - chiaro. Noi voteremo a favore del provvedimento in esame, lo esplicitiamo con grande chiarezza, ma anche con altrettanta sofferenza, giacché gli emendamenti che avevamo sottoposto all'attenzione della Commissione e dell'Assemblea erano molto significativi e rappresentavano esigenze molto importanti che avrebbero meritato una attenzione più grande da parte della maggioranza. Il provvedimento deve essere
votato dall'intera Camera dei deputati perché ciò ci viene richiesto dalla comunità internazionale. I presupposti di diritto internazionale del decreto-legge - è noto - sono radicati in una risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'ONU, in un regolamento e in una decisione della Comunità europea.
La Camera dei deputati e l'intero Parlamento hanno l'obbligo, evidentemente, di onorare tali decisioni internazionali. Nella parte di disciplina che lo stesso regolamento europeo rimette alla potestà degli Stati membri noi rinveniamo degli elementi non condivisibili, che quindi rendono sofferto il nostro voto positivo al provvedimento di conversione del decreto legge. Abbiamo esplicitato i momenti di sofferenza attraverso gli interventi degli onorevoli Fanfani, Finocchiaro e Mantini. Ci sembra assolutamente ingiusto ed inopportuno che comportamenti molto gravi, previsti dal regolamento europeo, assimilati a comportamenti del tutto omogenei e gravemente sanzionati dal codice penale, nel provvedimento di conversione vengano assimilati a illeciti amministrativi e puniti con sanzioni amministrative.
Abbiamo sanzionato - lo ricordo, anche se ne abbiamo discusso solo pochi minuti fa - come illecito amministrativo e, quindi, con il pagamento di una semplice somma di denaro, ancorché rilevante, il finanziamento di un'attività terroristica. E ciò l'abbiamo fatto perché, pochi giorni fa, abbiamo approvato un'analoga norma nell'ambito di un altro provvedimento contro il finanziamento del terrorismo. Ritengo si sia data prova dell'assoluta illogicità e debolezza logica di questo argomento.
Inoltre, non ci convince affatto il rifiuto opposto al nostro tentativo di coordinare il provvedimento al nostro esame con la legge relativa al rientro dei capitali dall'estero. Anche in questo caso, intendo, in modo assai breve e sintetico, replicare alle argomentazioni del collega Ghedini.
Delle due l'una: se questa norma è - come sostiene il collega Ghedini - perfettamente inutile, non vedo per quale ragione non debba essere approvata, tutto sommato, repetita iuvant; se, viceversa, serve e io ritengo che serva - giacché noi come parte politica e come coalizione abbiamo posto un problema, vale a dire che vi è una legislazione nazionale sul rientro dei capitali dall'estero che, a nostro avviso, può essere uno strumento utilizzato per il finanziamento del terrorismo - cerchiamo tutti insieme di affrontare tale problema, perché ritengo sia interesse della comunità internazionale affrontarlo.
Per entrare, poi, nello specifico della nostra proposta emendativa, bene ha fatto il collega Ghedini quando ha ricordato che, nella legislazione approvata sul rientro dei capitali dall'estero, è stato stabilito che la dichiarazione che viene presentata agli intermediari - sostanzialmente, agli istituti di credito - non può costituire elemento di sospetto. Ma, qui sta il problema: vogliamo che questo scudo, posto da quella legislazione, venga meno e che l'elemento di sospetto venga valutato allorché ci sia la dichiarazione. Infatti, ciò può consentire, in qualche modo, l'attivazione di un'attività di indagine, di ricerca e conoscitiva di comportamenti, che tutti universalmente riconosciamo come assai gravi e che meritano la massima attenzione possibile.
Per queste ragioni - lo ribadisco - il gruppo dei Democratici di sinistra voterà favorevolmente sul disegno di legge di conversione del decreto-legge al nostro esame ribadendo, altresì, tutta la sofferenza per tale voto favorevole.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Naro. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE NARO. Signor Presidente, nel dichiarare il voto favorevole dei deputati del gruppo del CCD-CDU Biancofiore, desidero svolgere alcune brevi considerazioni in aggiunta a quelle fatte ieri, in discussione sulle linee generali.
Il Parlamento è attualmente impegnato a convertire in legge tre importanti decreti-legge, che hanno già dispiegato positivi e concreti effetti nell'azione di contrasto al terrorismo.
Sulla conversione in legge di uno di questi decreti, il n. 353, ci apprestiamo a votare. Esso è incastonato tra gli altri due con precisi rapporti di necessarietà.
Si tratta di un decreto-legge relazionato con tutti i provvedimenti di contrasto globale al terrorismo, dalle risoluzioni dell'ONU 1267/1999, 1333/2000 e 1373/2001 al regolamento comunitario n. 467, solo per indicare i riferimenti basilari.
Tale provvedimento rappresenta la fase operativa della strategia, elaborata ai più alti livelli nei consessi internazionali, ove si incontrano e tentano di amalgamarsi le urgenze, le istanze, le aspettative di chi vive il tempo presente. È una fase operativa di cui si avverte maggiormente la reale portata solo se si pensa che essa si somma alle fasi operative di tutti gli altri paesi. Solo in tal modo si può avere la sensazione di trovarsi di fronte ad una forza d'urto veramente considerevole. Il decreto-legge al nostro esame, introducendo la quantificazione della specificità delle sanzioni anche di rilevanza penale, costituisce un valido motivo di deterrenza.
Per tali motivi, dichiaro il voto favorevole dei deputati del gruppo del CCD-CDU Biancofiore.
GIAN PAOLO LANDI di CHIAVENNA, Relatore per la III Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIAN PAOLO LANDI di CHIAVENNA, Relatore per la III Commissione. Signor Presidente, come relatore per la Commissione affari esteri e comunitari, vorrei ringraziare tutti i colleghi che hanno lavorato con noi su questo provvedimento di grande importanza e di grande delicatezza. Vorrei condividere la ratio, lo spirito che ne ha segnato il percorso, anche politico; mi riferisco in particolare agli emendamenti del collega Fanfani e della collega Finocchiaro che noi abbiamo condiviso, anche nella portata e nella finalità che li ha ispirati. Ne abbiamo dato un'interpretazione diversa, come il presidente Pecorella ha correttamente delineato, per creare un percorso di uniformità di carattere anche metodologico rispetto al voto espresso da questa Camera pochi giorni fa, in ordine al decreto-legge n. 369. Sarebbe stato abbastanza paradossale imporre sanzioni, in questa sede, in modo diverso rispetto al provvedimento assunto qualche giorno fa.
Quanto in particolare al compito che ho assunto in qualità di relatore per la Commissione esteri, ieri ho espresso, attraverso una relazione articolata, le posizioni della maggioranza. Vorrei soltanto ricordare che si stanno delineando nuovi confini di geopolitica; si rafforzano e si ampliano vecchie e nuove alleanze, in uno scenario nuovo, importante e strategico per il futuro della democrazia e della libertà del mondo. Bene, dunque, hanno fatto il Governo ed il Parlamento ad adottare una serie di provvedimenti d'urgenza - tra cui quello che stiamo per votare - che sono diretti ad inaridire le fonti finanziarie del terrorismo, con un'azione che si colloca in un indispensabile quadro di collaborazione internazionale. E bene hanno fatto le forze politiche a concordare con tale impostazione.
Signor Presidente, sui grandi temi che coinvolgono la sicurezza, la libertà e la democrazia del mondo non c'è divisione di parte; è importante che in questo consesso, nel Parlamento, che è l'istituzione più alta e nobile della rappresentanza politica del nostro paese, vi sia condivisione ed unità di indirizzo sui grandi temi che coinvolgono le libertà e le democrazie del mondo. È per questo che ringrazio anche gli esponenti dell'opposizione per aver dato, anche con le dichiarazioni di voto finale, dimostrazione di sensibilità nei confronti dell'attività del Governo e, più in generale, dell'interesse del paese.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Fanfani. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE FANFANI. Signor Presidente, vorrei dire brevemente alcune parole per illustrare il voto favorevole dei deputati del gruppo al quale appartengo. È il momento
delle decisioni gravi. E non solo questa sera. Abbiamo dato ampia prova della responsabilità comune di questo Parlamento quando, alcuni giorni fa, abbiamo affrontato un tema ben più grave e ben più spinoso per quelli che, come me, avevano caro il concetto di pace e che mantengono fermo il loro impegno per la pace, al di là del voto espresso in quella sede.
Questa sera abbiamo esaminato e ci apprestiamo a convertire in legge un decreto-legge che ha la funzione di combattere il terrorismo internazionale e che si inquadra in una serie di provvedimenti diversi, che vanno dalle disposizioni contro il terrorismo, alle misure di lotta al suo finanziamento, fino all'attuale decreto-legge relativo alla fazione afgana dei talibani. Abbiamo già espresso il nostro voto favorevole sul precedente provvedimento contro il finanziamento del terrorismo internazionale e, certamente, esprimeremo analogo voto domani, quando affronteremo l'altro provvedimento sul terrorismo internazionale.
Ma questo non fa venir meno le censure che in questa sede sono state avanzate, anche da chi ha parlato a nome del gruppo prima di me, sul fatto che il provvedimento si pone in netto contrasto con comportamenti precedentemente tenuti dall'attuale Governo quando ha fatto approvare le leggi sulle rogatorie e sul rientro dei capitali. Non è per polemica che affronto questo problema (Commenti di deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza nazionale).
No, non è per polemica. Vi ho già detto l'altra volta che è necessario un coordinamento tra questi fatti: non si può, da un lato, combattere il terrorismo internazionale o approvare norme che si pongono contro il finanziamento del terrorismo internazionale e, dall'altro, approvare una legge sul rientro dei capitali, che, lo si voglia o meno, favorirà, comunque, l'effetto pernicioso da noi denunciato (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-l'Ulivo e dei Democratici di sinistra-l'Ulivo)! Lo favorirà, comunque! Non dico che voi lo abbiate voluto; dico che sarà un effetto inevitabile: nel momento stesso in cui consentite che i capitali rientrino in Italia sotto copertura, automaticamente create i presupposti per negare l'effetto di questo provvedimento che oggi noi, con responsabilità, stiamo approvando.
È questo il momento delle responsabilità e il centrosinistra ha dimostrato in quest'aula, anche nei giorni scorsi, di avere tanta responsabilità. Noi voteremo a favore, malgrado tutte le censure che oggi vi abbiamo fatto e che domani vi faremo, perché il nostro gruppo per tradizione storica ha il senso profondo della responsabilità istituzionale.
VITTORIO TARDITI, Relatore per la II Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VITTORIO TARDITI, Relatore per la II Commissione. Signor Presidente, ritengo che alle argomentazioni dell'onorevole Fanfani abbia già risposto il relatore per la III Commissione, e quindi mi limiterò soltanto ad un ringraziamento per il lavoro svolto insieme, a tutti i membri delle due Commissioni e ai funzionari.
PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
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