![]() |
![]() |
![]() |
GERARDO BIANCO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GERARDO BIANCO. Signor Presidente, vorrei sollevare un problema. Credo che, prima di iniziare questa seduta, sia necessario un chiarimento su una delicata questione istituzionale.
I giornali oggi danno molto rilievo ad un attacco che il Presidente del Senato avrebbe rivolto a lei per alcune dichiarazioni rese in Assemblea. Io non intendo ovviamente esprimere il mio pensiero su quello che lei ha detto, perché lo condivido. Quindi, non esprimo altre valutazioni positive. Credo solo che scambiare la difesa del voto dei parlamentari, espresso liberamente, per una sorta di censura alla stampa sia un grosso abbaglio che va ovviamente chiarito. Però, signor Presidente, credo che, al di là di questo problema, ci sia una delicata questione che investe i rapporti tra la Camera e il Senato.
Lei ha espresso il suo pensiero in questa sede, e questo suo pensiero si riferisce ad un dibattito che si è svolto in Assemblea; censurare il suo pensiero non significa soltanto non aver capito che cosa esattamente lei ha detto, ma significa anche interferire nei lavori dell'Assemblea, configurandosi, in un certo senso, una sorta di contrasto tra due istituzioni che dovrebbero armoniosamente procedere ed andare avanti.
Io le chiedo formalmente, se mi consente, di esprimere il suo parere su questa questione delicata. Non credo che, in precedenza, si siano verificati altri casi di questo genere. È una questione delicata che richiede, da parte della Camera, e, quindi, da parte sua, che la rappresenta al più alto livello, una precisazione, per evitare che si possano determinare queste situazioni e per evitare, soprattutto, che si equivochi su una questione. Non è intaccata, infatti, la libertà di stampa, che lei ha difeso e che noi difendiamo, si è difesa invece - ripeto - la libera espressione del voto dei parlamentari, che vengono indicati come fedifraghi oppure come persone che inseguono altre esperienze politiche che sono state nefaste per il paese.
Lei ha condannato entrambe le posizioni in modo giusto in questa Assemblea, ma la questione che sollevo è di altro genere. Le chiedo di esprimere il suo pensiero in materia.
PRESIDENTE. Onorevole Bianco, ho grande rispetto per lei. Le ho dato la parola perché sono consapevole che l'episodio non ha precedenti nella nostra vita parlamentare. Però, mi consenta di non risponderle nel merito né di aprire alcun dibattito.
Non intendo, infatti, da questo seggio, alimentare alcuna polemica istituzionale. Vi prego, dunque, di non continuare su questo punto (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).
![]() |
![]() |
![]() |