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PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per le comunicazioni, dottor Giancarlo Innocenzi, ha facoltà di GIANCARLO INNOCENZI, Sottosegretario di Stato per le comunicazioni. Signor Presidente, in relazione all'atto parlamentare cui si risponde, si fa presente che la società Telecom Italia, interessata in merito a quanto rappresentato dagli onorevoli interroganti, ha comunicato che, come è noto, nella notte fra il 29 e il 30 agosto ultimo scorso, la zona pedemontana del Piemonte è stata colpita da ripetute e violentissime precipitazioni, che hanno assunto il carattere di veri e propri nubifragi, causando ingenti danni alle linee elettriche e telefoniche. L'intensità con cui simili eventi atmosferici e si sono manifestati è stata tale da indurre le autorità regionali a far ricomprendere le precipitazioni verificatesi ad agosto, nelle zone di
Biella, Novara e Cuneo, tra le calamità naturali per le quali è stato previsto un contributo straordinario in favore dei comuni interessati, che sono stati costretti ad approntare opere di pronto intervento per far fronte all'emergenza.
PRESIDENTE. L'onorevole Delmastro Delle Vedove ha facoltà di SANDRO DELMASTRO DELLE VEDOVE. Signor Presidente, signor sottosegretario, proprio perché lei si è limitato a leggere una nota proveniente dalla Telecom, non esito a dichiararmi totalmente insoddisfatto. Quando si parla di telefonia e quando si ascoltano le risposte come quelle da lei fornite, si ha sempre la sensazione - lei riesce a dare questa suggestione - che il futuro sia, in realtà, già cominciato. Ci si rende conto, invece, che un colosso come la Telecom, che interviene in tutto il mondo, anche in Serbia - quando magari dovrebbe riservare le energie al territorio nazionale - è messo in ginocchio da un banale temporale; lo ripeto: un banale temporale, signor sottosegretario! Vivo nel biellese ed ho assistito a forti temporali (accade normalmente nelle aree pedemontane).
biellese è rimasta per 15 giorni con l'impossibilità di comunicare. Per fortuna della Telecom! I dirigenti, infatti (poiché la società di comunicazioni non può comprimere il diritto all'imprecazione) hanno avuto la fortuna di non ascoltare - causa l'interruzione delle linee - le ingiurie e contumelie che arrivavano da tutte le parti d'Italia. Anche i sindaci hanno protestato, signor sottosegretario! Il presidente della provincia! Altro che Telecom!
PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento dell'interpellanza e delle interrogazioni all'ordine del giorno.
In tale contesto, pur comprendendo che le considerazioni esposte non valgono ad eliminare i disagi supportati nell'occasione dagli utenti, vanno inquadrate e valutate le difficoltà incontrate dalla società Telecom, nel gestire sia la fase della segnalazione dei guasti sia quella successiva di diagnosi e riparazione. In proposito, occorre ricordare che, in un brevissimo lasso di tempo, sul front end telefonico dedicato (191, 182 e 187) si è riversato un rilevante numero di richieste di intervento e di solleciti, mentre i sopralluoghi subito effettuati hanno evidenziato che, in molti casi, le fulminazioni avevano causato guasti multipli, coinvolgendo sia gli impianti presso i clienti, sia intere tratte di cavo sotterraneo o di linee aeree che, per essere ripristinate, hanno richiesto interventi di notevole entità, con il ricorso anche a lavori di scavo. Per limitare al massimo i tempi di riparazione e di ripristino delle utenze e delle infrastrutture in provincia di Biella, la società Telecom ha utilizzato tutto il personale locale, il quale ha svolto, nel periodo dal 30 agosto al 15 settembre 2001, più di 500 ore di prestazioni straordinarie - oltre al personale impiegato presso le imprese esterne che, normalmente, collaborano con la società Telecom - per un totale di una media giornaliera di circa 90 unità.
Pertanto, coerentemente con quanto stabilito all'articolo 12 del decreto del Presidente della Repubblica 19 settembre 1997, n.318, recante il regolamento per l'attuazione di direttive comunitarie nel settore delle telecomunicazioni, e con il capitolato d'oneri annesso alla delibera dell'autorità per le garanzie nelle comunicazioni n. 820/00/CONS, la predetta società ha fatto il possibile per garantire il mantenimento del servizio a livello massimo consentito dalla situazione di calamità determinatasi a seguito del nubifragio verificatosi alla fine del mese di agosto 2001. Già nel corso della prima settimana di settembre 2001, infatti, è stata attuata la riparazione dei guasti lamentati dalle imprese e dalle attività commerciali, mentre, entro la seconda settimana, sono stati ultimati anche tutti gli altri interventi, a dimostrazione della capacità della locale struttura Telecom di fronteggiare una situazione di difficoltà e di particolare gravità riconosciuta anche dalle competenti autorità regionali.
La mia interrogazione, in realtà, si ricollega a quella svolta in precedenza sulla capacità della Telecom di realizzare utili riducendo il personale ed i servizi; come sta facendo la società Poste Italiane Spa, che realizza gli utili di bilancio o il pareggio di bilancio eliminando persino le cassette delle lettere ed obbligando gli impiegati a fare i postini, o Trenitalia, che - a parte le trasmissioni televisive di propaganda - manda in viaggio rottami che neppure nei film western potrebbe essere utilizzati.
A questo punto, gli italiani devono sapere che, per un banale temporale, una zona ad altissima concentrazione industriale, artigianale, commerciale come il
Vede, cerchiamo il progresso nella società. La Telecom è, evidentemente, un colosso fatto di regressisti moderati. È vero, infatti, che nella gestione di una società che viaggia autonomamente il Governo non può intervenire, ma se garantisce la fornitura del servizio! Altrimenti, il Governo ha il dovere di intervenire e di pretendere che Telecom - com'è stato scritto nella precedente interrogazione - non «concentri» per migliorare il servizio. In realtà, deve «reggersi» per realizzare maggiori utili mediante minori spese in servizi a Torino o a Bari, eliminandole dalle zone che la Telecom considera periferia e che invece sono zone ad altissima concentrazione industriale. Se vogliamo veramente che le nostre imprese siano europee, dobbiamo far sì che questo colosso - che dovrebbe essere mondiale e che invece non è in grado di porre riparo, se non in 15 giorni, a qualche fulmine - espleti il proprio servizio come Dio comanda.
Vorrei fare un'ultima notazione riguardante i danni. La Telecom come risponde, signor sottosegretario? Con clausole contrattuali. Vada a verificare e si renderà conto che la clausola contrattuale riguardante tale materia è una compilation di ingiustizie, di iniquità e di vessatorietà senza limiti ed impedisce assolutamente di poter ottenere il risarcimento dei danni.
Se il servizio è questo, onorevole sottosegretario, se il risarcimento del danno è quello che offre la Telecom - anzi, si dovrebbe dire «che non offre» la Telecom - allora, ho la sensazione che il luddismo (lei è persona colta e capirà il riferimento) sia bensì nato in Inghilterra, ma, forse, a causa del primo insediamento in quel territorio della società Telecom! La provincia di Biella è stata messa in ginocchio per 15 giorni, e le ricordo, onorevole sottosegretario, che in quella zona del paese sono presenti importanti insediamenti produttivi, operanti nell'industria tessile e dell'abbigliamento, attivi in tutto il mondo: dalla Fila alla Cerruti e all'Ermenegildo Zegna. Tutta l'industria biellese è stata messa in ginocchio per 15 giorni a causa di un banale temporale!
Credo che la mia interrogazione debba rappresentare l'occasione per un'esecrazione del comportamento di una azienda che, pur avendo la pretesa di essere un colosso mondiale, stoltamente e vergognosamente realizza gli utili riducendo la qualità e la quantità dei servizi offerti.
Sospendo la seduta, che riprenderà alle ore 12.


