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C) Interrogazioni:
delibera in favore di gente protestata e anche in questo caso nonostante la garanzia è pari al 100 per cento;
(Interrogazione non iscritta all'ordine del giorno, ma vertente sullo stesso argomento)
l'Istituto Tagliacarne, a seguito di elaborazione dei dati della Banca d'Italia relativi all'anno 2000, ha offerto un quadro significativo delle difficoltà che incontrano i giovani imprenditori rispetto al mondo del credito bancario;
il vecchio pregiudizio secondo cui nel sud mancherebbe la cultura dell'impresa viene smascherato attraverso i dati offerti dal predetto istituto, che confermano come un'azienda che voglia nascere ed operare in Calabria paga un costo del denaro che sfiora il 10,5 per cento, mentre la stessa impresa che voglia nascere ed operare in Lombardia affronta un costo finanziario del 5,6 per cento;
le banche, d'altra parte, evidenziano che gli impieghi in Calabria registrano sofferenze pari al 23,3 per cento contro un rischio che, in Lombardia, si attesta al 3,2 per cento e che dunque è normale, in tale quadro, la lievitazione del costo del denaro;
si ha inoltre la sensazione che gli istituti di credito, nel Mezzogiorno, preferiscano la raccolta e la gestione del risparmio anziché gli impieghi;
è evidente che si genera un meccanismo perverso che, in buona sostanza, congela ogni possibilità di serio sviluppo delle attività produttive nelle aree più deboli del sud, e segnatamente in Calabria;
appare necessario un intervento equilibratore che consenta di offrire all'imprenditoria del Mezzogiorno pari opportunità rispetto all'imprenditoria delle aree già sviluppate del nord -:
quali iniziative il Governo intenda assumere al fine di garantire alle imprese del Mezzogiorno, e segnatamente della Calabria, pari opportunità, dal punto di vista degli oneri finanziari derivanti dalle risorse creditizie, rispetto alle imprese delle aree più sviluppate del nord del Paese.
(3-00082)
(11 luglio 2001)
l'Istituto Tagliacarne, sulla base dei dati forniti dalla Banca d'Italia, ha promosso una ricerca resa nota da Il Sole 24 ore il 9 luglio 2001;
dalla ricerca emerge la conferma di una differenza enorme nei tassi di credito praticati dagli istituti di credito meridionali rispetto a quelli praticati nel nord del Paese;
risulta una differenza media di oltre 2 punti percentuali in quanto si passa dal 9,01 per cento praticato a Potenza, Matera, Avellino, Cosenza, Reggio Calabria al 6,61 medio praticato nelle aree economicamente forti di Milano, Torino, Lecco, Lodi, Parma, Prato;
la differenza maggiore tra sofferenze ed impieghi si registra al sud, dove le sofferenze raggiungono mediamente quasi il 20 per cento con il picco della Calabria che svetta al 23,3 per cento mentre nel nord-ovest addirittura è al 3,4 per cento;
la ricerca pone in evidenza come questa differenza trovi la ragione d'essere nella struttura imprenditoriale del Mezzogiorno, in quanto oggettivamente più debole e frammentata e con una maggiore incidenza del sommerso che poi si riflette nella trasparenza dei bilanci;
è paradossale che nel Mezzogiorno la raccolta supera gli impieghi e gli istituti di credito convogliano il denaro in quelle regioni del nord dove c'è maggiore redditività e minori rischi;
le imprese meridionali infatti lamentano che gli istituti di credito pongono la loro attenzione maggiormente alle garanzie che allo sviluppo del progetto imprenditoriale, con il rischio purtroppo di spingerli verso mercati alternativi;
l'assenza di concorrenza ha inoltre determinato che le banche esterne che si sono trovate ad operare nelle realtà meridionali, anziché elevare gli standard competitivi, si sono adattate agli standard dei sistemi locali -:
quali iniziative intenda adottare affinché si eviti che il sistema creditizio penalizzi il tessuto economico e produttivo del Mezzogiorno, soprattutto in relazione alle piccole e medie imprese, in quanto l'economia del Paese ha il bisogno di un sud maggiormente competitivo agendo innanzitutto sulla leva del credito.
(3-00164)
(1o agosto 2001)
il Cestrim (Centro studi e ricerche sulle realtà meridionali) di Basilicata, che gestisce tre centri antiusura, ha denunciato, nei giorni scorsi, il problema concernente l'azione dell'intero sistema creditizio in Basilicata e nell'intero Mezzogiorno che non poco incide sul triste fenomeno;
la recente ricerca promossa dall'Istituto Tagliacarne, e resa nota dal Sole 24 Ore, ha evidenziato come gli istituti di credito meridionali adottino tassi di interesse di 3-4 punti percentuali più elevati rispetto al resto del Paese;
l'esperienza delle associazioni e delle Fondazioni antiusura in Basilicata e nel Mezzogiorno è tale per cui tali considerazioni circa il rapporto discriminante adottato dagli istituti di credito risultano comprovate dagli atti della loro attività;
dettagliata è la denuncia formulata dal Cestrim in merito all'azione portata avanti dagli istituti di credito meridionali sulla base dell'esperienza lucana della Fondazione Antiusura «Mons. Cavalla» di Matera;
rivendicando a loro la discrezionalità della concessione del prestito, le banche non sempre elargiscono ciò che la Fondazione regolarmente delibera a favore di gente che davvero è schiava di questa condizione di usurati e non concedono il prestito neanche dinanzi al fatto che la Fondazione è disposta ad offrire il 100 per cento di garanzia;
le Banche, a volte, non accettano neppure le pratiche che la Fondazione
la celerità e la tempestività sono due variabili importantissime per salvare famiglie ed imprenditori dalla morsa degli usurai e purtroppo le banche come denuncia il Cestrim non sempre agiscono con celerità tant'è che il Banco di Napoli con sede a Matera ha sospeso tutte le pratiche perché si è avviata la fase estiva delle ferie;
il fenomeno dell'usura è una piaga sociale che attanaglia nella sua morsa una parte importante e significativa dell'economia meridionale con gravi ripercussioni sociali -:
se il Governo intenda intervenire affinché venga rivista l'intera politica del credito nel nostro Paese nei confronti del sud e che venga data, effettivamente, applicazione alle normative approvate nel corso della precedente legislatura con l'obiettivo di aiutare il tessuto economico e produttivo del Mezzogiorno a liberarsi dal giogo della illegalità e di prevedere adeguati sostegni alle associazioni e alle fondazioni che svolgono un delicatissimo compito in queste realtà socialmente difficili.
(3-00108)