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PRESIDENTE. L'onorevole Cristaldi ha facoltà di NICOLÒ CRISTALDI. Signor Presidente, onorevole Vicepresidente del Consiglio, quando, lo scorso 4 novembre, il Capo dello Stato ha auspicato che ogni famiglia tenga in casa una bandiera italiana, ho subito pensato al mio ruolo territoriale, essendo sindaco di una piccola città, Calatafimi Segesta, dove il 15 maggio del 1860, com'è a tutti noto, si svolse un epico scontro dei garibaldini che fu fondamentale per la battaglia risorgimentale e per l'unità nazionale. Il 15 maggio di ogni anno, in quella cittadina, ogni famiglia espone il Tricolore d'Italia.
PRESIDENTE. Il Vicepresidente del Consiglio dei ministri, onorevole Gianfranco Fini, ha facoltà di GIANFRANCO FINI, Vicepresidente del Consiglio dei ministri. Anzitutto, mi compiaccio con lei, onorevole Cristaldi, per l'esempio che ha voluto richiamare in quest'aula, circa l'iniziativa assunta dal comune di Calatafimi, di cui ella è sindaco.
di cittadinanza, che ricomprende la coscienza di una comune appartenenza ad una società civile, unitamente al sentimento di identità nazionale, pur nel rispetto doveroso delle diversità culturali che riflettono la grande ricchezza di tradizioni e di esperienze derivanti dalla nostra storia.
PRESIDENTE. L'onorevole Cristaldi ha facoltà di NICOLÒ CRISTALDI. Signor Presidente, siamo soddisfatti della risposta fornita e, naturalmente, prendiamo anche atto delle dichiarazioni del Governo circa l'opportunità di un maggiore coinvolgimento del mondo della scuola nel ricordare non tanto il simbolo del Tricolore d'Italia, ma soprattutto le ragioni storiche e culturali che hanno portato all'unità nazionale. Cogliendo quello che il Vicepresidente Fini ha riferito in quest'Assemblea, mi permetto di chiedere al Presidente della Camera e allo stesso Governo di creare le condizioni perché una nostra proposta di legge, oltretutto già presentata, a prima firma dell'onorevole Alboni, possa essere individuata nella Conferenza dei Presidenti di gruppo come uno degli strumenti utili al proseguimento lungo la strada da noi auspicata ed indicata dallo stesso Vicepresidente del Consiglio dei ministri.
PRESIDENTE. La Presidenza terrà conto anche di questo invito che le è stato rivolto.
Tutto questo è stato possibile grazie alla collaborazione tra le istituzioni e il mondo della scuola. Esiste un apposito comitato e vi è un coinvolgimento, anche emotivo, delle istituzioni e della scuola; e noi pensiamo che l'esempio proveniente da questa piccola città possa essere, in qualche maniera, un veicolo per realizzare l'auspicio formulato dal Capo dello Stato. Sappiamo che le iniziative possono provenire da migliaia di enti. Intanto, con il nostro atto ispettivo, chiediamo al Governo se intenda operare in conformità all'auspicio espresso dal Capo dello Stato e se abbia predisposto, o intenda predisporre, iniziative in tal senso.
Quanto al contenuto dell'interrogazione, il Governo condivide pienamente le recenti dichiarazioni del Capo dello Stato sull'importanza di un comune sentire, da parte di tutti gli italiani, in ordine ai valori della patria. Il Governo è altresì consapevole del ruolo fondamentale della scuola nella formazione di una coscienza nazionale. A tale riguardo, sarà cura del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca far sì che, nell'immediato futuro, i programmi di insegnamento di storia, ferma restando l'autonomia dei docenti, siano impostati in modo tale da far conoscere ed apprezzare tutto quanto ha contribuito a costruire nel corso dei decenni l'identità nazionale. Nell'ambito della riforma dei cicli, inoltre, è intenzione del Governo introdurre come fondamentali ed obbligatori insegnamenti in grado di sviluppare nei giovani il concetto
Tutto ciò ci sembra ancor più necessario in ragione del processo di integrazione europea in atto, essendo ben chiaro che, accanto ad una coscienza e ad un'identità europee, deve essere compito primario della scuola quello di rafforzare, tra i giovani, il sentimento di appartenenza alla comunità nazionale. In tale contesto, anche l'uso della bandiera nazionale e della simbologia di Stato servono ad esaltare i valori dell'identità nazionale; e non ci sembra un caso che, come simbolo di questo insieme di valori fondamentali, i padri costituenti abbiamo indicato, nell'articolo 12 della Costituzione, il Tricolore italiano.
Mi permetta, infine, onorevole Cristaldi, di concludere ricordando ciò che ebbe modo di dire, in una storica conferenza intitolata «Che cos'è una nazione», Ernest Renan: «La nazione consiste nel comune possesso di un'eredità ricca di ricordi e nella volontà di continuare a farla vivere».
È vero, onorevole Presidente: affermare la validità delle ragioni localistiche non contrasta con il processo di unità nazionale. La Sicilia ha adottato una bandiera con i colori della Sicilia e con il suo stemma, ma si è preoccupata di allocarvi in alto a sinistra il Tricolore d'Italia, a dimostrazione che si può essere orgogliosi delle proprie radici, del patrimonio storico e culturale del proprio territorio e, al tempo stesso, essere in qualche maniera protagonisti nello sviluppo del processo di unità nazionale (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale)
È così esaurito lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata. Sospendo la seduta che riprenderà alle 16,05. Ringrazio il Governo ed i colleghi che sono intervenuti nel dibattito.


