Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 62 del 14/11/2001
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(Dichiarazioni di un rappresentante del Governo sugli obiettori di coscienza - n. 3-00410)

PRESIDENTE. L'onorevole Mosella la facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-00410 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata - sezione 6).

DONATO RENATO MOSELLA. Signor Presidente, Signor Vicepresidente del Consiglio dei ministri, siamo rimasti sgomenti dinanzi alle dichiarazioni dell'onorevole Sgarbi, sottosegretario per i beni e le attività culturali, che, nel corso della trasmissione dell'11 novembre 2001 di Italia 1 Le Iene, ha pesantemente insultato gli obiettori di coscienza definendoli culattoni e raccomandati. Si tratta di apprezzamenti pesanti che conseguono due immediati risultati: il primo è quello di mettere giovani contro giovani; il secondo riguarda il termine di paragone utilizzato, che chiama in causa categorie di persone che nulla hanno a spendere in questo contesto. Non è giusto che esse vengano apostrofate così pesantemente.


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Sono apprezzamenti pesanti, anche perché l'obiezione di coscienza e il servizio civile rappresentano un'alta conquista della civiltà liberale e democratica del nostro paese. Basterebbe, al riguardo, anche soltanto avere una vaga conoscenza della statura morale, della tensione civile di chi ha condotto la battaglia per introdurre tale istituto nel nostro ordinamento.
Chiediamo allora se il Governo intenda censurare o meno il comportamento del rappresentante del Governo così gravemente offensivo verso migliaia di giovani, che in questi anni hanno scelto l'obiezione di coscienza, verso le loro famiglie, che li hanno sostenuti, nonché verso il paese che ha saputo apprezzare l'impegno civile.

PRESIDENTE. Onorevole Mosella, la ringrazio per essersi mantenuto nei tempi debiti.
Il Vicepresidente del Consiglio dei ministri Fini ha facoltà di rispondere.

GIANFRANCO FINI, Vicepresidente del Consiglio dei ministri. Signor Presidente, l'onorevole Mosella ha ricordato, secondo verità, che la dichiarazione del sottosegretario Sgarbi è stata resa nel corso di una trasmissione dall'evidente carattere satirico. Il che non toglie che serva una risposta relativa non soltanto alla tribuna da cui è stata pronunciata quella frase, ma soprattutto che tenga conto del tenore della frase e del contenuto della medesima.
Ho chiesto all'onorevole Sgarbi di comunicare, attraverso questa mia risposta all'interrogante, alla Camera, agli obiettori di coscienza e a tutti i cittadini che ci seguono quale fosse realmente il suo pensiero, per cui darei lettura di quanto l'onorevole Sgarbi mi ha scritto.
«Alla domanda provocatoria degli intervistatori, provocatoria considerato il contesto della trasmissione e delle modalità di svolgimento della medesima, ho risposto - afferma l'onorevole Sgarbi - di essere un naturale obiettore di coscienza, abile ed arruolato e di non aver svolto il servizio militare per esubero. Alla mia domanda: Ma voi avete svolto il servizio militare? - rivolta agli intervistatori -, questi ultimi hanno risposto dicendo di aver svolto il servizio civile.
A quel punto, dopo essere stato più volte attaccato e demonizzato da intervistatori che volevano soltanto dimostrare che tutti i parlamentari sono stati raccomandati per non svolgere il servizio militare e che volevano soltanto «puntare il dito» contro un personaggio pubblico per far salire l'ascolto del loro programma televisivo, ho replicato sostenendo che loro tre avevano svolto il servizio civile in quanto fortunati e raccomandati».
In questo contesto, l'onorevole Sgarbi afferma di aver pronunciato le parole cui fa riferimento l'interrogante, ma di non aver mai voluto offendere gli obiettori, coloro che svolgono il servizio civile. Il Sottosegretario Sgarbi sa bene ed è a conoscenza dell'importanza del lavoro che gli obiettori di coscienza svolgono e che è anche grazie a loro che molti musei e strutture pubbliche sopravvivono; ad essi, dice Sgarbi, va la mia stima e gratitudine.
La «strumentalizzazione» di una parola al di fuori di un contesto ed in una trasmissione satirica non dà quindi luogo a polemiche di carattere politico.
Aggiungo che il Governo è cosciente dell'importanza civile della mansione e del ruolo che svolgono coloro che, ai sensi delle leggi vigenti, difendono la patria e adempiono agli obblighi militari non già indossando la divisa ma svolgendo una missione di carattere civile.

PRESIDENTE. L'onorevole Mosella ha facoltà di replicare.

DONATO RENATO MOSELLA. Signor Presidente, francamente, ci aspettavamo da lei qualcosa di più, perché, di fatto, gli obiettori di coscienza sono stati pesantemente offesi.

GIANFRANCO FINI, Vicepresidente del Consiglio dei ministri. Io non ho visto neanche la trasmissione!

DONATO RENATO MOSELLA. Crediamo che l'onorevole Sgarbi, nel dileggiare


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in modo così grave gli obiettori di coscienza, abbia mostrato che nel suo bagaglio di sottosegretario per i beni culturali esistono gravi lacune (Dai banchi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale si ride), alquanto incompatibili con la sua carica.
L'onorevole Sgarbi dovrebbe sapere che, in Italia, gli obiettori di coscienza consentono il funzionamento di nobili istituzioni, come la Croce rossa italiana, la Caritas, l'Unione italiana ciechi, l'Associazione italiana sclerosi multipla, solo per citarne alcuni. Anche biblioteche e musei italiani, i cui problemi l'onorevole Sgarbi dovrebbe pur conoscere, si giovano, nel loro funzionamento, dei giovani che hanno scelto l'obiezione di coscienza. Nel corso dell'anno 2000, il 39 per cento delle assegnazioni di obiettori è avvenuto nei confronti di amministrazioni pubbliche centrali e periferiche. In tale ambito, l'83 per cento è stato assegnato alle amministrazioni locali, seguite dal Ministero dei beni e delle attività culturali e dal Ministero della giustizia. Più precisamente, nel settore culturale ha prestato servizio il 28,75 per cento degli obiettori di coscienza, presso strutture museali del Ministero dei beni e delle attività culturali, strutture museali locali, fondazioni culturali, biblioteche nazionali e locali, archivi di Stato, università e scuole. Né sono pochi gli obiettori che svolgono il loro compito fuori dai confini nazionali, impegnati in importanti e difficili missioni umanitarie, che contribuiscono a mantenere alto il buon nome della patria, al pari delle missioni di pace svolte dalle Forze armate. Lo scorso anno, 59 obiettori, assegnati alla Caritas italiana della comunità Giovanni XXIII, hanno svolto parte del servizio prestando la loro opera in missioni umanitarie in Kosovo, in Albania, in Bosnia, in Rwanda, in Senegal e in Nicaragua. A loro dovrebbe andare il plauso di chi siede sui banchi del Governo, invece che scherno e volgarità.
L'onorevole Sgarbi dimostra scarsa attenzione nei confronti dell'universo giovanile, dato che, a quanto pare, ignora che negli ultimi due anni oltre 130 mila giovani hanno scelto di prestare il servizio civile. Allora, per evitare nel futuro simili gaffe, sarebbe bene che qualcuno nel Governo si impegnasse a ricordare tutto questo all'onorevole Sgarbi (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-l'Ulivo e dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

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