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PRESIDENTE. L'onorevole Rizzi ha facoltà di illustrare l'interrogazione Rizzi ed altri, n. 3-00408 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 4).
CESARE RIZZI. Signor Presidente, signor Vicepresidente del Consiglio, l'ultimo delirante comunicato del terrorista Osama Bin Laden, che per la prima volta cita in maniera precisa il nostro paese, accusandolo di aver contribuito all'oppressione dei popoli islamici, fa presagire la possibilità più concreta di attentati nel nostro paese, anche in considerazione dell'eventuale disponibilità di armi chimiche e batteriologiche.
Vorrei sapere da lei, signor Vicepresidente del Consiglio, quali misure intenda prendere il Governo per la garanzia e la protezione del nostro paese.
PRESIDENTE. Il Vicepresidente del Consiglio Fini ha facoltà di GIANFRANCO FINI, Vicepresidente del Consiglio dei ministri. Signor Presidente, le notizie che anche quest'oggi confermano il crollo del regime dei Talebani, almeno da un punto di vista politico, fanno certamente giustizia delle polemiche che nei giorni scorsi sono risuonate anche in quest'aula. Mi auguro che coloro che pensavano che l'intervento militare fosse sbagliato oggi si ricredano, visto quanto sta accadendo in Afghanistan. Comunque, è evidente che se è caduto il regime dei Talebani, non per questo deve venir meno
la vigilanza nei confronti del terrorismo ed è altresì evidente che, per evitare che l'Afghanistan passi da un regime medievale ad una situazione di lotta tra etnie, è indispensabile che si dia corso quanto prima ad una soluzione politica della crisi attraverso l'attiva presenza delle Nazioni Unite.
PRESIDENTE. L'onorevole Rizzi ha facoltà di CESARE RIZZI. Signor Presidente, la Lega può ritenersi abbastanza soddisfatta, vorrei però fornire dei dati al Governo, se è attendibile quanto ho trovato su Internet. Nel maggio del 1998, il deputato Curt Weldon si incontrò con il generale Alexander Lebed, che era stato segretario del consiglio di sicurezza nazionale russo. Durante l'incontro, Lebed menzionò che la Russia aveva costruito 132 valigette nucleari: di queste solo 48 furono trovate. Ciascuna di esse, creata dal KGB, contiene un kilotone di esplosivo. Tengo a precisare che un kilotone di esplosivo produce un'esplosione in un raggio di circa 500 metri.
Khartoum, Sudan, verso la fine del 1993 o nel 1994.
PRESIDENTE. Onorevole Rizzi, lei è preoccupato, tutti lo siamo. Il Vicepresidente del Consiglio dei ministri ci ha rassicurato.
Quanto alla sua domanda, onorevole Rizzi, il Governo è intervenuto a livello sia legislativo sia operativo. Sul primo fronte, le segnalo e le ricordo l'emanazione tempestiva del decreto-legge finalizzato a bloccare i flussi finanziari del terrorismo e a creare nuove regole per proteggere il sistema economico, attraverso l'istituzione di un organismo, il comitato di sicurezza finanziaria per il monitoraggio dei movimenti di capitali, attraverso il coordinamento con altri paesi.
Anche a tale riguardo, le notizie di cronaca confermano la capacità dell'autorità nazionale di intervenire con efficacia nei confronti del terrorismo attraverso interventi volti ad individuare i santuari finanziari.
Per quel che concerne la necessità di tenere alta la vigilanza, riguardo ipotesi di attentato con armi batteriologiche e chimiche, va ricordato che presso la Presidenza del Consiglio è operante un'apposita unità di crisi che, sulla base del piano nazionale di difesa da attacchi terroristici di tipo biologico, chimico e radiologico, ha individuato gli organi per la gestione dell'emergenza e codificato le tipologie di minacce e misure generali da porre in atto. L'unità ha il compito di coordinare, raccordare ed integrare i piani di emergenza già predisposti a livello centrale e periferico dai vari ministeri, per renderne l'attuazione più rapida.
Ricordo altresì che, lo scorso 27 ottobre, il ministro dell'interno ha impartito ai questori dettagliate direttive per una corretta e completa informazione sulle misure precauzionali da adottare nella gestione di materiale sospetto di contaminazione, nonché per il raccordo degli interventi delle forze dell'ordine con quelli delle autorità sanitarie. Adeguate iniziative sono state assunte anche dal Ministero della salute per fronteggiare le conseguenze di un eventuale impiego di aggressivi biologici o chimici.
In conclusione, si può dire che, nei limiti delle condizioni date, le autorità preposte hanno fatto tutto quello che era in loro potere e dovere per rasserenare e per rassicurare i nostri connazionali.
Il settimanale arabo Al-Watan al-Arabi, nel gennaio del 1999 pubblicò un articolo nel quale si diceva che Osama Bin Laden avevo utilizzato due tonnellate di oppio e con il ricavato, circa 30 milioni di dollari, intendeva acquistare testate nucleari. Inoltre, il processo in corso a New York contro Osama Bin Laden ed altri per gli attentati del 7 agosto 1988 alle ambasciate statunitensi di Nairobi-Kenia e Dar al-Salaam - Tanzania, getta nuova luce sui tentativi di Bin Laden e dei suoi terroristi di acquisire armi di distruzione di massa.
Sebbene Bin Laden abbia in passato dichiarato lui stesso il suo interesse ad acquisire armi di distruzione di massa per una Jihad, la testimonianza di Al-Fadl sembra provare la fondatezza delle affermazioni di Bin Laden.
Un teste citato, Jamal Ahmad al-Fadl, ha rivelato, durante le sedute del processo del 6,7,13 febbraio 2001, i suoi tentativi di ottenere uranio, presumibilmente per lo sviluppo di armi nucleari, da una fonte a
Signor Presidente, vorrei non fossero attendibili queste notizie apprese da Internet; d'altra parte, ciò fa pensare che Osama Bin Laden sia armato sino ai denti di armi nucleari. Ciò desta molta preoccupazione: tutti i paesi del mondo sarebbero in grande pericolo.


