Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 61 del 13/11/2001
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(Dichiarazioni di voto finale - A.C. 1839)

PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gibelli. Ne ha facoltà.

ANDREA GIBELLI. Signor Presidente, nel dichiarare il mio voto favorevole, mi preme sottolineare che, anche per le considerazioni espresse durante la discussione


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generale, si rende necessario promuovere una serie di iniziative legislative per garantire alle società aeroportuali e alle società di trasporto aereo condizioni di accesso ai contratti assicurativi confrontabili alle situazioni previste prima dell'11 settembre scorso, per evitare, in futuro, che queste condizioni di copertura da parte dello Stato diventino tristemente una regola e, quindi, una situazione - seppur teorica - di esborso con carattere permanente.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Tidei. Ne ha facoltà.

PIETRO TIDEI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la conversione in legge del decreto-legge in esame secondo noi è, purtroppo, l'ennesima riprova che quando il Governo si sostituisce al Parlamento con provvedimenti affrettati e parziali rischia poi di vedere gli stessi modificati radicalmente, rendendo praticamente nulli gli effetti della decretazione d'urgenza.
Nel caso particolare, il Governo, sulla base delle decisioni dell'Ecofin, il consiglio informale dei ministri finanziari dell'Unione europea, ha disposto la garanzia dello Stato a titolo gratuito per il risarcimento dei danni subiti da terzi in conseguenza di atti di guerra o di terrorismo nell'esercizio del servizio aereo a favore, ovviamente, delle imprese di trasporto aereo nazionale, muniti di valida licenza. È evidente che il provvedimento limita la garanzia, giustamente, agli importi per i quali le imprese di trasporto aereo sono nella impossibilità di ottenere una copertura assicurativa, o si vedono costrette, loro malgrado, ad accettare premi eccessivamente onerosi, rispetto alle ordinarie condizioni di mercato praticate fino all'11 settembre. La garanzia, nel decreto-legge veniva limitata nel tempo ad un solo mese dalla sua entrata in vigore, cioè fino al 28 ottobre. Al Senato, detto termine, giustamente, è stato prorogato di un altro mese, mentre la Camera, nella Commissione competente, ha proposto un'ulteriore proroga fino al 31 dicembre 2001. Quindi, si tratta di una boccata di ossigeno che, fino al 31 dicembre, mette le compagnie di trasporto aereo in condizioni di maggior certezza e tranquillità, almeno per quanto concerne la copertura assicurativa. Ci auguriamo - e vogliamo augurarcelo sinceramente - che con il voto finale l'Assemblea confermi le nostre proposte emendative già fatte proprie dal relatore, ma l'emendamento che ha decisamente migliorato i contenuti del provvedimento è quello relativo alla estensione dei benefici previsti anche alle società di gestione aeroportuale che, alla stessa stregua delle compagnie di trasporto aereo, hanno subito ingenti danni a seguito degli attentati dell'11 settembre.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE
ALFREDO BIONDI (ore 18,20)

PIETRO TIDEI. In caso contrario, avremmo creato una situazione di incomprensibile disparità di trattamento tra società di trasporto aero e società di gestione aeroportuale. In verità, su una proposta emendativa dei colleghi del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo, che prevedeva l'estensibilità dei benefici di cui si tratta anche agli altri operatori aeroportuali, vi è stata la giusta osservazione per cui la quantificazione dei costi relativi e conseguenti non sarebbe stata possibile in tempi brevi e quindi la previsione di spesa non poteva essere tempestivamente assunta; ciò ha indotto i medesimi firmatari a trasformare l'emendamento in uno specifico ordine del giorno, che è stato testé approvato dall'Assemblea.
Signor Presidente, le grandi questioni aperte sul trasporto aereo non si risolvono assolutamente con questo provvedimento, che rimane un mero palliativo, che consideriamo in fondo come «il topolino partorito dalla montagna», anche se avrà il nostro voto favorevole. Si tratta di un provvedimento che non risolve minimamente i problemi aperti a seguito della crisi che ha colpito non solo il settore del trasporto aereo, ma l'intero comparto del turismo, con gravi effetti sull'indotto occupazionale.


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È per questo che - come ho già avuto modo di sostenere nella discussione generale di ieri sul provvedimento - il Governo deve affrontare il problema. Signor sottosegretario, non possiamo andare avanti a colpi di raccomandazioni e di ordini del giorno annacquati come quello dell'onorevole Buontempo. Il Governo in questo caso ha dimostrato di far uso di un po' di furbizia nei confronti dell'onorevole di Alleanza nazionale. Infatti, quando l'esecutivo si presenta alla stampa e alla Commissione competente affermando che il piano di emergenza presentato da Alitalia è insufficiente perché i tagli devono essere maggiori - si passa addirittura da 2500 a 5000 persone - che senso ha poi accettare una raccomandazione che tende a salvaguardare i livelli di occupazione quando lo stesso Governo afferma che si deve ricorrere ai licenziamenti? È evidente che questa è una presa in giro e probabilmente l'onorevole Buontempo c'è stato ad essere preso in giro perché consapevole che il Governo non vuole tutelare i livelli di occupazione ma vuole tagliare le spese riguardanti l'Alitalia come, poc'anzi, i rappresentanti della Lega sostenevano. Noi diciamo che bisogna affrontare alle radici i nodi strutturali di questo decisivo settore dell'economia mondiale e mi permetto brevissimamente di elencarne alcuni che, sul piano strategico, globale ed organico, andrebbero affrontati e risolti in breve tempo.
Il primo di questi nodi da sciogliere è rappresentato dall'esenzione del pagamento dell'IVA sulla biglietteria aerea che, nonostante qualche vago impegno al riguardo, non verrà sciolto né con questo provvedimento né attraverso la legge finanziaria. C'è poi la questione riguardante l'estensione dei benefici previsti dalla legge n. 223 del 1991 a favore dei dipendenti delle società di trasporto aereo e delle altre società escluse. L'onorevole Buontempo si poteva appoggiare a tale proposta che può essere sviluppata dal Governo e da questo Parlamento. Bisogna estendere ad un settore che ne è privo e che rischia di essere espulso dal mercato del lavoro l'applicazione di benefici quali la cassa integrazione guadagni, i contratti di solidarietà e gli altri ammortizzatori sociali. Vi è bisogno anche di un riequilibrio del traffico aereo tra gli hub di Malpensa e Fiumicino, soprattutto della riorganizzazione dell'intero comparto della sicurezza e della vigilanza che, dopo il tragico evento di Linate, si è purtroppo dimostrato carente ed inadeguato.
Infine vorrei parlare di quello che rappresenta un problema dolente, su cui il Governo deve rispondere; non è possibile - ne bis in idem dicevano i latini - stare da una parte e contemporaneamente pretendere di stare dall'altra. Si è parlato di ricapitalizzazione, di forme di finanziamento e di sostegno, anche se sappiamo tutti che, nell'ambito dell'Unione europea, c'è la Vicepresidente della Commissione europea Loyola de Palacio che ha la tendenza a non alterare le regole del mercato. In America, in Inghilterra, in Belgio come in altri paesi si sono sostenute e si continuano a sostenere le imprese di trasporto aereo. Per ciò che concerne il problema della ricapitalizzazione o di altre forme ad essa equiparate, bisogna cominciare a pensare che cosa effettivamente si vuole fare dell'Alitalia. Per uscire dallo stato di crisi si dovrà provare ad affrontare il mare aperto del mercato aereo mondiale e la sua globalizzazione. Lo stanziamento dei 24 miliardi di dollari approvato dal congresso americano il 1o ottobre rappresenta sicuramente un segno che va in questa direzione. Proponiamo incentivi fiscali che aiutino le aziende del settore a sostenere meglio il costo di una così pesante crisi.
L'Alitalia perde il 20 per cento del proprio mercato, è costretta a tagliare 34 linee aeree ed a prevedere licenziamenti per 2.500 persone: non è vero signor sottosegretario che non sta scritto da nessuna parte, sta scritto nel piano di emergenza che ha presentato l'amministratore delegato.
Infine, proponiamo il perseguimento convinto e non occasionale di una politica aziendale di alleanze strategiche con altri vettori internazionali il cui valore sinergico


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appare ormai indispensabile per affrontare un mercato mondiale sempre più competitivo.
Mi pare dunque, concludendo questo mio breve intervento, che oggi sia necessario più che mai che il Governo avvii una chiara e concreta politica di risanamento e di rilancio del trasporto aereo, con iniziative organiche e strutturali - non con palliativi come questo - che diano nuovamente linfa e slancio all'intero settore (turismo compreso), rifuggendo - questo è il pericolo messo in evidenza non solo da noi, ma anche dai lavoratori e da altri operatori - da facili tentazioni speculative che potrebbero indurre all'appropriazione, approfittando di questa particolare situazione di crisi, di un consistente e qualificato patrimonio pubblico, quale è quello rappresentato dall'Alitalia; compagnia dimagrita, volutamente alleggerita, casomai, di 5 mila dipendenti in esubero e declassata a compagnia regionale - questo è il pericolo vero per l'Alitalia! - che verrebbe svenduta, dico io se ciò accadesse, vergognosamente agli amici degli amici. Francamente ci auguriamo che ciò non possa mai verificarsi (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e della Margherita, DL-l'Ulivo)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Raffaldini. Ne ha facoltà.

FRANCO RAFFALDINI. Signor Presidente, l'iter del provvedimento in esame è un esempio che dimostra che quando il Parlamento e le Commissioni lavorano senza aut aut, forzature o resistenze da parte del Governo, la legge ne esce migliorata. Il decreto-legge originario, infatti, prevedeva che le prestazioni a titolo gratuito dello Stato italiano riguardassero solo le imprese di trasporto nazionale per la durata di un mese. Il Senato, discutendo liberamente, ne ha esteso la durata a due mesi, prefigurando la possibilità di estenderla sino al 31 dicembre del 2001. La Commissione trasporti della Camera...
Signor Presidente, mi sembra non sia presente in aula alcun rappresentante del Governo.

PAOLO MAMMOLA, Sottosegretario di Stato per le infrastrutture e i trasporti. Sono in aula, signor Presidente.

PRESIDENTE. Prosegua pure, onorevole Raffaldini.

FRANCO RAFFALDINI. La Commissione trasporti della Camera ha esteso le prestazioni di garanzia anche alle imprese di gestione aeroportuali, prorogando il periodo in modo chiaro fino al 31 dicembre del 2001. Negli ordini del giorno, poi, si sono individuate misure di sostegno ai lavoratori dell'intero comparto ed in merito a ciò il Governo aveva di nuovo cominciato a tentennare e a frenare. Il Parlamento, tuttavia, è stato chiaro!
Permane, signor Presidente, vi è una grave sottovalutazione del Governo sulla crisi del comparto aereo, rispetto alla quale è urgente un cambiamento di passo, un immediato impegno straordinario e non, come ha detto il sottosegretario, solo a medio e a lungo termine, ma subito, per non trovarci tutti travolti! È necessario - lo ripeto - un impegno straordinario.
Allo stesso modo il Governo, rispetto alla gravissima crisi della compagnia di bandiera, l'Alitalia, o ricopre il ruolo di semplice spettatore o si pronuncia nel senso di raddoppiare il numero dei licenziamenti. Ciò è gravissimo! Pertanto, il voto favorevole al provvedimento in esame è accompagnato - come tutti comprendono - da un pronunciamento chiaro e forte del Parlamento volto a mettere in campo scelte straordinarie per contrastare una crisi mai vista che potrebbe devastare, in tempi brevissimi, l'intero comparto, Malpensa e Fiumicino, indipendentemente dal riequilibrio; è un pronunciamento del Parlamento che il Governo, signor sottosegretario, deve rispettare ed accogliere (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Tuccillo. Ne ha facoltà.


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DOMENICO TUCCILLO. Signor Presidente, intervengo per preannunciare il voto favorevole dei deputati del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo su un provvedimento che desta comunque molte perplessità. La prima è stata illustrata in aula dall'onorevole Morgando in merito alla copertura di questo decreto-legge, problema da noi già sollevato in Commissione e che, nonostante oggi si registri un parere positivo della Commissione bilancio, lascia molte ed ampie perplessità.
Si tratta di un decreto-legge che sicuramente è divenuto più oneroso nel corso del suo iter legislativo, perché, partito con una copertura per un mese, questa è stata poi estesa successivamente a due mesi, ed infine, soprattutto grazie all'intervento e alla volontà dell'opposizione - con una capacità quindi di qualificare l'intervento in modo molto più positivo rispetto a come esso era nato - è stata estesa non soltanto alla compagnia di bandiera, ma anche agli operatori e ai gestori aeroportuali. A questi ultimi si è poi associata la richiesta, avanzata con l'emendamento presentato dall'onorevole Lusetti, volta ad estendere a tutti gli operatori aeroportuali gli effetti del decreto-legge in questione i quali, non meno dei gestori, risentono dell'impatto della situazione di crisi internazionale e che non meno di questi ultimi hanno diritto al riconoscimento, da parte del Governo, di misure di sostegno, in senso lato, che consentano di fronteggiare la crisi così come si manifesta.
Lo ha ricordato bene l'onorevole Tidei nel suo intervento: si tratta di un provvedimento molto angusto nello spirito dell'intervento sia rispetto ai problemi che il settore registra nella contingenza drammatica che viviamo, sia rispetto ad una più ampia ed efficace strategia politica relativa al settore dei trasporti, in particolare a quello aereo e aeroportuale.
I destini dell'Alitalia sono profondamente incerti: non si è registrata né si registra ad oggi, da parte del Governo, una linea di indirizzo chiara rispetto a quella che vuole e deve essere la capacità di portare fuori la nostra compagnia di bandiera dalle difficoltà in cui versa, difficoltà sicuramente strutturali e precedenti anche a questo provvedimento; tuttavia, si tratta di difficoltà profonde che richiedono una politica chiara e definita rispetto agli obiettivi che si vogliono realizzare per la compagnia di bandiera.
Lo stesso vale, ancor più per certi versi, per i sistemi aeroportuali e per la rete dei nostri aeroporti; per quel che riguarda la definizione degli hub ed i rapporti fra Fiumicino e Malpensa e per quel che riguarda l'intera rete aeroportuale del nostro paese, la rete dei medi e piccoli aeroporti che non sono garantiti né inseriti in una strategia di sviluppo e di crescita di cui il Governo dovrebbe farsi carico.
Si tratta quindi di un provvedimento assai parziale, povero, che, tuttavia, per senso di responsabilità e per fronteggiare l'emergenza, noi ci impegniamo a sostenere e ad approvare; tuttavia, resta un provvedimento che non risolve, anzi per certi versi esso sottolinea, rimarca ed evidenzia tutte le carenze di politica dei trasporti di questo Governo.
Abbiamo appreso la settimana scorsa e che finalmente le deleghe per la politica dei trasporti e del settore aereo sono state concesse al viceministro Tassone.
Anche il fatto che si sia dovuto aspettare ben sei mesi perché le deleghe fossero attribuite e i ruoli politici fossero svolti da chi ha ottenuto la delega per seguire quel comparto specifico, a distanza di sei mesi dalle elezioni e dalla formazione del nuovo Governo, è un piccolo vulnus alla sostanziale democrazia del nostro paese. Ci auguriamo, adesso che la delega finalmente è stata concessa, di vedere avviata una politica più efficace, da parte del Governo, nel settore del trasporto aereo e nel settore aeroportuale (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Duca. Ne ha facoltà.

EUGENIO DUCA. Signor Presidente, come già detto da altri colleghi, il decreto-legge al nostro esame è stato migliorato


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grazie all'iniziativa dei gruppi di opposizione dei Democratici di sinistra e della Margherita; le modificazioni sono state introdotte con alcuni emendamenti fatti propri dal relatore e unanimemente accolti dalla Commissione trasporti. In tal modo, colleghi, abbiamo colmato uno dei tanti vuoti nella politica dei trasporti del Governo, che, nel settore, sono molto evidenti.
Non appena si sono manifestati i gravi effetti della crisi, i gruppi parlamentari dell'Ulivo hanno chiesto l'adozione di provvedimenti urgenti, riguardanti le compagnie aeree, le società di gestione aeroportuale e, in generale, i lavoratori e le imprese colpiti da questa grave crisi.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE
PIER FERDINANDO CASINI (ore 18,38)

EUGENIO DUCA. Abbiamo chiesto di garantire coperture assicurative in grado di far decollare ed atterrare gli aerei, altrimenti avremmo corso il rischio - che per un paio di giorni si è verificato - del blocco completo dei voli in Italia. L'abbiamo fatto in linea con i provvedimenti adottati da altri Stati e da altri Governi europei, ma con una forte differenza: gli altri Governi europei si sono mossi subito, il Governo italiano non l'ha fatto tempestivamente, né ha provveduto nel periodo di tempo che va dal 28 settembre, data di emanazione del decreto-legge, a mercoledì 7 novembre, quando finalmente, in Commissione, ha mutato parere ed ha espresso parere favorevole sugli emendamenti proposti dall'opposizione e dal relatore.
Il nostro Governo non ha provveduto tempestivamente, benché abbia avuto la possibilità di farlo anche durante l'iter di conversione del decreto-legge, perché annaspa su ogni problematica che riguardi il settore dei trasporti, dalle questioni di strategia a quelle più minute. Basti ricordare che, per quanto riguarda il settore marittimo, l'armamento, la cantieristica, dopo il DPEF, lo stesso disegno di legge finanziaria si è completamente dimenticato del comparto del mare: non una lira di risorse è stata destinata a questo settore. Potrei ricordare la legge n. 51 del 2001: nessuno segue questa legge a livello comunitario, ove ha trovato alcuni ostacoli, ed è una legge che ha avuto un grande effetto sull'ambiente: basti pensare che, dopo l'approvazione della legge, signor Presidente, sono scomparse le «carrette del mare»; basti ricordare che sono in costruzione 240 navi; basti pensare che, nel giro di due o tre anni, l'Italia potrebbe avere la più moderna flotta cisterniera. Eppure, nessuno segue l'andamento di questa legge a livello comunitario.
Potrei parlare della questione degli appalti ferroviari, dove una vertenza si sta, purtroppo, incancrenendo e la Commissione ha approvato un'importante risoluzione; eppure, a distanza di giorni, nessun atto è stato compiuto da parte del Governo e sono già state inviate la bellezza di 11 mila lettere di licenziamento (lì le lettere ci sono già).
Potremmo parlare del settore dell'autotrasporto o, come in questo caso, del trasporto aereo. E il provvedimento al nostro esame - ampiamente migliorato, prima al Senato ed ora alla Camera - rappresenta solo uno dei tasselli. Pertanto, attendiamo che il Governo, il ministro, si accorgano, finalmente, che esiste uno stato di crisi nel settore del trasporto aereo e vengano a riferire in Parlamento ed in Commissione sulle misure urgenti, anche di carattere straordinario, che bisogna adottare, perché straordinaria è la situazione in cui il settore versa.
Auspichiamo che sia rimesso in moto un dialogo con le organizzazioni sindacali dei lavoratori. Bisogna smetterla con la politica del fatto compiuto; occorre ritrovare, invece, una pratica di concertazione insieme alle organizzazioni sindacali dei lavoratori, al fine di affrontare le questioni relative al trasporto aereo e di prevedere, quindi, una condizione di miglioramento.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Di Gioia. Ne ha facoltà.

LELLO DI GIOIA. Signor Presidente, intervengo per esprimere, a nome del


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gruppo Misto, il voto favorevole sul disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge al nostro esame. Tuttavia, ritengo necessario fare alcune considerazioni - svolte, in precedenza, dai colleghi - riguardanti il settore dei trasporti.
Riguardo al problema di cui oggi discutiamo - un problema considerato urgente, dopo aver verificato l'esistenza di situazioni difficili sorte dopo i fatti dell'11 settembre e dopo la grande disgrazia avvenuta ieri, sempre a New York (con riferimento alla quale esprimiamo il nostro grande dolore) - credo vi sia la necessità di guardare più a fondo i problemi relativi al settore dei trasporti e, in modo particolare, al settore aeroportuale. Sappiamo benissimo che esisteva, già da prima, una crisi endemica di tale settore; tuttavia, mi sembra che, da parte del Governo, non vi sia stata una considerazione forte per tentare di risolvere i problemi di questa realtà.
Oggettivamente, ci troviamo di fronte alle questioni che sollecitava, in modo anche abbastanza strumentale - oserei dire -, l'onorevole Buontempo. Perché utilizzo la parola «strumentale»? Perché credo fosse necessario mantenere, con forza, quel tipo di ordine del giorno al fine di determinare una discussione aperta sui livelli occupazionali in questo settore.
È chiaro anche che l'iter parlamentare ha migliorato notevolmente questo provvedimento, grazie, soprattutto, alle iniziative dell'opposizione. Tali iniziative, ovviamente, sono finalizzate ad ampliare, in questo momento, il tempo relativo alla copertura assicurativa, sapendo - come, giustamente, è stato sottolineato - che vi è, comunque, una difficoltà, relativa alla copertura di bilancio, che verificheremo nel prosieguo della nostra attività.
Ma noi ci troveremo ad affrontare, come sottolineava poco fa l'onorevole Duca, problemi seri in questo settore: quelli che riguarderanno - ed hanno già riguardato - la questione aeroportuale, quelli che riguarderanno il settore dei trasporti su rotaia o quelli che riguarderanno i trasporti marittimi, e via discorrendo.
Abbiamo quindi la necessità di affrontare con senso di responsabilità, con serietà, i problemi che si oppongono all'attuazione di una politica forte nel settore dei trasporti. Ben venga, a questo proposito, la delega che finalmente è stata attribuita - al sottosegretario Tassone, se non erro - per quanto attiene alle questioni specifiche di tale settore. Come dicono i francesi, se i trasporti vanno bene, sicuramente l'economia va bene.
Non solo avvertiamo la necessità di rilanciare con forza la questione dei trasporti, ma riteniamo anche che questo sia un momento nel quale non possiamo non assumerci responsabilità importanti. È per questi motivi che esprimeremo un voto favorevole sul provvedimento in esame.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Alfonso Gianni. Ne ha facoltà.

ALFONSO GIANNI. Signor Presidente, come ho preannunciato, non voteremo a favore della conversione in legge del decreto-legge 28 settembre 2001, n. 354. Ci asterremo, poiché la vicenda del sostanziale ritiro - non già dell'accoglimento, se non vogliamo prenderci in giro - dell'ordine del giorno presentato dall'onorevole Buontempo, nell'economia della breve storia di questo disegno di legge è estremamente significativa.
Signor rappresentante del Governo, forse lei può raccontarla a quelli della sua maggioranza, ma non a chi vive a contatto con i lavoratori e sente tutta la responsabilità di dare soluzione ai loro problemi. O il Governo dichiara qui che, sui contratti di formazione e lavoro, su tutti i contratti a causa mista e sugli altri contratti a termine, si impegna a fare uno sforzo di fantasia - tecnicamente possibile, anche se questa non è la sede per dimostrarlo - per attivare gli ammortizzatori sociali necessari almeno a frenare la misura dei licenziamenti oppure ci prendiamo in giro: non ha senso parlare di occupazione in generale evitando i quesiti posti dall'ordine del giorno presentato dal collega Buontempo, dal sindacato e dagli stessi lavoratori, i


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quali hanno già dato inizio ad una lotta; non si può «saltare» la durezza del confronto sulle questioni concrete, annegando il tutto in un'assoluta genericità!
Il Governo è bugiardo! Esso si rende garante sul terreno assicurativo, ma non su quello occupazionale. Questo è il punto, cari colleghi; chi sta per votare questo provvedimento, lo sappia bene. Né ha senso, francamente, sostenere che è stata attuata, da parte del management dell'Alitalia, una politica di assunzioni troppo allegra. Chi ha garantito tale allegria nelle assunzioni se non la «sforatura», per via legislativa e, in parte, anche per via concertativa, della normativa in materia di contratti a termine? In tal modo, nel settore del trasporto aereo si sono moltiplicate le possibilità di stipulare contratti di formazione - peraltro, in un settore in cui la formazione non esiste - e contratti a termine; e la responsabilità di ciò va ascritta ad una precisa classe politica, ad un determinato management ed a chi ha voluto essere accondiscendente, anche in momenti politici diversi, nei confronti delle soluzioni or ora indicate.
Adesso che la crisi morde - e morde per davvero! - vogliamo dire a tutti coloro che sono stati assunti che la colpa è loro (la colpa di essere stati assunti, appunto) e che, quindi, devono subire il licenziamento. Signor rappresentante del Governo, ancora una volta vogliamo premiare un management di incapaci per non aver saputo trasformare le loro tanto decantatate potenzialità (sulla base delle quali andavano a battere cassa) in solide realtà occupazionali?
Vogliamo premiare un management che pensa di fare concorrenza, sulle brevi tratte, addirittura al treno, semplicemente limitando le sue rotte sulle strade degli affari? Pensiamo di dare ragione ad un management che, nella persona dell'amministratore delegato, di fronte alla richiesta rivoltagli in Commissione lavoro pubblico e privato di rivedere la politica dei prezzi a seguito di una crisi internazionale che viene ben prima dell'11 settembre, ma che, certamente, dopo l'11 settembre si è notevolmente amplificata, e di pensare anche ad un abbassamento dei medesimi e ad un trasporto aereo rivolto anche ad altri settori sociali, ha risposto che a lui non importa il vettore pieno ma la poltrona ben pagata? Questo è il management dell'Alitalia, questa è l'idea che essi hanno. Faranno la rotta Milano-Verona, che non serve ad un accidente, visto che il treno ci arriva più facilmente, ma non faranno altre rotte, che invece possono servire al trasporto delle persone. Insomma, non si pensa al trasporto delle persone, si pensa al trasporto aereo come ad una fonte di profitto.
Cara collega, se hai qualcosa da dire, dilla al microfono come stanno facendo gli altri, senza agitarti più di tanto!
Non si pensa al trasporto delle persone, alla mobilità reale delle persone, ma si pensa al profitto, alla singolo poltrona, si pensa al trasporto aereo come ad uno status symbol di un certo ceto sociale, economico e politico; si tratta quindi di un management che lavora per il management. Siamo all'assoluta autoreferenzialità.
Ora, per questo tipo di conduzione noi non nutriamo alcuna fiducia. La causa della crisi del trasporto aereo sta in quel tipo di politica, in quel tipo di scelta, aggravata da un processo di privatizzazione che libera solo apparentemente le mani del Governo dalle sue responsabilità, che poi si ripropongono sul terreno economico, sul terreno delle coperture, sul terreno degli aiuti, attraverso l'assolvimento di una direzione aziendale incapace di affrontare una crisi economica. Per superare questa crisi non basta, ovviamente, una normale gestione, perché ci vuole una svolta di indirizzo, una svolta di politiche economiche, una svolta nel modo di intendere e di concepire lo stesso trasporto aereo nella modernità, per giunta in un mondo globalizzato, che non possiamo ricordare solo per giustificare la miseria dei popoli e dei paesi poveri, ma che dovremmo ricordare per sostenere un impegno a reggere una sfida che porti le persone di qualunque ceto e strato sociale a circolare il più rapidamente possibile, secondo il livello che la tecnologia ha raggiunto, nelle varie zone del mondo.


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Sono quindi queste le ragioni che motivano la nostra astensione. Si tratta di ragioni che vanno al di là del merito specifico della norma che abbiamo davanti, che - non abbiamo dubbi - è stata migliorata (ci mancherebbe altro!) nel corso del suo iter parlamentare. Il suo limite profondo, però, il suo cinismo, la sua insensibilità sociale, la sua indifferenza per gli attori principali che mantengono in piedi la rete dei trasporti nel nostro come in altri paesi (le lavoratrici ed i lavoratori) sono resi evidenti dalla coazione svolta da questa maggioranza sull'onorevole Buontempo per costringerlo a ritirare un ordine del giorno che aveva ragioni da vendere. Ecco quindi i motivi per cui non voteremo questo disegno di legge di conversione, dimostrando la nostra distanza dal comportamento del Governo e della maggioranza con un voto di astensione (Applausi dei deputati del gruppo di Rifondazione comunista).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pistone. Ne ha facoltà.

GABRIELLA PISTONE. Signor Presidente, intervengo brevemente per dichiarare, a nome del mio gruppo, il voto favorevole su questo provvedimento, che è stato sicuramente migliorato dagli emendamenti dell'Ulivo, ma che, sicuramente, riveste un carattere emergenziale di breve durata e che, comunque, risulta essere una sorta di pannicello caldo.
Abbiamo detto che questo provvedimento, di per sé, ha un'utilità sicuramente ridotta, per cui, certamente, deve essere accompagnato - e l'opposizione, fermamente, si batterà per questo - da scelte straordinarie alle quali è necessario che il Governo dia risposte e concretezze affinché al settore del trasporto aereo vengano assicurati obiettivi e risposte strategiche che restituiscano credibilità all'intero settore, affinché i lavoratori delle compagnie aeree e delle imprese gestionali degli aeroporti non siano gli unici a farne le spese, in un momento come questo che, sicuramente, è un momento di grave crisi. Tuttavia, sappiamo che si tratta di un settore che ha grandi potenzialità e che ha bisogno di godere, nuovamente, di fiducia.
Voglio dichiarare, e con questo concludo, che il Governo, per ora, è stato completamente assente e non ha dato - non ha saputo e non ha voluto dare - alcuna risposta in merito al fattore sicurezza. La sicurezza nei voli è uno dei nodi centrali necessari a riattivare il circolo virtuoso che, in questo momento, sicuramente, è stato messo in crisi da fattori sia internazionali sia nazionali che hanno colpito il nostro sistema aereo e che hanno indotto, chiaramente, molti passeggeri a rinunciarvi. Di questo si tratta.
Attendiamo segnali precisi. Incalzeremo il Governo affinché dia, al più presto, risposte in questo senso in maniera fattiva e concreta, altrimenti denunceremo tutto ciò ai lavoratori, i quali, giustamente, hanno il diritto di non veder pesare sulle loro spalle il malgoverno del settore aeroportuale, che non è dovuto soltanto alla cattiva gestione dell'Alitalia ma anche ad un Governo incapace di dare indirizzi e concretezza (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Comunisti italiani).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Muratori. Ne ha facoltà.

LUIGI MURATORI. Signor Presidente, signor sottosegretario, onorevoli colleghi, è particolarmente triste oggi, all'indomani della nuova tragedia che si è consumata nella città di New York, esaminare e discutere un decreto-legge che riguarda le gravi problematiche delle compagnie aeree derivate dall'immane strage terroristica dell'11 settembre scorso e che ha sconvolto gli Stati Uniti e il mondo intero. Il nostro dovere ci impone, tuttavia, di approntare soluzioni legislative più idonee per alleviare i problemi più urgenti delle compagnie nazionali, rendendo possibile il loro servizio di trasporto aereo, particolarmente prezioso per la nostra economia e per i nostri scambi sociali, economici e culturali.
Al di là dei diversi punti di vista, l'opportunità del provvedimento legislativo


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in esame, infatti, è stata colta dai gruppi parlamentari di maggioranza e opposizione, proprio in considerazione della gravità della situazione che si è verificata nell'intero settore della navigazione aerea in tutto il mondo e, in particolare, negli Stati Uniti e in Europa. A causa di questi attentati e di questa tragedia, si sono verificate, tra l'altro, drammatiche situazioni di crisi anche nel settore dei trasporti aerei civili in tutti i paesi del mondo, compreso il nostro, dove, come sappiamo, il turismo rappresenta una fonte inesauribile di ricchezza e di cultura, legata, in gran parte, al bacino di utenza assicurato dal trasporto aereo. Non a caso, gli addetti ai lavori e gli osservatori economici parlano, in questi giorni, di centinaia di migliaia di posti di lavoro a rischio per l'intero comparto e, addirittura, di problemi di sopravvivenza per alcune grandi compagnie aeree.
La situazione del trasporto aereo è, pertanto, drammatica anche dal punto di vista socio-economico. Il giudizio di valore pressoché unanime registrato nella discussione al Senato ed in Commissione trasporti alla Camera da parte di tutti i gruppi di maggioranza e di opposizione nel corso dell'esame di questo decreto-legge, è stato ispirato anche da tali ragioni morali e dalla gravità della situazione economica che ho ricordato.
I drammatici eventi di questi ultimi giorni, oltre a determinare una significativa riduzione del numero dei passeggeri, hanno indotto le compagnie di assicurazione a disdire i contratti di copertura assicurativa stipulati con le compagnie aeree per i rischi derivanti da atti di guerra o terroristici, e ad offrire nuove polizze assicurative che prevedono sia una copertura più limitata sia costi molto più elevati rispetto a quelli praticati nel periodo precedente.
Il provvedimento che stiamo per votare, dunque, è pienamente in linea con le conclusioni del vertice Ecofin, e trova corrispondenza nei provvedimenti, già decisi da diversi paesi europei, con i quali si introduce una garanzia statale in favore delle compagnie di bandiera per i rischi assicurativi citati. Numerosi paesi europei, tra i quali la Germania, la Spagna, la Francia, la Svezia, il Regno Unito, il Lussemburgo, in base a queste direttive hanno già attuato provvedimenti coerenti a tale grave situazione. Anche il Governo italiano ha deciso di intervenire tempestivamente nel merito, predisponendo il decreto-legge in esame, tenuto conto che le compagnie aeree si trovano oggi nella drammatica impossibilità di ottenere quella copertura assicurativa loro praticata prima dei fatti dell'11 settembre 2001. Questa garanzia statale è stata estesa anche alle imprese di gestione aeroportuale - anch'esse esposte potenzialmente, nell'esercizio delle loro attività, al rischio di atti di guerra o terrorismo - attraverso un emendamento del relatore accolto con voto unanime durante l'esame in sede referente presso la Commissione trasporti.
Nel corso dei lavori della Commissione stessa, accogliendo all'unanimità un emendamento del relatore, si è convenuto di riformulare la disposizione stessa specificando che la garanzia statale è prestata sino al 31 dicembre 2001. In questo modo si potrà consentire alle compagnie aeree e alle imprese di gestione aeroportuale di avere prospettive più certe quanto meno fino a tale data.
Considerata l'urgenza del provvedimento - rilevata ed accolta da tutti i gruppi parlamentari della maggioranza e dell'opposizione, sia nel corso del dibattito al Senato sia nel corso dei lavori in Commissione trasporti alla Camera - auspico, annunciando il voto favorevole dei deputati del gruppo di Forza Italia, che sul provvedimento si registri il voto favorevole sia alla Camera che al Senato per consentire la conversione del decreto-legge.
È inutile aggiungere, onorevoli colleghi, che l'auspicio di tutti noi è che i provvedimenti previsti da questo decreto-legge non si debbano mai realizzare e che nel nostro paese non si verifichino mai né atti di guerra né atti di terrorismo. Questa è la grande speranza di tutto il Parlamento italiano (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).


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PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.

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