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PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sugli ordini del giorno presentati.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lusetti. Ne ha facoltà.
RENZO LUSETTI. Signor Presidente, onorevole sottosegretario, apprezzo la sua disponibilità, ma poiché siamo tutti maggiorenni e vaccinati, credo che un ordine del giorno possa avere un valore in termini di impegno verso il Governo non se è accolto come raccomandazione, ma se è accettato in maniera sostanziale.
Chiedo, quindi, un accoglimento pieno del mio ordine del giorno. Poiché lei continua a parlare di un accoglimento come raccomandazione, insisto per la votazione, trattandosi di un provvedimento molto importante. Mi auguro, quindi, che vi sia il consenso dell'Assemblea su un provvedimento che impegna il Governo nel 2002, con tanto di risorse finanziarie disponibili.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Tidei. Ne ha facoltà.
PIETRO TIDEI. Signor Presidente, concordo con l'onorevole Lusetti nel chiedere che sia posto in votazione l'ordine del giorno in esame, anche perché in Commissione ci è stato detto chiaramente che il Governo si impegnava a valutare l'entità economica del nostro emendamento, che non era immediatamente accoglibile solo perché tecnicamente la spesa non era quantificabile. Vorremmo, quindi, che anziché un accoglimento come raccomandazione, vi fosse un impegno preciso del Governo, non appena tale valutazione sarà effettuata ovviamente dagli organismi tecnici.
Signor Presidente, vorrei aggiungere un'altra osservazione: mi sembra, francamente, che l'onorevole Buontempo sia caduto in contraddizione. Credo che egli parli sicuramente a titolo personale; infatti, non può avere - e non ha - il consenso della maggioranza, per una semplice motivazione. Se ben ricorderà, quando in Commissione l'amministratore delegato di Alitalia ha sostenuto con il suo piano di emergenza che vi era un esubero di 2.500 unità, addirittura il ministro Lunardi lo ha immediatamente smentito dicendo che gli esuberi erano addirittura di
5.000 unità. Non solo, quindi, si prevede il licenziamento di 2.500 unità, ma il ministro dei trasporti pensa di licenziarne addirittura 5.000. Come può adesso l'onorevole Buontempo sostenere che non si deve licenziare nessuno, quando il Governo ha già detto che vuole licenziare 5.000 dipendenti dell'Alitalia?
Capisco, quindi, la difficoltà del sottosegretario che, evidentemente, non è in grado di accogliere una proposta che sicuramente tutela i lavoratori.
Nel merito, poi, ci riserviamo di intervenire, non solo per mettere in evidenza queste contraddizioni, ma soprattutto per evidenziare il forte ritardo del Governo su questa come su altre questioni (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e della Margherita, DL-l'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione voto l'onorevole Duca. Ne ha facoltà.
EUGENIO DUCA. Signor Presidente, ritengo che il sottosegretario Mammola, nel sostenere che vi sarebbe un parere positivo in caso di votazione dell'ordine del giorno Lusetti n. 9/1839/1, abbia già indicato anche le modalità di voto per quanto riguarda lo stesso ordine del giorno. Esso, tra l'altro, riprenderebbe anche gli impegni assunti durante il lavoro in Commissione, quando unitariamente siamo giunti ad approvare gli emendamenti e le modifiche che rinveniamo nel provvedimento in esame. Entrerò nel merito nel corso della dichiarazione di voto sul complesso del provvedimento, ma ritengo che la vicenda si possa chiudere con un voto favorevole dell'Assemblea.
Sull'ordine del giorno del collega Buontempo n. 9/1839/3 ha già in parte fatto chiarezza l'onorevole Tidei. Vorrei invitare il Governo a modificare il proprio parere su tale ordine del giorno, perché la drammatica situazione in cui versano non solo l'Alitalia ma anche altre compagnie italiane è ormai sotto gli occhi di tutti.
È sufficiente un qualsiasi elemento per produrre effetti devastanti nei confronti delle nostre compagnie aeree e delle migliaia di tecnici, piloti, dipendenti che vi lavorano. Credo sia ormai coscienza comune a tutti la necessità di un intervento straordinario del Governo nel settore del trasporto aereo. Quindi, credo che il Governo debba cogliere l'occasione fornita dall'ordine del giorno del collega Buontempo, perché la situazione del trasporto aereo nel nostro paese è gravissima. Non parlo soltanto della valutazione dei titoli in Borsa, ma della diffusa preoccupazione presente tra gli addetti ai lavori, tra i cittadini e tra gli utenti che, ormai, si sentono insicuri. Dunque, è necessario che vi siano procedure di tipo straordinario perché straordinaria è la crisi del settore.
L'impegno che l'Assemblea può chiedere al Governo nel senso di intervenire penso debba essere accolto positivamente. Pertanto sull'ordine del giorno Buontempo, esprimeremo il nostro voto favorevole.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Alfonso Gianni. Ne ha facoltà.
ALFONSO GIANNI. Signor Presidente, intervengo per dire che l'onorevole Buontempo ha ragione e, perciò, il gruppo di Rifondazione comunista voterà certamente a favore del suo ordine del giorno n. 9/1839/3 e condizionerà il voto sulla conversione in legge del decreto-legge all'esito del voto su tale ordine del giorno. È ben chiaro che l'ordine del giorno dell'onorevole Buontempo è in contraddizione con quanto detto in questa sede dal Governo. Tuttavia, il Governo è in contraddizione con il buon senso e la logica, perché non ci si può esporre sul terreno della garanzia, sulle questioni assicurative, e fare spallucce di fronte al problema dell'occupazione.
Le cifre ballano, appunto. L'amministratore delegato dell'Alitalia, Mengozzi, è venuto in Commissione lavoro a dire che vi sono 2.500 esuberi; poi si è parlato di 5.000. Oggi l'autorevole quotidiano della Confindustria parla di 3.500 esuberi, parla di dimissioni incentivate con un sistema -
direi - di prepensionamento. Si parla di altre forme di allontanamento, si parla di non conversione di tutti i contratti di formazione e lavoro che - ricordo al sottosegretario - sono tutti, ahimè, a tempo determinato.
Ha ragione, quindi, l'onorevole Buontempo: se il Governo vuole comportarsi in maniera seria e difendere gli interessi nazionali, a cominciare dagli interessi di quanti lavorano nel settore del trasporto aereo, deve difendere la conferma dei contratti a tempo determinato, cioè dei contratti di formazione e lavoro, e trovare una soluzione. Se il sottosegretario mi ascoltasse, capirebbe che basterebbe sentire gli esperti del Ministero del lavoro per rilevare che tale soluzione è tecnicamente possibile sul piano degli ammortizzatori sociali evitando il massacro dei licenziamenti. Ciò non avverrebbe, glielo posso dire in tutta tranquillità, nella pace sociale all'interno della situazione dell'Alitalia, all'interno di Fiumicino, all'interno del sistema dei trasporti aerei, ma troverebbe - e ben venga - una forte reazione popolare non semplicemente limitata alle vittime potenziali o reali del provvedimento di licenziamento. Infatti, attorno a quelle lavoratrici ed a quei lavoratori è in atto una larga solidarietà popolare.
Ecco, allora, i motivi per cui l'onorevole Buontempo, in questo caso, ha ragione da vendere e noi gliela diamo senza alcuna preoccupazione. Voteremo a favore del suo ordine del giorno: dall'esito di questo voto dipende il nostro atteggiamento nei confronti della conversione in legge del decreto-legge. Se l'ordine del giorno non verrà approvato, noi ci asterremo dalla votazione finale (Applausi dei deputati del gruppo di Rifondazione comunista).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cirielli. Ne ha facoltà.
EDMONDO CIRIELLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per annunciare che sosterrò l'ordine del giorno Buontempo n. 9/1839/3 e per esprimere anche una mia incredulità rispetto a questo comportamento del Governo. Infatti, proprio perché non si tratta né di una legge né di un emendamento, proprio perché il sottosegretario ha sostenuto che non comporta spesa, trattandosi semplicemente di un impegno politico, dal momento che l'Alitalia chiede un sostegno, non capisco cosa ci sia di straordinario nell'assumere un impegno politico a salvaguardia dell'occupazione, soprattutto di quella precaria.
Mi sembra, quindi, un atteggiamento un po' superficiale rispetto, ripeto, ad una raccomandazione e ad un impegno politico - non un emendamento né una legge e senza un impegno finanziario da parte del Governo - e non capisco perché debba essere liquidato in maniera così banale.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Briguglio. Ne ha facoltà.
CARMELO BRIGUGLIO. Signor Presidente, vorrei vivamente sollecitare il Governo a rivedere questa posizione sull'ordine del giorno Buontempo n. 9/1839/3, in quanto non mi sembra adeguatamente motivata; qualora permanesse, dichiaro, fin d'ora, che esprimerò un voto favorevole sullo stesso.
La sua proposta ha un valore prettamente politico ma c'è da discutere anche sui contenuti, perché, nel momento in cui l'Italia stipula numerosi contratti di formazione e lavoro - come il sottosegretario, sicuramente, sa - per le aziende normali che non godono di partecipazione da parte dello Stato, sussiste l'obbligo prioritario di puntare alla trasformazione a tempo indeterminato dei suddetti contratti.
Quindi, l'onorevole Buontempo ha indicato al Governo questa strada, perché i contratti di formazione lavoro non sono occupazione meramente precaria ma finalizzati preminentemente all'occupazione dei giovani, dove c'è un investimento in formazione; quindi, qualora si dovesse procedere al licenziamento, prioritariamente in quel settore, si tratterebbe di un doppio errore.
Per tali motivi, ritengo che il piano dell'Alitalia, illustrato in Commissione, debba prioritariamente farsi carico dell'occupazione perché, altrimenti, non si comprende per quale motivo ...
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per cortesia.
CARMELO BRIGUGLIO. ...si dovrebbe massicciamente intervenire in questa direzione. Di conseguenza, preghiamo ancora una volta il Governo di analizzare attentamente i contenuti politici e sociali e, soprattutto, il problema posto dall'onorevole Buontempo.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Strano. Ne ha facoltà.
NINO STRANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor sottosegretario, mi pare che il dibattito si stia incentrando su un aspetto fortemente politico. Non possiamo dimenticare che lo Stato possiede una notevole partecipazione in Alitalia e la stessa non è un ente avulso dalle scelte che sono state compiute in questi anni; quindi, fermo restando che la posizione del gruppo sarà decisa dallo stesso, ci permettiamo di sostenere una tesi che permetta all'ordine del giorno Buontempo n. 9/1839/3 di poter essere approvato, anche modificato come da ultimo aveva proposto ...
PRESIDENTE. Vorrei pregare i deputati di consentire al sottosegretario Mammola di ascoltare l'intervento (Commenti).
NINO STRANO. ...l'onorevole Buontempo.
PRESIDENTE. Onorevole Strano, le chiedo scusa. Signor sottosegretario, la prego di ascoltare, perché non si può continuare il dibattito in questo modo. Prosegua pure, onorevole Strano.
NINO STRANO. Signor Presidente, rinuncio a parlare.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pistone. Ne ha facoltà.
GABRIELLA PISTONE. Innanzitutto, vorrei sostenere sia l'ordine del giorno Lusetti n. 9/1839/1 sia l'ordine del giorno Buontempo n. 9/1839/3. Tuttavia, vorrei precisare che un ordine del giorno accolto come raccomandazione ma, in un certo senso, modificato in modo da divenire del tutto inefficace, francamente non possiamo accettarlo.
Quindi, sottosegretario, o si assume l'impegno di accettare gli ordini del giorno nella loro stesura originaria oppure la raccomandazione o la riformulazione, nel caso l'ordine del giorno Buontempo, non ci può soddisfare.
Quest'ultimo ordine del giorno chiede al Governo un impegno politico chiaro, preciso, cioé di lavorare affinché la più grande azienda italiana del trasporto aereo - che si trova in notevole crisi come tutte le aziende del trasporto aereo a livello internazionale - sia tutelata dal punto di vista dell'occupazione. Ciò mi sembra non solo legittimo ma anche assolutamente doveroso da parte di un Governo che intenda rappresentare la maggioranza dei cittadini. E la maggioranza dei cittadini si rappresenta anche assumendosi delle responsabilità precise, non a gestire l'Alitalia ma a far sì che questa azienda sia in grado, come compagnia aerea, di salvaguardare l'occupazione e di non mandare a casa i suoi lavoratori.
Si è detto della crisi internazionale ma, purtroppo, la nostra azienda soffriva di una crisi preesistente. Oggi, oltretutto, si trovano anche i modi per riuscire a mandare a casa i dipendenti, facendoli passare per vittime della crisi internazionale. Cosa che non è assolutamente vera, come molti sanno bene in quest'aula.
Noi, come gruppo, sosterremo l'ordine del giorno Buontempo e il problema è che venga accolto nella sua formula piena.
Vorrei sottolineare che l'onorevole Buontempo, spesso e volentieri, si trova a sostenere nostre battaglie, nostri emendamenti. Dunque, mi domando: ma l'onorevole
Buontempo ha sbagliato parte politica? Mi domando ciò perché questo sospetto mi sorge ogni giorno di più.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Trantino. Ne ha facoltà.
ENZO TRANTINO. Signor Presidente, non intendo entrare nel merito, soprattutto di fronte alla malizia dialettica, proposta dalla collega Pistone, che si è chiesta se per caso l'onorevole Buontempo non avesse sbagliato parte politica.
Siccome so che l'onorevole Buontempo è della mia stessa parte politica, credo che l'onorevole Pistone dovrebbe prendere atto che, all'interno di Alleanza nazionale, vi è libertà di pensiero, trasversalismo di idee, non vi sono muli né paraocchi e che, quindi, il mercato aperto ad altri non consente di godere dell'ammasso delle nostre teste.
Credo, dunque, che la questione, considerato che all'interno del Parlamento vi sono diverse interpretazioni, possa essere facilmente risolta dal signor sottosegretario, e perciò il contributo che mi permetto di suggerire, rimettendosi all'Assemblea.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pagliarini. Ne ha facoltà.
GIANCARLO PAGLIARINI. Signor Presidente, intervengo a titolo personale, non avendo fatto in tempo a parlare con i miei colleghi. Tuttavia, vorrei chiedere al Governo di non riconsiderare il parere espresso sull'ordine del giorno Buontempo n. 9/1839/3. L'onorevole Buontempo ha detto di voler tutelare non gli errori dell'Alitalia, ma il personale. Il guaio è che gli errori dell'Alitalia consistono proprio nell'aver assunto, in passato, più personale di quanto le sarebbe servito per essere competitiva sul mercato (Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania). È questo il problema, capisce, signor Presidente? Si è parlato di situazione drammatica del trasporto aereo nel nostro paese; ma la situazione era drammatica anche prima dell'11 settembre, perché la compagnia di bandiera, purtroppo, non ha operato in passato con efficienza, in modo da essere competitiva.
ALFONSO GIANNI. Allora bisogna licenziare il management!
GIANCARLO PAGLIARINI. Anche noi vogliamo tutelare, nei limiti del possibile, i dipendenti. Ci mancherebbe altro! Tuttavia, con questo testo, è come se dicessimo: brava Alitalia! Hai fatto bene ad assumere più persone di quelle che ti servono; continua così. Quindi, secondo noi, il Governo ha fatto bene a mettere i puntini sulle «i», senza contare che, se l'ordine del giorno Buontempo n. 9/1839/3 fosse approvato ed il Governo dovesse ottemperare agli impegni in esso contenuti, il paese avrebbe problemi con l'Unione europea, perché ci sono leggi comunitarie ben precise, che impediscono gli aiuti di Stato.
Quindi, su questa base, io sono d'accordo con il parere espresso dal sottosegretario di Stato (Applausi dei deputati dei gruppi della Lega nord Padania e di Forza Italia).
PAOLO MAMMOLA, Sottosegretario di Stato per le infrastrutture e i trasporti. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAOLO MAMMOLA, Sottosegretario di Stato per le infrastrutture e i trasporti. Signor Presidente, mi permetto di intervenire per trovare una soluzione. Mi pare di aver accolto come raccomandazione l'ordine del giorno Buontempo n. 9/1938/3, purché riformulato: mi sembrava, infatti, che la formulazione originaria richiedesse un impegno troppo stringente e troppo vincolante, anche per l'operatività dell'azienda medesima e per le scelte aziendali, delle quali noi prendiamo atto, per poi concordare.
Credo che la polemica aperta da parte di molti colleghi sia, in fin dei conti, infondata e mi riferisco anche all'intervento
dell'onorevole Pistone. Noi ci impegniamo a predisporre un programma di interventi a medio e lungo termine, volto al rilancio ed alla rivalutazione di tutte le imprese di settore e, in particolare, dell'Alitalia, nostra compagnia di bandiera, al fine di salvaguardare l'occupazione. E l'occupazione è tale a 360 gradi. Non facciamo certamente distinzione tra i contratti a tempo determinato e quelli a tempo indeterminato. Quindi, c'è un assoluto impegno del Governo ad andare in favore anche della compagnia di bandiera, individuando tutte le forme di sostegno che, naturalmente, come qualche collega ricordava, devono essere compatibili con l'ordinamento comunitario e, quindi, devono trovare accoglienza all'interno della Comunità europea. Quindi, vorrei fare una proposta all'onorevole Buontempo, anche per dimostrare che non c'è una volontà di chiusura e che siamo, invece, impegnati nella stessa direzione. Peraltro, non è possibile indicare già adesso le forme e la strategia che l'azienda dovrà individuare con il Governo, per far fronte a quelle che saranno le difficoltà del personale. Ho usato il termine «saranno» perché nessuno ha ancora scritto, nessuno ha ancora mandato lettere di licenziamento a chicchessia. Stiamo facendo un processo alle intenzioni, da questo punto di vista; non sappiamo ancora quante persone, come e perché l'azienda intenderà, eventualmente, lasciare a casa.
Dunque, propongo all'onorevole Buontempo di rimanere fermi a quel dispositivo in cui dicevamo di salvaguardare l'occupazione, «individuando eventuali ammortizzatori sociali per non penalizzare i lavoratori», senza dare indicazioni stringenti e precise, ma cercando di individuare quali saranno le possibili soluzioni.
FRANCESCO GIORDANO. Attenzione, Buontempo!
PAOLO MAMMOLA, Sottosegretario di Stato per le infrastrutture e i trasporti. Si tratta di un impegno che il Governo, formalmente, aveva già preso, in un certo senso; comunque, non ho nulla in contrario all'inserimento proposto (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).
PRESIDENTE. In sostanza, con questa riformulazione, il Governo accetta l'ordine del giorno Buontempo n. 9/1839/3.
Chiedo all'onorevole Buontempo se sia d'accordo con la riformulazione proposta dal Governo.
TEODORO BUONTEMPO. Sì, signor Presidente.
PRESIDENTE. Sta bene. È così esaurita la trattazione degli ordini del giorno presentati.
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