Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 61 del 13/11/2001
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Sull'ordine dei lavori (ore 15,07).

ANTONIO BOCCIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, come lei potrà vedere, noi cominciamo i nostri lavori con l'esame di un disegno di legge di conversione di un decreto-legge. Al successivo punto dell'ordine del giorno della seduta odierna, c'è la proposta di conversione in legge di un altro decreto-legge; successivamente al punto 6, c'è la conversione in legge del decreto-legge per contrastare il finanziamento del terrorismo internazionale. All'ultimo punto vi è la proposta di conversione in legge di un altro decreto-legge, quello in materia di spesa sanitaria.
Signor Presidente, ho chiesto di intervenire perché purtroppo - ahimè! - non ci fermeremo qui: infatti, è stata annunciata, nelle prossime settimane, una quindicina di provvedimenti di conversione di decreti-legge. Signor Presidente, si pone un problema serio di rapporti tra questa Camera ed il Governo; si pone un problema che riguarda la qualità della democrazia, un problema di corretti rapporti tra il Parlamento ed il Governo.
Mi rendo conto che, quando una maggioranza ritiene di dichiarare l'urgenza di


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un provvedimento, e se ne riconosca la legittimità, il provvedimento viene legittimamente posto all'ordine del giorno; però, signor Presidente, in questo caso, in parte, occorre una giusta interpretazione di questa valutazione di legittimità. Infatti, il continuo svolgersi dell'attività legislativa da parte della Camera per lo più - se non esclusivamente - attraverso la decretazione d'urgenza rappresenta un evidente stravolgimento del dettato costituzionale. Vorrei aggiungere, però, non soltanto una considerazione sulla legittimità, ma anche sull'opportunità.
Presidente, se si trattasse di disegni di legge ordinari anziché di disegni di legge di conversione di decreti-legge, probabilmente la maggioranza avrebbe la possibilità, in tempi e modi più consoni, di affrontare le stesse questioni; per questo, procedere attraverso decretazione d'urgenza è una provocazione oppure un affronto nei confronti di una regola democratica. La conclusione finale è che noi stiamo verificando, giorno dopo giorno, che si stravolgono i corretti rapporti tra i poteri dello Stato, con una prevalenza dell'esecutivo sul legislativo, che non diventa intollerabile solo politicamente, ma introduce anche un giudizio sulla qualità della democrazia, che si sta instaurando nel nostro paese, che comporta una certa preoccupazione. Signor Presidente, è un'aggravante. Io non segnalo a lei questo aspetto perché, in qualche modo, vi provveda, in quanto si tratta più di un giudizio politico, ma tale aggravante rende la prima questione ancora più rilevante.
Signor Presidente, ormai, in questi primi mesi (e, vedremo, anche nei prossimi), non c'è la possibilità di emendare quasi tutti questi decreti-legge perché giungono, come suol dirsi, blindati. Quindi abbiamo un doppio vulnus: un vulnus rappresentato dalla decretazione d'urgenza abusiva ed un vulnus politico determinato dal fatto che non è consentito, non dico all'opposizione, ma nemmeno ai colleghi della maggioranza emendare questi provvedimenti. Tant'è che ho il legittimo sospetto che, probabilmente, si proceda per decreti-legge per non consentire alla stessa maggioranza, che sostiene il Governo, di presentare emendamenti. Ma una cosa è certa, vi è un doppio vulnus: una decretazione sfrenata ed una impostazione di non emendabilità.
Ecco, signor Presidente, in un clima così improntato per quanto attiene ai rapporti tra Parlamento e Governo e in tale prospettiva di voto, le chiedo, assolutamente, di assumere un'iniziativa nei confronti del Governo, credo anche nell'interesse dei colleghi della maggioranza, perché sia tutelato il legittimo potere del Parlamento di fare le leggi.

PRESIDENTE. Onorevole Boccia, da presidente di un gruppo di maggioranza mi capitò, nella scorsa legislatura, di sollevare analoga questione verso il Governo che pure sostenevo.
Lei mi capirà, tuttavia, se le dico che informerò il Presidente della Camera della questione da lei sollevata, e immagino che il Presidente Casini vorrà risponderle.

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